Quando non si può

Esiste una legge non scritta, che è più di una consuetudine, l’autrice genovese Barbara Fiorio, che io apprezzo, la definisce così “vige un dictat preciso: non si dice niente”, dove per non dire nulla si intende il divieto di spifferare di libri in scrittura, percorsi editoriali e cose del genere di cui io, al contrario, parlo sempre molto volentieri, perché amo la condivisione e perché fa bene al mio cuore. Magari poi, è già successo, tocca fare marcia indietro, ma trattative in corso, confronti con gli addetti ai lavori, nuove idee e tutta la fatica che ci gira intorno a parte che sono argomenti tipici del blog, ma credo possano essere utili a chi mi legge.

In ogni caso non si può.

E io in questo  periodo sto lavorando tanto, ma tanto, talmente tanto che ieri mi faceva male l’occhio, non so perché, e ho ripreso a mettere la pomata antibiotica e a soffrire, ma non ho mollato il pc, quando un po’ di riposo al buio immagino avrebbe giovato. (La pomata comunque sta funzionando). Perché lunedì inizia la de-mo-li-zio-ne di mezzo bagno, immagino ci sarà rumore ahahah, magari non riuscirò a concentrarmi, martedì e mercoledì lavoro e rimane a casa l’Orso, giovedì e venerdì sarò in ferie (impossibile far coincidere i lavori con il mio part time, ci siamo arresi) forse la ristrutturazione sarà terminata ma ci sarà da pulire quella polvere insidiosa di cui tutti mi stanno parlando come una terribile iettatura.

A me nella spegnitudine vedi post precedente, scrivere ha aiutato un sacco, soprattutto farlo con un programma preciso, seguita dall’agente, perché non potevo barare, prendere la creatività e portarla a spasso come se fosse a una scampagnata (che, tutto sommato è bellissimo, eh) ma piuttosto indirizzarla su un percorso pieno di paletti e questo è molto più difficile e tocca metterci davvero la testa, in questo modo il cervello è costretto ad accendersi, per forza. E se si accende allora lo fa per ogni ambito vitale, anche quando ci si stacca dal pc e si torna alla quotidianità, basta, ci si è riaccesi.

E allora avrei voluto scrivere un post diverso, comunicarvi l’entusiasmo e magari pure l’illusione (così, poi faccio un bel post lagna, siamo tutti contenti e possiamo parlare di corsi e ricorsi storici). Le attese, l’up-grade, le decisioni sofferte, la semina, l’adesso o mai più fanno parte del momento di cui ho già detto troppo, al punto che mi aspetto un cazziatone una ramanzina, ma spero di sbagliarmi.

Cosa potrei dire in mia difesa? Che ancora una volta le storie mi hanno salvato la vita, perché a volte mi viene il groppone brutto per mia mamma che cerca di farcela da sola e di non disturbare, e conta i giorni che la separano dal 4 maggio, anche se sa che poi le toccherà la fisioterapia ma spera tanto di poter tornare a manovrare la bicicletta senza problemi. Che la mia autenticità è fondamentale, voi siete i miei blog amici, spesso anche lettori dei miei libri, non persone qualunque, mi siete stati accanto in momenti tremendi, alcuni di voi c’erano già anni fa quando il nostro progetto più grande si sgretolò e ci sono ancora oggi, e siete sempre pronti a gioire con me quando le cose girano giuste! Una Sandra che cambia atteggiamento e si trincera dietro al silenzio non è strana? Oltretutto che argomenti potrei trattare in un blog che si chiama Ilibridisandra? Dei tubi, dei malanni, talvolta di viaggi? Sì, certo ci sono pure i libri che leggo, per fortuna, ma un cambio di rotta così credo vi allontanerebbe.

Insomma, poi continuiamo via whatsApp, perché io qua non vi ho detto nulla, questo post infatti si autoeliminerà entro pochi secondi! 😀  Affrettatevi.

