Introspezione solo apparentemente sconclusionata tra i cioccolatini

Questi giorni vanno sciogliendosi in fretta come fiocchi di neve vicino al fuoco, giorni che a raccontarli uno potrebbe anche dire “tutto qui?” e io ho apprezzato tantissimo.

Tutto cominciò così a novembre

Ho lavorato il 27, poi sono entrata in part time. Emanuele ha lavorato 27 28 e 29, ma uscendo dall’ufficio a orari normali, mentre questa settimana è in ferie. Il primo grande risultato sono dunque in pratica 2 settimane in cui si cena presto, comunque prima delle 20, io posso dedicarmi alla cucina con calma, c’è sempre qualche piatto che piace un po’ di più, e questo, rispetto a mangiare – è capitato spesso ultimamente – dopo le 21 senza neppure avere prima un’idea di quando ci si metterà a tavola, per me è già stato vacanza vera. Alle 20.30 ci devastiamo allegramente con Guess my age!   Emanuele ha preparato un foglio Excel e partecipiamo alla sfida, se fossi stata davvero in gara in tv ieri sera avrei vinto 60 mila euro! Insisto invano con l’Orso per iscriverci al casting.

Ci sono stati momenti impagabili di silenzio assoluto in cui io e Emanuele leggevamo. Ho terminato Frankenstein e letto già altri 2 libri, non enormi ma insomma si parte alla grande. Emanuele ha letto il mio Novelle nel vento trovandolo raffazzonato e la sua schiettezza mi piace, perché quando invece mi elogia so che è sincero, quindi il suo parere riesce a non essere inficiato dai sentimenti. Ho ragionato molto sul fatto che il mio romanzo migliore Le affinità affettive è anche quello che ha venduto di più. Il paragone in realtà regge solo se confrontiamo libri usciti con lo stesso editore, perché la promozione che l’editore fa è imprescindibile, però dei tre titoli goWare quello che per me rimane la mia storia della vita, confermata dal giudizio dell’Orso, ha sbaragliato! Questo un po’ mi frena anche nella scrittura futura: volevo raccontare quella vicenda e l’ho fatto, ci ho messo 2 anni, 5 stesure, un sacco di fatica vera, e il risultato è un romanzo che vorrei avesse ancora tante opportunità di venire letto (in caso questo vi stuzzichi, i link per l’acquisto sono tutti lassù), dubito potrò mai fare di meglio, sebbene anche Ragione e pentimento e Figlia dei fiordi meritino. Cene tempestose invece ha avuto un destino talmente sfigato che poveretto, mi dimentico persino di averlo pubblicato, peccato.

Non voglio essere l’autore che deve per forza uscire con un libro all’anno, anche se non ha nulla da dire, infatti in questi giorni in cui avrei avuto tempo non ho scritto nulla. Sembra che salti un po’ da un argomento all’altro, ma c’è un filo logico nella mia testa, ebbene ho letto e sicuramente è un buon libro Il mistero dell’angelo perduto, di cui vi avevo parlato, tuttavia presenta un grave errore storico, dice infatti che nel 1936 era già cominciata la deportazione degli ebrei, che in realtà inizierà molto dopo. Un editore capace come Skira si fa sfuggire una roba simile? In un romanzo sul nazismo poi, quindi qualcosa che deve essere centrale. Di 60 mila titoli pubblicati in Italia in un anno, quanti sono davvero necessari? Si pubblica tanto perché con ogni titolo l’editore riesce ad accedere a un nuovo prestito in banca, e in qualche modo va avanti, tra resi delle librerie e incassi minori del previsto e quando sta per affondare, torna in banca a chiedere un nuovo finanziamento. Tutto qui.

Tutto sommato temo che Novelle nel vento (che comprende La matassa blu di Prussia pubblicata in digitale da Delos e Villeggiatura per due unico mia prova col self) sia un libro del tutto inutile. La matassa blu di Prussia aderiva a canoni specifici richiesti in un’operazione di scouting, parametri narrativi che non mi rappresentano molto, mentre con Villeggiatura per due ho avuto l’ambire di voler sperimentare, lo ricorderete, il self per vedere se fosse adatto a me, e sono venuta meno alla regola principale a cui ogni selfista pare debba attenersi: pubblica in self la tua opera migliore, io l’opera migliore la volevo tenere per il grande salto, ed era Le affinità affettive appunto.

