# I miei primi pensieri – Perché si fa fatica

Le regole sono note: ci si dà un tempo (scelgo 10 minuti) e un tema, vado sul pesante “La fatica di vivere” che vedo in giro in ogni angolo, si scrive e si pubblica senza rileggere; vediamo come va. Probabilmente ci sarà la solita punteggiatura claudicante e vi verrà il fiatone, ma avrete scavato un po’ nella mia anima che metto a nudo.

Si fa fatica, tutti, cazzo non lo so perché, però boh sta vita è un casino. Forse una volta non era così, meno pigne in testa, mia nonna ha partorito la prima figlia al pomeriggio e la mattina stessa era ancora lì che faceva lavori pesanti dicendo “sarà il caso che mi sbrighi che oggi penso che nascerà.” Che poi il discorso del parto c’entra pure poco. Io vedo tutta gente allo sbando, che arranca nella vita, si lascia, va in terapia, si dimentica degli amici, è sempre stanca, stressata, arriva a sera incazzata. Io l’altra sera ho fatto una piazzata al supermercato perché la gente prima di pagare infilava tutta la spesa nella borsa e bloccava la fila, io invece sono brava che prima pago così si può passare al cliente successivo e poi metto via la roba. Io quando parlo dell’ansia la gente mi racconta la sua, effetti diversi, ansia peggio della mia. Si dimette l’amministratore delegato in azienda e la collega non dorme più: preoccupata a mille, di cosa non si sa che mica si chiude domani. E poi tutti parlano di soldi, a me sta cosa dei soldi mi manda a male, non bastano mai, anche a gente che dai ne ha e non dovrebbe lamentarsi. Tutti fanno i conti di quando andranno in pensione e boh si arrabbiano di nuovo. Oppure mi dicono “eh bella vita” perché faccio il part time, ma la vita è fatta di scelte, anche di scelte, io prendo il 40% di stipendio in meno posso permettermelo, be’ sì ma perché per 28 anni mi sono fatta un certo mazzo ecco e non ho mai mollato. Perché ho saputo trasformare la crisi in opportunità come dice Einstein mica il primo idiota che passa. Quale crisi? Quale opportunità? Be’, se solo avessimo avuto dei figli di sicuro visto che i figli costano avremmo avuto un tenore di vita diverso, magari mi sarei dimessa per fare la mamma e avremmo fatto fatica tanta fatica, invece potevo fare due cose, impazzire dietro alla mancata genitorialità – e ne conosco di coppie scoppiate per sto motivo – oppure godermi di più la vita. Non siamo stati più bravi di altri, però ci siamo impegnati forse più di altri, quello sì e allora che non mi si venga a dire “bella vita!” no, non lo accetto da nessuno. Stateci voi 5 anni dietro a un figlio che non arriva tra cure ed esami e tribunali. Stateci voi e poi me lo dite se è una bella vita o una fatica come per tutti e semplicemente hai cercato delle soluzioni. Perché fatica io la faccio pure oggi, eh con l’ansia che ha presentato il conto tutta insieme quando finalmente ho cominciato ad avere una vita più simile a quella che volevo è arrivata a tentare di rovinare tutto. Non dite “bella vita”, ditemi brava piuttosto, o non ditemi un cazzo, che a volte il silenzio è proprio una gran cosa. La vita è un casino per me come per voi, io scrivo, mah sempre meglio che ubriacarsi o spaccare tutto. Oggi va così, stufa di gente che parla parla e spara  

Questo pezzo l’ho in realtà scritto ieri sera dopo cena, avevo bisogno di buttare fuori e ha funzionato, dopo mi sono sentita davvero meglio. Qualcuno avrà pure notato il mio stato di whatsApp (quello che dura 24 ore) che diceva “Essere una persona disponibile non significa che sono a disposizione!!”

