Equilibri disarmonici e Long Nights

Non ho dimenticato la mia parola per il 2018: equilibrio. Tutt’altro, la tengo accanto a me ed è quanto mai necessaria perché anche febbraio sta dimostrando di avere una certa grinta. Non vi ho aggiornato circa i guai idraulici, non mi pare così interessante, ma ieri, dopo un whatsApp del mattino dell’idraulico che mi informava che il muratore mi aveva chiamata due volte ma, una non avevo risposto e l’altra aveva trovato occupato (io non avevo alcuna telefonata con il suo numero nel registro chiamate), ho telefonato io al muratore il quale mi ha detto che mi avrebbe richiamata per dirmi quando sarebbero venuti per il sopralluogo in settimana. Occhei. Salvo poi quando ero in piena scrittura ricevere la telefonata dell’idraulico: “siamo in procinto di arrivare!” e dopo tempo zero, sono riuscita giusto a spostare tappeti e accappatoi dal bagno e trrrrrrrrrrr il citofono.

In pratica mi sono piombati in casa senza preavviso, ed è iniziata una girandola di cose, come salire dai vicini per verificare la posizione originale dei sanitari (il nostro bagno è ristrutturato ed è tutto spostato) e altro, giusto mentre sull’altro fronte stavamo pure cercando di eliminare le mie pubblicazioni self dagli store. In un orario in cui di prassi inizio anche a organizzare la cena. Equilibrio sempre. Gestita la faccenda, e siamo solo agli inizi, sono tornata al punto di partenza. Quel fantastico pezzo lassù che tanto mi stava ispirando.

Succede che sabato scorso a una merenda con un’amica che non vedevo da quasi due anni, a un certo punto nel locale hanno messo questo brano, l’ho riconosciuto subito come parte della colonna sonora di Into the wild, ed è stato bello riascoltarlo, con la gioia di rivederla unita al catartico bagaglio di emozioni legate a all’incontro con Carine McCandless e se ancora non mi leggevate nel maggio 2015, vi consiglio caldamente di cliccare la scritta azzurra. Così ieri ho cercato la colonna sonora del film, l’ho trovata subito, ho fatto scorrere fino a quando ho individuato il pezzo preciso. So bene che esistono applicazioni per conoscere il titolo di una canzone avvicinando il telefono, ma io non ce l’ho e trovo assai più istruttivo usare il vecchio metodo di capire almeno una frase in inglese, trascriverla in Google con il nome dell’autore e vedere cosa succede. Ce l’ho fatta al primo tentativo: Long Nights. L’ho ascoltata non so quante volte di fila, esattamente fino alla telefonata dell’idraulico mentre quella che Elizabeth Gilbert definisce Vita Creativa si spiegava come una vela davanti a me, lasciandomi stupefatta per il fatto che la Grande Magia si fosse manifestata e io potevo solo assecondarla felice che avesse risposto al mio richiamo. Rogne di tubi permettendo.

Non so a sto punto se vi siate soffermati sul dettaglio più su: eliminare le mie pubblicazioni self dagli store. In questi giorni è scaduto il contratto con Delos de La matassa blu di Prussia e per una serie di motivi ho scelto di non rinnovarlo, di conseguenza ho ragionato sulle mie diverse pubblicazioni, La matassa blu di Prussia e Villeggiatura per due (unite nel cartaceo Novelle nel vento) credo siano le mie opere meno riuscite, e in virtù di volermi creare un curriculum il più possibile di buon livello desidero appunto rimuoverle, potranno essere riscritte e utilizzate per nuove pubblicazioni, non so, ma l’esigenza del  momento è questa. Del resto con il self non vado d’accordo, non capisco mai quando verrò pagata (vanto ancora un piccolo credito che sta lì e non sul mio conto e potrei quantomeno pagarmici un taglio di capelli!) per cui complimenti a chi pattina lungo le ardue strade del self, ma io ho continuo bisogno di aiuto da parte di amici volenterosi, non mi promuovo e mi pare di perdere solo tempo.