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23 thoughts on “Quando non si può

  1. Secondo me come si suol dire a buon intenditor bastano poche parole.
    Ci sono argomenti di cui non hai tenuto conto come il tempo, cosa pensano e combinano i tuoi personaggi nell’attesa di altri progetti, cosa fai quando non esageri con l’esposizione dell’occhio al pc… E poi, la tua incredibile e stoica mamy che dà lezioni di autosufficienza e determinazione invidiabile… E poi ne vogliamo parlare della fortuna che ti segue come una stella cometa perché stai concretizzando con l’idraulico? Io ho sentito di gente che ha atteso anni e ancora…
    Insomma noi si è qui fino a che non ci dirai di più!

    • Anche tu mattiniera Nadia. Sì, in effetti i tempi idraulici possono battere quelli editoriali, è una gran bella lotta! Io qualche volta tenterò di sbilanciarmi ancora e sgarrare un pelino dal diktat. Grazie di essere qui.

      • La prossima vita io mi metto da fare l’idraulico, che i tubi si aggiustano prima dei computer! Oltretutto gli idraulici che conosco hanno la seconda casa al mare vicino a quella del mio dentista… 😛

  2. “Una parola è troppo e due sono poche” direbbe il nonno Libero di Un medico in famiglia
    Ma noi abbiamo capito, e se devono essere belle sorprese non si dice nulla, sennò che sorpresa è?! Anch’io devo mettermi a lavorare-scrivere…siamo già ad Aprile mannaggia! E il Salone di Torino è dietro l’angolo!! 😀

    • Scrivi scrivi Barbara che poi quel che accade dopo è lungo e tortuoso. Il Salone lo aspetto con gioia, visto che Tempo di Libri è andato com’è andato sgrunt

  3. Ho capito che stai “producendo” e questo è l’importante, aspetteremmo le news, spesso è meglio non dire, io poi che sono assai scaramantica capisco bene.
    Sarà impegnativo avere i lavori in casa (quella polvere lì si infila dappertutto) però è anche bello poi vedere i lavori finiti, quindi guarda l’aspetto positivo. Un anno fa a quest’ora circa ci stavamo facendo un selfie a Milano, ti ricordi?

    • Certo che ricordo, non il giorno preciso ma il periodo sì, banalmente un anno volato, ma volano tutti cara Giulia, spero volino pure i giorni dei lavori. E spero anche di rivederti prima o poi, ho letto da te che si in fase produttiva con il tuo commissario! Benissimo!

  4. Sandra la scrittura è una brutta bestia : Quando ti cattura vuole ogni cosa di te. Non sempre siamo in grado di accontentarla. Ma la tua costanza è ammirevole. Altro che groppone. Sono d’accordo con te, parliamo dei nostri limiti e delle nostre difficoltà. Dei successo parleranno gli altri

    • Siamo in un mondo Elena in cui limiti e fragilità sono visti male, non trovi? Tutti super eroi a parole, vetrine sui social dove si sbandierano appunto successi io sono così trasparente e metto in piazza fatica e debolezze per chi vuole esserci, come te. Un bacio ps. sì dai magari ci becchiamo a Torino, noi andremo la domenica.

  5. Quando ti ho conosciuto sul tuo blog, Sandra, parlavi volentieri dei tuoi progetti letterari e non sono andati male, anzi. Io penso che parlarne nel modo giusto, senza strafare sia invece un modo per condividere le belle cose che ci accadono. In bocca al lupo per tutto!

    • In realtà cara Rosalia molti progetti sono naufragati, poi certo altri sono andati benissimo, un po’ di montagne russe per la mia scrittura, considera che il mio primo romanzo è uscito nel 2010, gavetta tantissima. E comunque no, non è scaramanzia, non sono scaramantica per niente, e amo tanto la condivisione, questa volta è diverso e non a causa mia. Un bacione

    • Sono carica come una molla, e quante volte hai letto che avrei mollato? Questo periodo è stra carico di casini, sto giusto aspettando la citofonata dell’idraulico ho fotografato la vasca che mai più rivedrò e la scrittura è stata inaspettatamente la mia zavorra. Speriamo siano belle poi in divenire Un bacione

  6. Ti immagino in mezzo agli operai che rompono tutto, noi quando avevamo ristrutturato l’attuale casa avevamo un muratore che avevamo soprannominato: “Salvatore che spacca a tutte le ore.” 🙂 Per quanto riguarda la scrittura, dà sempre molta linfa all’esistenza. Anch’io in questi giorni ho preso qualche decisione che ti comunicherò quando ci vedremo.

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