Ispirazioni narrative dal SalTo18 # 1

La cara Barbara Liguria – così chiamata per distinguerla da Barbara Webnauta – mi ha chiesto in privato se avessi voglia di scrivere un post sugli acquisti al Salone e io, pensate un po’, ne faccio addirittura due. Questo prima parte è interamente dedicata all’editore Marcos y Marcos, da me molto apprezzato, vi linko il loro colorato catalogo, nel quale potrete velocemente trovare tutti i libri che citerò e scoprire qualcosa in più sulle trame. Mi pare inutile riportarle qui nel post, del resto i libri ovviamente non ho ancora iniziato a leggerli, per cui posso motivare le scelte, ma non so se siano state davvero azzeccate.

Marcos y Marcos è un editore indipendente molto noto, con una forte identità. Diversi anni fa è letteralmente esploso facendosi conoscere da un pubblico piuttosto vasto con il romanzo Se ti abbraccio non avere paura di Fulvio Ervas, (che ho letto) un vero caso editoriale, che ha portato molti soldi nelle casse della casa editrice dandole così l’opportunità di investire in progetti i cui risultati oggi, secondo me, sono tangibili: una ricerca di voci nuove e originali ad esempio; i romanzi pubblicati da Marcos y Marcos che ho letto presentano sempre qualcosa di peculiare, per questo, nonostante pubblicare con loro (abbandoniamo per un attimo la Sandra lettrice e facciamo parlare la Sandra autrice) sarebbe stratosfericamente bello, non credo affatto di esserne all’altezza. Marcos y Marcos ha un evidente fiuto, non so come lavori con il mercato estero, accapparrandosi i diritti di autori stranieri, ma ha pubblicato, sempre molti anni fa In viaggio contromano (ho letto pure questo) di Michael Zadoorian che è diventato un long seller, dal quale è stato tratto un film uscito in Italia l’inverno scorso col titolo di Ella e John.

Ci siamo fermati da Marcos y Marcos poco dopo essere entrati, era nella lista degli imprescindibili perché volevamo di sicuro prendere un’altra raccolta di Jack Ritchie, quello di E’ ricca la sposo e l’ammazzo, letto da me e pure dall’Orso la scorsa estate. Le sue antologie acquistate poi sono diventate due: Un metro quadrato di Texas e Il grande giorno, i racconti scoppiettanti e raffinati finiranno di sicuro in valigia per la Camargue, perché piacciono a entrambi ed è un evento piuttosto raro. Desideravo anche comprare Se Dio fosse una donna di Leon De Winter, romanzo di cui avevo letto in rete entusiasmanti pareri circa quell’umorismo ebraico che adoro, sembra quasi un libro Giuntina Style, allo stand ce lo hanno raccontato con vivace passione e l’ho impilato nei volumi da portarmi via. Mentre frugo con lo sguardo le meravigliose copertine mi cade l’occhio su Breviario del rivoluzionario da giovane di Bruno Osimo; di Osimo ho adorato il frivolo e frizzante Bar Atlantic, letto ormai 6 anni fa, ma sono ahimè rimasta alquanto delusa dal successivo Disperato erotico fox per cui passo diversi minuti nell’indecisione. E in quel momento mi intercetta CBM, ci abbracciamo, chiacchieriamo del Salone, com’è, come non è, impressioni, riflessioni, passi da fare e intanto continuo a star lì con: l’Orso accanto che partecipa e il libro di Osimo sempre in mano, e siccome parlando mi sono leggermente allontanata dal banco lo riappoggio prima che pensino che lo stia rubando. Salutata Chiara decido di approfondire il discorso “dare una seconda chance a Osimo” con il personale che è sempre molto disponibile. E’ una Milano operaia del 1973 quella in cui ci porta Osimo questa volta e gli anni 70 sono quelli della mia infanzia, milanese pure, operaia, no, ma comunque assolutamente non borghese. Un’epoca difficile, io le Brigate Rosse le ricordo benissimo per dire, in cui mi sentivo povera, senza esserlo davvero, eppure anni in cui siamo stati inconsapevolmente molto felici in famiglia. Quindi lo compro. E qui scatta il consiglio della signorina che forse ha capito che noi non si bada a spese (circa). Passiamo da Milano a Roma, con L’inferno è vuoto, di Giuliano Pesce: il papa si tuffa nel vuoto e a Roma scoppia l’apocalisse. Potente, direi, anche se io nella foga, c’ho sempre la foga, come se dovessi pure io buttarmi dal balcone da un momento all’altro e perdermi tutte le storie che poi non potrei più leggere (un paradiso senza libri, non chiamatelo paradiso però, eh), dicevo inizialmente avevo letto papà, invece di papa, perdendomi il fulcro della narrazione. Prendiamo pure questo, scuciamo 82 euro e comincio a disperarmi, che 5 libri da un solo editore sono un incipit di Salone davvero tremendo.

