Parole e polvere

Piove, un giorno di bel tempo e poi una luna sequenza di nuvole e acqua, non aiuta l’umore e neppure l’asciugatura del muro, è il 4° giorno di cantiere e se avete rifatto il bagno avendone uno solo sapete bene di cosa sto parlando. In realtà per un problema agli scarichi, rivelatosi poi strutturale nel condominio, stiamo ristrutturando mezzo bagno, il pavimento non verrà toccato, ma è la metà più impegnativa, oltre al discorso idraulico, sostituiamo wc, bidet, togliamo vasca e mettiamo doccia. I disagi sono in due direzioni, ovviamente l’uso del bagno e il teletrasporto della polvere. Domani dovrebbero finire, salvo qualche dettaglio. Per dire ora sono in sala, seduta sul divano ricoperto da un telo, mentre il muratore a due metri da me prepara la malta.

E’ pure il 15° giorno dalla caduta di mia mamma, e la concomitanza degli eventi ha il suo peso. Se vado da lei a farmi una doccia, mi porto tutto: accappatoio, asciugamani, normalmente avrei usato i suoi, ma lei non riesce e stendere, fa le lavatrici e vado a stendere io, posso aggiungerle biancheria? Eh, no, se non fosse ingessata altroché, le avrei pure portato qualcosa di mio da lavare, che qui sono bloccata e chissà quando smaltiremo l’arretrato.

Eppure la faccenda mi ha insegnato diverse cose. A vivere accampata, abbiamo preservato la camera da letto: gli operai non ci hanno mai messo piede, porta chiusa e quando entriamo noi mettiamo ciabatte che usiamo solo lì. A gestire la mia ansia. E mi ha fornito qualche conferma: nella vita non si sa mai, ci innamorammo di questa casa, la seconda vista e l’acquisto fu piuttosto veloce, il bagno, ristrutturato dai precedenti proprietari, era magnifico, e noi con un mobile che incontra di più il nostro gusto lo rendemmo ancora migliore, MAI avrei pensato di demolirne metà. In seconda analisi la testa può essere ancora all’incirca efficiente su vari fronti importanti insieme, in ufficio (ieri e martedì) è capitato di ricevere un whatsApp con foto di rubinetti e fare veloci valutazioni mentre stavo occupandomi delle solite beghe fiscali. Intanto qualche neurone gira sulle parole nella scrittura e sui personaggi, perché sono giorni caldi. E’ ovvio, nessuno vive una situazione alla volta, ho un certo ricordo di estenuanti telefonate del notaio per il rogito mentre nasceva Nanni (un parto particolarmente complicato), però con il passare degli anni inizi a perdere colpi qua e là.

Un approccio sbagliato è sempre quello di dirsi: quando sarà, quando avrò. In questo caso: quando saranno finiti i lavori (e la pulizia) saremo a posto e spensierati, ma chi me lo assicura? Quando mia mamma avrà tolto il gesso veleggeremo tranquille verso i giorni insieme che ci aspettano in Valtellina. Probabilmente sì, ma chi lo sa. In generale: quando sarò sposata, quando andrò in pensione… non ci sono garanzie, solo il qui ora, chiaramente unito a una sana progettualità costruttiva. La vita è adesso (Baglioni cit.) e viverla pensando sempre al dopo è il male.

Occhio bendato, bagno e mamma mi hanno fatto perdere una certa quantità di inviti libreschi, con rammarico ma senza poi dannarmici troppo (in verità un sonoro vaffanculo nei giorni pirateschi per un invito rifiutato l’ho lanciato!) e molto tempo sta consumandosi intorno a queste cose, tuttavia non voglio vederlo unicamente come un tempo negativo, quasi sprecato. Domenica ci siamo goduti un pranzo spettacolare al ristorante ebraico, aiutare mia madre ha un valore, la sfighe idrauliche, i danni, gli elettrodomestici rotti ecc sono il nostro karma, ormai è chiaro per cui prendiamone atto. Gli amici che chiedono, si interessano sono davvero il lato apprezzabile di questo calendario un po’ sadico che il 2018 mi ha regalato.

Il sole in questo momento sta gettando lame di uno strano color paglierino dalla tenda (probabilmente è la polvere a rendere la luce così) e panta rei, nel bene e nel male.

