Virginia e la razza bianca


E’ di qualche giorno fa la frase sulla razza bianca a rischio. Non linko nulla, immagino sappiate di chi e di cosa io stia parlando. Uno di quei concetti che fanno rabbrividire e preoccupare, soprattutto se si è lombardi come me, mentre si spera che l’indignazione prevalga sul consenso.

Allora ho pensato di affidare l’esternazione della rabbia a Virginia, di cui ripropongo, soprattutto per chi ancora non frequentava questo blog, la magnifica illustrazione di Cinzia Bolognesi.

E così temono che col nostro arrivo la razza bianca venga cancellata. Spero che in molti non siano d’accordo, che non lo pensi chi la domenica mattina affolla la chiesa e prega, ma ho idea che sia proprio così, del resto io di persone per bene, in prima fila a fare la comunione ma ultimi a connettersi davvero col pensiero cristiano, ne ho conosciute parecchie. Se posso le evito. Probabilmente le faccio pure un favore così non devono confrontarsi con la mia presenza.

La razza bianca salta i tornelli della metropolitana, per non pagare il biglietto, tanto come la razza nera, se è questo il problema. Ma non è questo, perché oggi un politico che vorrebbe rappresentare i cittadini della regione dove ora vivo, ha parlato d’altro, non di furti e aggressioni, bensì di annientamento di una etnia. Il prossimo passo dunque potrebbe essere vietare con qualche decreto che le due razze si mischino, il mio amore per Emanuele diventerebbe clandestino, saremmo due fuori legge. Quelli che corrono a messa di solito si preoccupano che nessuno viva nel peccato, così oltre alla legge di Dio toccherà pure rispondere a quella degli uomini, che sono fallimentari per natura, per questioni di anima. Ma forse non basterà tenerci separati, bianchi e neri, e mi sa che tra un po’ si dirà negri, come una volta, senza che nessuno si scandalizzi. Perché i bianchi si sentirebbero comunque minacciati, bisogna proprio che noi si scompaia. Potremmo tornare tutti da dove siamo venuti, barconi al contrario, fame, miseria e guerra di ritorno, e fa niente se abbiamo faticato tanto per arrivare fino qui e per conquistarci poi un posto decente e molti di noi la dignità non sanno ancora cosa sia. Perché non c’è dignità se sei costretto a mendicare, a vivere nell’immondizia e usi tutte le tue forze per non rispondere al richiamo di chi ti vorrebbe delinquente. Non c’è vita se la passi sul ciglio di una strada in minigonna, le macchine dei bianchi però non stanno tanto a guardare la razza quando si fermano e ti chiedono quanto vuoi.

E io lo capisco se mi dite che in Italia non ci stiamo tutti, che siamo arrivati in tanti, infatti molti di noi vorrebbero raggiungere il nord Europa, ma non è ancora questo il punto. Il succo del discorso, come si usa dire, è che bianchi sono in pericolo, perché pare facciano meno figli, sono soprattutto i marocchini a far crescere la natalità. Noi senegalesi non tanto, perché il senegalese mediamente vuole rimpatriare, le donne si stanno emancipando e ogni volta che gli uomini tornano a casa portano un po’ di cultura italiana in Senegal e questo è bellissimo. Ma dicevo della razza bianca, dunque adesso rischia l’estinzione; è a causa nostra se fanno meno bambini?

Secondo me è solo colpa loro, di uno stato che non tutela la maternità, di un lavoro che non c’è e se non c’è lavoro non ci sono soldi e senza soldi un figlio come lo allevi? E poi sempre secondo questo signore noi neri siamo tanto bravi a occupare il territorio, per questo i bianchi verranno presto messi in un angolo. Io questa cosa faccio davvero fatica a comprenderla, nessun bianco ha mai detto al mio amico Omar, senegalese come me, che percorre Via Dante avanti e indietro al freddo a vendere i libri, di fare cambio col suo posto di lavoro al caldo.

 Ma io non sono un politico e non ho soluzioni; sono solo una senegalese sbarcata in Puglia qualche anno fa, che durante la traversata ha perso il marito.

Sono una donna che in Italia ha incontrato persone generose e buone e spera di non dover buttar via tutto per il colore della pelle. Zia Carla mi dice di stare tranquilla, che il buon senso prevarrà, ma adesso sono io ad avere paura, forse più di quel tizio lì, che cerca voti sulla nostra pelle, ovviamente nera. 

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27 thoughts on “Virginia e la razza bianca

  1. Bellissima l’illustrazione! E… una serie di cartoline promozionali con i personaggi illustrati? 😉
    Sull’esternazione, della razza bianca a rischio, concordo con Virginia.

    • L’illustrazione è stupenda e ne fece anche una altrettanto bella di Natallia. Il problema è che Cinzia l’ho persa per strada, e mi è spiaciuto un sacco perché eravamo amiche, oltre che per il lato artistico.

    • C’è sempre qualcuno più a degli altri, il fatto è che nella UE gli italiani espatriano liberamente poi però magari si trovano una volta sul posto ad affrontare gli stessi problemi di chi è arrivato con maggior fatica.

