E febbraio sia

Volevo scrivere un post, quello tipico di inizio mese, eh certo, buon febbraio! Ma temo mi esca il ciclico post lagna.

Gennaio ce lo siamo lasciati alle spalle, mi è parso un mese lungo, a tratti meno bello di quanto pensavo potesse essere, ma nel complesso sono stata molto serena. Mi si è un po’ stortato ieri, per una serie di cose, tipo sapere che gli editori di fascia alta che hanno in mano il mio rosa (mandato dall’agente) da settembre/ottobre non l’hanno manco letto, io pensavo che fosse un silenzio/non ci interessa, invece è un silenzio/non ti abbiamo ancora considerato. E siccome a quegli editori tutto sommato non credo sia ipotizzabile arrivare, e non approfondiamo, preferirei chiudere la partita, che se sei ancora in ballo un po’ nonostante tutto ci speri e ste cose trascinate all’infinito, vi prego basta. C’è pure l’editore che pensava di aver risposto ma si era confuso, da giugno. Si chiama serietà e a volte non si sa neppure dove diamine stia. Come la libraia della Rizzoli in Duomo che non sapeva – ci sono stata in settimana – cosa fosse il Book Pride, una cliente la stava illuminando in tal senso. Io volevo andare lì e farle molto male, sinceramente, anche se poi la non violenza è sempre un bell’obiettivo da perseguire. Quindi ho desistito, non ho neppure messo in atto vendettine come scombussolare l’ordine dei volumi sugli scaffali (peraltro sistemati piuttosto senza criterio già di loro).

Io ora punto tutto sull’editore sogno, di cui qualche post fa, è in lettura dal 10 gennaio, l’interesse c’è, è la storia che deve fare breccia adesso, della mia scrittura mi fido. Spero che avvenga e non in tempi da glaciazione, nonostante il meteo odierno, che poi è pure lui responsabile del mio down. Va bene, era previsto. Alla fine la neve non attaccava neppure più, bagnata sulla strada, i prati bianchi, un freddo assurdo, il programma della giornata rivoluzionato, ma comunque con l’obbligo di uscire, per l’amor del Cielo so di non essere l’unica, con mezzi di superficie, sgrunt, in quelle particolari fermate che il Comune di Milano ha deciso di NON dotare di pensilina, sa il diavolo perché quelle di fronte ce l’hanno. Adesso sono qui con la mia tazzona di caffè a dirmi di piantarla di lamentarmi e a promettermi che tutto questo, vedi foto, (e molto altro) tornerà.

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E’ che in effetti l’anno è partito con un po’ di rogne mediche, non ve le ho raccontate tutte, niente di grave (credo, spero, sì insomma sì) che necessitano approfondimenti che trascinano la cosa su febbraio almeno.

C’è che l’Orso sta di nuovo lavorando troppo troppo e ancora troppo. E quando rincasa e oltre ad aver lavorato 12 ore è pure arrabbiato io ci sto malissimo. Suggerisco strategie che a lui non sembrano applicabili, allora io rimango sulle mie “non ti dico più niente, ma è sempre la solita storia, cambia approccio bla bla bla.” In una sorta di circolo chiuso dove hanno libero accesso solo rabbia e frustrazione. Fortuna che non siamo tipi da innalzare muri e l’amore che ci unisce prevale sempre. Ma torniamo alla scrittura. Vorrei una risposta in tempi decenti per poter pensare ad altre strade in caso andasse male, che quando lavori in tandem con un agente non puoi, l’ho fatto e infatti si sono visti i pessimi risultati, agire per conto tuo, ogni scelta prevede confronti. Abbiamo impiegato quasi un anno a formare una squadra che potesse definirsi tale, a smussare angoli e incastrarci, a chiacchierare senza troppi filtri ma con grande rispetto, io, fondamentalmente, a fidarmi. Perché il nostro è stato un incontro molto atipico di cui preferisco non dire di più. Perché adesso sento di essermi persino affezionata come persona, ed è tanto, tantissimo per una come me che o CBM o muerte.

Quindi il rosa l’abbiamo messo a punto insieme fin dall’inizio e adesso lo dobbiamo allevare in comunione dei beni. Magari con gli altri testi sono un po’ più libera, ma fino a un certo punto, che come ho detto da sola poi incappi in robe da scappare a gambe levate quando si riesce senza tirare in ballo avvocati. Intanto io e Roberto, lavorando sodo, abbiamo terminato la prima Graphic Novel, o meglio, la prima parte della prima Graphic Novel perché non intendiamo completarla, ma, come succede in questi casi, proporre un impianto narrativo e alcune tavole, sufficienti a far capire se il progetto interessa oppure no ed eventuali modifiche suggerite per renderlo più appetibile, adatto al catalogo ecc. A me piace un sacco, io e Roberto ci siamo sentiti 34983590 volte, tra telefonate, mail, whatsApp, abbiamo scritto, disegnato (lui), fatto, rifatto, buttato, ed è stato comunque sempre bello.

