I miei giorni pirateschi (e anche un po’ vampireschi)

Come prima cosa grazie, grazie per l’interessamento, l’affetto, i commenti. Grazissime a chi si è fatto vivo privatamente e mi ha fatto pure un sacco compagnia in questi giorni talvolta difficili. Oggi sono ritornata in ufficio, a una settimana dal fattaccio. Cercherò di non dilungarmi con barbose robe mediche. In pratica il 9 marzo mattina, primo giorno di lavoro dopo il part time, mentre mi lavavo la faccia ho sentito una fitta all’occhio sinistro, verificato che non fosse una ciglia sono andata in ufficio, dove la situazione è andata peggiorando: occhio gonfio, rosso, lacrimoso e soprattutto delle fitte piuttosto impegnative e l’impossibilità di tenerlo aperto. Alle 12.30 ho mollato tutto e sono andata al Pronto Soccorso Oftalmico, dove, dopo 7 ore e 20 minuti di attesa, hanno constatato che avevo un corpo estraneo nell’occhio che ha lesionato la cornea, me l’hanno asportato con un fresa, dopo una veloce anestesia alla parte, un male cane, benda con due giri di cerotti che pareva mi avessero impacchettato mezza faccia, paghi il ticket, rimanga bendata solo sabato, pomata antibiotica per 6 giorni e buona notte. Ho incontrato un’umanità splendida che mi assistita per pagare sto benedetto ticket alla macchinetta (non è che ci vedessi granché) e chiamato un taxi e alle 22.30 circa ero a casa, pressoché cadavere, ma assai ottimista perché in fondo era finita. Il mio aspetto era più o meno questo:

Sabato bendata e poco presente a me stessa, domenica come da protocollo mi sbendo e prendo una tachipirina, provo a uscire e il dolore mi assale feroce, rincaso e mi ribendo, l’ottimismo inizia a vacillare. Lunedì il mio medico mi mette in malattia fino a ieri, ho prenotato il controllo per il 19 mattina, che all’ospedale ti dicono di fare una visita ma non te la fissano (e dire che la sanità lombarda è un’eccellenza, chissà altrove!) e ho passato i giorni a lagnarmi, diventando bravissima a fare più o meno tutto con un occhio solo, che se lo scopro sto peggio e allora niente, benda e ciao. La luce è un calvario così quando posso tengo spento, tapparelle mezze abbassate, per cui in effetti sono anche un po’ così:

Consapevole che esistono fantastiliardi di faccende ben peggiori è stata, ed è tutt’ora (sto scrivendo bendata con un fazzoletto perché ho finito le medicazioni oculari sterili adesive) una rogna misteriosa avvenuta proprio durante Tempo di libri, con mia somma disperazione per i libri, il marito è andato con un amico, che si sono impilati fino a ieri sera quando ho provato a leggere bendata: non si deve esagerare, le parole si accavallano e boh diventano verdi, ma per un’oretta si può fare. Oggi no, che dopo 8 ore di pc in ufficio, scrivo il post e mi chiudo nel castello assieme ai miei simili. La voglia quasi costante di strapparsi l’occhio persiste, ma mi auguro sia il normale decorso, tipo quando prude una ferita perché sta guarendo. Sperem.

Domani uscirà un post che ho scritto prima di tutto questo, per ricordare una persona cara; per le risposte ai commenti vediamo, abbiate pazienza, non voglio strafare. Un abbraccio ♥

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15 thoughts on “I miei giorni pirateschi (e anche un po’ vampireschi)

  1. Mamma mia, che brutta avventura! E sette ore e passa in pronto soccorso non saranno state di certo facili. Sono contenta che stai meglio… in bocca al lupo per la ripresa, un abbraccio grande!

    • Nell’attesa molti socializzavano per lamentarsi e passare il tempo, io mi sono messa sulla mia sedia, tenendomi l’occhio pensando prima o poi passerà sta giornata, ma in effetti è stata lunghissima, e dopo 5/6 ore non ne potevo proprio più. Un abbraccione a te, grazie.

    • Sì, improvviso. Cosa fosse non ho capito nemmeno io, a voce l’oculista che non era il massimo della simpatia ha detto un vegetale, ma sul referto c’è scritto metallico…

    • Eh sì, lì dicevano che la media fosse 4/5 ore ma poi sono diventate di più per una serie di bambini che hanno il codice verde fisso passati avanti a tutti noi e arrivati in massa. Grazie, vi aggiorno.

  2. Mia mamma di 84 anni aveva dovuto stare al Pronto Soccorso del San Carlo dalle 10.00 del mattino fino alle 16.00 del pomeriggio per un polso fratturato. La bolgia era a dir poco infernale. Come dici tu, se queste sono le “eccellenze”… Non parliamo poi delle liste d’attesa che sono di mesi, ma chissà perché, se chiedi l’appuntamento in privato ti trovano il posto il giorno dopo. Come diceva Amleto, “c’è del marcio in Danimarca”.
    A parte tutto, spero che tu stia meglio, alle volte succedono cose inspiegabili con gli occhi, è una parte delicatissima. Comunque sei grande, Sandra, mi hai fatto proprio sorridere con la tua ironia.

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