28 Febbraio

Tra una manciata di ore febbraio finirà e questo significa un bel po’ di cose. Banalmente inizia marzo, un mese che in genere piace a tutti e prende il posto dei primi due che, almeno per me, di solito hanno una connotazione di piatta noia e freddo. L’anno nuovo non è più così nuovo e ha mostrato il suo volto, sì, quei fuochi d’artificio promessi dagli oroscopi in realtà non li ho ancora visti, ma caspita, manco l’influenza (solo la rogna orecchie), un’automobile nuova stupenda (ritirata sabato), un pc pure nuovo che il vecchio ormai era un macigno, e tante, tantissime uscite mangerecce, due spettacoli teatrali, due gite (Cremona e Albissola), un pranzo e una cena con amici a casa nostra (era parecchio che non invitavamo nessuno), due (tutto doppio) serie Tv super gradevoli e innumerevoli ore trascorse in pace.

In ultima analisi il Premio DeA Planeta chiude il portone rimasto aperto oltre 5 mesi, chi è dentro è dentro a sperare, chi è fuori cercherà altrove la sua occasione. Noi autori ci dividiamo in tre gruppi – credo. Chi fin da subito ha pensato di partecipare e l’ha fatto, chi fin da subito invece no, per svariati motivi: non aveva un testo pronto, non crede nei concorsi, preferisce il self e chi alla fine è rimasto fuori perchè il tempo gli ha remato contro e semplicemente non ce l’ha fatta e non se l’è sentita di competere con un’opera ancora da perfezionare.

Ci sono diverse considerazioni da fare: ho inviato il mio romanzo ai primi di novembre e ho letto in rete uno scempio di idiozie al punto che qualcuno ha addirittura preso in giro su FB Stefano Izzo, editor della narrativa italiana di DeA Planeta, ritenendolo un partecipante, senza rendersi conto che stava sbeffeggiano il boss.

Il concorso ha spaccato il sistema: per la cifra – che lo ricordo è un anticipo sulle royalty, non un assegno così tanto per dirti bravo – di 150 mila euro che non possono non far gola e creare movimento intorno all’editore (quanti compreranno il romanzo vincitore solo perchè appunto ha saputo sbaragliare la concorrenza? Quanti hanno già comprato almeno un romanzo edito DeA Planeta per capirne le preferenze, e regolarsi col proprio manoscritto?), e perchè ha messo in circolo talmente tante elucubrazioni da scoperchiare quel mondo sommerso che ahimè è già venuto a galla col self e spero mi scusino i selfisti meritevoli, fatto di gente che davvero non ha nessuna cognizione. Chi “mando subito la mia raccolta di racconti”, i racconti non sono ammessi, ma leggerlo sto bando, no? Toni aggressivi, polemiche perchè avrebbero dovuto far partecipare anche i libri editi 😦 e cosa fa DeA Planeta, dà 150 mila euro a un libro già pubblicato dalla concorrenza? E qui mi fermo.

Scherzando mi sono lasciata andare a “sarò in cinquina” ma adesso torno seria e faccio un ragionamento concreto. Gira voce che sceglieranno 5 romanzi appartenenti a 5 generi diversi, è storia nota che non stiano cercando il nuovo Gadda bensì qualcosa di vendibile e pare anche ovvio. Ho scritto un femminile nel quale credo molto, ha i suoi limiti, è una storia un po’ intima, che propone tre figure di donne e una famiglia molto conflittuale. Punto di forza credo sia l’evoluzione della protagonista e il sottofondo di De André, posto che non rappresenti un ostacolo all’internazionalità richiesta. Quanto famoso è De Andrè all’estero? Non ne ho davvero idea. Potrei dire che “merito di vincere” 😀 ma è un’affermazione non tanto presuntuosa (cioè, un po’ sì lo è chiaramente) quanto senza fondamenta, per dirlo dovrei aver letto tutte le opere in gara, anche ammesso che la mia valga 10 come voto, ne basterebbero 5 da 10 e lode per essere esclusa. Potrebbero allinearsi i pianeti, considerata qualla storia di Giove e del Maiale, potrebbe essere che il fato giudichi sufficienti i miei 9 anni di gavetta e un certo numero di sfighe. Potrebbe essere proprio come quando ero single, lo sono stata per un lungo periodo inframmezzato da relazioni senza troppo sugo: mi guardavo in giro incredula mentre il tempo passava (sensazione del tutto simile a quella che provo oggi nel campo editoriale), ma se mi avessero rassicurata dicendomi “devi avere pazienza, perchè quando avrai già 36 anni, incontrerai l’Orso, ti innamorerai di lui e pensa un po’, sarai ricambiata senza patimenti di sorta, dando il via a una storia meravigliosa, solida e duratura, che ti ripagherà con gli interessi per questi anni di vuoto”, avrei vissuto la vigilia ben diversamente.

