Giornata della Memoria

Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, la data è stata quindi scelta per Celebrare la Giornata della Memoria. Conosciamo tutti la più grande tragedia dell’Umanità, quando l’indifferenza, parola che Liliana Segre indica come la più precisa e tremenda per capire il fenomeno, portò a compimento il progetto di un criminale, ma vale sempre la pena di spenderci un po’ di tempo.

E’ abitudine di questo blog proporre un libro, un film, una lettura, comunque qualcosa per lasciare una piccola traccia in mezzo a tanti post più spensierati, perché è davvero necessario ricordare.

Oggi scelgo semplicemente di dare voce alle mie riflessioni, basterà googlare per trovare una gran quantità di iniziative e suggerimenti per dare un senso concreto alla giornata con una visita o una pellicola. Personalmente, come sapete, apprezzo molto la letteratura ebraica, mi piacciono i temi e come vengono trattati e spesso – anche se non sempre – la Shoah è un elemento importante.

Sono stata ad Auschwitz ed è un’esperienza che segna nel profondo, ho visitato la Casa di Anna Frank e il museo ebraico ad Amsterdam  (il secondo al mondo dopo quello di Gerusalemme), il memoriale della Shoah di Milano con il celebre binario 21 da dove partivano i convogli per i campi di sterminio. Sono salita su uno dei vagoni, sono bastati 15 minuti lì dentro al buio per terrorizzarmi.

L’orrore non ha fine, non ha pace e non va dimenticato. I superstiti ormai sono anziani, arriverà e non tra molto, il giorno in cui non potremo più avere una testimonianza diretta della deportazione. Non lasciamo che l’oblio avvolga la storia e non tralasciamo zingari, comunisti, disabili e omosessuali che hanno subito lo stesso trattamento e destino nell’olocausto, vittime della medesima persecuzione.

Non dimentichiamo che il diverso non è nemico per definizione, che dalla separazione gli uni dagli altri, all’emarginazione, al ghetto il passo è troppo breve e oggi tremendamente vicino al quotidiano di tutti. Non mettiamo etichette: capita anche a me di farlo, me ne vergogno all’istante sentendomi ignorante e crudele e cerco subito di rimediare.

Ricordiamo che qualcuno un giorno potrebbe decidere che quelli come me sono inferiori e vanno eliminati (basta poco, facciamo le persone sotto il metro e 51), come me, come te, come tutti. Abbiamo tutti almeno un  motivo per essere diversi e quindi indesiderati.

Immaginiamo come sarebbe la nostra vita se decidessero che noi non meritiamo di esistere.

Ottantun anni fa, con le leggi razziali, questo successe agli ebrei, oggi potrebbe accadere a chiunque e, in parte, sta già avvenendo.

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14 pensieri su “Giornata della Memoria

  1. Al solo pensiero di entrare in un vagone di quel treno mi sento male, hai avuto una forza immensa. Il resto mi preoccupa, speriamo davvero la parte buia di ognuno di noi possa venire mitigata dal buonsenso

  2. Io sono stata a Mauthausen, ed è stato devastante, quello che cerco sempre di dire è di fare del nostro meglio per insegnare l’empatia, fin da piccoli, senza paura di spaventare i bambini, se cresci conoscendo il male e con l’insegnamento che quelli che l’hanno subito erano persone esattamente come te, sarà più difficile far prendere il sopravvento all’intolleranza, almeno spero.

  3. L’ha ribloggato su Pittura1arte2disegno3 Community Artistica Culturalee ha commentato:
    COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE”IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” Google+Facebook+Twitter+Linkedin+Pinterest Italia e qui in WordPress BlogRoll personale PITTURA1ARTE2DISEGNO3 : INVITO in Allegati : *PER NON DIMENTICARE E NON RIPETERE* : *GIORNATA DELLA MEMORIA*27 GENNAIO* – *LE MEMORIE D’INCIAMPO A ROMA,L’ITALIA NON DIMENTICA” GRAZIE e, buona navigazione, pittrice artistica Susanna Galbarini in *PITTURARTISTICA 36° ANNIVERSARIO*

  4. Io sono stata a visitare il campo di concentramento di Dacau e la casa di Anna Frank, mi hanno lasciato molta angoscia dentro, però mi ha colpito ancora più nel profondo il libro di Liliana Segre, forse perché parlava dell’Italia e raccontava anche del periodo antecedente al lager quando gli italiani accettavano come “normali” le leggi razziali. Considerato che oggi c’è un sentimento diffuso di razzismo che si sta diffondendo in Italia e nel resto del mondo mi vengono i brividi. Non bisogna mai abbassare la guardia.

