Era mio padre (cit.)

I pantaloni di velluto a coste, sempre, anche nei giorni più bui della malattia non hai mai abdicato in favore di una più comoda tuta. La cravatta immancabile per qualsiasi festa anche piccola: Natale in casa e Pasqua al ristorante, dove eri sempre indeciso su cosa scegliere, per te meglio un bel menù fisso. I libri di Carlo Sgorlon (autore prolifico e premiato ormai dimenticato) prima e di Andrea Vitali poi, c’era del campanilismo nelle tue scelte di lettura. Le automobili sempre FIAT, con una predilezione per il verde, come i tuoi occhi buoni. L’amore per la montagna e quella volta che mi trascinasti sulla neve su un grosso pezzo di cellophan attaccandomi alla cintura del tuo eskimo (verde pure quello), una scivolata divertentissima e l’incavolatura di mia madre: ero bagnata fino alle mutande. Il telegiornale su Rai 1 e il Corriere della Sera, ogni giorno fino alla fine. E certi polizieschi, come li chiamavi tu. La tua immensa generosità e abnegazione al lavoro e al sacrificio.

Tutti i silenzi e le parole con dentro chiodi che non ho capito. Il tuo orgoglio per me, che ti riempivo la casa. L’orsacchiotto che mi hai portato dal Brennero, quando ancora era terra di confine, un segno: avrei lavorato in Dogana. Mangiavi di tutto, mai ti ho sentito dire che qualcosa non fosse buono. La guerra che ti ha portato via tuo padre, e ha stravolto la tua vita, la fame vera, il collegio. La bicicletta anche quando faticavi ormai a stare in equilibrio. Le cure estenuanti, mai un lamento o uno sgarro. L’insediamento di Renzi, lo sguardo torvo di Letta al passaggio del testimone, durante la Cerimonia della Campanella, il tuo ultimo Governo, il tuo ultimo giorno a casa, quella sera e il tuo commento “mah, di cose ne dice tante!” riferito a Renzi. Chissà cosa avresti votato domenica?

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16 thoughts on “Era mio padre (cit.)

  1. @ E un secondo dopo aver cliccato “pubblica” ricevo una mail dall’editore Skira, che mi invita alla presentazione di un libro di ricette d’autore, aprirà la serata Andrea Vitali. Mio padre dal cielo sorride.

    • Grazie, per le tue parole. Ma sai che da Vitali non credo di riuscire ad andare? Saremo fuori tutto il giorno io e Emanuele (le solite cose che si accavallano, mannaggia) ed è dall’altra parte di Milano.

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