Il confine del buonsenso quando ci si sente in credito coi risultati: piccola analisi contingente

Sabato 9 febbraio ho cominciato a sentirmi esageratamente in down per le menate scrittorie. Ho elaborato un post super lagna da brivido senza pubblicarlo e sono andata dal parrucchiere. Più o meno in contemporanea mi sono confrontata con un paio di amici che mi hanno aiutata a guardare la cosa da un’altra prospettiva, in particolare sulla causa scatenante del loop, cioè la lettura di un romanzo la cui uscita mi aveva entusiasmata (perché conosco l’autore di persona, anche se non è che sia un mio amico, ed ero felice che avesse fatto il grande salto, i precedenti, pubblicati con un piccolo editore, mi erano piaciuti tanto) ma che alla resa dei conti si stava rivelando una delusione cosmica. Una storia totalmente priva di trama, che direi (e lo dice pure CBM che riceve un botto di testi che non sono romanzi bensì un insieme di fatti, le cronache del militare, gli anni freschi della gioventù al mare, memorie e pensieri di cui, oggettivamente, un bel chissene) è il problema più grosso che un libro di narrativa possa avere. Enorme punto di domanda quindi sull’agente (molto nota) e sull’editore (molto notissimo).

Che sta roba mi mandasse in tilt mi dava parecchio sui nervi! La vita ha preso, come sa e deve fare nostro malgrado nel bene e nel male,  il sopravvento. Intanto quella sera c’era  una cena a casa di amici che si è rivelata divertentissima, la domenica uggiosissima è stata da divano e robe di casa, ed è finita con la sorpresa televisiva che la seconda stagione della serie Tv The Imposter di cui vi ho parlato non sarebbe cominciata (non avevamo notizie certe in merito, semplicemente pensavamo che dopo la prima attaccasse di seguito la seconda) invece… FOREVER ahah sììì, il mio amato Henry Morgan, le prime puntate che non avevo mai visto!  Insomma, un po’ mi spiaceva per The Imposter, ma diamine, avevo appena nominato Forever in uno degli ultimi post, con tanta nostalgia ed eccolo lì, bisturi, sciarpa, cadaveri e quel sorriso per cui la domenica sera tedio malinconica che precede il lunedì sgrunt si è trasformata in un momento molto atteso! Le rogne editoriali me le ero proprio dimenticate. Andando avanti la settimana ha galoppato su un calendario pieno di impegni di svago uno più bello dell’altro, culminato ieri con una gita al mare! Nonostante certo, non sono mancate le cose decisamente “no”, la vera notizia importante è che mi sentivo, mi sento, finalmente fuori dalla lagna. Ho fatto anche un vocale alla mia agente per rassicurarla.

A distanza di 9 giorni, ho terminato quel maledetto romanzo, ma soprattutto ho continuato a puntare la lancetta del mio barometro emotivo su altro. La mia agente sta mettendo in atto nuove strategie, contatti diversi e la mia agenda è ancora ben ricca di appuntamenti sociali, mangerecci, libreschi, teatrali belli e interessanti che mi fanno svegliare col sorriso, grata soprattutto di essere qui, sana e pimpante, pronta a sgridarmi in caso debba ancora cadere in quel calderone di commiserazione insensata.

La frustrazione logica non deve mai oltrepassare il confine del buon senso.

12 pensieri su “Il confine del buonsenso quando ci si sente in credito coi risultati: piccola analisi contingente

