Un tempo diverso

Succede in un attimo: sono in copisteria a far rilegare un manoscritto e mi arrivano in contemporanea un whatsApp di un caro amico con la foto del figlio alla festina di compleanno, 10 anni ieri, e la didascalia “Dieci anni che sono volati“, e l’sms di mia mamma che mi informa circa la morte del padre di amici in Valtellina, un coetaneo di mia mamma, sempre insieme alle feste dei coscritti, e i suoi genitori a loro volta abitavano nel cortile dei miei nonni, da qui l’amicizia e insomma quelle persone in grado di evocare ricordi importanti e forte nostalgia. Mi viene il groppone. Tiro un po’ su col naso, prendo il testo messo insieme con la spirale e proseguo con le cose della mattinata. Intanto rispondo all’amico e a mia madre, mando un whatsApp a mia sorella per dirle della morte di quest’uomo, lei risponderà poi più tardi “Oh che tristezza” e sempre vado avanti: banca, caffè, panettiere, qualche giro e il tarlo picchiettante sul tempo che passa e lascia briciole di noi in giro, a ricordarmi bimba davvero molto piccola, con la signora Enrica, la vedova, che mi mette sulla bici da cross del figlio, una Ranger gialla, non arrivo né al manubrio né ai pedali, ma lei mi spinge e a me sembra di andare su una bici da grande e da maschio e sono tanto felice.

Non sappiamo davvero quanto tempo abbiamo qui, e comunque vada passerà troppo in fretta, il gruppo delle cinquantenni del quartiere me lo rammenta, ammesso ce ne fosse bisogno, ogni volta che guardo il cellulare. Tutto questo fa da catalizzatore verso una decisione che non prendo a cuor leggero: due anni fa ho ottenuto (lottando molto) un part time verticale, lavoro e percepisco lo stipendio al 60%, e il tempo che ho sottratto all’ufficio era da dedicare alla scrittura, in pratica ho scelto di rinunciare a una parte di stipendio sicuro per dare maggior respiro al progetto creativo (e va bene, ci sono altri elementi, faccio la zia, e tutto quanto ma la scrittura ha avuto un grosso peso nella decisione del part time). Non tornerei mai indietro: amo poter essere più presente per tutti, mamma, marito e nipoti; adoro i piccoli momenti per me, i messaggi vocali con gli amici, un gelato, la panchina di un parco, la sveglia alle 9, il fisioterapista la mattina invece che la sera tardi. E se è pur vero che spesso questo tempo si traduce in un groviglio di tecnici di elettrodomestici e idraulici, che pare sia il nostro karma, la mia vita è migliorata in maniera esponenziale, ma i risultati scrittori non sono proporzionati al cambio di ritmo. Non ho mai pensato di poter rimpiazzare l’entrata mensile più bassa con le royalty, e non è un discorso economico il mio, ma più ampio, di opportunità. Come dire:

E’ questocara Sandra, ciò che hai saputo ottenere? Hai dato il meglio alla tua scrittura, le hai dato tempo, ma sei ferma allo stesso punto di quando lavoravi full time! E quindi:

# Genesi 12 – Edizione straordinaria

Puntata speciale non prevista, per aggiornarvi circa il mio romanzo Non è possibile, che ho scelto di non pubblicare in attesa di nuove strade, che potrebbero non aprirsi mai. Sono decisioni prese con il cuore di piombo e mettendo sul classico piatto della bilancia molti elementi, soprattutto quello di rinunciare a una squadra professionale, competente, empatica e onesta in favore della nebbia e, molto probabilmente, del cassetto. Di ricominciare, ma anche di non fare assolutamente nulla e dedicare il mio tempo a tutt’altro, seguendo il mio umore, assecondando in definitiva un desiderio importante: quello di far aderire la mia persona con le mie scelte, senza condizionamenti, fretta e percorsi nei quali fatico a essere felice.

Sento di essermi tolta un grosso peso, la situazione contingente mi stava procurando quella brutta cosa da combattere: l’ansia. Se non ho la lucidità necessaria per prendere la distanza emotiva dal mondo editoriale, e vivere i suoi avvicendamenti senza pensarci troppo, posso solo mettere un’effettiva distanza tra me e l’editoria, allontanandomi.

Grazie a chi magari dirà “ma io volevo leggerlo”, arriverà un tempo diverso.

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19 thoughts on “Un tempo diverso

  1. Io volevo leggerlo e lo leggerò! Incrocio le dita che non rimanga affatto nel cassetto ma anzi incontri proprio l’editore che ti calza a pennello. Ci sono fasi nella vita in cui è richiesto avere coraggio perché only the brave… E perché come hai ben capito tutto fugge!

    • Only the brave, ma grazie. Oggi è stato davvero tanto catartico ricevere i messaggi proprio in copisteria. Grazie per il supporto, alla peggio andrò di fotocopie 😀

  2. Giusto questa settimana, in un blog professionale si ragionava del self publishing che “sì, bravi, ma tanto non arrivate in libreria” e in un blog di un self publisher autori e lettori ragionavano sul fatto che in libreria non ci vanno più, tanto non trovano quel che vogliono, che ci sono sempre più titoli, e sempre più magazzini pieni di copie che vanno al macero in sei mesi, che l’editoria tradizionale paga sempre di meno, ma nessuno di chi ci lavora ha il coraggio di dirlo. Nadia ha scritto quello che aleggia tra le righe: anche gli scrittori, quelli famosi, quelli che si pensa vivano di scrittura, in realtà vivono di CORSI DI scrittura (giusto oggi continua a comparirmi su Facebook la sponsorizzata di un corso di scrittura di Valerio Massimo Manfredi, in offerta a 29,90 euro… e che non scatti anche il 3×2 quest’estate…

    • Nessuno vive di scrittura, a meno di essersi affermati molto negli anni scorsi, in libreria ci si rimane sempre meno, poi vai di resi. Ma il punto non è questo, è essere felice per una pubblicazione imminente e io non lo ero, le altre volte sì: contavo i giorni e gongolavo nell’attesa, che era vigilia bella. Le cose cambiano, magari cambio pure io.

