Cercando la bibliodiversità

Lo studio di Pepe Research di cui si parlerà alla Fiera Più libri più liberi a Roma ci informa che il 28% dei lettori, più di 1 su 4 dunque, è influenzato all’acquisto di un libro per come esso è esposto in libreria!

Lo temevamo, no? Noi che magari qualche nostro volume in libreria lo abbiamo avuto e ne abbiamo verificato la posizione, io l’ho fatto, addirittura arrivando a spostarlo!

Quella brutta bestia della visibilità, che viaggia a braccetto con la distribuzione per cui, per chi non capisce un accidenti di editoria e forse neppure di storie, un libro che non è in prima fila vicino alle casse, su un tavolone all’ingresso, impilato in un torchon a rischio frana, non vale un granché! E se in natura ciò che è più raro e nascosto acquista valore, in commercio è esattamene il contrario.

Sapere che i posti migliori in libreria sono contingentati dai grossi nomi, che le vetrine si pagano, che nulla è quindi davvero libero e a disposizione di una reale bibliodiversità non è consolatorio ed è un concetto che, alla fine, ci siamo anche stufati di spiegare. Sarebbe auspicabile che almeno noi blogger proponessimo qualcosa di davvero diverso, ma vedo che accade di rado. Il mio non è un blog puro di recensioni, però ne leggo qua e là e va sempre a ondate, basta controllare la side bar di uno dove sono linkati gli altri: tre o quattro titoli e stop, in un ripetersi cantilenante. Si potrebbe obiettare che è logico: si parla delle novità! Ma accidenti, in un paese dove escono 150 libri al giorno, eliminiamo pure le ristampe dei classici e atteniamoci alla narrativa, rimane un ventaglio enorme di possibilità di recensire un romanzo appena pubblicato senza fastidiose omologazioni!

Anch’io, prevalentemente per pura curiosità, leggo talvolta il libro del momento, ma capirete leggendo 50 libri all’anno ho ampio spazio per scovare altro, e spesso quell’altro è sinonimo di una qualità più alta.

La questione va ben oltre il fatto che in questo modo gli editori più noti avranno sempre la meglio in termini di vendite, il punto è molto più triste: se leggiamo tutti le stesse cose rischiamo di uniformare il pensiero, di non conoscere le realtà raccontate nei libri degli editori di nicchia spesso così virtuosi e davvero propositivi nell’offrire scenari alternativi. Perché è sempre da un confronto che sa spaziare che ci si arricchisce.

Peccato, peccato che anche nel web alla fine si segua la massa.

Di seguito vi linko alcuni cataloghi di editori indipendenti ovviamente free che ritengo molto interessanti:

La Corte Editore di cui ho letto: Bugie, La casa dei cuori sospesi, Il buio dentro. Tre romanzi che mi sento di consigliare senza alcuna remora. La Corte offre un catalogo ricco con un occhio particolare ai thriller di ottima fattura, si sta facendo strada e ormai compete con i big.

Astoria Edizioni propone una scelta narrativa italiana e straniera raffinata da cui spesso sono stati tratti film o serie tv. Qui secondo me c’è proprio da sfregarsi le mani e darci dentro.

Le Mezzelane (il mio prossimo editore, iniziamo a farci amicizia) ha collane per tutti i gusti, compreso suspense, rosa, viaggi e ragazzi, impossibile non trovare qualcosa che ci soddisfi. I libri sono molto curati in ogni aspetto, dall’editing alla carta.

Dicembre è ormai a pochi passi, io spero davvero che rappresenti una svolta perché novembre non ha fatto che rotolare sempre più giù, e quando parliamo di salute e ambulanze le cose cominciano a farsi serie. Qui nel blog cercherò di dare ampio spazio ai libri, perché spero possano essere numerosi sotto gli alberi di tutti. Vi abbraccio.

