Il mio manifesto di Natale

Non capisco il buonismo, chi perdona gli assassini dei figli. Credo profondamente in Dio e nell’aldilà, mio padre del resto mi ha mandato chiari segnali di cui a volte ho parlato nel blog, mi confesso abbastanza regolarmente seppur non così frequentemente, ma non vado a Messa ogni domenica. Se visito una Chiesa da turista, mi fermo comunque e sempre a pregare, mediamente capita quando siamo in viaggio, per cui prevalentemente ringrazio per l’opportunità che il Cielo mi ha dato di andare in vacanza e di godere di giorni tanto ricchi.

Mi piace il Natale commerciale, le luci ovunque, lo shopping, e i canti natalizi in auto mentre si va. Adoro i nostri riti, miei e dell’Orso, sono la parte più bella, quella del prima, quella che ci fa scacciare il pensiero che in fondo Natale sia la festa dei bambini.

Credo profondamente che o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai (cit.), ma a Natale si aggiunge qualcosa in più, magari il torrone. Ritengo che sia giusto, normale e sacrosanto parlarsi, scusarsi, capirsi, incazzarsi, discutere, serbare rancore per un po’ e poi buttarsi tutto alle spalle, se il rapporto vale. E’ successo in questi giorni con collegafigo. Ritrovarsi e ripartire dopo un abbraccione è semplicemente la prova che a volte si è fatti per camminare dalla stessa parte della vita, anche se la si pensa diversamente, che ci sarebbe un vuoto senza quella persona.

E se talvolta cedere e abbozzare mi costa parecchio, c’è sempre un buon motivo per farlo, ad esempio far contento mio marito.

Mia sorella conclude spesso i nostri confronti – lei è molto rigida – dicendo “tu sei quella buona.” Io sono quella che si fa carico di un sacco di cose, per esempio non lasciare indietro nessuno a Natale. Emanuele guarda soddisfatto i pacchetti che già affollano l’albero e dice che sono stata proprio efficiente a organizzare tutto per tempo, è vero mi piace farlo ed ero in part time, ma pensare nel dettaglio a tutti non è cosa da poco.

Natale amplifica e rivela, anticipando il significato dell’Epifania, la gente si mostra per quello che è. Io faccio in modo che a Natale nessuno sia solo, non è facilissimo, visto che non sono ubiqua, tocca giocare a tetris col calendario ma con un po’ di buona volontà ci se la fa, sempre. Anche lo scorso anno che avevo l’influenza pestifera e quando Emanuele ha riportato a casa sua mamma, io ho vomitato l’intero il pranzo. Però eravamo stati insieme.

E se tutto l’anno le cose al lavoro sono andate a rotoli, partecipare alla cena di aziendale di Natale mi sembrerebbe ipocrita, oltre che estremamente faticoso, ma il 2017 è cominciato con la conferma del part time, per cui quest’anno alla cena andrò volentieri.

Non rincorro amici che non ci sono mai, solo perché bisogna farsi gli auguri, ma sono felicissima di brindare con chi mi ha accompagnata in questo viaggio con etichetta “2017”.

Sono coerente con quella che sono per 364 giorni, a Natale al massimo mi abbuffo un po’ di più e il 26 mangio gli avanzi.

I fatti, i gesti, le parole parlano di noi, la stella cometa getta una luce sincera su quello che realmente siamo, smaschera finzioni e illumina i nostri passi. La direzione no, quella la decidiamo noi.

Felice Immacolata, amici e grazie per essere qui.

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25 thoughts on “Il mio manifesto di Natale

  1. Non ho ancora fatto l’albero, e per la verità oltre al poco tempo ho anche poca voglia di farlo. Ho fatto un regalo, nascosto e ancora da incartare. In arrivo altri 4, e devo fare un altro ordine, perché -dato che ho poco tempo- mi toccherà far viaggiare i corrieri. L’hanno scorso, come te, ho giocato a tetris cercando di rincorrere l’idea del Natale tutti insieme, ma come dici tu le persone non cambiano improvvisamente a Natale, se sono deleterie per 364 giorni, lo saranno magari di più lamentandosi pure del pranzo. E alla fine ci rimetto io, di salute pure. Perciò quest’anno a Babbo Natale ho chiesto di tenermi lontane le persone energivore, quelle che ti usano come un cestino dei rifiuti, quelle che quando ti chiamano non ti chiedono “come stai?” ma vanno subito al punto “io ho bisogno/ tu devi”. Credo che a Natale invece l’importante sia passarlo con chi ci fa stare bene e ringraziarli di questo.

