Sono qui

Abbiamo finito. Non proprio finito-finito, perché mancano alcuni dettagli. Oddio, il box doccia non è proprio un dettaglio, ma per la configurazione del bagno, la doccia è chiusa dai muri su tre lati, quindi ora abbiamo una tenda provvisoria che l’idraulico ci ha regalato persino abbinata alle piastrelle, e in pratica manca solo il vetro/porta davanti. Tra venerdì e sabato, quando peraltro l’idraulico è venuto la mattina per ultimare i lavori, ci siamo ammazzati a pulire e ieri ce la siamo presa relativamente comoda, completando gli acquisti dei piccoli accessori. Fisicamente sono un catorcio, confido che prima o poi tornerò in forma, sulla tempistica non me la sento di esprimermi. Mentalmente spero di non cadere a capofitto in questa sindrome, ogni volta che entro in bagno mi incanto e controllo che non ci sia, non ci sia boh, che i batteri non si vedono e con le gocce d’acqua posso conviverci, direi. E ora basta parlare di tubi e wc torneremo a parlare di libri molto presto. Facciamo pure subito.

Vi anticipo una questione a cui ho pensato a lungo tra Tempo di libri e il Book Pride ma poi ho avuto difficoltà a mettere insieme un post ricco di contenuti in tal senso. Lo scrivo ora, un po’ come viene, rielaborato mentre passavo i pavimenti più volte. Le fiere propongono solo il cartaceo, nulla, è vero, vieta ai lettori di connettersi all’istante con il proprio smart phone e scaricare in loco il relativo e book con pochi click, sì, ma non lo vedo tanto immediato come gesto. Intanto tocca verificare se il digitale esista, nel 2018 ci sono ancora editori che non lo prevedono. D’altro canto gli editori digitali non espongono ai vari saloni, uhm, considerato che cartaceo è spesso proposto con il Print on demand, potrebbero stampare (magari da un tipografo non da Amazon, risparmiando sulla quantità) almeno alcuni titoli, avere uno stand per farsi conoscere. Cosa che ho visto fare solo da Amazon Publishing a Tempo di libri, seppure con un banco un po’ scalcagnato, i libri però li REGALAVA e me ne hanno dato appunto una copia NOT FOR SALE qualitativamente ottima, come storia e fattura (un po’ troppo rosa per me, ma il mio gusto personale non è il cuore della faccenda). Altra cosa, nelle classifiche di vendita, peraltro poco attendibili perché i dati vengono presi da un numero ristretto di librerie coinvolte e perché i grossi editori all’uscita dei propri libri li acquistano in blocco per consentire loro una rapida scalata, le vendite su Amazon, ovvio il principale canale di acquisto in rete, non vengono MAI prese in considerazione.

Il discorso che faccio è questo, ho sempre più l’impressione che l’editoria sia spaccata in due: digitale Vs cartaceo, librerie fisiche Vs. librerie on line, due mondi che si fanno la guerra e non sembrano destinati a incontrarsi, tutto sommato per la scarsa volontà degli addetti ai lavori. Mentre noi lettori (e autori) invece la vediamo come un’unica entità dove si può fruire del prodotto libro ognuno come gli va (cit. Dalla).

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20 thoughts on “Sono qui

  1. Molto interessante il discorso. A me non è mai capitato che mi venisse regalato un libro in fiera, mannaggia e invece lo trovo altamente pubblicitario. Ho notato anche io che diversi editori non usino l’ebook, ma solo il cartaceo, così come altri solo il digitale e niente in carta. Siamo troppo pretenziosi noi lettori o troppi gli editori? Di fatto so solo immaginare che il bagno mezzo a posto sia tra le cose più celestiali di cui godere. Sbaglio?

    • Con la tenda si allaga un po’, e poi io a lavare i capelli sono lunga, per cui appunto acqua un po’ ovunque anche sulle zone dove si poserà il marmo, altro dettaglio in progress, per cui bisogna stare attenti, ricoperto con plastica ecc. Però sì è una gran bella doccia.
      Secondo me non siamo affatto pretenziosi e spesso il lettori forti hanno un occhio più lungo degli editori stessi su cosa si potrebbe fare, solo che non ci chiedono mai il parere!