      • Mi sembra però di osservare che arrivi sempre in questo periodo un po’ stanca. Ricordo che anche l’anno scorso c’era questa stanchezza scrittoria, editoriale, non saprei nemmeno come definirla. E poi dal rientro delle ferie estive eri più serena, e a settembre ti ho sentito ripartire di slancio. Quest’anno poi tra gesso e bagno, direi che ne hai ancora più motivo di essere stufa e agognare al relax.
        Tanto che, se possibile, proverei a posticipare la pubblicazione a settembre-ottobre (del resto settembre è un altro mese di buoni propositi, anche per i lettori, ci potrebbe essere pure più mercato). Se poi a settembre ti senti ancora con lo stesso spirito, cercherai di capire cosa ti sta dicendo il tuo sesto senso. 🙂

  3. Cara Sandra se la tua scelta ti fa sentire in sintonia con quello che senti hai fatto bene. È importante stare bene con se stessi. Riguardo al tempo che passa, purtroppo è così, non possiamo farci niente, per questo è importante viverlo bene e godersi il tempo libero (ottima scelta quella del part time, per scrivere, per fare una passeggiata, per mangiare un gelato, per stare in famiglia) perché il tempo che non viviamo bene è tempo perso, lavorare va bene ma farci rubare troppa vita dal lavoro non va bene, te lo dice una che sogna di smettere di lavorare tutti i giorni…o almeno lavorare meno quando finirò di pagare il mutuo

    • Grazie per la fiducia, essere in sintonia con la me più autentica è la ricerca costante e mi stava salendo l’ansia, come ho scritto. Oggi mi sono presa una spremuta di melograno con Cristina Cavaliere, chiacchierando di libri e di noi.

    • Salvezza, esatto. A quanto vedo nessuno di noi riesce a vivere la scrittura davvero serenamente e cerca soluzioni. Che poi non è la scrittura bensì la pubblicazione, si sa…

  4. @ Barbara, sì la stanchezza del contorno hai il suo peso, ma dovendo informare l’editore ho preferito non tergiversare che già fare marcia indietro ora non è stato facile affatto. Rimandare e poi dire no, suonava come un “cerco altrove se non trovo resto con voi”, ho preferito un’onestà spero apprezzabile, non ho niente in mano, però non me la sento.

  5. Proprio ieri una mia mia cugina che non vedevo e sentivo da moltissimi anni mi ha mandato tramite Fb una nostra fotografia: ho riconosciuto subito lei diciottenne, ma alla vista della bambina seduta sul muretto con il vestito scuro a fiorellini, che lei abbracciava, mi sono detta: “Ma questa chi è?” solo per rendermi conto con un senso di shock che ero io. Beh, non mi ero riconosciuta per niente. Per quanto riguarda la tua decisione, ne abbiamo parlato ieri “face to face”, e hai tutta la mia incondizionata approvazione. Certo, il senso di amarezza permane, ma le strade per renderci felici, e soprattutto meno stressate, sono altre.

    • Le foto e certi sbalzi nel passato sono evocativi e ci sbattono la realtà di fronte senza troppi complimenti! E il tuo face to face mi ha ricordato una canzone con lo stesso titolo cantata da un duo di ragazzotti I Twin che gemelli non erano in realtà, che mi piacevano molto, e nuovi ricordi ecco. Le strade per renderci felici sono quelle che questo percorso comunque mi ha dato: un sacco di blog amici da incontrare con un bicchiere e tante chiacchiere! (Il bicchieri ieri con una spremuta di melograno per la cronaca) a presto!

  6. Come ti capisco. Anche se ho una dozzina d’anni in meno. Risposta negativa dal concorso big, che ne sarà del romanzo?
    Alla fine le mie oltre cento pagine di scrittura privata, di cui a breve riparlerò, sono state una coccola per l’anima e mi ha rimesso in pace con il mio scrivere.

    • Ho deciso di lasciar correre, ma con una pubblicazione quasi fatta con un editore collaudato è stato un azzardo che mi ha messa all’angolo per 3 giorni, ieri sera continuavo a pensare ai risvolti della faccenda con l’ansia che saliva ancora. Ora credo di esserne fuori, ma non si sa mai cosa aspettarsi dagli assalti retrospettivi, però ho 4 lavori pronti che mi vanto di giudicare di tutto rispetto e non so davvero cosa ne sarà di loro. Mi spiace per l’esito negativo del concorso, ma se ben ricordo ti sei comunque piazzata molto bene.

      • Il fatto di sapere di valere (finire in una finale a 5 in un concorso di Mondadori fa comunque bene all’ego) aiuta anche a tirar fuori gli artigli, spero. Adesso devo finire l’anno scolastico, ma poi voglio fortemente trovare una casa a questa storia. Spero che anche le tue la trovino in fretta.

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