Quel tempo lì io non ce l’ho, voglio – parafrasando sempre Elizabeth Gilbert – essere disponibile per le idee che galoppano e vanno in cerca di collaboratori umani. Devono sapere che io sono qui, pronta e ricettiva!

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21 thoughts on “Equilibri disarmonici e Long Nights

  1. Ecco, io per esempio non sapevo fossi stata in Corbaccio (la casa editrice di Diana Gabaldon 😉 ) e nemmeno avessi conosciuto la sorella di Chris di Into the wild (che devo ancora leggere/vedere ma ci vuole la giornata giusta).
    Per il resto, sono contenta di avere il cartaceo di Novelle al vento, perché diventare introvabile e inestimabile! E Shazam forever! (che poi quelle che voglio io non le trova mai e c’è sempre qualcuno che spernacchia quando lo metto in ascolto della radio… XD )

    • Ah, ieri sera dicevo sta cosa di Shazam ma naturalmente non sapevo il nome giusto, ho detto qualcosa tipo Sherazade e l’Orso ha risposto sìììì Le mille e una notte. I post su Into the wild sono 5 o 6 e te li consiglio caldamente, lì ho raggiunto la cima più alta nella mia vita da blogger, credo irripetibile. Un bacione

  2. “ed è iniziata una girandola di cose”. Quindi, se ho ben capito, per fare in modo che muratore e idraulico vengano subito quando si ha bisogno (e addirittura insieme) occorre, tra le altre cose, eliminare le proprie opere in self? 😀 😀 😀
    Interessante…

  3. I miei equilibri, in questi giorni, sono quanto mai disarmonici. Appena penso che il giorno dopo potrò…Patatrac. Si sta su un filo e si cerca di non cadere e ripartire.

    • Di questo abbiamo parlato anche nell’altro post, tutto è continuamente soggetto a cambi di rotta e imprevisti. Cadere e rialzarsi, da sempre ci hanno detto che è l’unica cosa che conta, io intanto mi devasto con questa musica le cui parola dicono proprio I am falling.

  4. Equilibrio. Omm. Evviva l’incursione del duo ti avviso ops me ne dimentico, eccomi qua. Equilibrio. Omm. Evviva tutti i programmi che porti avanti in contemporanea, ma come fai?
    Io ormai a malapena uno alla volta, hai davvero messo una marcia invidiabile in questo 2018.
    Direi che equilibrio non poteva essere più indicata quest’anno come linea guida.

  5. Quando leggo le tue “spassosissime” disavventure quotidiane (e chi non ne ha? Ma almeno tu hai il dono di riderci sopra) e la tua capacità di gestirle, non posso non ammirare la marcia in più dei milanesi doc nel risolvere milioni di problemi mantenendo l’aplomb inglese ^_^

    • ahahah l’aplomb inglese! Sono felice che le mie disavventure ti piacciano perché quando le scrivo nel blog penso sempre “va be’ ma agli altri cosa gliene frega?” Noi milanesi doc siamo sempre abbastanza sul pezzo, ma molti hanno del tutto perso la capacità di sorridere, vanno in giro perennemente inca@@ per le rogne da risolvere. Un bacione

  6. Accolgo volentieri i “complimenti a chi pattina lungo le ardue strade del self”, e li prendo come un incoraggiamento. Stavo per dire che ti auguro di essere travolta dalle idee, ma paragonandole a cavalli al galoppo suona male… 😉

  7. Sono una persona equilibrata e forse è per questo che la mia capacità di stare in equilibrio viene sempre messa alla prova. Qualche volta, però, su sto filo sempre teso nel vuoto dondolo in modo pericoloso. 😄
    Comunque, è vero: si nasce “self”, non si diventa. 😉

    • Col self ci ho provato, e sono felice di averlo fatto, mi sono potuta comprare qualcosina col ricavato, ma ho capito che è no. Con il mio editore è un continuo scambiarsi mail, telefonate, ora persino whatsApp, ho bisogno di questo contatto costante, di affidarmi, ecco. E tu, non cadere!

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