Dunque, febbraio. Spero di concludere i giri medici. Sull’agenda è promettente per la vita sociale, domenica siamo stati a teatro e ci è venuta una gran voglia di tornare ad andarci regolarmente, per diversi anni siamo stati abbonati, tanto che ho preso i biglietti per Trappola per topi e Fame, saranno famosi. Ci sono in programma pranzi e cene conviviali al punto che ogni weekend è già impegnato con qualcosa di molto piacevole.

E febbraio ci traghetterà all’ultimo giorno utile per inviare la propria opera al DeA Planeta, il 28 chiuderanno i battenti e chi è dentro è dentro a sperare di agguantare un sogno con 18 stelle Michelin, chi è fuori non lo so, io appartengo al primo gruppo. Da lì in poi ogni giorno di marzo sarà buono per conoscere la cinquina e io probabilmente googlerò un numero scandaloso di volte qualcosa come “Concorso DeA Planeta” per sapere se i cinque finalisti sono stati designati. Chissà come verranno avvisati, via mail? Telefonata?

Mio nipote l’altro giorno (pomeriggio insieme peraltro assolutamente bellissimo lui era in fase super simpatico), mi ha chiesto “Zia, ma il concorso?” Trovo meraviglioso che si interessi alle mie cose. Gli ho risposto che scade a marzo.

“Ah, ma se vinci vero che ti compri l’I-phone?”

Non credo che mi comprerei l’I-phone, il mio Asus assolve i suoi compiti alla perfezione, ma di sicuro farei a Nanni un regalone.

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15 pensieri su “E febbraio sia

  1. Stavo per scrivere che anch’io cancellerei gennaio dalla lista, che Giove mi deve aver diseredato dalla sua lista di figli Sagittario, ma nonostante tutto… sono in buona forma (bilancia e vestiti continuano a premiarmi), sto lavorando anch’io troppo (capisco benissimo l’Orso!) per coprire le dimissioni di chi, fortunato, si è cambiato la vita (ma potrei essere la prossima…lo dice l’oroscopo! 😀 ), mi sono rimessa in gioco in un paio di progetti extra ed è meno peggio di quel che pensavo, l’avvocato sta sistemando un paio di cosucce in condominio, sto scrivendo e leggendo poco, questo purtroppo si… sempre per i suddetti carichi di lavoro che mi lasciano esaurita a sera. Perché il nuovo spauracchio della crisi sembra creato ad arte per farci diventare sempre più schiavi… invece bisogna imparare L’arte e lo zen del dire NO. 😉

    • Dire NO, mettere uno STOP, non parlo a vanvera, io l’ho fatto, e non intendo il discorso part time, intendo quando ero full time e la richiesta di straordinari era infinita, il che per me era pure complicato perché lavorando fuori Milano senza patente la sera non è facilissimo rincasare coi mezzi, voglio dire alla fermata col buio era parecchio pericoloso. Insomma facevo un po’ di ore, ho provato a tirare le 22 e ad andare al sabato e mi è stato rinfacciato che era poco. Alla fine ho detto “sai cos’è?” sarà ancora meno, non siete mai contenti, tanto la formula è davvero semplice, ai fancazzisti non viene mai dato lavoro extra perché tanto non riescono a portare a termine quello che già hanno, chi dimostra di ammazzarsi di lavoro viene caricato sempre di più-
      Dai che febbraio andrà meglio. 😀

  2. Secondo me gennaio è figlio del 2018, altrimenti non si spiega. Quindi confidiamo tutti in febbraio per una ripresa e marzo per esplodere di gioia. Levati i problemi di salute che spero non si ripresentino più, mi soffermerei su quel che hai detto degli editori e dei tempi biblici di risposta. Vergognoso, non so se rende. Si chiede professionalità e pazienza infinita a chi ha già sfruttato tutti i neuroni utli per la scrittura, mi pare barbaria pura, ma non scherzo, è allucinante aspettare una risposta mesi e mesi…

  3. Intanto auguri per le piccole noie mediche che presto si risolveranno. Sì, è il tuo post lagna mensile, un pò come il ciclo. Dura poco, fa male e poi se ne va. Pazienza amica mia, ci vuole pazienza. Intanto nessuno ti ha detto no. E poi godere un attimo delle cose belle che hai ottenuto fino ad ora no? Metti che tu sia nella cinquina e possa finalmente comprarti un Iphone e diventare così la zia tecno che i tuoi nipoti si attendono. Quelle sì che sarebbero soddisfazioni 😀
    Tieni duro Sandrina