  2. È una riflessione interessante.
    Ne aggiungo un’altra. Io frequento quasi solo gente che legge molto, non riesco proprio a interagire con chi non legge. Quasi nessuno di loro scrive, se lo fanno (molto bene) non lo fanno per pubblicare, quindi sono fuori da qualsiasi ragionamento da scribacchino. Ebbene, il libro è cartaceo. È digitale quello che si vuole che non impegni, o a livello economico o a livello di spazio. Quindi si compra in digitale se è un classico che ti tirano dietro e magari leggi per il gruppo di lettura o è un acquisto di cui non sei tanto convinto. Se poi piace tantissimo si compra il cartaceo. Pochissimi comprano il digitale che esiste solo in digitale e solo se c’è un forte interesse dietro per l’autore, che magari si conosce (a volte io sono quell’autrice) o la tematica.
    Quindi la mia impressione è che tra i lettori forti della mia generazione il digitale conti veramente poco. I miei alunni leggono un po’ di più in digitale. A parte pochi lettori forti che magari vivono con il kindle sempre in cartella (esistono, almeno uno/due per classe, giuro, preserviamoli come si fa col panda), gli altri, se leggono in digitale spesso scaricano cose gratuite che diciamo sono tali volente o nolente l’autore. L’idea di pagare per un libro digitale non li sfiora neppure.
    La mia non è un’analisi e neppure una considerazione, solo un’osservazione su un campione comunque ristretto e non statistico. Ma la condivido ugualmente.

    • Fai bene a condividere e grazie per il lungo commento. Io ho il Kindle da 7 mesi e c’è una cosa che dovrei fare ogni giorno: controllare i titoli in offerta speciale a 99 cent, creandomi una bella libreria molto economica, non ci ho ancora preso l’abitudine, ma leggere in digitale non mi spiace affatto.

  3. Sono felice per il tuo bel bagno;) E-book e cartaceo dovrebbero andare a braccetto: per le fiere e per i concorsi principali il cartaceo è fondamentale, ma per la grande distribuzione gli store on line la fanno da padrone- E’ una guerra che non fa bene ai lettori

  4. Tranquilla, non ti verrà mai la sindrome da pulito, è temporaneo finché non vedrai il lavoro finito e non prenderai l’occhio al bagno nuovo… poi ti ritufferai nella lettura e diventerai cieca alla polvere! 😀
    Al Livre Paris il signor Amazon aveva un bello stand, grande quanto lo stesso editore che ospitava Diana Gabaldon per dire, con tanto di autori self che si avvicendavano a presentare il proprio libro o raccontare la propria esperienza. Però non ho visto nessuno regalare libri, quello no.
    Sul cartaceo vs digitale, la differenza è basilare: sono di fatto due lavorazioni diverse, da una parte uno stampatore e un distributore fisico, dall’altra una piattaforma online da gestire, e sembra che gli editori abbiano difficoltà a portare avanti entrambi i filoni. Io poi che conosco per lo più lettori deboli, al contrario di Tenar, osservo che il libro per loro è ancora cartaceo, è un oggetto, è un regalo, è un possibile scambio/prestito. Forse con le nuove generazioni ce la faremo, iniziano sempre più a studiare direttamente sul tablet.

    • Nella lotta digitale cartaceo si perde un po’ di vista il contenuto, a prescindere dalla lavorazione del prodotto.
      E sul mio bagno, be’ proprio cieca alla polvere no, ma in effetti sono ancora in piena fase di stupore tipo “dov’è la vasca?” dimenticando di averla vista passare giù per le scale in braccio al muratore.

  5. Bentornata!
    Gli editori dovrebbero favorire la lettura, non andargli contro. Non tutti hanno le librerie sotto casa. Ci sono dei paesi lontani dalle belle e fornite librerie. Spesso non si ha tempo e il budget necessario per comprare chilate di libri. Per cui gli ebook e i libri online per chi vende libri non sono da rinnegare affatto.