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10 pensieri su “Cercando la bibliodiversità

  1. Funziona così anche nei supermercati, tra gli alimentari e i generi di prima necessità. Si paga di più per essere in testa alla corsia lato corridoio, all’inizio della corsia con maggior valore più si è vicini alle casse, e nello stesso scaffale, dove il più richiesto è all’altezza dell’occhio umano considerando la corporatura media dell’utente. E tu lì i prodotti di qualità non ce li trovi mai. Trovi la pasta industriale, non quella prodotta a pochi km da casa. Trovi l’olio che arriva dall’est europa e lavorato in italia, ma non da uliveti italiani. E così via.
    Vorrei dire che in rete c’è maggior scelta d’acquisto, ma anche i risultati di ricerca seguono queste logiche… Confido di più nel passaparola come questo. ❤

    • Esatto il passaparola che parte da un occhio attento in qualsiasi settore, a ciascuno il suo. Sulla spesa io sono anche molto attenta, quando è venuta una donna a farmi i vetri a fine ottobre (evento unico a casa mia, e infatti poi si è scatenato un diluvio che lasciamo perdere) mi ha consigliato una marca di detergenti che non ho mai preso in considerazione perché mi sta sulle scatole la relativa pubblicità, però la proverò visto che me ne ha parlato un’esperta di pulizie. Al super un giro mirato alle offerte, confronto serio di prezzi sui medesimi prodotti, cose su cui non si scappa, tu mi citi l’olio e io ti dico tassativo italiano. Io mi occupo nel mio piccolo di libri, ed è sempre una delle maggiori soddisfazioni di questo blog il ritorno di chi felice di un mio suggerimento poi mi fa sapere di aver gradito. PS. ti ho scritto una mail

      • Ecco, sono ritornata per dirti che per Natale la strenna pare essere l’autobiografia di Pippo Baudo (e Vespa? è in ritardo?!)
        Vado a leggerti! 🙂

  2. @ Ecco, il post con l’etichetta Strenna su Baudone nazionale NON LO FACCIO GIURO! questo giuramento mi viene facile, molto più di quando prometto di non lagnarmi più dell’editoria perché scrivere è bellissimo a prescindere 😀

  3. Che le vetrine siano comprate e libri impilati in modo furbo non mi sorprende e per certi versi neppure mi infastidisce. È il mercato editoriale. Che è mercato, così come alcuni film mediocri hanno distributori migliori di piccole perle che girano quasi solo nei festival. Eppure da cinefila mi sono sempre andata a cercare quelle perle e ho tifato per quei piccoli Davide che hanno vinto contro i Golia della distribuzione (penso a titoli come “Il vento fa il suo giro” o “C’era una volta in Anatolia”, solo il fatto che io li abbia potuti vedere sfiora il miracolo). E non ero la sola. Se ami il cinema sai che devi andare a caccia di titoli minori. Mi fa strano che i lettori, in generale, siano meno assidui cercatori di perle, forse sono solo più ingenui. Personalmente cerco di parlare o di classici (ci sarà un motivo se sono tali) o di libri che mi hanno davvero colpito, specie se sono pubblicazioni di nicchia, come per i post dedicati ai fantasy italiani. Il prossimo post non narrativo sarà dedicato a un’opera che mi ha folgorato (e fatto piangere tantissimo) “I kill giants” che, solo per il fatto di essere un fumetto, per molti non è degna di lettura.

    • Come già sai due parole chiave nel tuo commento “Fumetti” e “Folgorato” le ho in testa da stamane quando ho letto e già finito un romanzo di cui parlerò nel prossimo post, una vera perla che mi ha tra l’altro fatto pensare: affari vostri se non siete capaci di andare oltre le solite proposte, io sono in grado e sguazzo come un topo nel groviera. Voglio dire è chiaro che la pigrizia non paga mai.

  4. Il libri sono merce Sandra, toccare accettarlo. Come lettrici se siamo capaci scegliamo la qualità, come scrittrici se siamo capaci la produciamo. Il marketing sta nel mezzo. Ecco perché è importante trovare un buon editore

    • Merce, prodotti, articoli come tanti altri, certo come saponette, bistecche e bulloni sì, però strettamente connessi ovviamente al sapere, alla cultura, all’evolversi, a tutto c’è un limite e io intendo valicarlo.

  5. Hai ragione è un po’ come evitare di comprare nei supermercati per far vivere le botteghe e preferire professionalità e artigianato a globalizzazione e uniformità di gusti e colori. Il problema è la pubblicità e la facilità di reperire certe case editrici, ma hai ragione, ragione da vendere.

    • La differenza con quelle splendide botteghe di una volta è che lì i prezzi sono molto più alti che nei supermercati, per cui entra in gioco un reale discorso economico, mentre invece è raro che i libri pubblicati da piccoli editori siano più costosi, quando capita l’editore è destinato a soccombere in fretta. La facilità del reperimento è un elemento vitale soprattutto in questa epoca dove i minuti sono preziosissimi e non c’è più temo per soffermarsi su nulla.

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