E questa è la prima tappa di un percorso di pura ispirazione, talvolta influenzato da precedenti articoli letti qua e là su romanzi e/o autori, altre semplicemente guidato da intuito, copertina, editore, sensazioni. La seconda puntata non so quando arriverà, di sicuro però entro il giorno 24.

Rileggendo il post mi sono resa conto di averlo scritto metà al passato e metà al presente, ma la preparazione della cena incombe, per cui scusatemi e prendete il bello di questo articolo, cioè i libri, non certo io.

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8 thoughts on “Ispirazioni narrative dal SalTo18 # 1

  1. Bel bottino. Ora aspetto di conoscere il resto. Emerge soprattutto la tua cultura a tutto tondo. E poi smettila di dire che non saresti idonea, lo sei eccome.

    • Diciamo che i libri mi piacciono al punto da informarmi di continuo, questo sì. No, non sono idonea, faccio un altro genere, ma senza volermi buttare giù, lo dico in tutta tranquillità, davvero. Comunque grazie, Nadia, sempre carissima.

  2. MI hai fatto morir dal ridere quando ti sei descritta come sempre con la foga. E’ esattamennte così, posso testimoniare giacché ti ho vista dal vivo 🙂
    Ho controllato ma non ho niente di Marcos Y Marcos, accidenti, un altro di quei buchi neri da colmare subito!
    Chiudo con una battuta: ho capito perché ti sei portata dietro l’orso al Salone, se al primo stand hai speso 82 euro, avevi bisogno di un assistente visto che ti sei spupazzata tutto il Salone 🙂

    • Non è, cara Elena, che sta cosa della foga mi faccia tanto onore eh, domenica poi ero veramente su di giri! In realtà oltre a essere io la cassiera di casa, negli stand successivi ci siamo assai limitati, e a rileggere i post che circolano nei blog in questi giorni mi rendo conto di quanti ne ho saltati di belli: Hacca edizioni, Minimum Fax, giusto i primi 2 che mi vengono in mente al volo, è stato un giro un po’ frammentario ma comunque appagante.

  3. Ciao Sandra, finalmente posso dedicarmi alla lettura dei miei blog preferiti e a commentare, ho avuto problemi con la connessione Internet per giorni. Leggo che il bottino al Salone è bello cospicuo. Sprizzi gioia da tutti i pori di lettrice appassionata. Ti capisco. Attendo la seconda parte per saperne di più^_^

    • Ho letto da Elena che sei stata senza internet, al quale ormai non possiamo più rinunciare. Attendo il tuo post sulla tua presentazione, mentre il mio con la tappa successiva arriverà presto, lo sto già scrivendo. Mi vergogno tantissimo per non aver preso il tuo libro al Salone, come promesso, ho valutato che alcuni titoli che mi interessavano volevo prenderli in digitale, ho il Kindle, e ho scoperto che del tuo non c’è! Certo, avrei dovuto controllare prima…

  4. Ciao Sandra, non preoccuparti. Hai fatto bene a dare la precedenza ad altri, in fondo il mio libro è un esordio e ottenere la fiducia di lettori esperti come te, è dura :)) E’ vero, per la versione digitale bisogna aspettare ancora qualche giorno, arriverà presto!

    • Ma allora mi stai dando una fantastica notizia perché mi prenderò il digitale, che mio marito mi ha regalato il Kindle per l’anniversario di matrimonio e io lo so sì usando, ma non quanto vorrei, per cui grazie aspetto.

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