Ragionamenti da feste di Natale tra un cioccolatino e l’altro 😀 questi giorni servono molto anche a questo: a darsi risposte. Ho seguito diversi editori nel celebre forum Writer’s dream, intervenendo più volte portando la mia esperienza con essi, rendendomi conto di quante panzane spaccino per verità assoluta. Loro rispondono sempre a tutti i manoscritti inviati in valutazione, ma tra le mie mail la risposta non c’è. E allora torno a rispondermi da sola, sempre con l’aiuto dei cuneesi al rhum o dei torroncini, #sietepenosi e non m’interessate. No, neppure tu editore che mi hai mandato un contratto di 12 pagine con la dicitura “Scrittura privata” (privati siamo io e mio marito!) anziché “Contratto di edizione” e ogni punto che ti ho contestato era trattabile, che neppure nel souk di Marrakech ho mercanteggiato così tanto. Dove sta andando l’editoria? Dove, se non a rotoli?

Quanto tutto ciò è lontano da me, ora.

La meravigliosa agenda che mi ha regalato l’Orso per l’Epifania, in anticipo perché la stavo guardando al Garabombo e mi ha detto “te la prendo io!” E’ in cacca di elefante.

Molte cose stanno passando avanti alla scrittura, ore spese a chiacchierare con l’Orso, a cazzeggiare tra tv e giochi in scatola, Dio mi ha dato questa grande fortuna, quella di essere sempre in grado di farci compagnia, di essere un sostegno vero quando una nuvola bussa alla porta. Questa mattina siamo andati a fare il prelievo del sangue, due sole persone davanti a noi, figata, poi due passi e poco distante c’è il Garabombo, ultimi acquisti, poi chiuderà, lo abbiamo salutato ci vediamo a novembre, assieme al venditore di libri di Terre di mezzo, che sosta lì davanti, dal quale abbiamo comprato ancora un libro per Cecilia. (A Nanni allungheremo qualcosina per le sue adorate scemenze che prende in edicola: figurine, zomblins, mah.)

Giornate quasi primaverili che stridevano con le luci del Natale, si sono alternate ad altre più fredde e grigie (come oggi), domani andremo a festeggiare l’Epifania da amici e domenica c’è il consueto (è il terzo anno) Festival della magia con Raul Cremona, lunedì Emanuele tornerà al lavoro e queste giornate mi mancheranno da morire, sono state incredibilmente semplici, ma vere e per molti aspetti risolutive, nonché in perfetto equilibrio!

Non avrei potuto cominciare l’anno meglio di così, neppure se fossimo partiti per qualche meta esotica! Perché alla fine ciò che conta di più è sempre lo stato d’animo.

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20 thoughts on “Introspezione solo apparentemente sconclusionata tra i cioccolatini

    • Al Garabombo dallo scorso anno c’è una zona dedicata chiamata “Cartoleria di cacca di elefante” Emanuele mi aveva preso un robo porta cellulare. Ci va mia mamma e poi inorridita mi dice “argh al Garabombo ci sono delle cose fatte di cacca di elefante, che schifo!” Mia risposta: “sì, lo so, ce l’ho!” Ecco, ora le cose che ho sono diventate due. Più eco e equo di così non so cosa mai possa esserci.

      • Ehm, da nipote di agricoltori… ma con che cosa credete siano concimati i campi da cui si raccolgono le verdure?? E più è naturale, più la verdura è buona! 😉

