Quattro autrici e una ladra sulle orme di Agatha

Nel bel mezzo di una settimana orribile, la mia amica autrice Paola Varalli mi ha comunicato che avrebbe partecipato a un’interessante serata con altre tre scrittrici di gialli, alla libreria Covo della ladra. Non ci ho pensato su due volte e sono andata, nonostante la distanza da casa mia fosse notevole. Il Covo della ladra nasce grazie al crowfounding e lo scopo era quello di dare a un quartiere multietnico e spesso al centro di guerriglia urbana una libreria (non ce ne erano) che fosse anche luogo di incontro. Per chi Milano la conosce almeno un po’ stiamo parlando di via Padova, in fondo, tra Cimiano e Turro. In qualche modo arrivo, e per tornare a casa ci penserò.

E’ difficile parlare di questa presentazione articolata su più voci, senza aver letto i libri, né conoscere le autrici, Paola ha esordito lo scorso inverno con i Fratelli Frilli, delle altre tre di fama conoscevo solo Rosa Teruzzi (Sonzogno), ma abbiamo pure Mondadori e Damster. Voglio quindi depositare qui nel blog, le sensazioni che la serata davvero splendida mi ha lasciato.

La libraia è attenta e simpatica, ha organizzato un aperitivo, mette tutti a proprio agio, persino me che mangio patatine seduta in prima fila. Ciò che emerge, con le dovute differenze espressive, è l’assoluta urgenza narrativa, del tutto priva dallo star system. Qui non ci sono autori che arrotondano con corsi di scrittura, che strizzano l’occhio a un certo divismo, qui ci sono: un’architetta, una poliziotta e due giornaliste che incastrano i tasselli di una vita piena e rinunciano ad andare in vacanza sfruttando l’intero periodo di ferie per scrivere, che terminano la prima stesura in 5 giorni durante i quali comunicano con i familiari solo con “ehm ehm” e si ritrovano di conseguenza con un gatto, un piercing alla figlia, e altre cose di cui non si erano bene rese conto di accettare. Donne autentiche che fanno i conti con un’editoria di cui – senza piagnistei né lunghi discorsi autoreferenziali – pubblica troppo, pubblica spesso male. Donne per le quali la divisione in generi letterari è priva di significato, esistono i libri belli e quelli brutti stop. Donne semplici, alla mano, dotate di una grande dote comunicativa che al termine della presentazione non lesinano chiacchiere, sorrisi e tempo nonostante si sia fatto davvero tardi.

Tardi, tardissimo, gulp il mio orologio fa quasi le 22 e sono praticamente dall’altra parte del globo, chiamo un taxi e se consideriamo che ho pure comprato tre romanzi (tutti in pratica, visto che quello di Paola l’avevo già preso e apprezzato) la serata mi costa parecchio. Ma mi dà molto di più, un’energia scrittoria fantastica, una serie di input sull’importanza di fondersi con le proprie opere, no a 9049845 revisioni, ma sì a ricerche efficaci laddove servano anche se portano via tempo, si scrive, che si pianifichi o meno, si rilegge e si manda a chi di dovere. Si scrive soprattutto quando si ha un messaggio forte da proporre: Deborah Brizzi ha ricordato che in Italia viene uccisa una donna ogni 3 giorni, in Russia ogni 45 minuti, Rosa Teruzzi ha fatto un discorso molto condivisibile sul rispetto di sé, sulle scelte che facciamo circa chi (uomo) ci sta accanto. Sara Magnoli ha scherzato sul suo essere la “pecora nera” della serata, nonostante le tantissime pubblicazioni alle spalle. Tutte hanno avuto parole di grande affetto e nostalgia per Tecla Dozio che ho avuto l’immenso piacere di conoscere, e di frequentarla nella sua meravigliosa libreria, secoli fa, quando ancora non avevo un blog e l’onore di scrivere per lei un pezzo su PD. James. Ed è stato per me bellissimo ritrovarla e pensare a quanta strada ho fatto da allora, come scrittrice e come persona.

Così, sono rincasata con tre romanzi che di sicuro mi godrò e con tanta adrenalina, come una polvere magica che mi ricopre e mi rende un po’ meno vulnerabile nell’affrontare questo periodo davvero duro.

Con la conferma sull’enorme potere salvifico dei libri. Non che ne dubitassi, eh.

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15 thoughts on “Quattro autrici e una ladra sulle orme di Agatha

    • Mi impegno tantissimo per uscire dai momenti no o almeno bilanciarli con grosse dosi di cose con le quali vado sul sicuro, e i libri lo sono sempre. Un abbraccio grazie di cuore e a presto!

  1. Ciao Sandra! Questo post mi fa rimpiangere di non abitare in una città culturalmente viva e attiva. La wishlist si allunga all’infinito… Bacio

    • Ogni posto ha i suoi vantaggi, voi avete il mare e quindi l’invidia è reciproca. In quanto alla wish list lascia stare, ieri ero in Mondadori e volevo spararmi, nonostante dedichi molto tempo alla lettura.

  2. Anch’io sono reduce da un weekend librario in quel di Ravenna, la presentazione del libro #ManteniamociForte in occasione dell’apertura serale del Museo Nazionale (stranissimo poi con la luce lunare). Tante emozioni che non ho nemmeno una foto, ero troppo presa. Adesso stanno arrivando quelle del fotografo ufficiale della serata e forse ci scrivo un post… 🙂

  3. I libri sono il mio rifugio, è vero che hanno un potere salvifico. Non sapevo questa cosa che in Russia ogni 45 minuti muore una donna. E’ veramente terribile. Eppure questi uomini che uccidono sono stati allevati da una donna, cosa succede nella loro testa? Cosa macinano nel loro cuore? Cosa manca loro? Perchè qualcosa manca altrimenti non arriverebbero a tanto.

    • In Russia la piaga dell’alcolismo è un problema davvero serio, e le famiglie mediamente restano in piedi per 7 anni, non c’è una vera educazione all’affettività e al rispetto, è tutto molto grave e triste.
      In quanto ai libri, sì, sempre di più!

  4. Quanto mi piacerebbe averti accompagnato e goduto di una serata del genere. Si sarà anche alleggerito il portafoglio ma vogliamo mettere quanto si è riempito il cuore di emozioni? E sì davvero una bella serata. Caspita cinque giorni per una prima stesura batte tutti i record che ho mai sentito, ma immagino che se le ricerche sono state proficue le idee erano davvero mature per venire scritte con grande efficacia. Essere professioniste è anche questo e respirarne l’esperienza dicono facciano benissimo.

  5. @ Eh cara Nadia, a respirare quell’aria spero di aver preso qualcosa per osmosi ma comunque vada sono proprio emozioni fatte di una pasta buona. Ho chiesto io i tempi della prima stesura proprio per raccontarvelo, che io in queste occasioni ci vado da lettrice vorace ma anche da blogger
    @ Tenar, sinceramente ti ho pensata molto, perché scrivi gialli e lì in mezzo non ci saresti stata affatto male, affatto! (2 volte affatto non è una ripetizione) 😀

    • La sto leggendo proprio ora, scoprendo che lei si rifugia a scrivere a Colico, che io stra conosco essendo a 7 km da dove ho la casa in Valtellina, il che me la fa piacere anche un po’ di più, si è rivelata una persona assolutamente gradevolissima.

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