  1. Eh signora mia, ci sono romanzi che non sono romanzi, ma raccolte di appunti truccate da romanzi, e quello lì che citi senza non dire fa parte della categoria. Storielle brevi, senza alcun legame, se non il protagonista, che si leggono a tempo di bagno.
    Perché è stato pubblicato? Perché ha già un pubblico di sicuri acquirenti, lavorando trasversalmente in più settori tutti inerenti allo spettacolo. Senza contare le amicizie importanti che sono ben visibili sui suoi social. Qualcuno direbbe che più che sul prodotto ha lavorato sul personal brand. E’ un bene o un male? Dipende dai punti di vista. A te, lettore fortissimo, non è piaciuto però l’hai ugualmente acquistato. E rischierai di comprare il prossimo? Forse per curiosità si. Quanti altri lettori avranno ugualmente acquistato questo e, lettori deboli, lo apprezzeranno comunque? Sospetto molti. Soprattutto se sono brevi e si leggono senza soluzione di continuità. Che non c’è tempo per leggere, lo sappiamo.
    L’editore nel frattempo si frega le mani per gli incassi facili. E per la prossima uscita ci si penserà, intanto questa è andata. Magari nel frattempo l’autore diventa un personaggio televisivo e abbiamo risolto ogni problema…
    Consigli? Soluzioni? Eeeeccchennnnesòio! Mica ho la bacchetta!! 😀

  2. Brava, hai tirato su le redini e impedito ai momenti no di avere la meglio. Tanto lo sai che l’editoria sragiona, che la meritocrazia fa rima con utopia, che Paperopoli è la vera città in cui si vive, insomma la vita deve venire apprezzata non subita e quindi… week-end marittimo sotto pelle ancora!

    • Con le acciughe fritte e una passeggiata super tra spiaggia e lungomare, e la sera prima teatro, di cui parlerò in un post a parte. E questa luce che ci sta inondando e sussurra “primavera”. Grazie, ma tu mi hai insegnato tanto.

  3. Ogni tanto capita anche a me di leggere romanzi di grandi case editrici che trovo inconsistenti oppure banali o così così e mi chiedo anch’io: ma come è possibile che una cagata del genere sia stata pubblicata da una grande casa editrice (e sta pure vendendo)? Lo so Sandra, queste domande fanno venire il mal di testa, ma c’è poco da fare, non bisogna buttarsi giù, no no no è vietato.

  4. @ Giulia, capita, è vero, ma questa volta mi ha fatto più male perché avendo conosciuto e sostenuto l’autore la delusione è stata molto più cocente. Ma hai ragione: vietato buttarsi giù-
    @ Nadia, macché spolverato e poi ti prego: non nominare i mestieri di casa 😀

  5. Assolutamente vietato buttarsi giù per queste piccolezze editoriali. Tutti sbagliano, soprattutto gli editori 😉 e anche noi, quando perdiamo la concentrazione, tu immagina i tuoi libri, la tua strada che va verso l’alto (e verso altro) fitta fitta delle tue parole, delle tue storie. Il resto, come direbbe Tabucchi, è nuvole. Buona scrittura, e leggerezza 🙂

    • Come mi disse un amico, le mie storie non me le può portare via nessuno e io sono felicissima dei mondi che ho creato, hai – come sempre – ragione cara Clara, e ora vado di leggerezza con la mia mongolfiera di parole.

  6. Cara Sandra, quanto ti capisco. Io mi deprimo un giorno sì e l’altro no, soprattutto quando vedo certa roba che scala le classifiche. Immagino bene cosa devi aver provato tu, data la situazione. Non c’è altro da fare se non guardare altrove, superare lo sconcerto e tentare di essere positivi. E mi pare che ci sei riuscita benissimo, anzi sei un esempio per tutti/e noi con la tua carica.
    In bocca al lupo per le nuove strategie 😉

  7. Hai tanta di quella energia vitale che sei perfettamente in grado di neutralizzare qualche momento down. E il sense of humor in certi casi è l’unico che ti può salvare la vita, soprattutto quando vedi le vetrine delle librerie di catena infestate da certe schifezze, pubblicate da grandi case editrici e messe ben in mostra per favorire l’acquisto. Buon volo in mongolfiera, quando scenderai a terra con tutte le tue parole ci troverai ad aspettarti!

  8. @ Maria Teresa, Brunilde ma che apprezzamento fantastico! Esempio per tutti noi, energia vitale che parole avete tirato fuori per descrivermi? Toccherà tornare qui a rileggervi quando e se ripiomberò nella lagna, spero non accada e mi contraddico: tornerò qui a leggervi comunque per ricordarmi quanto siete care. Grazie!

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