    • Be’, noi lavoriamo nelle spedizioni e sappiamo bene che dicembre è uno dei periodi di maggior lavoro! 😀 Le persone che ti sfruttano e basta non vanno mai bene, mai, a Natale poi sono proprio sgradite.

  2. Per essere una non religiosa e assai poco attaccata a tradizioni e apparenze, ho con il Natale un rapporto assai strano. È una vita che boicotto il capodanno, rifuggo da tutto ciò che è commerciale, ma, insomma, è l’8 dicembre e si fa l’albero. Il presepe per quest’anno riposa per motivi di sicurezza (a meno di non trovare un posto molto sicuro e molto in alto, ma dubito sia possibile). I regali devono essere il più possibile specifici, studiati e coccolati (a impacchettare sono un disastro, ma il contenuto lo penso bene). E poi ci sono gli amici veri che abitano lontano, ma almeno a Natale quasi tutti tornano più o meno vicini (il concetto di vicino può essere molto relativo) ed è bello anche fare i salti mortali per vedersi anche solo mezz’ora.

    • Mi ricordo bene che anche lo scorso anni hai commentato col tuo odio per il capodanno 😀 e condivido in pieno l’idea di fare i salti mortali per vedersi quando ne vale la pena. Quindi oggi avete fatto l’albero!

  3. Come sono felice di sentire che rivedrai certe posizioni e soprattutto sarai coerente con la nuova Sandra che metterà il suo benessere ed equilibrio davanti a tutto.
    Possiamo anche raccontarcela che Natale non è regali e pranzi e addobbi, possiamo far finta che il suo significato profondo lo colgano solo in pochi prescelti lontano da tutto questo, ma non è così. Natale nel 2017 è quel giorno che cade nel calendario per essere festeggiato come più aggrada, con chi si desidera, facendo le cose più piacevoli. Se poi uno preferisce la solitudine affari suoi… io come te preferisco in famiglia con tutto organizzato per tempo, con i pacchetti pensati e pronti sotto l’albero con la tavola imbandita e tanta voglia di trascorrere giorni da conservare nella memoria.
    Quindi che i bimbi siano in fasce o abbiano 11 con gli occhi attaccati al cellulare o siano in un corpo da 90 sempre in ottima compagnia sarai.

    • 11enni attaccati al cellulare? No, non mi pare di conoscerne! 😀
      Eh ma non ti ho detto che collegafigo mi ha mandato 3493080 whatsApp per scusarsi, si rode nel senso di colpa nonostante gli abbia detto che è tutto a posto ora. E buon proseguimento con i vostri esperimenti in cucina, che vedo procedono assai bene, per la gioia di chi condividerà la tavola il 25.

      • Vedi, vedi… un po’ di sale in zucca anche agli insospettati arriva come dono di Natale. 😘mai disperare!

  4. Felice giornata Sandra. Io avevo in mente di rifare dopo tanti anni l’albero di natale, ma ho desistito. Però con i regali sono andata avanti, e alcuni sono già sotto l’albero di cartine che ho disegnato e addobbato io stessa,al posto di quello tradizionale.
    Leggendoti mi sono resa conto di quante cose teniamo insieme noi donne. Cerchiamo di non dimenticarci di noi stesse. Riguardati e goditi il tuo Natale quotidiano…

    • Mi piacerebbe vedere il tuo albero alternativo se vorrai postare una foto nel blog. Sì, noi donne siamo il collante, e gli uomini in fondo lo sanno e ne fanno un conto. Grazie, sei molto cara.

  5. Grazie Sandra per queste belle riflessioni. Il Natale e l’Immacolata, la festa che lo precede, per me sono giorni intensi, pieni di impegni familiari, ma belli belli. Me li voglio godere appieno per ricaricarmi in vista del nuovo anno. Dietro al Natale, per me, c’è un forte significato religioso che cerco di ricordare anche con scelte sobrie. Inoltra è il periodo giusto, come ci hai ricordato, per fare delle riflessioni sulla vita e sulle relazioni personali. Se c’è pure qualche chicco di neve (evento rarissimo da me)… beh allora è perfetto. Buon Natale!

    • Grazie a te per aver voluto condividere i miei pensieri. La sobrietà è importante: Gesù è nato in una mangiatoia, è ben più importante il messaggio di speranza che la ricchezza. Ma per gli auguri di Natale ancora c’è tempo!