Perché c’è chi si approfitta della mia innegabile disponibilità, chi sbaglia nelle scelte, e sbagliamo tutti eh, ma poi guarda la classica erba più verde del vicino senza un briciolo di discernimento. Quelli che sembrano privilegi possono essere frutto di grandi sacrifici e sudore di anni. Se non mi toccano da vicino io gli altri non li guardo, non ha senso confrontarsi in questo modo competitivo, estrapolando spesso un elemento senza considerare l’intero contesto della vita altrui.

Oggi è il 1 marzo! Un marzo cominciato con i fiocchi, nevica pure qui, mi sono alzata che era tutto bianco e ancora va avanti seppur non molto intensamente.

Buon mese amici!

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21 thoughts on “# I miei primi pensieri – Perché si fa fatica

  1. E in effetti anche qui nevica. Eccome se nevica! Il cucciolo rientra in casa con la montagnola di neve sulla punta del naso, e fa tanto ridere (anche se è iper eccitato). L’ansia la conosco bene, e ne avrei ben donde, ma il mio mantra è “se puoi risolverò perché ti agiti? E se non puoi risolverlo, perché ti agiti?” Non funziona sempre, ma mi ci impegno assai, e per il resto c’è il cane, lui sì che era in una situazione di palta, se non lo avessimo portato con noi… Tremo al pensiero della fine che avrebbe fatto. È solo un animale, certo, ma nemmeno loro devono soffrire per la stupidità dell’uomo. In ogni caso hai ragione su una cosa, nessuno può legittimamente invidiare gli altri, perché dietro facciate apparentemente serene c’è tanta vita, bella e brutta, facile e difficile, piena di gioie e di dolori, che purtroppo sono quelli che ci costruiscono come esseri umani, rendendoci duri o comprensivi, a seconda.
    Un abbraccii

    • E’ solo un animale, dici tu, be’ anche noi lo siamo, no? Ottima la tua filosofia, io a volte sono in ansia senza neppure sapere bene il motivo, figurati. Tra un po’ esco e affonderò lo stivale in questa neve, ormai però è tardi e temo che di zone immacolate senza impronte non ce ne siano più, che quelle sì sono belle da pestare, ha ragione il cucciolo!

    • E’ che ho davvero tanto freddo per godermela, mannaggia. Sto per andare a prendere mia nipote a scuola, e da lei non si può entrare a differenza di ciò che accade dal maschietto, per cui si aspetta fuori! Al gelo! Addddddioooo amici, è stato bello! 😀

  2. Ognuno, credo ha le sue fatiche. Di alcune si parla di più (anche perché a volte non le si può nascondere), di altre si ha più pudore e vengono nascoste. Io credo che ognuno dovrebbe sforzarsi di approcciare l’altro in maniera meno giudicante. Spesso mi sono resa conto che persone in apparenza solari, allegre, disponibili di cui avresti detto “ah, beate loro” si portavano in realtà pesi non indifferenti. Se si seguisse la banale regola del rispetto, io credo, faremmo anche meno fatica tutti.

    • Salvo casi veramente tristi di gente bersagliata dalla sorte, la mia fisioterapista finlandese diceva che nella sommatoria della vita le cose vanno un po’ bene e un po’ meno, e io credo sia così. Io sono poco riservata, amo il confronto e la condivisione per cui di me alla fine si sa sempre tanto (infatti ammiro tantissimo chi invece sa tenersi le cose per sé) però davvero evitare quel giudizio che sa tanto di spada sarebbe auspicabile.

  3. Questa è scrittura terapeutica. Brava, butta tutto fuori. “Bella vita che fai” me lo sono sentita dire tante di quelle volte da quando ho deciso di stare a casa a guardare VV; ma si facessero i conti in tasca loro…

  4. Non si possono pesare le fatiche altrui; non ne abbiamo il diritto, e non sapremmo mai immedesimarci negli altri abbastanza da non dire cazzate, quindi restare un passo indietro è un segno di rispetto. Del resto a stare zitti non si sbaglia mai, nel dubbio. Una abbraccio. 🙂

  5. Capita a tutti di esprimere un’opinione, ci mancherebbe, però non so ultimamente mi sono sentita sotto pressione con questi giudizi davvero gratuiti, forse mossi dall’invidia. Un(a) abbraccio anche a te!

