La mia parola per il 2018

Leggerezza, fermezza, indulgenza e focalizzare sono state le mie parole per il 2017 e se per la leggerezza ho avuto diverse difficoltà, con le altre tre è andata davvero benone. Posso quindi dire di aver centrato l’obiettivo al 75%. Un buon risultato. Sono stata molto ferma nelle posizioni in cui credo, senza piegarmi a certi sistemi, soprattutto sul lavoro; sono stata non solo indulgente ma ho più volte almeno tentato di portare la pace, ho fatto il primo passo verso la riconciliazione, ho sottolineato come cose più importanti ci aspettassero oltre la discussione, per cui era il caso di troncarla; mi sono infine focalizzata su poche cose di vero valore per me, non sono mai arrivata a sera, soprattutto nei giorni di part time, con la sensazione di aver sprecato il tempo dietro a qualcosa di inutile.

Aver recentemente dichiarato di non voler progettare nel 2018 non significa che non abbia scelto una parola, una sola quest’anno, da portare con me ed è: equilibrio.

Lo intendo come controllo emotivo per il raggiungimento di una stabilità anche nella burrasca, perché l’immagine che istintivamente associo a questo termine è quello di una nave che si mantiene salda a galla col mare molto agitato, e non affonda.  L’obiettivo è dunque il raggiungimento di un assetto armonico con chi mi circonda e con me stessa, nelle diverse situazioni che si presenteranno e/o già esistenti. Nella scrittura l’ho già raggiunto, per cui ora è importante non perderlo; di sicuro anche negli affetti sono in pace con tutti, ho un buon equilibrio anche laddove sono molto coinvolta emotivamente, la ragione scende in campo portando un maggior controllo, questo anche se ci sono stati momenti non facili, contrasti, che devo dire, ho superato e ben gestito proprio grazie alla parola indulgenza del 2017. Nel lavoro ci stiamo lavorando, sbando ancora nonostante il ritorno di collegafigo (nota davvero positiva del 2017), perché la materia di cui mi occupo è delicata, perché non con tutti si collabora come con collegafigo, perché il mio part time sta scomodo ad altri e in qualche modo cercano di farmelo pagare.

Ma il vero equilibro a cui anelo è ovviamente quello dentro di me, perché se le tessere da fuori creano un fantastico mosaico, nel mio intimo sono spesso un’accozzaglia sbilanciata. Non mi manca nulla: ho una famiglia meravigliosa, una bella casa senza mutuo in una città che amo, una stabilità economica che ci permette molto superfluo (persino un fisioterapista a domicilio che per anni è stato il mio sogno) pur stando attenti che se nasci formica non muori cicala, LA SALUTE (ecco lo scrivo a lettere maiuscole) eppure la mia testa rimbalza forse perché è nella natura umana, di sicuro nella mia, inseguire stelle filanti e fare stupidi paragoni con chi ci sembra sempre al top.

Uso la mia solita arma: metto nero su bianco, condivido e poi parto con le migliori intenzioni ad affrontare il 2018!

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23 thoughts on “La mia parola per il 2018

  1. Quindi nel 2018 sarai un’equilibrista. Che no, non mi sembra mica facile! 😀
    Non credo alle persone sempre al top (e mi viene in mente Crozza quando imita Briatore e la sua vita “da sognio” “da build del top del successo del top” 😀 ), le uniche persone senza problemi sono i morti. Tutti gli altri non ne sono esenti, ahimè.

  2. Equilibrio mi sembra qualcosa che dovremmo ambire in molti. Io per primo. Soprattutto nelle esternazioni pubbliche, avessi avuto più equilibrio, mi sarei evitato qualche rogna e del rancore gratuito. Proverò a fare mio il tuo proposito, anche se sotto una diversa prospettiva. E poi ormai avendo anche la consulente (non faccio nomi… ma tanto lei sa :P) che mi equilibra quando sono disequilibrato, sono mezzo a posto. 😉
    In genere però io non riesco a fare propositi. Non riesco mai a mantenerli. L’unico proposito che mi sento di seguire in questo 2018 è un verbo: fare. Devo fare a testa bassa, come un mulo, come un somaro, come un asino, come… vabbè, si è capito. 😛

    • Muli, asini e somarelli sono animali adorabili che vedo e se riesco accarezzo volentieri al paese in Valtellina, fare fare fare, dunque per te, caro Marco.
      Allora siamo associati con la parola equilibrio, molto bene, bello fare questo viaggio insieme, caro Marco. Con chi tu sai, stai nella classica botte di ferro!

      • Qui c’è del gossip che gira e io non so niente?? 😀
        Con sta cosa dell’equilibrio, mi sono tornate in mente le mie Simplytone, le scarpe dis-equilibrate che fanno lavorare i glutei. Per dire che la ricerca dell’equilibrio fa bene anche alla linea! 😉

  3. Equilibrio è una bellissima parola, dovremmo aspirarci tutti perché, non ce ne rendiamo conto, l’equilibrio è il grande assente della nostra società, c’è troppo o c’è troppo poco in generale. Vivere con equilibrio può portare una grande serenità e qualche brivido che vola via (è tutto un equilibrio sopra la follia). Ok non ce l’ho fatta a non citare Vasco Rossi *_*

    • Più equilibrio per tutti, ok sembra la pubblicità di un biscotto con tante fibre! 😀
      A me pare di vedere in giro molte persone dotate di scarso equilibrio: scenate per un nonnulla, totale assenza di comprensione del mondo, cose così. Qualche brivido ogni tanto è benvenuto!

  4. Pingback: Tre parole per una rotta - webnauta

  5. Pingback: Esperimenti di scrittura: Calzettoni di lana | ilibridisandra

  6. È una delle confessioni a se stessi più bella che ho letto almeno da un decennio. Hai centrato tutto e sopra ogni cosa hai messo a nudo le tue impressioni e scosso le tue perplessità. Adoro la chiarezza e i pensieri che poco filtrati vengo dichiarati apertamente. Aggiungo che sarebbe bello il mondo se tutti, e dico tutti avessimo il rispetto altrui di dire apertamente ogni cosa senza offendere nessuno con l’intento di chiarire i propri confini. Permettimi di dire che dopo questa lettura avvenuta per caso…proverò a leggere di più del tuo blog…convinto che con un impegno Full time troverò tantissimi spunti…che mi daranno energia…perché credevo che scrittrici come te non potevano essercene ancora in circolazione. Bravissima.

    • Oh Dio, sono sotto shock! Figurati, un mio amico mi ha segnalato questo commento via whatsApp che mi stavo perdendo e non capivo di cosa parlasse…
      Grazie, non posso che esserti grata sperando tu possa trovarti bene in questo mio spazio, Francesco. Un abbraccio

      • Grazie a te … Troppo spesso ci si perde in letture che preferiremmo evitare…ogni tanto un bellissimo e su tutto veritiero trasferimento di emozioni…complienti e non mancherà eventuale commento sul resto della mia visualizzazione.

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