Mica me l’hanno detto, magari adesso è uguale, vinco, sbanco e mi dimentico dei diritti d’autore non pagati, dei conteggi farlocchi, di quella volta che mi hanno citata in tribunale tra i creditori di una rivista fallita per un mio racconto pubblicato e mai retribuito (50 euro), mi dimentico che l’agenzia che mi rappresenta era tra le più prestigiose e aveva tra i suoi autori gente del calibro di Maurizio De Giovanni e poco dopo il mio arrivo è successo quello che non posso raccontare, mi dimentico l’entusiamo di CBM (no, in realtà non lo voglio dimenticare) per i miei testi e il suo sgomento per il mio stallo perenne, mi dimentico le azioni legali… vinco e il DeA Planeta sarà come l’Orso: avrà un potere restitutivo di immenso valore.

Le rogne editoriali e i post lagna finiranno nell’oblio, nello stesso posto dove giaciono ora certi sabato sera a casa, a rimuginare. Chi se li ricorda più? Devo sforzarmi per visualizzarmi triste e sola, o mentre uscivo con qualcuno che si rivelerà una totale delusione, perchè in effetti quel periodo è stato anche ricco di viaggi, di amicizie, di un sacco di cose, proprio come questo periodo di straniamento scrittorio è in realtà pieno di mondi che ho saputo creare con i miei romanzi pubblicati da goWare, che sono stati al primo posto nella classifica di Amazon (addirittura davanti a Ken Follett) perchè non è che ora sia tutto brutto, come non lo era allora. Nessuno potrà mai portarmi via Collegafigo, Virginia, Anna e Cesare i miei personaggi più amati e riusciti.

Non vincerò, ma è stato bellissimo partecipare, crederci fino in fondo, confrontarsi con gli amici autori; il concorsone mi ha fatto compagnia per tutto l’inverno, ma domani è marzo, il mese della primavera, delle gemme sugli alberi e delle vacanze da prenotare (cosa che in effetti stiamo proprio facendo), arriveranno i nomi dei finalisti, riaprirò il file del romanzo, fermo da novembre, lo rileggerò apportando probabilmente qualche modifica e cercherò per lui altre strade, grata comunque a DeA Planeta per avermi fatto sognare gratuitamente e per avermi messa nelle condizioni giuste per provarci e dare il massimo.

23 pensieri su “28 Febbraio

  1. Siamo già a marzo… Un anno fa stavo preparando il mio viaggio a Parigi per incontrare Diana Gabaldon, che se mi guardo indietro è un’avventura incredibile. Ma se guardo avanti ne vedo già un’altra in arrivo, che sarà diecimila o quindicimila piedi più incredibile. Sognare non costa nulla, ma quando si avvera ci ripaga di tutte le tribolazioni. Però… un po’ meno tribolazioni eh…
    Se ho letto giusto, il vincitore del DeA sarà proclamato il 15 aprile, adesso inizia il countdown. Il mio personale è leggermente più in là, a maggio. Quindi potrei anche fare in tempo di festeggiare qualcuno dei miei amici scrittori. 😉

    • Un anno fa eravamo immersi nel burian, oggi è primavera. E questo tempo che vola non è che sia tanto una bella cosa. La cinquina verrà nominata a marzo, in un giorno misterioso, da lì i testi passeranno alla giuria di qualità, che magari non sarà unanime chissà, e quindi io ipotizzo che i finalisti saranno comunicati intorno al 15/20 marzo anche perchè i testi sono stati letti a mano a mano che arrivavano.
      Diciamo, cara Barbara, che ferme non sappiamo stare… un bacione

  2. Io mi auguro di cuore di vedere almeno due dei miei amici scrittori in cinquina ma se non dovesse accadere sono certa che non sarebbe terminato con questo concorso il viaggio del libro. Il Dea Planeta ha smosso e dato fiducia a idee altrimenti sepolte o in attesa, primo grande merito e poi ha spolverato i sogni che mai devono venire accantonati. Quindi in parte ha già fatto un piccolo miracolo. Ora terrò le dita incrociate per il risultato.

