A piccoli passi

Aprile ha lasciato il posto a maggio. Sono finiti i ponti ed è arrivato novembre. Del resto se in certi giorni ad aprile abbiamo avuto 29 gradi, dopo l’estate cosa c’è? L’autunno, quindi tutto quadra. Per il primo maggio siamo stati al Museo del 900, e la sera in Tv abbiamo visto che era tra le mete suggerite per la giornata, a Milano. Perfettamente sul pezzo, visto che è conservato Il Quarto Stato quadro simbolo per la festa dei lavoratori. Un museo assai godibile, anche per chi come me non ha alcuna formazione adeguata. Sono felice di aver cominciato il mese con la cultura.

Poi c’è tutta una serie di piccoli passi che mi sta portando fuori dal caos, dal girone iniziato il primo marzo: neve-occhio-polso-bagno. Oggi mia mamma ha tolto il gesso, dovrà portare il tutore, che già indossa, per un mese, ma confidiamo che, come del resto ha detto l’ortopedico, con la fisioterapia il recupero sarà veloce. Nel pomeriggio è venuto il muratore per i marmi, una delle tre tappe mancanti della doccia, quella che mi preoccupava maggiormente. Per cui due risoluzioni in un colpo, fantastico, anche se, chiaramente poi ci sono i dettagli: ho saputo solo oggi a mezzogiorno che il muratore riusciva a venire (perché ieri poteva, ma mi ha avvisata troppo tardi e io ero impegnata come zia sitter), e nuovo sporco; stamane sono uscita di casa alle 7.35, un po’ in ansia, con diversi trilli di sveglia sentiti partendo credo dalle 5 con quella del vicino, poi quella dell’Orso, infine la mia e un incubo precedente, senza riaddormentarmi. L’ansia nello stomaco e una mattinata di fuoco in ospedale, con un picco di stress e corse per la ricerca del tutore, il negozio dove ci avevano indirizzati era smantellato, trasferito, dove? Non c’era alcun cartello. Ma insomma, ci siamo. Tiri delle righe e giri i lati dei cubetti in modo che le facce giuste formino una storia.

Vorrei poter dire altrettanto della scrittura. Anzi no, della scrittura lo posso pure dire, anzi URLARE 😀 che in mezzo a tutto questo la mia produzione narrativa avrebbe potuto incagliarsi, invece si è presa i suoi spazi, è stata razionale nel sapersi fermare a lasciar decantare le storie prima della revisione (nei giorni di martello pneumatico e trapano, quando in effetti era impossibile scrivere, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver azzeccato i tempi giusti?), ha saputo anche reinventarsi, rinnovare lo slancio creativo. Però poi, il grande blocco dell’editore, che nulla ha a che vedere con il blocco dello scrittore, mi pare ben peggiore, si è messo di mezzo, come un masso che ostruisce la strada, una frana, una grana.

E io lì, che gli ostacoli li conosco e magari a volte con l’esperienza li evito, scovo nuovi percorsi. Perché se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati. (Einstein). Intanto la giornata si sta concludendo, tuoni e lampi, e ci si avvicina a grandi falcate al #SalTo 2018. Noi andremo domenica 13. Ci vediamo lì!

Nella foto io e l’Orso ci balocchiamo nella stanza stroboscopica al Museo

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11 thoughts on “A piccoli passi

  1. E pensare che io il famoso cubo non lo sono mai riuscita a risolvere. Tu in un solo giorno hai messo a segno due punti, mica male! Confidiamo in maggio meno capriccioso e più risolutivo anche per la scrittura-editore. Ma un hip hip urrà per via il gesso finalmente, lo vogliamo urlare? Io direi di sì. Dai che il sole sta arrivando.
    Ps. Ma che figata il museo stroboscopico!