  1. Mi sono ripromessa un commento serio. Credo che tu senta Le affinità affettive la tua migliore opera per l’impegno profuso e per il legame sentimentale che indubbiamente hai instaurato con essa. Ma a me piacciono in egual misura Ragione e pentimento e Figlia dei fiordi. Per capire maggiori o minori vendite bisognerebbe fare un’analisi seria, che le variabili in campo sono parecchie. Magari gli altri due sono usciti in periodi di mercato sfortunati, o qualche lettore li ha associati più al rosa, mentre Le affinità affettive è stato ben letto anche da uomini (ti ricordi il video fatto da quel lettore?) Discorso a parte per Novelle al vento. Non è solo questione di opera migliore, è che nel self c’è da farsi un cu…rato lavoro di marketing. E la maggior parte viaggia sui social. Prendi ad esempio quel tale, quello lì sì, quel Riccardo Moncada. Ogni 3×2 mi appare in bacheca con una sponsorizzata. E chissà da quanti anni studia per capire gli arcani movimenti di questo o quel social!
    Io in questi giorni sto ragionando (senza cioccolatini… io vado di biscotti al cacao con poco zucchero) su editoria, ma anche sui corsi professionali. Perché ho sempre più la sensazione che certi corsi stiano diventando una nuova facciata dell’eap. Spero di sbagliarmi…

    • L’EAP secca, ti chiedo soldi e ti pubblico ha un vantaggio: è estremamente chiara, pago/pubblico. Tutto il resto che gira intorno è estremamente subdolo, l’EAP non è il male assoluto, ci sono forme che reputo persino peggiori. Nel contratto/scrittura privata di 12 pagina non erano chiesti soldi, ma c’erano clausole talmente assurde che era facilissimo non rispettare involontariamente qualche punto, e ogni mancanza erano 10 mila euro da scucire. I corsi promettono tanto e sono una risorsa economica, perché tutti vogliono pubblicare con l’editore big che se ti fa il corso ti illude che poi ti noterà ecc. tu autore pensi di essere valido, migliorerai e porca miseria sei già a contatto con l’editore, intanto cifre alla mano, ti sono già partiti 1200 euro, e non hai pubblicato una mazza.
      Le affinità era meno rosa, infatti non stava nella collana rosa, può essere uno dei tanti motivi, ma sono felice che tu abbia ugualmente apprezzato gli altri due.

      • L’eap non è il male assoluto, se sai chi hai di fronte. Non tutti sono chiari: pago/pubblico e do per scontato che vada in distribuzione e venga fatto marketing. Non è così, e molti lo capiscono dopo. Anche sui contratti: o gli fai le pulci e sai cosa cercare, o dovresti farlo leggere ad un avvocato. Quanti lo faranno?
        Sui corsi, ho conosciuto gente che ha già speso 4000 euro in 3 anni delle stesse lezioni ripetute, sempre gli stessi esercizi, solo per sperare di passare un capitolo non editato a chicchessia. Non è meglio spenderli per un editor professionale direttamente sul proprio manoscritto a questo punto?
        Domando, che io le risposte non ce le ho. Però ho fatto Ragioneria e sono abituata a far quadrare i conti… 😉

  2. Ora smetto di ridere, prometto. Ma sia la fattura dell’agenda che il disegno nel retro mi hanno fatto morire. Un regalo davvero originale, utile e per una volta non fa male all’ambiente.
    Superato il momento simpatico, mi trovo concorde con l’altra fan sopra. Affinità affettive colpisce. Colpisce dritto al cuore. Stimola riflessioni e merita il successo avuto. Non lo dico solo per il lavoro fatto, ma soprattutto per il tema introspettivo che sviluppa, per il percorso che racconta e per quanto cuore si sente dentro.
    Detto questo sui contratti degli editori credo tu non abbia ancora visto il peggio. Loro non sono benefattori ma commercianti o imprenditori che dir si voglia. Di certo non hanno ancora mostrato del tutto il lato che li contraddistingue in quanto squali. Non dico che debbano andare in rovina per fare stare bene gli autori, ci mancherebbe, non esistono solo gli autori in tutto il meccanismo, ma che prendano per il naso proprio no. Meriterebbero però di venire iscritti di ruolo nel giusto ordine: quello dei FASULLI.
    Comunque per la cronaca con la menzione dei cuneesi mi hai dato uno schiaffo alle papille gustative, sono a dieta! Cattiva.

