Tra Natale e Capodanno senza progetti

Succede che a un certo punto ciò che è sempre sembrato ottimale per me: avere obiettivi, progettare come se la vita fosse una sorte di Legione straniera di programmi a breve e lunga scadenza in ogni campo, riveli tutta la sua crudele ossessione, è una morsa, una corsa, un battere ritmato a suon di qualcosa da spuntare. Oddio, basta!

Intanto facciamo un passo indietro: come sono stati questi giorni di festa? Noi bene, anche molto bene via. Una buona dose di relax, un pranzo natalizio da mia mamma con anche mia suocera e il fratello di Emanuele (mia mamma è stata bravissima a fare tutto da sola! Il mio apporto è stato minimal.) Tanti amici nei giorni limitrofi e ora si recuperano quelli che non siamo riusciti a vedere prima del 25. Ieri ho incontrato con molto piacere Cristina M. Cavaliere, stasera cena da amici storici. Il 27 ho lavorato, una giornata senza rogne, Dio sia lodato, da ieri sono in part time, e settimana prossima l’Orso sarà in ferie, non andremo via, ma sarà comunque molto molto molto bello. Potremo battere diversi record: quello di dormita, e quello di cioccolatini/torroncini/dolcetti mangiati davanti alla Tv o mentre si legge, quello dei brindisi (abbiamo ricevuto quantità pazzesche di vini) e degli abbracci.

Ecco cosa scrissi un anno fa:

E cosa vorrei di nuovo nel 2017? Come sempre sottolineo la salute. Vorrei più weekend fuori casa, senza programmarli troppo. Mi piacerebbe smetterla di rimanerci male per la mediocrità di certi comportamenti, il messaggino meschino, l’invidia, chi ha sempre mille scuse per non esserci e poi all’improvviso salta fuori e pensa che tutto sia immutato (no, non lo è!). Vorrei non dover imbiancare, che qui non passa anno senza che ci sia una magagna per cui tocca avere sempre la casa modalità cantiere (in questo momento è tutto a postissimo, ecco che duri!) Vorrei svegliarmi col sorriso, anche di lunedì-lavorativo quando piove.

Vediamo com’è andata. La salute mia e dei miei cari, nessun ricovero, ma una grana che si è palesata a marzo con cura efficace, effetti collaterali pesanti e poco chiari da imputare al farmaco, esami, e poi stop alle medicine, e ora mi sento sulla prua di una nave a osservare il mare pregando che non arrivi la tempesta ma comunque grata che si tratti solo di questo. Alla grande per i weekend fuori casa, le vacanze e i viaggi in genere che sono stati molto superiori alla media e tutti splendidi, qui ci va un bel 10 e lode! Ho addirittura spuntato 3 luoghi da vedere in Italia nella mia lista di 50!

Sul mio atteggiamento: “smetterla di rimanerci male” mah sì, nel senso combatto ancora con le prese di posizione degli altri, se mi danneggiano e/o le trovo ingiuste, scorrette ma non perdo davvero tempo per le quisquiglie, gente che nel mio quotidiano magari ha un peso, ma non ce l’ha in concreto in termini di importanza.

Non abbiamo dovuto imbiancare! Ma l’intervento idraulico è rimandato al 2018 e quindi la modalità cantiere è dietro l’angolo. Ahinoi!  Eh, no, non sempre mi sono svegliata col sorriso, ma a conti fatti non è stato un brutto anno, molti su e giù, ma se mi volto indietro oltre ai miei sorrisi ne vedo davvero tanti di persone con le quali è cresciuto un rapporto appagante scalda cuore. E se il 2017 verrà ricordato come l’anno dei 50 + 10, e del part time definitivo (quindi cose per cui è stata necessaria una seria e lunga preparazione) tanti sono stati i momenti in cui la vita semplicemente mi ha sorpresa senza programmazione alcuna, mettendomi di fronte a una montagna inaspettata o una pista di pattinaggio.

Per cui per il 2018 abdico del tutto dal mio regale ruolo di regina dei progetti. Che non significa affatto vivere allo sbando, ma puntare lo sguardo oltre quei centimetri che mi hanno sempre separata dal brivido dell’imprevisto, quella distanza di sicurezza che mi ha accompagnata sempre, forse fino a fare il botto. Occhio a passare sotto il mio balcone alla mezzanotte del 31 perché potreste venire colpiti dalla corona che scaglierò lontano!

Perché è pure logico che tutti si chiedano salute e stabilità economica. No, io guardate vorrei ammalarmi e essere indebitata! Bando quindi alle ovvietà, non cerco nulla di più di quel che ho; non appendo al muro il bersaglio per tirare le freccette sperando di fare centro per poi lagnarmi per ogni freccia che si spiaccica fuori dal cerchio e finisce per terra.

Non sarà così, sarà solo aprire la porta e incamminarsi, sperando passi il treno giusto e di avere la capacità di riconoscerlo, e se non si fermerà alla mia stazione andrò a piedi, che scarpinare non mi ha mai spaventata.

Ci leggiamo il 31 per gli auguri ufficiali.