    • Io in verità intendevo più i cubetti dei bimbi, io avevo quelli di Topolino, il cubo di Rubik figurati, manco io! Hip hip per il gesso di sicuro! Nel museo ci sono alcune stanze, tipo quella della foto, che fanno un po’ Luna Park, casa degli specchi e un altro percorso al buio strano, molto belli, poi cose assai più classiche: Picasso per dire.

  2. Io il cubo di Rubik lo risolvevo sempre in pochissimo tempo. Toglievo tutti i pezzi dall’anima centrale e li rimontavo completi, che ce vò?! 😀 😀 😀
    (poi in realtà un matematico mi ha spiegato che esistono delle mosse “standard” per cui si risolve in poco tempo, ne parla anche Wired: https://www.wired.it/attualita/tech/2014/05/19/come-risolvere-cubo-rubik/ )
    Detto ciò, sono contenta del tuo Bingo settimanale, gesso e bagno! Pochi giorni e ci ritroveremo insieme al #SalTo 2018, anch’io di domenica (ma sono a Torino già sabato, se qualcuno vuole prendersi un caffè in centro). Il mio primo Salone! Tra l’altro, qualcuno di voi sa dove rintracciare la mappa degli stand-case editrici che espongono? O devo girare a casaccio?!

    • Tranquilla per la mappa, le distribuiscono all’entrata! E poi non è tanto un girare a casaccio, ma a naso, nel senso si può andare ordinatamente corsia per corsia, sono numerate, così non si corre il rischio di saltare nulla, ma anche seguendo una sorta di feeling, vedrai che luna park. Poi nel sito trovi gli editori che espongono in modo, se vuoi, da saperlo prima per organizzarti.

  3. Allora ci vediamo a Torino, finalmente. Hai fatto un vero miracolo conservando la tua ispirazione in mezzo al putiferio. Brava. Non ho capito la grana con l’editore ma sono certa che sia già in qualche modo superata… Notte

  4. Il gesso tolto e la scrittura che sei riuscita a mantenere nel caos dei lavori in casa, mi sembra un buon risultato nonostante lo stress di transizione, bell’inizio di maggio culturale! E poi ci sarà il salone del libro. Piccoli passi positivi. Brava Sandra.

  5. Il Museo del Novecento è un gioiello di Milano, e poi il Quarto Stato fa proprio soggezione. Bene per il gesso tolto alla mamma, come ci siamo scritte! 🙂
    Il prossimo fine settimana ce l’ho pieno, con visita all’Archivio di Stato per visionare un documento risalente all’epoca di Federico Barbarossa, e domenica si festeggia il primo anno della mia pronipotina. E poi ovviamente scrittura e studio…

  6. @ Elena, ci siamo già scritte, ci vediamo a Torino e ti spiego tutto
    @ Giulia, sì, sono piccoli passi positivi, è stato tutto faticoso negli ultimi tempi, ma confido di essere (quasi) fuori
    @ Cristina, sei sempre piuttosto impegnata (bella la cosa che mi dici del documento), ma ci vediamo presto!

  7. Bene Sandra, tutto alla fine si risolve, basta saper aspettare e pazientare come hai fatto tu. La foto postata sta a dimostrare che il sereno è tornato. Complimenti per essere riuscita a focalizzarti nella scrittura, a conferma, forse, che le avversità alimentano la creatività. Sarà per questo che i più grandi scrittori avevano una vita d’inferno? 😉

  8. Ciao Sandra, credevo di aver postato un messaggio e sono tornata a leggere la risposta, ma a quanto vedo non c’è proprio. Chissà che fine ha fatto, misteri del web! Ripeto che sono felice di sapere che il periodo nero si stia schiarendo piano piano, prova ne è la foto in cui sorridi e ti diverti. Brava! La creatività si nutre delle difficoltà, per questo i grandi scrittori avevano spesso una vita d’inferno:D

  9. Cara Rosalia, eri finita in spam, talvolta accade. Grazie per le tue parole, la tua considerazione è molto vera in effetti. Però insomma spero di essere meno creativa e più serena a sto punto! Un bacione

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