Mentre faccio i bagagli (e altre 1000 cose)

Volevo scrivere qualcosa, ma alla fine non riuscivo mai perché sono giornate davvero complesse e preoccupanti ma prevalentemente per motivi di cui non posso parlare: il lavoro e il progetto scrittorio segreto, per cui il post non avrebbe avuto molto senso. Ne sarebbe uscita una lagna: mi sveglio alle 5.30 con gli occhi a palla, mi alzo, mangio zenzero nel letto per scacciare la nausea (lo stomaco ha subito anche il duro attacco dell’Oki, oltre ai soliti problemi legati alla somatizzazione), piagnucolo, tento di riacciuffare il sonno. Quando mi alzo sto ancora lì un po’ col groppone, poi mi do una mossa e avvio la giornata, facendo un sacco di cose, tipo andare in ufficio anche se sono in part time (oggi), tipo andare a prendere i nipoti al Grest e benedire ogni attimo di quella landa assolata che ci unisce, anche se nel frattempo il cellulare impazzisce di squilli rognosi per i problemi di cui sopra.

La testa è incapace di aprire il file vacanze, nonostante si parta sabato e l’accumulo compulsivo di cose da infilare in valigia (con la scusa del tanto si va in auto possiamo caricarla come ci va) inizi a essere ben visibile sul cassettone in camera.

E’ come avere un brutto raffreddore: ti curi, ma anche il fisico fa scendere in campo risorse e difese. Affetti e un po’ di razionalità intervengono e mi dicono che l’estate 2018 non tornerà, passerà – Dio, giugno sta già finendo! – in frettissima e buttarla via non è una bella idea. E’ utile fare qualcosa, cercare soluzioni concrete, e ce l’ho messa tutta, per ciò che è in mio potere e anche di più, davvero. Qualcosa ho ottenuto, cieli con orizzonti più sereni si affacciano oltre questo mese di calendario da sfogliare a breve, ma ancora molte incertezze purtroppo. Tuttavia piano piano, molto piano per la verità, sto cominciando a essere meno negativa, a considerare il periodo come un’onda che travolge e poi è destinata inevitabilmente a placarsi, lasciando sulla riva qualche rimasuglio. A dirmi brava che il timone ce l’ho ancora saldo, a dirmi bravissima che poi chi mi apprezza alla fine c’è e lo dice. A dirmi sei solo stanca, sali su quella macchina e lascia i guai a casa, al ritorno le situazioni si saranno di sicuro sbloccate, è la graticola che ti ammazza.

Perché questa prima metà dell’anno è stata un casino vero. Mi scappa da ridere pensando che il 10 febbraio invocavo un rallentamento, e non era ancora successo praticamente nulla. Mica posso saperlo se la seconda metà sarà tregua e arcobaleni o pure peggio.

Quindi, tocca proprio mettersi in marcia per passare il giro di boa del giugno/luglio, lo faremo in maniera molto plateale attraversando una frontiera di cui si parla sempre tanto a proposito di immigrazione e siamo molto fortunati perché sarà per andare in ferie e non per cercare una vita dignitosa.

Voi aspettatemi, così male che vada questa seconda parte del 2018 potrete leggere tanti bei lagna post pieni di idraulici, attese al pronto soccorso, rogne editoriali, ansia e malinconia brutta e mi batterete una mano sulla spalla, come sapete fare sempre tanto bene. Ma invece magari no, magari faremo insieme un brindisi lungo 6 mesi per guarigioni, firme sui contratti editoriali, allegria diffusa e risate collettive e pericoli scampati. Chi lo sa?

Ci rileggiamo verso metà luglio. Fate il pieno di energia e scambiamoci una corrispondenza d’amorosi sensi tra vivi!

Grazie per l’impagabile compagnia. Au revoir!

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11 thoughts on “Mentre faccio i bagagli (e altre 1000 cose)

  1. Io opto per la seconda possibilità. Parti tranquilla e salutami la Francia che mi ha preso per qualche tempo pure mio figlio (mannaggia!). Buonissima vacanza, Sandra!

    • @ Nadia, Elena, Maura alias Rosalia, grazie, partire abbacchiate proprio non si fa. Quindi saluto la Francia, e metto oltre 600 km tra me e i guai. Un abbraccione

  2. Anch’io voto per i brindisi!!! Dove devo firmare?? 😀
    Il “tanto si va in auto” lo conosco fin troppo bene! Fino all’ultimo indecisi se andare in moto, dove ci sono solo 30 litri di bagaglio a testa! Alla fine auto, anche se per le trasferte di lavoro sono abituata ad avere il minimo indispensabile (per una donna, che è molto diverso dal minimo indispensabile di un uomo…).
    Buone valigie Sandra, stiamo facendo la stessa cosa e non c’eravamo proprio programmate! Tu al Nord, io al Sud. Magari l’anno prossimo al contrario, se imparo un pochino il francese! 😉

    • Più che al Nord a Ovest, sempre dritto dopo la Liguria prima della Spagna 😀 comunque mio marito non viaggia leggero manco lui, a parte i mega accessori fotografici, magliette e bermuda tutte belle abbinate ecc. Io ho un devasto di cosmetici e pure medicinali. Ma voi quando tornate?

  3. Buone vacanze, Sandra, cerca di riposarti, soprattutto mentalmente! Ho capito che vai in Francia, salutami la mia seconda patria. Noi ci riaggiorniamo quando torni. Quest’anno ho scelto di lavorare fino al 10 agosto, prendendo ferie le ultime tre settimane. Quindi ci sarà tutto il tempo per vedersi davanti a una bibita rinfrescante, nella speranza che non faccia troppo caldo. Un abbraccio.

  4. Goditi la Camargue e l’ottima enogastronomia locale!!! E’ un luogo che ho nel cuore perché fu il primo viaggio che organizzammo con Marco ❤

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