Concorso DeA Planeta: così la penso io

E’ fresco fresco il bando del mega concorsone DeA Planeta che mette in palio 150 mila euro, pari a un grosso anticipo per la pubblicazione del romanzo vincitore, che uscirà entro sole 6 settimane dalla super festa milanese dove i cinque finalisti si frantumeranno l’anima – o almeno io farei così – nell’attesa di sapere.

Ora, che si tratti di una grande opportunità lo lascio dire a Marco che in questo post di Darius (grazie Darius per averne parlato) nei commenti ci spiega perché è un ottimo contratto.

Anche nell’ipotesi che il romanzo si riveli poi un flop, e l’editoria e i lettori non vorranno più assolutamente saperne di voi, be’ i 150 mila euro non vi verranno sottratti, e lascio all’economia domestica di ognuno la valutazione se quella cifra possa cambiare la vita, oppure se sia soltanto una sostanziale entrata extra. La mia precisa idea ce l’ho e sì, la mia vita la cambierebbe. Il tour inevitabile è oggettivamente sfiancante, ma spesso i tour a questi livelli editoriali lo sono, non siamo più di fronte alle presentazioni una qui un’altra lì, ma appunto a un tour dove l’autore proprio come una rock star gira come una trottola per il lancio. Sono certa che mi agiterebbe molto, ma ce la farei.

Ci sono a mio avviso un paio di aspetti che rendono il concorso appetibile, oltre a quella somma davvero da capogiro. Il termine ultimo per presentare i testi è il 28 febbraio, il 15 aprile verrà designato il vincitore! Un mese e mezzo soltanto, un’inezia confrontato con le infinite e consuete attese in questo campo. Da ora a febbraio abbiamo tutto il tempo per sistemare il manoscritto se non addirittura scriverlo, in caso si abbia un progetto in testa. Nel mio caso ho invece il tempo per ricevere la risposta da un editore al quale ho inviato il romanzo nei giorni scorsi, la loro valutazione avviene in soli 4 mesi. In pratica se entro quella data non sarò stata contattata, come piano B, parteciperò al concorso. Tutto si incastra alla perfezione. Quindi in 6 mesi e mezzo avrò due risposte, probabilmente saranno due NO, certo, ma sono quegli obiettivi sui quali non è il caso di mettere troppe speranze. E comunque se si ambisce al grande salto tocca guardarsi in giro e muoversi, trovare strade e questa lo è. La gratuità per me è un elemento importante, e lo è ancora di più in questo contesto, dove con un montepremi di questa portata, chiedere anche solo 5 euro (che in molti avrebbero comunque speso) avrebbe significato per DeA Planeta un incasso stratosferico sicuro. In ultima analisi trovo il catalogo DeA Planeta, ho letto un solo romanzo ma ho studiato bene la loro proposta narrativa, accessibile. Non li vedo inarrivabili come altri editori che sento lontani dalle mia capacità, come Minimum Fax, per citarne uno che adoro. Insomma vediamo, di certo non la vivo con il “tanto andrà male!”, questa non è la didascalia che metto sotto il romanzo LRCADA, proprio per niente. Devo offrirgli il meglio in quanto a opportunità, perché lui a me ha già dato tantissimo. Ricambio di cortesia, tutto qui 😀

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21 thoughts on “Concorso DeA Planeta: così la penso io

  1. Grazie per aver pensato che dico cose sensate. 😛
    Ma sai che hai ragione? Secondo me con questa iniziativa a 10 mila manoscritti ci arrivano. La gente tirerà fuori dai cassetti la qualunque o si dannerà a scrivere di tutto pur di ambire e sperare.
    E il conteggio è facile. Se avessero fatto pagare l’iscrizione a 5€, 10 mila manoscritti fanno 50 mila euro.
    Se poi ne avessero fatti pagare 15€, avrebbero ripreso netti netti i 150 mila di anticipo e non ci rischiavano niente.
    Invece è grandemente meritoria la loro iniziativa perché sono 150 mila euro di rischio imprenditoriale puro. Questo da parte dell’autore è un’ottima garanzia perché è certo che l’editore farà di tutto per promuovere il libro e venderlo in qualsiasi canale disponibile.
    Sono sempre stato critico con l’editoria per tanti aspetti, ma questa volta ammiro il coraggio dell’editore e la sua voglia di spaccare il mercato con una iniziativa dirompente. La speranza è che inneschi un meccanismo virtuoso che spinga anche gli altri editori importanti a investire. Chissà. Poi se il romanzo vincente sarà valido o no, non lo stabilirà una giuria, ma i lettori.

    • Ci siamo confrontati tanto caro Marco, come sempre amiamo fare tra noi cercando semplicemente di venirne fuori, e se oggi sognare è gratis pensa che bello io e te nella cinquina finalista con altri 3 amici. Dobbiamo solo trovarne altri 3 che la pensano come noi a riguardo.

