# I miei primi pensieri – Non proprio un post sul Salone 2018

Sono raffreddatissima, ho poco tempo perché oggi ho ripreso a lavorare dopo un giro di part time più lungo del solito avendo aggiunto 2 giorni di ferie, dovevamo andare da qualche parte ma poi, tra mamma e bagno non si è più organizzato nulla, ma i giorni me li sono tenuti. Vorrei scrivere del salone, così utilizzo questa formula, di sicuro più veloce ed emotiva, che credo si confaccia all’evento. A me è piaciuto, molto, forse era un pelo più confuso del solito e di sicuro noi abbiamo saltato parecchi stand, questo perché fin da subito da Marcos y Marcos abbiamo dato fondo a parecchi risparmi, lasciandogli 82 euro per 5 libri, giusto lì, si era appena entrati, mi ha intercettata la bionda CBM ed è stato festa subito. Ero lì in tre versioni: blogger, lettrice e autrice. Sulla prima mia veste ho incontrato, dopo numerose telefonate e whatsApp devo dire un po’ sfiancanti, Barbara col marito ed Elena con la mamma, è stato bello e abbiamo chiacchierato, come sempre io sono la più bassa. Avevo già incontrato Gaia Conventi, senza problemi essendo autrice di un editore dove comunque volevo passare, altre amiche invece alla fine non sono riuscite a venire. Come lettrice posso dire di aver trovato la solita vastissima offerta tentatrice, molti acquisti, anche per la nipote, mio marito invece si è limitato, forse perché ha ancora parecchio arretrato da Tempo di libri, che io invece sto smaltendo bene, avendo molto più tempo di lui e forse anche concentrazione serale divanosa. Da autrice ho avuto la conferma che i due editori che sto tenendo d’occhio sono davvero una realtà interessante al di là dei soliti big che ho allegramente scansato, non vado fino a Torino per comprare libri che trovo alla Coop, non scherziamo. E Sempre come autrice posso dire che gli editori blasonati non credo siano inarrivabili, ma credo che se non si diventa autori di punta per loro, finisci in un mucchio che tanto vale pubblicare con Starnazza libri & CO. Purtroppo a mio avviso vanno evitati anche i super piccoli, con stand in condivisione, che poi verifichi a casa e non fanno manco il digitale: sono destinati a morte certa e cedere loro i diritti equivale a buttare il libro in orbita e sperare che qualche uomo dello spazio lo capti. Chi poi al Salone manco c’è, be’, esperienza ahimè già fatta e non replicabile. Ho detestato le polemiche sulle code: in 15 minuti esatti eravamo dentro, superati i controlli di sicurezza e la biglietteria. E sulle toilette che dire, ci sono andata due volte, la prima avevo mah 4 /5 persone davanti, la seconda nessuna. Fortuna? Boh, certo, un po’ di fila per il panino, ma è un grosso evento non si può immaginare di essere soli. Diverse persone di fama: la sindaca Appendino, Sgarbi che non manca mai, Piero Angela, già vedemmo il figlio anni fa, e il mio adorato Alessandro Barbero me lo sono visto dall’oblò della sala blu, mi è bastata la sua voce per poche frasi per dirmi “oh, è proprio lui” ed essere contenta così. Un salone pieno di emozioni, abbracci, storie, un salone semplicemente come deve essere, una fiera, forse pure delle vanità, probabilmente, spero delle opportunità. Ho adesso una bella pila di libri freschi che mi aspettano e spero di potermici dedicare con il mood giusto, in questa stagione già si pregusta l’estate, la spiaggia e la sdraio, alcuni di certo verranno con me in vacanza, che nel frattempo abbiamo pure prenotato: Camargue! E’ andato tutto bene a Torino, anche l’autostrada e sfilare accanto al mio orso sapendo che lui è con me, in queste avventure condivise che sanno semplicemente di pagine e parole. Questo è stato il mio salone, positivo, diverso da quello di chi vuole solo vederci il peggio dell’editoria che, di sicuro c’è, c’è certo che c’è, visto che era pieno di EAP, tocca controllare, abbiamo gli strumenti per farlo, e per andare in giro come cercatori di funghi, quelli buoni sono pochi, ma quelli velenosi prima o poi impari a scartarli.

