Bye bye agosto con De André

Voglio chiudere questo mese di agosto, tanto combattuto, tanto caldo, con qualcosa di bello, almeno per me. Alla fine non so neppure cosa dire di sto mese, abbiamo – e per abbiamo intendo io e l’Orso – avuto anche momenti molto piacevoli e pieni di noi, poi c’è stato il contratto firmato, e sul finire la sorpresa di questa storia da scrivere che mi traghetta in autunno. Tuttavia non posso essere contenta dell’agosto 2018 nel suo complesso. Questo 31 è cominciato con un temporalone pazzesco e qualcuno ha parlato di tromba d’aria, io sentivo il fragore del diluvio e ho pensato “mah, cavolo mi alzo a fare?” e sono stata lì nel letto a continuare a scrivere nella mente.

Mi aggrappavo a “Geordie” sognando un amore altrettanto potente. Anch’io avrei pianto d’ amore un giorno e quel giorno senza sole mi sembrava il più bello che potesse aspettarmi, oltre l’ultima fetta di pizza al prosciutto – la mia preferita – che si freddava mentre le lacrime mi solcavano la guancia, commossa per la ballata inglese. Mio padre mi stava offrendo una prova di iniziazione per la vita e mi lasciava singhiozzare in pace, i Bamberga si sono sempre distinti per una spiccata voglia di silenzio e lui taceva, cambiava le cassette e mi portava una fetta di torta con un bicchiere di Moscato. Quando Fabrizio De André morì avevo sedici anni ed ero nel pieno di questo trambusto emotivo che papà mi propinava e di cui mamma non sapeva nulla. Un giorno freddo di gennaio, l’ultimo anno del millennio, stavo studiando per una verifica di francese, quando il telefono di casa squillò, risposi svogliatamente.

“Faber è morto!”

Mi disse mio padre e poi scoppiò a piangere. Mollai i libri, i piatti del pranzo ancora nel lavandino, mi ero ripromessa di lavarli più tardi, ma non ci badai. Corsi fuori e attraversai mezza Milano con il cuore in tumulto. L’anno prima papà era stato a quello che poi sarebbe rimasto l’ultimo concerto di De André al Teatro Brancaccio di Roma, mi aveva comprato il biglietto ma mia madre fu irremovibile con il suo no. Piansi, urlai e supplicai ma niente, su quel treno non ci salii. Il tour fu interrotto per il manifestarsi della malattia che undici mesi più tardi l’avrebbe portato alla tomba e io persi la possibilità di vederlo dal vivo.

Ieri mi sono vista il video una quantità infinita di volte, trovandolo assai ispirante per la mia Carlotta che ama De André e i macaron. Non so se il mio pezzo sia bello, a me piace molto, ma di sicuro la canzone lo è, quindi godetevela. E’ tutta per voi, voi che mi siete amici e non avete mai smesso di fare il tifo per le mie storie. Grazie, grazie per me siete fondamentali!

Ciao agosto, non mi mancherai!

2 pensieri su “Bye bye agosto con De André

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.