Celebrarsi

Facciamo un po’ di cronaca, via. No, non dei tubi, su quello mi taccio e mi rileggerete nel fatidico momento in cui inizierà la fase della, parole temutissima, de-mo-li-zio-ne.

Tralasciando che mi pare di spendere buona parte del mio tempo di part time dietro ai personaggi ferri-utensili muniti che arrivano ad aggiustare qualcosa a casa, martedì e mercoledì la nipote ha dormito da noi per la prima volta, è arrivata con mia sorella nel pomeriggio di martedì poi la twin è andata via e Cecilia si è fermata per la cena e la notte. La scuola non è vicinissima, ma ho scoperto che possiamo prendere un unico bus invece di 2 metro e la mattina dopo l’ho accompagnata, sotto il diluvio di questo marzo che pare gennaio, poi nel pomeriggio sono andata a prendere Nanni e ho fatto la staffetta riportandomi a casa Cecilia. Oggi stesso copione di ieri ma il meteo ci ha finalmente regalato una giornata splendida. Avere la nipote con noi è stato bellissimo, è una donnina tenera e molto autonoma. Stamane eravamo un po’ a pelo con l’orario di entrata a scuola, così quando siamo scesi dal bus le ho detto “adesso dammi la mano che si vola!” Ed è arrivata in orario! Ho fatto ancora una commissione per mia sorella e poi ho svestito i panni di zia.

Nei giorni precedenti sono andata dal dentista, ho prenotato 3 visite di routine di quelle che calendarizzi con anticipo, abbiamo cambiato idea circa utilizzare ora il buono per le terme che ci è stato regalato per la festa 50 + 10 perché vabbe’ non è all’aperto ma piumini, scarpe pesanti e affini mi sembra complichino tutta la faccenda spogliatoio.

Natallia ci ha video chiamati, grande emozione, e non si arresta il fiume di messaggi affettuosissimi che continua a mandarci. Cuori pulsanti e “mi mancate!” E persino la sua pagella. Il cirillico non aiuta, ma le emoticon talvolta sì.

Ed è arrivato Tempo di libri! Finalmente spostato a Milano City e non più a Rho, polo fieristico che ho sempre considerato fuori città con i mille disagi che la cosa comporta.

L’idea iniziale di un giro serale oggi, c’è il biglietto ridotto se si entra alle 17, è cozzata contro lo sciopero di mezzi, che geni, istes (milanese) dell’anno scorso, boicottare le uscite per la Festa della donna, per manifestare solidarietà proprio verso le donne e contro il femminicidio (io sta roba faccio una gran fatica a capirla!) Così alla fine ci sono andata nel primo pomeriggio, ero sola con un’affluenza davvero scarsa, qualche scolaresca, ho parlato con gli editori, comprato nulla, che tanto ci si torna domenica per una full immersion. Oggi era esplorativo, ho evitato i super big, e apprezzato molto l’enorme stand de Il Libraccio con libri usati ma intonsi a 3/5 euro o scontati al 50%. L’impressione iniziale è che è meno grande di Torino, meno ricco, però emotivamente il Salone di Torino è gita, è rituale, Milano è un posto dove andare a curiosare tra le storie, per un paio d’ore. Diverso.

Riuscire a mantenere propositi che non si sono fatti è l’ultima frontiera dell’improvvisazione e lascia aperti spiragli a impreviste felicità. Tipo dopo i libri regalarsi un paio di sneakers e gli stivali in super super saldo, mentre ieri aspettando Nanni mi sentivo sull’orlo del baratro, più giù che su, e meditavo che oggi dopo le immancabili pulizie che faccio sempre l’ultimo giorno di part time (domani torno in ufficio) sarei crollata a dormire appoggiata a qualsiasi cosa. Invece mi sono celebrata con tutto ciò che più amo: parrucchiere, libri, scarpe e pure l’Occitane.

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9 thoughts on “Celebrarsi

  1. Beh, un ottimo modo di festeggiare l’8 marzo! Per quanto riguarda il Salone, mi spiace per voi ma quello di Torino, nonostante tutte le grane, è sempre il top! Auguri a tutte

    • Non ti dispiacere per noi milanesi, a me piace essere obiettiva, vado al Salone ogni anno e lo vivo come un Luna Park, l’idea di “fregarvelo” l’ho sempre trovata inaccettabile, semplicemente, infatti lo scorso anno a Tempo di libri, che fu un flop, non sono andata. Quest’anno ti dico è davvero super vicino a casa mia per cui era un peccato non andarci. Auguri a te e a chi passa di qui, che in effetti nel post non l’ho scritto.

  2. Per me non è Tempo di libri, è ancora tempo di aerosol. Tra una settimana sono di valigia, e tu sai che non posso rischiare di rimanere a casa. E’ un peccato, non ci fosse stata di mezzo quest’influenza (ringrazio il solito collega che prima di decidere di mettersi in malattia deve infestarci tutti!!) mi sarei presa sia il Tempo di libri che il Tempo di Diana! Ma tra i due… 😉

  3. Carissima hai trovato un modo davvero ottimo per celebrarti! Tempo di libri non è Torino, ma a me piace una situazione meno straniante, sarà che vivo in un’isola:)

  4. Devo andare dal parrucchiere da un mese e non mi decido a farlo perché è una delle cose che odio di più! 😁
    Da quando sono,a Roma, invece, se c’è una cosa che amo fare è andare alle presentazioni dei libri. L’altro ieri mi sono sparata Natalie Nothomb di cui sto leggendo l’ultimo libro.
    E c’è sempre il parrucchiere che mi aspetta. 😖

  5. Io credo che concedersi piccoli vizi, spazi e coccole sia doveroso. Sarà che non lo considero proprio uno spreco, ma un gesto dovuto a noi stessi. La cura nel dedicare il tempo a queste piccole e preziose attenzioni vale più di tante altre attività. Se poi va di pari passo anche con passioni e desideri da realizzare perché mai non farlo? Abitare dove sei tu, con la passione per i libri e non approfittare di Tempo di libri sarebbe folle, come dei saldi. Insomma io trovo tutto questo molto “equilibrato”!

  6. Pur amando molto la mia Bologna a volte vorrei vivere a Milano per poter partecipare facilmente a iniziative come Tempo di libri, poi mi rendo conto che probabilmente sarebbe lo stesso. Io ho festeggiando l’otto marzo restando in ufficio a lavorare fino alle otto di sera (che palle), che poi tutto questo rumore intorno alla festa della donna mi irrita un po’, è diventato un momento commerciale, mentre dovrebbe essere un momento vero di riflessione e, soprattutto, non dovremmo più avere donne ammazzate “per troppo amore” dai loro uomini.
    Ma proprio per questo carissima Sandra hai fatto più che bene a concederti queste “coccole” sacrosante, io penso sia un modo per gratificarsi e volersi bene. Io me le concederò oggi nonostante la pioggia e ieri mi sono pure concessa il parrucchiere!

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