  4. Ciao Sandra, bello trovare un tuo nuovo post, anche se non completamente felice, bello lo stesso avere tue notizie – sei mancata! Questo Gennaio è stato strano anche per me, un po’ vorrei scriverne un po’ no, non so non so. Magari Gennaio è servito a mettere le basi per qualcosa che arriverà più avanti? Io spero sia questo il caso. In tutti i modi ti volevo dire che te la butti lì un po’ così come se niente fosse, ma sei stata coraggiosissima e bravissima a chiedere e ottenere il part time. Buon Febbraio, speriamo che sia bello dai, e se non sarà bello, almeno è corto!! Io faccio i cenci (chiacchiere, frappe, bugie, lattughe, galane, che altro?) il 9 Marzo, Carnevale Ambrosiano. Una deroga ci puole sempre stare!

  5. @ Nadia, che poi gli editor si vantano di poter capire un testo dalle prime 10 righe quindi dovrebbero essere in grado di scremare molto velocemente, per non dire che i miei testi sono già passati dall’agente che mica si prende tutto lo scibile che le mando.
    @ Elena, massì, il post lagna è una sorta di rituale che alla fine vi aspettate pure 😀
    @ Francesca, non sai quanto mi fa incavolare l’invidia per il mio part time da parte di chi non osa, certo posso capire l’invidia solo di chi l’ha chiesto e non l’ha avuto, ma io prendo il 40%di stipendio in meno, ho lavorato 28 anni full time, sono scelte, semplicemente. Nell’elenco dei dolci di carnevale che adoro davvero hai scordato solo i tortelli che sono quelli tondi tassativamente senza crema dentro. Ecco mi hai detto quando sarà Carnevale nostro che non ho ancora controlalto
    @ Tutte, sempre grazie grazie grazie che siete qua a leggervi le lagne e a dirmi che febbraio andrà meglio!

  6. Dopo la neve di questi giorni io e la mia famiglia non vediamo l’ora di mettere gli scarponi e scendere i pendii con lo snowboard. A parte queste pause montane io amo il caldo e il sole e non vedo l’ora che si apra la stagione lago. Che bello andare a teatro. Ci sono stata solo quando andavo a scuola. Non conosco nessuno a cui piaccia andare. In tema di salute ho iniziato male l’anno e continuerà peggio, spero che per l’estate si risolva.

  7. Prima o poi qualcosa in campo editoriale si muoverà, vedrai. Io sono fiduciosa. Non smetterò mai di ripetertelo.

    Trappola per topi e Fame! Wow! Piacerebbe anche a me vederli. Anzi… ora che ci penso Fame l’ho visto un lustro fa a Londra, in un piccolo teatro. Che flash! Trappola per topi invece mi manca.

    E’ vero con il pretesto della crisi ci stanno schiavizzando e non sempre si può dire di no. Povero Emanuele! Marco è nella stessa situazione. Il problema è che dopo tante ore di lavoro e tanto stress, è anche difficile “staccare”.

    Bye bye gennaio. Mi associo al saluto.

    Barbara

    • Eh sì, cara Barbara, tu me lo dici sempre.
      Trappola per topi l’ho già visto anni fa ovviamente con un’altra compagnia quando avevo abbonamento a teatro che faceva solo gialli, meraviglioso, teatro che nel tempo credo abbia chiuso.
      Sì, è difficile staccare, si rincasa e la testa è sempre al lavoro, nel caso di Emanuele con tanto di cellulare non aziendale che squilla per rogne lavorative.

  8. Immagino… anche qui non si scherza. Ma come si faceva quando le tecnologie non c’erano? Io sono pro tecnologia se sono un arricchimento, ma diversamente ci tengono davvero in schiavitù.

  9. Ho letto su Fb una cosa che m’ha fatto ridere : “Gennaio ha 31 giorni. Percepiti 94” (o qualcosa del genere). Credo riassuma molti stati d’animo.
    Aspettative, attese, stanchezza, delusioni: è il mondo che ci siamo scelti, scrivendo, cara mia! Mi sa che dobbiamo tenercele tutte! 🙂

    • Quindi un po’ a tutti gennaio è sembrato lungo, compenserà febbraio di soli 28, magari ne percepiamo 12! Dobbiamo sì tenerci tutti gli annessi della scrittura, legati all’editoria, ma oggi – sarà che fuori c’è il sole – tutto mi sembra già molto più splendente.

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