  2. Ciao Sandra, sempre interessanti le tue analisi critiche dell’editoria italiana. Hai pensato di partecipare al concorso Neri Pozza? Credo sia serio, il bando è sul loro sito. Baci, e continua a scrivere imperterrita! Clara

    • Grazie davvero. Sul Neri Pozza non credo di essere con le mie storie in linea con le loro proposte, ci ho ragionato su parecchio. In questo periodo sono particolarmente imperterrita 😀

  3. Sto leggendo in giro opinioni e ipotesi su questo premio e mi sto facendo l’idea che la cifra offuschi un po’il focus. È un’occasione ghiotta e davvero appetibile per chiunque scriva. Perché mai dovresti fartela scappare? Alla peggio non vinci. Ma nel caso invece riuscissi… Insomma la vita è anche tentare strade nuove. Questo concorso sarà di stimolo per moltissime persone,per mettere in moto la penna e di per sè sarà motivante e positivo. Quasi quasi partecipo anche io.

    • Un aspetto di sicuro interessante quello che sottolinei: lo stimolo a scrivere. Basta scuse, che come si dice chi ha buona volontà trova sempre una strada, chi non ce l’ha una scusa. Partecipa, Nadia. E facciamo il tifo per te!

  4. Io veramente nel mio post parlavo del famosissimo concorso XYZ. 😀 😀 😀

    Siete stati voi-aRtri a dirottare meschinamente il discorso sul concorso Dea, che adesso, se dovessi decidere di partecipare, quelli della Dea diranno: “Ma chi caxxo è ‘sto qui? Darius Tred? Ah, non è mica quel pi*la de Milan che ha sparato a zero…?” . E si faranno una grassa risata.

    Scherzi a parte. Io ho espresso solo i miei dubbi, che sono del tutto altamente opinabili.
    Come dicevo, se si ha un romanzo già quasi pronto, è giusto partecipare. Nel tuo caso, Sandra, oltre al romanzo hai pure i numeri per poterti far notare.

    • Grazie per i numeri, spero di non darli ecco. Da te si è creato un confronto ad alto livello, il vero dubbio per me è lo stesso che aleggia su ogni concorso, dalla sagra per la salsiccia più gustosa a Miss spiaggia, io qui credo ci sia un’operazione di scouting unita a un enorme movimento che già si sta creando intorno alla cosa, che potrebbe generare vendite fin d’ora. “Vediamo che storie pubblicano” e trac scatta l’acquisto.
      Scusa ma, cosa ben più importante, ma non avevo mai capito che tu fossi di Milano! Che zona? Ma un caffettino insieme?

      • Vivo in provincia de Milan. A Milano ci vengo spot per lavorare. Prima o poi ci possiamo senz’altro vedere. Ho già un pre-pre-accordo con Barbara che sto rimandando il più possibile perché vuole fare un selfie con me con tanto di cappello di Webnauta… 😀 😀 😀

  5. Indipendentemente dai dubbi e dalle valutazioni, legittimi per ogni concorso e per ogni documento in cui si lasci la propria firma (mio nonno non firmava nemmeno il libretto del pane!), è un’occasione ghiotta per chiunque abbia un manoscritto pronto, meglio ancora se già editato/revisionato. Tu Sandra ne hai due, quello in valutazione e quello dei 28 giorni. Almeno uno dei due dovrebbe partecipare, senza se e senza ma. Tra l’altro ieri si sono sciolti i dubbi sulla “first option” per i finalisti non vincitori: hanno dichiarato che comunque quel contratto è soggetto a valutazione, e trattativa, da parte degli autori. Il che è ottimo, rispetto alle prime news confuse.
    Chi non ha un manoscritto bello che pronto… si farà le sue considerazioni personali, su lavoro, tempo, urgenze, capacità, esperienza, salute, e qualità dello scritto da presentare. Che ognuno conosce i cabasisi suoi. 😉

    • Comunque, credo che non si fermeranno alla prima edizione. Se in Spagna sono arrivati quasi alla settantesima, penso che almeno un altro paio di edizioni le faranno. Se vogliono penetrare bene nel mercato italiano stimo che almeno cinque edizioni le abbiamo messe in conto, giusto per ammortizzare lo sforzo di marketing.

      Quindi se uno non fa in tempo a questo giro, può sempre contare di partecipare all’edizione successiva. Magari il premio aumenta… 😛

      • Si, un’operazione commerciale del genere deve avere sicuramente una strategia pluriennale. Quindi, chi non ha il testo pronto ora, comincia già a pensare al 2020… Dai Barbara, muoviti!! 😀

  6. @ Mentre ero fuori casa, vedo che Darius e Barbara si sono accomodati e hanno fatto molto bene. Guarda Darius basta che tu non mi dica di abitare dove lavoro, cioè nella ridente Cornaredo perché in tal caso dovresti passare proprio per un caffè. E certo Barbara ha promesso che, a proposito di concorsi, ci terrebbe a portare i premi di persona, quindi mi sa che ti tocca il selfie e pure tutto il resto. Quindi a presto!

    • Eh, il cappellino gliel’ho dovuto spedire perché al momento non ho trasferte in quel de Milan e non volevo far passare mesi, che la foto del cappellino estivo col piumino invernale non è il massimo!
      Però, se non riusciamo prima, gli ho detto di passare al Bookcity a novembre. 😉

  7. vedo che ha destato molta curiosità questo concorso, di cui sono venuto a conoscenza via la newsletter della DeA proprio oggi. Ne avrei uno pronto ma peccato che a forza di tagli si è ridotto a 300.000 contro i 360.000 richiesti come minimo ( 200 pagine da 1800 appunto).
    Comunque la cifra è veramente ghiotta.

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