Karma, vino, orecchie e libri

Vabbe’, abbiamo tutti un karma, il mio è quello idraulico probabilmente, si è sgarruppato il rubinetto della cucina ed è venuto quindi una volta per capire quale fosse il lavoro da fare e stasera per aggiustarlo. Tipo che in un’altra vita eravamo amanti infelici, separati dagli eventi e ora ci dobbiamo ritrovare, però lo facciamo tra i tubi.

E ieri, un po’ disperata per il mal d’orecchio persistente, ho chiamato l’ospedale e ho prenotato una visita privata con l’otorino, conoscevo già il reparto molto efficiente. Morale non è l’orecchio, bensì una disfunzione temporomandibolare. Mai ci sarei arrivata da sola, per non dire che le cure fatte fino a ora non sono servite a nulla. Adesso OKI a manetta per partire guarita e a settembre consiglia valutazione odontognatologica, si scoprono sempre parole nuove, eh, da uno specialista.

Oggi sono successe un po’ di cose belle, fermo restando che andare dall’otorino ha presupposto una vascata di caldo che dall’ufficio è un viaggio vero, nonché assentarsi dal lavoro, cosa che non faccio mai, sotto scadenza, e tutto ciò bello non lo è stato per niente e sono parecchio provata dalla giornata. Tuttavia non avevo davvero alternative. Tutto sommato poi sto fastidio alla testa da quasi un mese mi stava anche un po’ preoccupando, e il periodo si stava rivelando di nuovo una fregatura per l’ansia tra le varie cose (mamma/lavoro/caldo), però Nanni ha tolto la fasciatura rigida e il mignolo è andato perfettamente a posto e io be’ io ho ricevuto una proposta di pubblicazione per il mio romanzo Non è possibile; non aggiungo altro non avendo ancora firmato. Sì, le ferie scrittorie alla fine uno parla parla (io) ma poi diventa pure difficile dire all’editore: il contratto lo leggo a settembre! Non so, è un po’ il mio carattere, prendo fuoco, segno zodiacale di fuoco del resto, poi mi calmo, ho proprio bisogno di fare scintille, fingermi risoluta, prendere decisioni forti, e poi ritrattare, anche se questo forse mi rende apparentemente poco affidabile, in realtà non sono così malvagia, la mia è una forma di protezione, poi alla fine quando le situazioni si evolvono, cambio la mia posizione all’interno di esse.

Abbiamo anche scoperto e sperimentato un’enoteca letteraria, vicinissima a casa! Una goduria con l’avvio di interessanti progetti di farci qualcosa con le mie storie, la proprietaria – figuratevi – era giornalista in Mondadori ha mollato tutto e ha aperto di recente questo locale, una vera scommessa! Le serate di giugno con amici sono sempre assai apprezzabili anche se, tornando al precedente post, io devo un po’ forzarmi per uscire: letto e doccia hanno grande attrattiva attualmente, poi però sono contentissima quando varco il portone delle opportunità, mediamente con un bicchiere in mano.

Ed essere fiduciosi che le possibilità ci sono nella vita, però bisogna sempre andare avanti, superarsi, mantenersi pure in equilibrio, che ormai siamo a metà di questo 2018 con la parola equilibrio appunto e mai scelta avrebbe potuto essere più azzeccata per me.

12 pensieri su “Karma, vino, orecchie e libri

  1. Io ti ci vedo già a presentare il nuovo libro con un calice in mano. E non dico altro, va😊 che lo sapevo finiva cosí, con un sorriso lungo più del Po.

  2. Disfunzione temporomandibolare, celo.
    Valutazione odontognatologica, celo (ti guardano, forse ti fanno impronta dentaria, se non capiscono la risonanza magnetica del cranio).
    A furia di sistemare i miei denti groviera, uno era più alto di un altro. E quindi sforzavo di più da una parte, ancora oggi ogni tanto faccio crock, ma meno da quando uso un byte notturno. Pare che negli anni passati, quelli terribili, io masticassi dal nervoso tutta la notte, non faceva bene né ai denti né alla mandibola. Ora il byte “assorbe” gli urti e protegge entrambi. Se qualcuno mi vede col byte, dico che è perché sono vampiro, evito che i canini escano di notte e facciano danni! 😀 😀 😀
    Per il resto… è relativamente poco che ti seguo, ma ho notato la stanchezza ciclica a giugno. Già normalmente tutti contiamo i giorni alle ferie estive (io anche i minuti secondi in questa settimana qui!), ma per te sembra essere una fatica tripla. Respiro profondo e relax. 😉

    • La mia mandibola è decisamente sgangherata e ora sta semplicemente presentandomi il conto. Fatica tripla, dici. Io somatizzo troppo, e in effetti ricordo un post di giugno di 2 o 3 anni fa, dicevo che arrivando uscendo dalla metro c’era scala mobile rotta e stavo per piangere perché credevo che non sarei mai riuscita a fare scale a piedi. Tutto sommato dalla malattia di mio padre si è stratificata ogni fatica. Grazie a te e abbiamo quindi pure il dentista odontognato ecc in comune 😀

  3. Una bellissima notizia, complimenti Sandra, dopo il male all’orecchio (che poi non è otite ma quella parola che non so ripetere) una proposta di pubblicazione risolleva il morale, che poi ci sta bene un brindisi all’enoteca letteraria. Io vedo sempre bene l’abbinamento libri 📚 e vino 🍷…

  4. Rieccomi! 🙂
    Le enoteche letterarie sono luoghi goduriosi, che volere di più tra libri che ti circondano e calici di vino in mano? Io avevo fatto una presentazione in un posto del genere a Roma, in un’Enoteca Letteraria e due passi dal Quirinale, architettura del Borromini. Alla sera ci eravamo fermate, io e la mia amica, per una cena basata su ricette rinascimentali.
    Ottima la notizia della proposta di pubblicazione! Per quanto riguarda “odontognatologica”, non so che dire. Mi sembrava già abbastanza spaventosa la conferenza a Villa Ghirlanda a Cinisello sulla terapia “transcranica”…

  5. @ Giulia, Cristina, tutte d’accordo quindi sull’abbinamento vini e libri! Grazie, adesso è tutto un po’ concitato col contratto, capire bene i vari punti ma è sempre bello quando il proprio lavoro viene apprezzato. E per questa estate ormai cominciata cercherò di non pensare troppo all’odontoXXX. BACI

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