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19 thoughts on “Parole e polvere

  1. La vita è adesso, dice Baglioni. E la sfiga è dietro l’angolo, aggiungo io.
    All’epoca della ristrutturazione del mio attuale appartamento avevo pure pensato di scriverci qualcosa, un manuale di sopravvivenza, che tanto poi non legge nessuno perché speri sempre che certe tegole non ti caschino in testa. Prontamente abitabile, impianto elettrico fuori norma saltato appena abbiamo infilato la presa di un banale trapano. Scarichi condominiali in condizioni pietose (su diametro di 10 cm solo un piccolo foro di 3 cm, il resto? non voglio saperlo… e tubi in ferro, corrosi, bucati). Noi abbiamo dovuto rifare tutto, gli altri onesti condòmini vogliono mettere scarichi a vista su facciata condominiale (e il mio avvocato si frega le mani). Poi ti chiama l’idraulico che sta cambiando gli scarichi e ti dice: “Ragassa, non è che il riscaldamento sia messo meglio, non so quanto ti dura.” E via altri diecimila euro, così, lisci lisci. Prontamente abitabile, come no!
    C’è da dire che non ci abitavo ancora, però i cantieri sono stati aperti per altre manutenzioni quasi ogni anno, l’anno scorso per il cambio tapparelle e la tinteggiatura, quest’anno tinteggiatura seminterrato e giardino privato da rifare.
    Polvere sei e polvere ritornerai. Ho capito, ma mica c’è scritto che devo anche pulire polvere per tutta la vita eh! 😀
    (Male che vada, quando passo per Milano a maggio, ti rapisco e ti porto al Salone!)

    • Non scherziamo, per Torino abbiamo finito eh. Anche noi spesso in ballo, i serramenti non sono stati una passeggiata, ma questo per ora è il top. Farò poi un post con le foto magari, che sto immortalando ogni passaggio. Bacione

  2. Io sono puffo brontolone. Hai presente “io odio”… Ecco. Odio la polvere, le grandi pulizie che spaccano la schiena, le grane che si raggruppano in circolo, le richieste immense di pazienza… Perché secondo me si dovrebbero intercalare con “oh che bello!” e non a raffica! Quindi a parte che presto avrai finito e il bagno sarà un bel ricordo, che tua madre presto leverà il gesso e sarà di nuovo la solita, che prima o poi il sole ci farà visita in pianta più stabile, che tutti i nodi vengono al pettine e smacchierai i giaguari… ecco mi sono persa. Finirà e quando sarà ti cercherai altri impegni per non annoiarti, perché in fondo siamo fatti così.

    • Cara Nadia, non so come uscirò da questo giro di pulizie, e lunedì si torna in ufficio, dove c’è tensione ma in un batter di ciglia arriveremo al 25 aprile, già, un giorno in più a casa e al successivo 27 altro giro di part time, senza fare programmi, vedrò di recuperare, sperando in tanti oh che bello che pareggino un po’ i conti.

  3. La vita è adesso, parole sante. Gli orientali ci sono arrivati molto prima di noi e da millenni. Noi facciamo le cose, e pensiamo già al risultato, o comunque al domani, così non ci godiamo nulla. A proposito, oggi forse pioverà un po’ meno. 🙂 Un abbraccione!

  4. @ Ciao Marica, so long, eh sì lo sto imparando tardi ma panta rei, un bacione
    @ Cristina, ho passato una vita a programmare al minuto, la cosa mi ha sfiancata. Per cui non programmiamo di vederci, ma lo faremo presto, un bacione

  5. Io sono un po’ Rossella… A domani, ci penserò domani. Il futuro è oggi. Non guardo mai troppo avanti, da tempo faccio progetti a breve termine, troppe incognite si palesano continuamente. Spero che quella polverina che trasforma i tuoi tramonti se ne vada quanto prima col vento, o con l’aspirapolvere 😉

  6. Come darti torto, bisogna vivere il “qui e ora”, perché aspettare sempre “quando avrò” o “quando potrò” si rischia di non vivere mai. Io credo molto nel “cogliere l’attimo” quando c’è un momento bello è bello godermelo e basta, senza se e senza ma. Troppe volte ce ne dimentichiamo, quando ci facciamo prendere dai mille assilli della quotidianità.
    Forza Sandra e porta pazienza, in ogni caso i lavori finiranno e nel frattempo rifugiati nella camera da letto (preservarla dal caos è stata un’ottima idea).

    • L’altro giorno volevo rifugiarmi in camera, come dici tu, ma i muratori ci avevano piazzato davanti talmente tanto materiale che era impossibile entrarci. In ogni caso abbiamo finito, sembra impossibile che tutto quel delirio sia alle spalle. Grazie un bacione

  7. La vita è adesso. Avere i lavori in casa è sempre una cosa che destabilizza, perché tocca il nostro nucleo di sicurezza (l’anno scorso con polvere ovunque e martellare continuo per me è stato un incubo). Mi sembra che tu ne stia uscendo bene. Viviamo il presente, e poi quel che sarà lo affronteremo.

    • Mah, la schiena necessita di una revisione, ma il giro fisioterapico primaverile è sempre in programma per cui al massimo mi troverà più rovinata del solito grazie al gran pulire. Quel che arriva si affronta, in effetti, anche le peggiori tempeste, stasera spero di aggiornare il blog. Bacio

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