  2. “Conosco una sola razza, quella umana”… Einstein scrisse così sul foglio in cui gli si domandava a quale razza appartenesse. Roba di ottanta anni fa, non di ieri. I nostri politici riescono a cristallizzare il tempo in un presente immobile

  3. Hai fatto bene cara Sandra ad affidare a Virginia parole tanto condivisibili. Sono anch’io allarmata da quanto sta accadendo nel paese e in Europa. I nazismi stanno tornando a farsi sentire nel disinteresse e sottovalutazione di tutti.
    Si fanno vertici sulle baby gang (per carità, giustissimi) e si tace di tanto abominio, che a guardar bene, è anche incostituzionale.
    Chissà cosa accadrà col voto, io mi auguro che tali figuri si penalizzino da soli
    PS: non conoscevo il volto di Virginia, molto bello

  4. Virginia esprime un punto di vista che non dovrebbe esistere. In realtà. Esistono ahimè un mucchio di razze. Quella dei maleducati, degli arroganti, dei benpensanti, degli arrivisti, dei leccapiedi… Il colore lì non importa.
    Per fortuna non ho sentito il “signore” che ha proferito questa temuta prossima realtà, altrimenti temo mi sarei indignata anche io. Saremo una razza color cioccolata, chi più al latte, chi meno, ma naturalmente abbronzata.
    E sì l’illustrazione è davvero molto bella, la mia adorata Virginia ha quel tocco simpatico e voluttuoso che ben le sta’
    .

    • Virginia è un personaggio che non muore mai. L’ho proposta altre volta, per il calendario dell’avvento di Silvia 2016, per il tuo contest sulle contraddizioni femminili la scorsa estate, si fa portavoce di svariate emozioni sapendo sempre di fare centro. E’ raro trovare personaggi tanto tondi, devo pensare a lei quando mi abbatto (ma lo sai che adesso non mi abbatto più per menate scrittorie).
      In quanto alla frase incriminata è rimbalzata su tutti i tg ed è il paradigma del tipo di campagna elettorale che una certa fazione intende portare avanti.

      • Sì Virginia è il personaggio ideale per dare voce agli argomenti più disparati e funziona sempre. Devi pensare a lei quanto frutto della tua fantasia, e già solo lì capisci di non doverti buttare giù.
        Quest’anno meno degli altri seguo tv e tg, meno che meno propagande elettorali. Posso dire che la cosa mi nausea? L’ho detto, non sono un cittadino modello, non credo più nei politici.

  5. Pensandoci bene, non è solo questione di razza. Mi viene in mente l’altra notizia rimbalzata in questi giorni sul web (sui tg non so): dipendente di Google afferma “Le donne non sono fatte per diventare ingegneri”; Google lo licenzia; lui fa causa all’azienda perché “Discrimina i bianchi conservatori”. Qui non si chiamano in campo caratteri somatici o provenienza geografica, si discrimina per sesso, per affermare sempre una propria superiorità intellettuale.
    Antropologicamente e biologicamente non siamo uguali, sia tra etnie, che tra uomo e donna, questo mi par ovvio. Perché questo dovrebbe essere un male? Paul Valéry scriveva “Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.” Perché questi signori hanno paura? Cosa li spaventa? Questo io mi chiedo.

    • Le persone intelligenti ritengono che la diversità arricchisca, gli scemi che debba dividere. No, non è solo questione di razza, mi sono focalizzata su questo concetto perché è il pensiero portante di una campagna elettorale che mi riguarda da vicino. E di donne ingegnere ne conosco diverse.

  6. ricordo il personaggio di Virginia e quindi capisco l’esternazione. Comprendo meno quella del politico, che forse cerca di guadagnare qualche manciata di voti, perché noi italiani siamo speciali da questo punto di vista.

  7. Sono d’accordo con Barbara. L’odio è diventato ormai generalizzante. Uomini contro donne. Etero contro gay. Bianchi contro Neri. Inter contro Milan. E poi, sono sempre i penultimi a fare la guerra agli ultimi: anziché prendersela con chi li tiene in catene, si indignano contro coloro che ricoprono i vertici più bassi della scala sociale. Il che dimostra che questa società è il capolavoro delle classi dominanti. 🙂

    • Ciao Chiara (che bella la tua nuova fotina), sì l’odio dilaga. Le discussioni in ufficio, che sono all’ordine del giorno per situazioni di pressione esasperate che tirano fuori il peggio di noi, diventano motivi per non parlarsi più, io parlo con tutti e anche di recente ho detto “ragazzi, discutere sul lavoro è normale, poi ci si butta lo scontro alle spalle e si riparte”, ma vedo che non è così per tutti. La lotta contro i gay è tra le più feroci. La tua triste analisi finale ahimè molto vera. Un caro abbraccio.

  8. Gli slogan di certi politici mi fanno inorridire, così come mi fa inorridire il fatto che molti elettori stiano ad ascoltarli…Virginia ha già detto tutto e condivido pienamente il suo discorso. Sentir parlare di razze mi porta alla mente l’orrore dell’olocausto e la paura che certe ideologie nefaste possano riprendere potere, approfittando della crisi economica che troppo spesso fa concentrare l’attenzione sugli effetti e mai sulle cause a monte di essa.

    • Giusto oggi Liliana Segre è stata eletta senatrice a vita e ha sottolineato il pericolo dell’epoca in cui viviamo, pensiero che hai espresso anche tu. Un bacione

  9. Puoi immaginare l’effetto che possono farmi queste affermazioni sulla razza, da mamma di una bimba che, per usare l’affettuosa affermazione di mio suocero “non è proprio una mozzarella”. Speriamo che il buon senso prevalga, anche grazie alle tante Virginia, sia reali che letterarie.

    • Combattiamo con le nostre armi, cara Tenar, nei discorsi con la gente, io faccio sempre presente la mia idea e il mio disappunto in tal senso, è successo anche di recente con persone a me molto prossime purtroppo (ovvio, non l’Orso, né mia sorella, né mia madre), oppure nel blog dove la mia voce può arrivare magari non lontanissimo ma fossero anche pochi metri meglio di niente per cominciare a percorrere l’unica strada possibile, quella del buon senso e della fratellanza.

  10. Leggo e commento regolarmente il tuo blog da ormai 2 anni. In tutto questo tempo ti ho visto scrivere tanti post – capolavoro, ma questo è senza dubbio una delle gemme più splendenti.

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