    • Dieta prima del 6? OHHHHHHHH. MAIUSCOLO.
      Emanuele giura di cominciarla lunedì, andremo di petti di pollo secchi sulla piastra e niente alcool, tranne ehm nel weekend.
      Io ho visto cose, no, non che voi umani, ma che insomma non tutto lo posso scrivere qui, può darsi che non abbia visto il peggio eh, ma garantisco che ho un discreto cv e per fortuna un beneficio lo dà: antenne attivate in caccia di furbetti, furboni, per cui sono sempre all’erta.

      • Sì, sì, io sono per lo faccio subito. Aspettare dopo la befana voleva dire accumulare ancora. Però per ora è dieta di zuccheri, quindi blanda. Ma quei cuneesi…
        Su ciò che hai visto non ho dubbi, ma sono certa che se tutti avessero il coraggio di raccontare i contratti capestri firmati o ricevuti… Ricordo ancora quando un editore locale mi ha chiesto di riportarglielo quanto prima compilato e di non farne parola a nessuno delle condizioni ottime che mi aveva offerto, se ci ripenso rido sguaiatamente. Non solo era un’offesa definirlo contratto, ma del tutto carente nei confronti del libro, era più un contratto di lavoratore a-gratis in miniera. Eppure all’epoca non sapevo bene come comportarmi, per fortuna la fretta di pubblicare non mi ha spinto a scelte sbagliate. Ora come ora gliene direi otto in faccia.

  3. Cara Sandra le mie vacanze sono state semplici e speciali come le tue. Sono a Viverone e stiamo rimettendo a posto la nostra casetta che sta diventando un nido d’amore. Ho fatto qualche camminata, scritto molto, fatto bricolage. Mi sono sentita bene al punto che sono un pò in crisi da pre rientro. La tua domanda su dove stava andando l’editoria è basilare, a mio avviso si scrive molto del self, nel bene e nel male, ma non abbastanza di ciò che sta accadendo alle case editrici e a noi autori, senza tutele, nemmeno da noi stessi. Un tema che anche io tendo a non approfondire, eppure non sono stata immune dalle beffe….. Godetevi la cena tu e l’orso

    • Vedo molte similitudine tra te e me e questo mi piace. Per quanto riguarda l’editoria oggi c’è sì molta informazione, ma proprio grazie a questa viene detto tutto e il contrario di tutto per cui poi diventa difficile orientarsi, e come è avvenuto ora su Writer’s dream se si punta il dito magari si alzano i toni, c’è chi minaccia querele e non se ne esce più-
      Grazie, cena quasi pronta infatti.

      • Ecco appunto. Toccare chi guida il gioco è difficile se sei solo una pedina…. Non so se te lho detto ma anche io sono felice di averti incontrata
        😘

  4. Mi hai trasmesso una bellissima immagine con te e l’Orso che leggete avvolti dal silenzio. Penso che l’amore sia anche questo, poter condividere in silenzio delle passioni. E comunque non è cosa da poco che amate entrambi la lettura. Per il resto, mi pare giusto riflettere un po’ sull’andamento delle nostre passioni e obiettivi. Un abbraccio e buon 2018!

    • Grazie, sì lo è stata nel senso che spesso va la Tv, oppure io sono in cameretta sul pc, invece ci sono stati questi due pomeriggi lunghi davvero tutto silenzio, un po’ inconsueto e bellissimo. Questi giorni servono anche a fare riflessioni per sistemare la rotta. Un bacione.

  5. Io ho i segnalibri in popo di elefante! Sono carinissimi. Per il resto che dirti? L’editoria è quella che è, quella cosa che comunque ancora ci regala delle belle letture, tra le quali, tutto sommato vorremmo esserci anche noi…

    • le belle storie allargano il cuore, io ho messo via diverse velleità perché ripeto ne ho sentite troppe anche di editori blasonati, per cui ciò che ancora è da pubblicare se uscirà rimarrà con ottime probabilità nella solita cerchia, ma va bene così. Ah, anche tu contagiata dalla cartoleria elefantesca!

  6. Questa serenità che racconti è impagabile. La scrittura, come tutto nella vita, ha un suo tempo interiore che non si può mercanteggiare, né barattare con niente. Buon anno, Sandra. Buon inizio 🙂

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