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22 thoughts on “# I miei primi pensieri – Non proprio un post sul Salone 2018

  1. Credo il salone sia un evento gigantesco che difficilmente non presenti qualche pecca. Insomma io ho qualche esperienza come pro loco e posso dire che per quanto organizzi e prepari l’inconveniente esce sempre fuori. Quindi file e disagi con così grandi numeri non sono facili da evitare, si deve avere più pazienza che aspettative, ma immagino che chi si aspetta un salone perfetto resti deluso.
    La mia esperienza dello scorso anno era stata ottima, sarà che sono molto adattabile e posso evitare bagni e posti ristoro senza problemi se vado a cercare libri o contatti. Quest’anno la leggo attraverso le opinioni di chi invece c’è stato rosicando un po’. Intanto complimenti per gli acquisti, e poi che dire, io ti invidio proprio il fatto di avere l’orso che legge sempre accanto a te. Il mio al massimo me li regala i libri ma poi non ne vuole sapere nulla. Sigh.
    E poi, Camargue… ecco lì svengo. Posso venire se mi infilo nella valigia?

    • L’unica cosa davvero brutta, e differente dallo scorso anno, è stata la tensostruttura esterna che costituiva il padiglione 4, dove hanno relegato editori piccoli, in una zona che molti manco sapevano ci fosse, causa over booking, quello sì, capisco la rabbia degli espositori che hanno pagato tanto quanto gli altri per uno spazio davvero pessimo! Per il resto ecco, se ci sono difficoltà alla sagra della salsiccia, vogliamo mettere una roba così epocale? E sulla valigia, oh ma certo, tra l’altro sei pure di strada! 😀

      • Solo come lettrice non come ospite, ma non so ancora quando. Tu ci vai?

  2. La polemica delle code l’avevano prima di tutto creata gli insegnanti, con le classi di bambini al giovedì dell’apertura. Dunque ci sta che alla domenica, dopo altri due giorni di apertura, i responsabili del Salone almeno quello l’abbiano saputo gestire meglio. Le foto in Twitter con i sequestri ai controlli di sicurezza erano a quanto pare vere, perché ho visto una scatola di thermos requisiti. Si poteva entrare con l’acqua in bottiglietta chiusa, e magari su questo bastava un qualche avviso sul sito ufficiale (per evitare di portarsi il thermos).
    Con i bagni ti è andata di lusso. Ci sono stata due volte, la prima sul padiglione, un quarto d’ora di attesa. La seconda al Padiglione 5, quello con meno coda, venti minuti per entrate in un bagno cieco, caldo, e puzzolente. M’è venuto un conato ed è stata un’esperienza allucinante. Da motociclista, posso dire di averle viste tutte (con la moto ti fermi quando e dove puoi, penso di essere adattabile a sufficienza) ma lì il bagno era terribile. Sulla questione pranzo, abbiamo atteso per andare tardi apposta perché scemassero le code, ma evidentemente i punti di ristoro erano sottodimensionati. Ce la siamo cavata con l’hot dog alle 15. Anche qui, esperienze fieristiche ne ho qualcuna, tra elettronica, informatica, auto (il mitico MotorShow), hobby, campionarie, garden e bakery, e questo delirio dell’ora di pranzo non l’avevo mai visto. In pratica il Salone me lo sono guduta dalle 10.15 all’una circa. Pure alla sagra della salsiccia dietro casa mia (si chiama Festa dell’Estate) oramai hanno il palmare per le ordinazioni! 😀
    Come dice Sandra, il bello sono stati i “piccoli” (anche se l’app per distinguere al volo gli EAP ancora non l’hanno inventata) e mi sono accorta che i Big… non li ho nemmeno guardati!