  6. Scrivere così fa davvero bene, non sai quante volte io lo sperimenti, senza renderle il risultato pubblico. Faccio esercizi di “primi pensieri” in privato, ma sono sempre efficaci. 😉
    Tutti abbiamo pensieri da sfogare, fatiche di cui liberarci, quelle mentali, poi, sono le più difficili da neutralizzare: quanti rimpianti, quanti pentimenti, quanti errori, quante pillole amare ingoiate… poi arriva un foglio e una penna e ti sembra di svuotare sto cestino traboccante. 🙂

    • Sì, molto efficace, devo davvero utilizzare con costanza questo sistema. Del resto io sono da sempre contraria al metodo “tenersi tutto dentro” che i pensieri a tenerli dentro vanno a male e poi sfogano in maniera magari violenta,

  7. Mi vedo tantissime in queste parole. Proprio qualche giorno fa sono venuta a sapere (poi ti spiegherò come) che quella grandissima stronzabastarda della mia collega va a dire in giro che io sono una “principessina privilegiata” e che in ufficio ho la vita facile perché tutti gli altri colleghi mi danno una mano. Sì, è vero. Questo perché per anni, mentre lei passava la giornata a spettegolare di Tizio e di Caio, io correvo appena qualcuno che aveva bisogno di una mano, come quando hanno trasferito due colleghe a una mansione di cui non sapevano nulla: ogni volta che erano in crisi mi chiamavano, e mai una volta ho detto di no. Ora, che ho meno tempo e necessità di un supporto, mi rivolgo alle persone che ho aiutato e loro, sapendo ciò che ho fatto in passato, ricambiano il favore. La gratitudine e la solidarietà sono il motore del mondo e delle persone per bene. Chi agli altri dà merda, merda ottiene in cambio. è la legge del karma.

    P.S. Perdonami tutte queste parolacce. 🙂

  8. La gratitudine e la solidarietà sono il motore del mondo e delle persone per bene. Chi agli altri dà merda, merda ottiene in cambio. è la legge del karma. D’accordissimo, quel che è fatto è reso è un modo di dire antico ma sempre assai valido. Anche oggi mia sorella mi ha detto “ah, bella vita!” non mi sono arrabbiata, ho capito il contesto, benissimo, però ripeto si fanno delle scelte, talvolta pure un po’ obbligate, non mi ha proprio regalato niente nessuno, come neppure a te!

    P.S. Perdonami tutte queste parolacce. Figurati assolutamente no problem!

  9. “Ma beata te”….che hai una bella spolverata fresca di neve a rallegrare gli occhi! – questo si può dire, vero? 🙂

    Come sempre ho ingollato il tuo post tutto d’un fiato e l’ho trovato magnifico, crudo e soave e genuino e disincantato e al tempo stesso colorato di grinta e di passione.
    Se posso, oggi ti mando un abbraccio doppio, che valga anche per quei cinque anni che -decisamente- conosci solo tu. Per fortuna, è proprio vero che la vita toglie e la vita dà…e nello specifico ti ha dato, tra gli altri, un talento pazzesco!

    Buon bianco weekend!

  10. Un talento pazzesco! Ma grazie, e tra oggi e ieri di neve nevosa ne ho beccata parecchio andando a prendere i nipoti a scuola. Mi prendo ben volentieri il tuo abbraccio doppio, a presto che è in arrivo un post emotivo molto forte.

  11. Gli altri vedono di te ciò che fai trasparire o ciò che vogliono vedere. Si fermano all’apparenza, ma dietro ogni vita ci sono difficoltà, bastonate, pianti. Io non invidio nessuno, ho tanti difetti, ma quello per fortuna no.

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