  6. Io che sono uno scomunicato, non vivo il Natale da un punto di vista religioso, ma umano.
    Hanno ragione i detrattori quando additano il Natale come momento di quel consumismo estremo, ma è anche vero che grazie a quel consumismo tanti possono conservare un posto di lavoro. Soprattutto però credo che i detrattori si sbaglino sul Natale, perché è un momento di festa condivisa, di incontri, di ritrovare un’occasione per sentirsi, per ritrovarsi, un momento che ripristina le persone al grigiore degli affanni e delle corse di tutti i giorni. Vivere pienamente la vita, sbilanciarsi in sorrisi di norma non profusi, destreggiarsi per pensare a un dono per gli altri, sono tutti momenti che arricchiscono la vita, non la impoveriscono.
    Certo, c’è sempre chi dice, che se a Natale si è più buoni, è un’ipocrisia perché si dovrebbe essere più buoni tutto l’anno. E suvvia, rilassati, più buoni e solidali tutto l’anno è un’idea utopistica, di santi non ne ho conosciuti molti in questa vita, per cui se in un periodo dell’anno possiamo ricordarci d’essere migliori, non è un peccato, ma una opportunità.
    Ma soprattutto, dai Natali passati (e ormai vedere A Christmas Carol è un’istituzione) ho compreso che i Natali scorrono nell’impressione che siano sempre uguali negli anni, e allora quasi ci si annoia a vedere le stesse facce e ad usare le stesse frasi di circostanza. Invece vivendo i Natal,i ti rendi conto che alcune persone, anche importanti, vengono a mancare, la morte o la malattia se li è tirati via, e cominci ad avvertire il vuoto, quel che ti sembrava dovesse durare in eterno, no, non dura in eterno, è precario, noi stessi siamo precari. Tra un Natale e l’altro possono venire a mancare gli affetti, le persone che si amano non si amano più, ci si divide, ci si spezza, si comincia ad annusare la polvere della nostalgia e del rammarico, del potevo vivere di più e più pienamente quei momenti, perché di quei momenti non ce ne saranno più, per sempre.
    Per questo vedo il Natale come un momento d’amore, un cantuccio dell’anno dove respirare il freddo inverno e far uscire dalla nostra bocca il calore del fiato.
    Lo so, sono sentimentale, ma credo proprio che vada meglio così. 😉

  7. Io continuo a vivere in una dimensione parallela. Ti scrivo appena ho un momento di quiete. Buona Immacolata e buon weekend lungo anche a te e a Emanuele. Un abbraccio forte!

  8. L’Immacolata è appena passata, allora ti auguro buon resto di questo bel week end lungo!
    Sul Natale commerciale, gli amici che non si vedono mai da non rincorrere solo per gli auguri e sulla coerenza da mantenere la penso come te. Io non amo particolarmente il Natale, ma mi piace ritrovarmi con le mie sorelle e soprattutto con i miei nipoti, soprattutto da quando ci sono i bambini che, secondo me, hanno l’immenso potere di dare un sapore speciale al Natale.

    • Certo, i bambini sono gli assoluti protagonisti del Natale, soprattutto fino a quando credono ancora alla magia dei doni portati da Babbo Natale, Gesù bambino, S. Lucia e La Befana!

  9. @ Grazia, il perdono è una gran cosa e io lo invoco spesso, sono capacissima a perdonare e l’ho dimostrato più volte, ma caspita, non ho figli, ma se mi ammazzassero Nanni e Cicia i miei nipotini, allora lì se perdoni o sei un Santo, o non arrivo a capirti o mi pare un atteggiamento, per quello mi è uscita la parola buonismo.

  10. A me da gioia fare qualcosa per la felicità degli altri, certo non indistintamente, ma neanche solo per chi se l’è meritato: le persone che amo, ammiro, mi piacciono, che non sono molte, come tu sai. Se fosse sempre Natale, non sarebbe così bello. Anche se fossimo immortali, non sarebbe così bella la vita.
    Buone feste, Francesca

    • E’ vero, se fosse sempre Natale, se fossimo sempre in vacanza non ce lo godremmo affatto. Sull’immortalità mi viene in mente la mia serie tv preferita, Forever, che guardo solo io, e che forse meriterebbe un post. Il bene mette in circolo una grande energia positiva e ci fa stare in pace col creato per questo dà gioia darsi per gli altri, hai ragione.

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