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16 thoughts on “Tra Natale e Capodanno senza progetti

  1. Parte di quel che hai scritto potrei averlo scritto io! Già il lavoro di questi tempi ci vuole organizzati fino ai millisecondi (che il tempo è denaro), ma la scrittura (e la creatività in genere) non funziona col contaminuti, richiede tempi e spazi diversi. Io continuerò a navigare a vista, con una direzione di massima ma lasciando felicemente travolgermi da belle novità (sennò col cavolo che entravo nella Kasa dei libri a novembre!). E quello che ti auguro è un sacco di belle storie da scrivere, non da pubblicare, ma da scrivere intanto. Quella magia della prima bozza che ci lascia felici. Il resto non ci deve crucciare. Camminiamo, prepara la Nike! 🙂

    • Si, non mi riferivo solo alla scrittura anzi più alla vita. Grazie per gli auguri, sai che non ho mai avuto un paio di Nike? Cammino un po’ con tutto, non da professionista ma sono abbastanza instancabile, da spatentata che spesso si fa lunghi pezzi a piedi piuttosto di aspettare un mezzo di superficie. A prestissimo, cara Barbara.

  2. Secondo me ti ha sconvolto il mio post Imparare il valore dell’attesa, che poi il titolo in bozza era Basta progetti, voglio vivere! Il senso è quello 😂. Credo che tu stia benissimo, lo dimostra questo post. Noi non abbiamo nessun programma per capodanno e ci va bene così… In fondo un Orso ce l’ho anch’io… 😉

    • Magari sconvolta è eccessivo, ma di sicuro, cara Elena, mi hai ispirata e il post nasce proprio dalle riflessioni che il tuo mi ha scatenato, quindi grazie doppio: per il tuo pezzo e per essere qui. Anche a noi va bene così, nessun programma mondano quest’anno dopo anni di mini fughe di una o due notti (o forse pure tre) in giro per l’Italia. Sto studiando il menù e ci prenderemo un film.

  3. Uh il tormentone e tu cosa fai a capodanno è da anni che mi sorvola e atterra altrove. Chi mi conosce sa quanto io detesti la confusione e le situazioni preconfezionate, quindi niente veglioni, festoni, vestiti luccicanti, serate in discoteca, follie varie. Probabile che faremo una serata post cena a giochi da tavola, sempre che Morfeo non ci venga a prendere prima.
    Però per ciò che riguarda te non lo finirò mai di ripetere… abbi fiducia che le cose belle accadranno devi solo crederci. Visto che il 2017 non ha deluso sulle cose importanti?

      • Mica solo Monopoli! Ho un assortimento a casa. Tipo una partita a Uno, una a Scarabeo, una a Indovina chi, una a Scotland yard, una a Battaglia navale, una a Forza quattro….

  4. @ Nadia, la fiducia in me è in crescita, giuro! E per i giochi da tavolo, io li ho scoperti tardi, da ragazza non li sopportavo, ho buttato una fantastica scatola MONOPOLI 40^che oggi varrebbe un piccolo capitale, con i segnalini in metallo. Ora invece mi piacciono e io e Emanuele facciamo quelli giocabili in 2.
    @ Elena, avrei dovuto citarti nel post, quindi scusami e grazie ancora a te. Per il menù, ho delle lunette di magro (ravioli piemontesi presi al solito approvvigionamento in Monferrato) penso di fare un sugo di pomodori Piccadilly e verdurine, poi un grande classico: cotechino e lenticchie, niente abbuffate di antipasti che ci si riempie subito e poi si avanza il resto.

    • Io non sono molto amante dei giochi da tavola ma Monopoly forever! Buono il tuo menù, lo approvo!Io ancora non ho deciso, ma si parla di ravioli qui…

  5. Io invece, come ti ho già accennato, sono pieno di progetti. Due romanzi da pubblicare (il mio desiderio sarebbe tre, ché il terzo è già finito in prima stesura e magari riesco a revisionarlo nel mezzo ai due da scrivere) e poi tre progetti lavorativi da portare in contemporanea e tanti altri sviluppi. Per scaramanzia (ma tanto lo so che non ci credo) avevo chiamato quest’anno 2016+1, come fece D’annunzio col 1913 che chiamò 1912+1. Perché il 2017, dopo decenni di attesa, avrebbe segnato il mio esordio e se i libri non fossero piaciuti, amen, penna appesa al chiodo prima di cominciare. Invece i libri stanno piacendo, il seguito dei lettori cresce e allora per l’anno che verrà si possono progettare tante nuove idee e sviluppi. Ma nella sostanza mi godo l’attimo, perché tanto si sa, del doman non v’è certezza.

    • Del doman non v’è certezza. Eh, no, caro Marco non c’è! Ma tu fai benissimo te l’ho già detto in privato, a dare benzina ai tuoi progetti che sono già avviati e sanno di concretezza (i sogni sono belli, ma sono anche un po’ quelli che ti fregano!). A prestissimo, un abbraccione.

  6. fare progetti è umano, come è umano scoprire che non si sono raggiunti gli obiettivi. Meglio navigare a vista e cogliere le occasioni che si presentano.
    Però l’augurio che il 2018 sia felice e in sintonia con le tue aspettative si fa ugualmente.
    Buon anno, Sandra

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