Loredana Limone ci ha lasciati davvero troppo presto

Questo post purtroppo è un tristissimo fuori programma e vuole ricordare la scrittrice Loredana Limone, morta ieri a soli 57 anni.

Desidero ripercorrere il pezzo di strada che abbiamo fatto insieme, che è stato doppiamente significativo: per arrivare ai risultati raggiunti fino a ora e perché sintomatico della sua generosità e disponibilità.

Loredana mi contattò nel 2009 quando stavo partecipando al concorso Giallo Milanese, il mio racconto era approdato alla fase finale, si intitolava “Risotto giallo con ossobuco” e lei, che si occupava di narrativa a sfondo gastronomico per le guide Super Eva, piuttosto celebri all’epoca, mi chiese se potesse intervistarmi. Ne fui felicissima e l’anno seguente quando pubblicai il mio primo romanzo “Frollini a colazione” visto che ancora una volta c’era il cibo nel titolo le scrissi io, chiedendole a mia volta se potesse parlarne e lei accettò senza esitazione.

Nel 2012 mi scrisse che stava esordendo finalmente nell’editoria top, avrebbe presentato il suo romanzo “Borgo propizio” (il primo di una fortunata serie) a Torino, proprio nel giorno in cui anch’io avevo in programma di andare al Salone. Finalmente ci saremmo conosciute di persona, fu un incontro pieno di calore, ricordo le sue parole stupende “Sandra, sei una fanciulla che la vita non ha ancora smaliziato del tutto!”

Ci vedemmo poi a novembre per caso, in una sera gelida, alla presentazione del romanzo di Barbara Fiorio. Mi disse di farmi viva, ci potevamo vedere per una bibita. L’uso della parola bibita un po’ desueta mi face sorridere. Scoperto chi fosse la sua agente (Silvia Meucci) le mandai il mio romanzo “Ragione e pentimento”, la procedura prevede che si inviino le prime cartelle e poi se la Meucci è interessata chiede l’intero manoscritto cartaceo e lei me lo chiese. Non ero al settimo cielo, bensì ancora più in alto, al settantesimo e scrissi a Loredana, che mi rispose subito con entusiasmo: “Vedrai, quando vuole leggere il romanzo completo è praticamente fatta!” Non fu così, la storia non convinse l’agente e fu no. Passò più di un anno, io ero ancora in cerca di un’agenzia che mi rappresentasse e a un certo punto Loredana mi scrisse di nuovo, per dirmi che in Thesis Contents valutavano nuovi autori, inviai “Ragione e pentimento” e dopo diversi mesi mi presero in agenzia. Loredana gioì con me, “Sandra, – mi scrisse – non ti sembra di essere al guado?”

Ci siamo viste per l’ultima volta nella primavera del 2014, mio padre era morto da poco e io non ero molto in forma, in più non ero riuscita ad approdare ad alcun editore blasonato e me ne vergognavo. Invidiavo, che brutta cosa, la sua carriera. La ammiravo tanto, ho consigliato con piacere i suoi libri qui nel blog, ma non riuscivo del tutto a sganciarmi dal pensiero “perché lei sì e io no?”.

Ci siamo un po’ perse di vista e giusto venerdì ho letto davvero per caso del tumore, un sarcoma raro, che l’aveva colpita negli ultimi tempi. E’ stata la classica doccia ghiacciata, ho pensato che forse avevo ancora in rubrica il suo indirizzo mail e avrei potuto scriverle. Nell’articolo si raccontava della forza d’animo di Loredana, del difficile intervento per salvarle la gamba, degli effetti della chemio. In alto al pezzo la sua foto coi tipici capelli corti di chi ahimè si è sottoposto a cure pesanti. E poi non c’è stato tempo di cercarla.

Stavo uscendo dal locale dove io e l’Orso abbiamo pranzato prima di buttarci nel tour del regali quando la cara Nadia (Nadia Mantova, per distinguerla da Nadia Liguria) mi ha scritto che Loredana era mancata. Mi sono messa a piangere.

Loredana è stata fondamentale per la mia piccola carriera. Sempre dolce e incoraggiante, con parole lusinghiere per la mia scrittura e la mia persona.

Non ci posso credere, quella bibita ce la berremo in cielo, quando sarà.

Grazie Loredana, grazie di cuore per essere stata la splendida persona che mi scrisse quel giorno di nove anni fa, con un’umiltà pazzesca proponendomi un’intervista.

Qui l’intervista per l’uscita del mio primo romanzo “Frollini a colazione”

Qui la recensione di Loredana al mio romanzo

Qui l’articolo di Loredana per il mio racconto “Risotto giallo con ossobuco” ai tempi del concorso Giallo Milanese

9 pensieri su “Loredana Limone ci ha lasciati davvero troppo presto

  1. Ho letto i suoi romanzi, l’ho amata e stimata tanto. Peccato sono molto dispiaciuta per la sua perdita. È la seconda volta che mi capita di perdere un’autrice amata, così capitò con Maria Perosino. 😔😔😔

  2. Una triste notizia davvero! Capisco il tuo dolore, reso forse più acuto dal pensiero di non aver fatto in tempo a salutarla. Spesso chi è malato, attende un cenno, un saluto, una telefonata che non arriva, è capitato anche a me. Oggi però l’hai ricordata con questo bel pezzo, sincero e onesto che lei da lassù avrà apprezzato sicuramente

  3. Mi spiace tantissimo. Si percepisce la persona sensibile che doveva essere questa donna. Vorrei dirti tante cose ma mi fermo alla constatazione che ha espresso riguardo te 😘. Il dolore va rispettato con i migliori pensieri proprio come quelli che hai scritto su di lei.

  4. @ Rosalia, grazie, hai colto nel segno, con questo posto intendo fare ammenda, infatti oltre che ricordarla per tutti i miei lettori.
    @ Francescabianca, grazie a te per essere qui
    @ Nadia, il silenzio sì e sembra che tutti si ridimensioni adesso: la mia voglia di successo, la corsa ai regali senza senso…

  5. Quando ho letto la notizia, mi sei subito venuta in mente tu, Sandra. Ricordavo bene che avevi parlato di lei, anche se non sapevo che eravate in tali rapporti. Tristissimo davvero che se ne sia andata, ancora di più poi considerando la sua giovane età e la malattia così crudele. Non ho mai letto nulla di suo, eppure la notizia mi ha colpito molto. E’ vero che di fronte alla morte, tutto appare così insignificante…

  6. Ora capisco alcuni post intravvisti nei social, non conoscevo l’autrice. E anche se tardi, me l’hai fatta conoscere tu. E fa sempre tristezza quando una vita viene strappata così e così presto.

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