  3. Qualche coda è d’obbligo, vuol dire che c’era gente, altrimenti sarebbe anche un po’ triste.
    Hai fatto una bella scorta di libri Sandra, brava, soprattutto pensando alle vacanze, che meraviglia! È bello avere accanto una persona che legge come te dando soddisfazione a una delle tue tre vesti (blogger, lettrice e scrittrice). Mi hai fatto ridere quando hai scritto che “come al solito eri la più bassa” sei troppo simpatica, io aggiungo che nelle botti piccole c’è il vino migliore 🙂

  4. @ Elena, le cose spesso non sono come sono, ma come le percepiamo, scaturiscono quindi mille opinioni differenti, tu sei stata super gentile a venire apposta per noi e di questo ti ringrazio ancora
    @ Barbara, mi spiace davvero che tu l’abbia vissuto così male, le tue aspettative deluse le ho percepite tutte parlandoti e mi sono persino sentita in colpa per aver descritto il salone come un luna park qui nel blog, inducendoti, forse, ad andare a Torino. Peccato.
    @ Giulia, grazie per il “troppo simpatica” sì, grande scorta e ora vediamo di smaltirla!

    • No Sandra, tranquilla. Avevo deciso di essere al Salone ancora un anno fa! Col lavoro mio poi certe cose non le posso improvvisare. 😉
      Dire che l’ho vissuto male è eccessivo, preferisco dire che il Salone non è al massimo delle sue possibilità e qualitativamente c’è molto da fare. Però dovevo venire di persona, farmene un’idea mia. In questo momento mi sto addirittura interrogando sul senso di farlo così. Forse io lo vedo in maniera diversa dopo essere stata a Parigi, dove per esempio non c’era uno stand senza firma copie, e tutti gli speech erano in pubblico, non in sale chiuse e blindate dei primi 40 che trovano la sala e riescono ad entrare. Ho anche visto parecchia gente girare come se fossero in un centro commerciale in una domenica che piove… avranno comprato libri? Qualcuno mi ha anche detto che il Salone sembra fatto solo per gli addetti ai lavori. Addirittura per strada ho sentito delle persone dire che c’era troppa gente, che il Salone deve tornare ad essere solo dei torinesi… !! :O

      • Be’… detto dai torinesi che affollano le micro-spiagge liguri… già dalle 7 del mattino per occupare il posto con il solo asciugamano… parliamone!!! 😉

  5. Quanti libri hai comprato! I libri fanno la felicità, l’ho sempre detto. Per quanto riguarda il Salone, come ti ho detto è parecchio tempo che non ci vado.
    Devo dire che anche il mio fine settimana è stato bello impegnativo, noi la domenica eravamo in un una specie di Salone domestico affollatissimo, tra palloncini rosa, torta e gelato, con festa per il primo anno della pronipotina. Ti farò vedere qualche foto alla prima occasione, la piccola è un amore.

    • I bimbi piccoli portano sempre con sé un carico di emozioni stupende. Devo relazionarti in privato sui contatti dal Salone. A fine mese ci rivediamo di sicuro.

      • Perfetto! Mi hai fatto venire in mente una frase di Dante: “Il paradiso ci ha lasciato le stelle, i fiori e i bambini” ed è proprio così. Buon pomeriggio.

  6. Come vorrei avere una pila di libri nuovi di zecca da leggere, come la tua! Brava Sandra! La pila in realtà c’è, ma nel frattempo è invecchiata. Arriveranno tempi migliori 🙂

  7. Scommetto che Hendrix è di Emanuele! Suppongo sia Jimi H.
    PS Hip hip hurrà per la scelta della Camargue. Ma ricordate lo spray anti-zanzare se ci andate in pieno caldo. Mangerete benissimo. Se riuscite, fate anche un salto a Montpellier. Ne vale la pena!

  8. @ Barbara, Hendrix no, ci è stato commissionato. Noooo, le zanzare non le avevo considerate, andiamo i primi 15 giorni di luglio, in effetti lì è tutto foce del Rodano, cazzarola, Emanuele di solito viene divorato. Grazie per il consiglio e per i libri come ti ho detto al telefono, arriveranno post più dettagliati sulle scelte. Grazie per essere stata così attiva in questo post, peccato non essersi viste, ma forse Matteo avrebbe sofferto un po’ per il casino.

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