08/08/2018

La casa da pulire, i sonni interrotti dal caldo, lo stallo in cui versa agosto, le situazioni che ancora stento a credere possano essere in quel modo, e pure gli scarsi aggiornamenti dei blog altrui sono un perfetto traino per farmi precipitare nel “vabbe’ dai non pubblico niente.”

Ieri però agosto un pelino si è impegnato e io con lui per farmi sorridere, solo una parentesi, ma il giro amica, shopping, pranzo fuori è stato molto ma molto piacevole. Tutto organizzato con la precisione chirurgica necessaria per stare al sole il meno possibile, avere persino un bancomat della banca giusta a pochi metri, e ogni negozio a portata di sguardo. E l’effetto sorpresa nell’incontro casuale con i miei nipoti adorati in Mondadori! ♥ Che ora sono in volo e non avevo potuto salutare come avrei voluto.

Ero in Mondadori dunque, dove al fresco dell’aria condizionata ho elaborato un post sulla proposta libresca imbarazzante, tuttavia tornata alle temperature esterne è evaporato per cui ora mi limito a sottolineare la salvifica restituzione della felicità seppur temporanea grazie alla lettura di Heidi di Francesco Muzzopappa. Rubo la recensione che mi ha convinta all’acquisto, dopo aver adorato i primi due ed essere rimasta piuttosto delusa dal terzo. La Milano stakanovista di chi non ha più tempo libero e si nutre ad ansiolitici = devo leggerlo.

E l’ho divorato. Rientrata a casa ho sistemato gli acquisti (scarpe) whatsAppato foto degli stessi unite a gridolini vocali scemi a chi ha la bontà di ascoltarmi “ho incontrato Nanni e Cecilia per caso in Mondadori” con l’entusiasmo di chi fa una grande scoperta per l’umanità intera e poi di seguito: mezza minerale frizzante sul comodino, fresca ma non ghiacciata, svacco sul letto, posizionato in una stanza meno calda rispetto al soggiorno in quell’orario, lettura lettura lettura. Ho smesso solo per preparare la cena, categoricamente fredda in questi giorni, in cui accendo il gas solo per il caffè, e oggi vabbe’ farò un’insalata di pasta, quindi cuocerò piccole penne di grano saraceno che ce la fanno in 6 minuti soltanto. E dopo aver mangiato ho ripreso a leggere traferendomi sul divano, ormai il sole era sceso dietro i palazzi, interrompendomi per un mini cornetto gelato, rinterrompendomi per un altro mini cornetto gelato esortata dall’Orso “ce ne sono ancora?” Sì. Dopo le 23 il libro era terminé, piaciuto un sacco, piaciuto troppo, consigliatissimo per uscire dal tedio ed entrare in una storia possibile e simile all’esistenza di molti. Muzzopappa esagera, amplifica ma neanche troppo, e aggiunge pennellate sapienti di favola con il suo solito tocco umoristico davvero unico.

Ecco ieri si è rinnovato il pensiero che leggere è un’occasione per essere felici. Non ho idea di quanto costino pasticche di robaccia, qui ci se la cava con 15 euro, anche se in effetti la dipendenza c’è, ma si allarga il cervello, non si disintegra.

9 pensieri su “08/08/2018

  1. Beh, ecco, con un solo post tu mi hai: raccontato di un libro che non conosco, mandato ad una bella recensione, scoperto un nuovo blog da seguire (che già conosco I’m not a groupie – Elena Giorgi) e pure la pagina Facebook. Con un solo post! 😉
    Della recensione, riporto questa citazione in cui, ahimè, riconosco certi atteggiamenti milanesi:
    “Purtroppo a Milano uscire alle sei di sera viene considerata una malattia non curabile. Solo gli sfaticati lavorano otto ore. L’ideale di vita è arrivare morti alla pensione o spirare durante una riunione. In alcuni uffici ti fanno addirittura correre sulla ruota.”
    Non è la crisi economica, è la crisi di valori…

    • Elena Giorgi io l’ho vista un paio di volte, no forse anche 3 o 4 e mi piace un sacco, e le sue recensioni le tengo molto in considerazione. Di schizofrenici che sottopongono i dipendenti/collaboratori a orari al massacro e altro, ne conosco purtroppo tanti che Milano in effetti ne è piena.

  2. Non conoscevo Muzzopappa, grazie per il suggerimento. La lettura è un ottimo balsamo per il male di vivere. Vivo attraverso i libri avventure bellissime, conosco persone e storie entusiasmanti.

  3. Sandra, té vurì ben!

    Ciao Barbara, ormai non scrivo più per I’m not a groupie, ho deciso di dedicarmi solo ai libri, con i progetto nuovo che hai già scoperto… felicissima di ritrovarti!

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