  5. @ Nadia, la visita sui vagoni era parte di un giro molto approfondito al Memoriale qui a Milano, organizzata dalla moglie di un collega/amico che ha scritto diversi romanzi a tema ed è molto attiva, una giornalista attenta e capace. Certo, non fu una cosa leggera per niente, ma io e Emanuele fummo felici di prendervi parte, pensa che il collega mise l’annuncio in bacheca in azienda e be’ solo noi due andammo.
    @ Cristinabia, Giulia le visite ai campi di concentramento toccano dentro e dentro rimangono, e si rinnovano ogni 27 gennaio, vero? Adesso stavo sentendo di nuovo Liliana Segre, quando tornò i parenti dopo poche ore le dissero di smetterla con quel racconto, di dimenticare, pazzesco. E ora hanno intervistato anche Daniel Vogelmann padre di Shulim, che io conosco di persona e intervistai un anno fa per il blog, mi ha colpita vederlo raccontare di suo padre deportato, sta uscendo un libro che di sicuro prenderemo.

  6. Grazie per questo post.E’ doloroso fare esercizio di memoria storica in momenti come quelli in cui stiamo vivendo, intrisi di violenza, non solo verbale, di irrisione per chi ha idee diverse, di ostilità nei confronti dell'”invasore” migrante.
    Oggi ho visto in tv su Rai storia un documentario intitolato “Il tuo cuore nei miei occhi “, della regista documentarista Antonella Rastelli, che ho avuto modo di conoscere recentemente e che da anni lavora proprio sul tema della memoria.
    Ha raccolto testimonianze toccanti nella loro profonda umanità. I temi ricorrenti: la famiglia ( gli affetti perduti, il coraggio di andare avanti e ricostruirsi una propria nuova famiglia ) e il perdono, concesso, negato, sempre sofferto.
    Continuiamo a parlarne, a raccontare e ricordare: rimaniamo umani.

  7. Grazie Sandra, hai scritto parole belle e condivisibili. Ricordare è fondamentale oggi più che mai, il seme del razzismo e dell’odio stanno crescendo, presto germoglieranno portando l’Italia nelle tenebre di allora. I ricorsi storici sono all’orizzonte, purtroppo

  8. Nonostante ci sia un giorno dedicato a questo tema, ci siano libri, film, testimonianze, documentari e documenti, testimoni ancora in vita, c’è che nega, c’è chi continua a sostenere e ad appoggiare il nazismo. Questo mondo non è fatto per l’uguaglianza, questo mondo non è fatto per la pace

  9. @ Brunilde, grazie a te, ho visto anche io quel programma trovandolo davvero ben fatto e efficace, la lucidità delle sopravvissute, il tema del perdono, il riscatto nelle nuove famiglie che sono riuscite ad avere con figli e nipoti, bellissime testimonianze, donne eccezionali.
    @ Rosalia, anche a te grazie, e siamo preoccupati, il razzismo è ovunque e ormai c’è addirittura chi se ne vanta “sono razzista.” Che orrore.
    @ Sempre mamma, i negazionisti sono davvero il peggio, e ieri l’estrema destra polacca in gita ad Auschwitz? In questi casi davvero si fa fatica a credere che la pace possa esistere in terra

  10. Mi piace questa tua riflessione. Il problema oggi è estendere il discorso a tutte le categorie vessate, senza che la Shoah diventi un’occasione di pura retorica e null’altro.
    A scuola mi sono occupata della Memoria con uno spettacolo in cui abbiamo menzionato tanti “Olocausti” nel mondo. Fino a qualche anno fa discorsi del genere non sarebbero stati neppure immaginati.
    Vorrei fare anch’io l’esperienza della visita ad Auschwitz e vorrei vedere la casa di quella Anne che tanto ha da insegnare a tutti noi.

    • Grazie Luz.
      Giusto, il discorso va esteso e sui viaggi che vorresti fare, be’ mettili in programma, sono assolutamente fattibili e ti auguro di riuscire ad andarci presto.

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