Quando Natale arriva in anticipo

Dal mese di giugno in avanti vi ho talvolta  accennato ai problemi lavorativi, senza dirvi poi molto; un incubo durato fino a poche ore fa. In pratica alla ditta per la quale lavoro non è stato rinnovato il contratto dall’azienda dove invece lavoro fisicamente (quella di cui è dipendente Emanuele, ragion per cui non siamo veri colleghi), il rinnovo in 19 anni è sempre stata una sorta di formalità, un automatismo. Il 30 giugno invece non è stato firmato il rinnovo e al 1 gennaio 2019 l’ufficio avrebbe potuto essere subappaltato ad altri. E il nostro destino un punto di domanda.

Ma oggi hanno firmato! Insomma rimango lì, col mio bel part time, gli stessi colleghi (che mannaggia a loro mi hanno fatto un vocale raccontandomi l’esatto contrario, e cioè che eravamo in mezzo a una strada e vi lascio immaginare il mio stato d’animo! Scherzetto!), le solite mansioni e tutto quanto. Un vero regalo di Natale e compleanno in anticipo, dopo 30 anni di lavoro ho assaporato il gusto amaro della precarietà ed è stato orribile. Questa cosa ha condizionato buona parte dell’anno e di certo l’estate visto che la notizia era arrivata il giorno prima di partire per la Camargue! Poi col passare dei mesi, nonostante non ci dicessero nulla, mi sono assuefatta alla graticola e in qualche modo sono riuscita a non pensarci troppo. Ma oggi si brinda!

Tutto quanto è successo poco prima che andassi a mangiare fuori con due amiche. Mi sentivo leggera leggera, in grado di volare; ho offerto il pranzo e mi sono ben sintonizzata sulle sorprese natalizie!

Passiamo ad altro, con un’altra strenna. Non conoscevo lo scrittore Nicola Govoni, giovanissimo, e l’ho scoperto stamattina, in un giro tra i blog durato pochi minuti: leggo un blog tra quelli che visito abitualmente (ormai molto pochi in realtà), clicco la relativa pagine FB, dove è linkata un’altra, faccio scorrere gli articoli, clicco un nuovo link, poi un altro e arrivo a

questa storia perfetta per Natale.

C’è persino un po’ di Grecia, il self publishing, l’editoria tradizionale, i buoni sentimenti e la speranza. Leggerla vi porterà via pochissimo tempo, ma allarga il cuore. Ne abbiamo bisogno, mentre corriamo tra un pacchetto e l’altro e personalmente guardo con molta antipatia chi è nervoso, nervoso, ma perché diavolo sei così nervoso? E questo badate bene, non lo penso soltanto oggi (prova ne è che ho scritto il post lasciandolo poi in bozza, prima della notiziona!) ma da giorni vuole essere la mia svolta mentre mancano 5 giorni al mezzo secolo. A breve vi racconterò la mia parola per il 2019 che ho già scelto.

Annunci

17 thoughts on “Quando Natale arriva in anticipo

  1. Per i colleghi di Sandra: no, quelli lì non son scherzi da fare! Sotto Natale poi!!
    Bene che anche questa si sia sistemata.
    E di quella bella storia ne avevo letto ancora ad aprile, quand’era arrivato il contratto di Rizzoli. E si, è un bel regalo da mettere sotto l’albero pure quello! 😉

  2. @ AnnaCamilla, ah scusa, be’ diciamo che ora è tutto risolto e se è pur vero che il futuro non lo conosce nessuno, mi sento sicura
    @ Barbara, scherzo crudelissimo per un’ansiosa come me, tremavo! Qui aggiungiamo proposte di strenne, speriamo di fare breccia. PS. ti scrivo domani

  3. Hic sono leggermente felice per questa notizia. Hic, lo sapevo che sarebbe finita così. Hic, non avevo dubbi.Ho brindato troppo!
    Ora sintonizziamoci su Compleanno e Natale e vediamo di portare a casa anche due belle feste che ci vogliono proprio.

  4. Sono proprio contenta che la situazione lavorativi sia sia rasserenata. Ho vissuto nel precariato per troppo tempo. Quando ho firmato per il tempo indeterminato mi è sembrato che mi togliessero un peso che ormai portavo da così tanto tempo che era diventato parte di me. L’idea che mi possa ricadere addosso mi terrorizza. Quindi felicissima che il tuo macigno se ne sia andato.

  5. @ Elena, Rosalia sì, un regalo che porta serenità e mi proietta in un Natale pieno di sorrisi e brindisi! Grazie per essere qui.
    @ Tenar, gli scenari che si aprivano se non avessero rinnovato il contratto erano fondamentalmente due: la nuova ditta che subentra ha per legge l’obbligo di assumerci, ma alle sue condizioni (abbassamento di stipendio, full time anziché part time cose così) e se non avessi accettato sarei rimasta in carico alla vecchia azienda che perdendo l’appalto non avrebbe saputo dove collocarmi o forse mi avrebbe piazzata in una delle sedi che ha tutte lontanissime da casa mia, e non in Milano città, un casino per me spatentata per raggiungerle. Probabilmente avrebbe aperto una vertenza sindacale per esubero di personale. Insomma niente di rassicurante, ma è andato tutto bene! 😀 😀 😀

  6. Oh cielo, che scherzo da infarto. Sono contenta per te e i tuoi colleghi che tutto sia andato bene, sarà un Natale più sereno sicuramente. Per ora i clienti sono ancora tranquilli, l’ultima settimana sarà un delirio.

  7. Mi ero persa questo tuo post, ormai non riesco a starti dietro, ma sono molto contenta per la tua conferma lavorativa! Devi aver passato un periodo non bello, credo che la precarietà sia tra i mali del nostro tempo, è inutile che quei cervelloni al governo la vendano come un’opportunità, la precarietà è un male perché impedisce la progettualità e anche far girare l’economia (infatti tu quando hai avuto conferma della firma del contratto hai subito avuto voglia di festeggiare e hai offerto il pranzo!) è un Natale in anticipo 😉

  8. @ Sempre mamma, guarda i colleghi li avrei uccisi volentieri, seppur nel sollievo!
    @ Giulia, eh sì ho sempre un sacco di cose da scrivere e ora ad esempio 2 post in bozza. In Italia non siamo per la flessibilità che in soldoni significa solo stare a casa, non avere nuove opportunità dietro l’angolo. E’ stato brutto, molto.
    @ Francescabianca, volevo farti un vocale ma poi vabbe’ scusami. Ma io sono a tempo indeterminato ma l’azienda non so che tipo di contratto abbia firmato, immagino con rinnovi ogni tot anni, però guarda conoscendo bene la società appaltante, ci lavora mio marito e ci ho lavorato io per 11 anni, se non ci hanno mandato via ora dubito che lo faranno in futuro, era questo il momento giusto perché anno cambiato diversi fornitori. Con 30 anni e mezzo di contributi al prossimo giro di non rinnovo, se mai arriverà, io potrei anche decidere di starmene a casa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.