Evento privato per il lancio di Sonno bianco

Gli incontri privati per giornalisti e blogger sono sempre una festa e io mi sento una privilegiata per i ripetuti inviti. Mercoledì ho avuto il piacere di conoscere da vicino Stefano Corbetta, il giorno dopo sarebbe uscito il suo secondo romanzo di cui si sta già parlando: Sonno bianco edito Hacca Edizione, un ottimo editore.

Sono pessima, peggio del solito: in ritardo (è un giorno lavorativo e prima è impossibile), senza aver letto il romanzo, e quando vedo gli altri prendere appunti mi ricordo di non avere con me il blocco d’ordinanza. Stefano ha già introdotto il romanzo ed è il momento delle domande. Ho una vaga idea della trama, sto molto attenta e trovo comunque qualcosa di pertinente da dire sfoderando il jolly: sono una gemella!

Stefano ha studiato con cura il mondo dei gemelli oltre ad aver frequentato a lungo un istituto milanese dove sono ricoverati i pazienti in stato di incoscienza, ha parlato con medici e familiari, ha in definitiva per molti mesi raccolto informazioni e fatto una vera ricerca sul campo. La gestazione di Sonno bianco è durata due anni, e Stefano ne parla davvero come di un risultato sudato; un po’ chiaramente è il tema stesso a condurci lungo le strade di una narrazione sofferta, un po’ è il vero mestiere di scrivere che Stefano sembra maneggiare davvero bene. Quest’estate ha rinunciato alle vacanze in famiglia e mentre moglie e tre figli erano a Londra, lui in città si è nutrito di pizze e ha concluso l’editing affiancato dallo staff Hacca.

Scrivere significa mettere in conto sacrifici e solitudine, sensi di colpa verso chi stai lasciando indietro, mentre corri o talvolta arranchi verso un futuro fatto di parole che senti debba appartenerti.

Nonostante il tema impegnato, la serata non è pesante, è profondità di argomenti con belle teste pensanti e le bollicine finali regalano momenti conviviali assai piacevoli, anche grazie alla solita CBM padrona di casa perfetta. In due anni ha creato uno spazio di spicco in città, e di sacrifici ne avrà fatti tanti pure lei.

Io, in realtà, mi sento come in quelle trasmissioni “Spie al ristorante” e “Boss in incognita”, infatti per uno di quei buffi casi della vita, che quando fa così si rivela un’allegrona e declina le coincidenze in divertenti siparietti, Stefano Corbetta era compagno di classe alle medie di una delle mie migliori amiche, per cui lo osservo di sottecchi immaginandolo quell’adolescente di cui Manila ehm ehm era innamorata. Quando lei mi aveva detto di avere un altro amico che scrive, oltre a me, avevo pensato “seeee vabbe’ dai in Italia scrivono tutti!” ma poi il nome uhm non mi era nuovo, il motivo è presto detto : siamo entrambi autori della scuderia dell’Agenzia Beretta Mazzotta e avevo visto la copertina del suo primo romanzo nel sito!

Forse avrei dovuto parlare del libro, ma io preferisco in questi casi guardare all’anima di chi si spende per darci storie da amare, di chi gioca con gli incastri tra le cartelle dei figli e i propri mutismi, quando i familiari chiedono di te e tu sei lì solo fisicamente ma ancora con il cervello sul pc eppure non molli. Se il libro dovesse andare bene, Stefano magari potrebbe pensare seriamente di lasciare il lavoro ufficiale (lui scrive di notte e la mattina è in pista), lo sappiamo quanto sia complicato trovare il tempo, ma mercoledì con tanto entusiasmo Stefano ci ha soprattutto raccontato che è possibile non perdersi e trovare il proprio libro in una pubblicazione top!

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4 thoughts on “Evento privato per il lancio di Sonno bianco

  1. Due anni di gestazione, mesi di ricerche e incontri sul campo, e magari nella sua testa era cominciato anche prima, ma ha dovuto studiarsi per bene l’argomento, per non incappare in una trattazione superficiale o, peggio, banale. Non dico che ti tocca diventare medico, ma devi maneggiare la materia con cura. Spero davvero che tutti i sacrifici e gli anni di duro lavoro gli siano ampiamente ripagati!
    (…io invece mi sento come su La rivincita delle bionde, Reese Witherspoon fuori posto tra gli avvocati 😀 )

    • Certo, è così. Il rischio cliché, banalità, inesattezze era davvero in agguato. Dal canto mio gli ho subito detto che detesto un certo tipo di narrazione sui gemelli che sentono le cose dell’altro, che si sostituiscono agli esami universitari ecc e che quindi leggerò con particolare attenzione il romanzo da questo punto di vista. Siamo sempre un po’ fuori posto, figurati quando quella sera mi hanno chieste per quale testata scrivessi 😀 testata? Qui CBM ha mimato una testata fisica, ho blog neanche troppo ben tenuto e mi dimentico sempre a casa i biglietti da visita tanto per completare l’opera.

  2. Che bello essere invitata in queste occasioni e conoscere scrittori che si dimostrano interessanti. Ultimamente fai incetta di belle serate letterarie. Allora aspetto di sapere come procede questa lettura, il tema trattato mi incuriosisce moltissimo.

    • Questi inviti, cara Nadia, sono figli del mio blog e quindi ne vado particolarmente fiera. Il classico rovescio della medaglia è un accumulo di libri da leggere, a volte li compro, nel caso di Hacca regalano il cartaceo dimostrandosi ben più generosi di nomi più noti, e in questo momento sto andando in ansia da lettura.

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