    • Invece c’è chi rinnega l’editoria digitale, la rifugge con una patetica scusa: toglie lettori al cartaceo. Voglio fare una ricerca di quali siano gli editori big che escludono l’e book, ho in mente qualche nome ma voglio approfondire, giusta la tua osservazione sui paesini. Tornerò sull’argomento.

  6. KDP – Kindle Publishing – ha un braccio destro – Createspace – che stampa per lei e per quegli autori che oltre all’ebook vogliono mil cartaceo. Io lo faccio da un paio d’anni. Qualità buona, anche perché stampare con Createspace non è facile. Regole rigide per le copertine, impaginazione al limite della perfezione e carta eccellente. Provare per credere.
    La tua idea di poter scaricare in fiera gli ebook è buona ma finché gli editori si ostinano a credere che gli ebook siano il diavolo, sarà di difficile realizzazione.
    L’unico editore che mi ha sorpreso è UTET, che con l’acquisto del cartaceo ti regala anche l’ebook – epub e/o mobi. Un bel modo per catturare l’attenzione del possibile lettore.

    • Bella l’idea di UTET casa editrice storica.
      KDP e Amazon Pubishing non sono la stessa cosa, KDP è la piattaforma per il self, Amazon Publishing un vero editore con 14 marchi, entrambi però prevedono il cartaceo e anch’io ho avuto modo di verificarne la qualità (carta, impaginazione ecc.)

      • sicura che KDP e Amazon Publishing siano entità diverse? Tutto quello che KDP e Createspace – la stamperia – producono e sono valuati per entrare in Amazon Publishing. Al momento i testi italiani sono pochi e per lo più orientati su generi specifici. Quindi è vero che KDP è la piattaforma ma se il testo vale e potenzialmente vende viene proposto un contratto. Almeno questo è quanto mi risulta.

  7. @ Non conosco nessuno a cui Amazon Publishing abbia proposto un contratto partendo dal KDP, ma l’agenzia che mi rappresenta è partner Amazon Publishing, e il libro che mi hanno regalato in fiera è scritto da un’autrice rappresentata invece da un’altra nota agenzia, quindi sì, sono sicura che non siano la stessa cosa.

  8. Il mio è un parere da lettore. Ho sempre letto molto, ma ho avuto un periodo in cui leggevo pochissimo, perché non potevo comprare troppi libri cartacei, non avevo tempo per passare dalla libreria, e non avevo più spazio in casa. Tantomeno potevo prenderli in biblioteca sempre per la questione tempo. Può sembrare strano ma questo ha cominciato a limitare molto la mia attività di lettore, finché non ho scoperto il digitale. Da allora leggo e compro tra i 30 e 40 libri l’anno e li leggo tutti, a questi si aggiungono anche quelli che ogni tanto scarico gratis. C’è un grande mercato del digitale, proprio ieri ho comprato un eBook di un’attrice che amo edito Mondadori del costo di 9€, erano le sei del mattino e seguendo il mio istinto ho letto le prime tre righe dell’estratto e l’ho comprato. Poi c’è anche il cartaceo, ovvio, ma lo compro solo se lo devo regalare oppure se c’è la presentazione in libreria e voglio farmelo autografare.

    • Gli editori, cara Giulia, non possono non tenere conto di lettori come te, tra l’altro nomini il problema dello spazio che non è un elemento da poco. La battaglia della buona editoria andrebbe fatta sui contenuti non sul contenitore, quale è il formato di lettura. E perdere una lettrice come te per un editore che non prevede il digitale è un vero boomerang. Un bacio

      • È venuto scritto attrice, ma intendevo “autrice”, non che le attrici non possano scrivere…

  9. Ciao Sandra, com’è andata la tua prima doccia?😂. Sui libri, io resto ancora affascinata dalla carta ma conquistata dalla praticità dell’ebook. Il punto è che mi pare dia più fastidio alla vista (leggo su tablet e programmi adeguati)

    • Ciao Elena, la prima doccia è stata molto bella, sono comunque ancora nella fase che mi fa strano anche perché sono una persona estremamente abitudinaria. Sul fastidio alla vista con il Kindel Paper White no, per niente, magari il tablet ha una retro illuminazione differente.

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