    • Io mi chiedo se nella first option che spetta ai 4 finalisti non vincitori sia previsto un anticipo, se così fosse, sarebbe comunque interessante, anche perchè chi vince si sobbarca il tour de force, e tra casa e lavoro non so se tutti si siano resi davvero conto di cosa comporti un’assenza praticamente di 6 mesi. Ora si aspetta, grazie.

  3. Allora in bocca al lupo!
    Io non avevo un inedito da proporre, il tempo per scrivere un intero romanzo era troppo poco dal mio punto di vista e le energie rimaste dopo l’ultima pubblicazione altrettanto scarse. Di certo è una bella opportunità, infatti a suo tempo l’avevo consigliato ad alcuni autori che conosco. Sarà comunque interessante scoprire i vincitori e il tipo di storia che premieranno.

    • Grazie, Maria Teresa. Vada come vada davvero la curiosità sulle storie scelte è molto molto alta, perchè DeA Planeta non è un editore di nicchia e come ho sempre detto consultando il loro catalogo e leggendo qualche opera è arrivabile, per questo in fondo un po’ ci spero sul serio.

  4. Cavolo, già marzo! O, in alternativa, finalmente vattene, Febbraio, con le tue influenze infinite!
    Per il premio DeAPlaneta, ho partecipato il prima possibile con quella che al momento ritengo la mia cosa migliore, perché sognare è gratis e se dobbiamo sognare dobbiamo farlo con impegno. Mi rimane un’enorme perplessità. Il tempo tra la chiusura degli invii e quella della proclamazione del vincitore mi sembra davvero breve per una valutazione ponderata della massa immane di manoscritti che sarà loro inviata. E quindi boh… Sognare è gratis, ma qualche perplessità c’è.

  5. Considerato che hanno cominciato a leggere le opere a mano a mano che arrivavano le nostre saranno già nel mucchio dei papabili o degli scartati, io ho sempre pensato che a mandare il testo tardi si rischiava una lettura ancora più frettolosa. Però, sai pur capendo le tue perplessità alle quali aggiungo le mia perchè gli appartenenti al comitato di lettura non sono noti (avranno davvero le capacità di giudicarci?) al contrario della giuria di qualità che leggerà solo i 5 fortunati, penso che un buon soggetto sia facilmente individuabile se sai cosa stai cercando e loro lo sanno molto bene.

  6. E io ci spero e tifo, come gli altri, per te. Ti ripeto, comunque sei stata brava, bravissima, intanto a partecipare, a metterti in gioco, e a scrivere un’opera compiuta – comunque, indipendentemente da tutto e tutti, il romanzo nuovo resta. E insomma… speriamo!

  7. Cara Sandra, sai che alla fine non ho partecipato. Non ero pronta con il mio testo e non voglio più fare l’errore di mandare avanti qualcosa che non sia all’altezza della situazione. Certo, per definire cosa sia all’altezza bisogna essere capaci di comprenderlo e questo spiega i tanti manoscritti da gettare dopo aver letto la prima riga! Il vantaggio è che se anche tu dovessi essere fuori dalla cinquina, il testo è tuo e può essere riciclato altrove. Tremo all’idea che tu lo rilegga. Ogni volta che faccio lo stesso con qualcosa che ho scritto più di sei mesi prima, mi viene lo sconforto. Possibile che la nostra scrittura cambi così tanto?? Aspettiamo il 15 aprile sperando di gioire insieme. Intanto godiamoci questo ricco (anche se un pò troppo secco per me) anticipo di primavera 😘

  8. Io sto iniziando a pensare al piano B, a livello teorico. La parte pratica la metterò in atto dopo l’ufficializzazione dei risultati. Son pronto a farmi stupirmi, ma non ci credo più di tanto.
    Io voglio un approccio nei confronti dell’editore che si avvicini al primo marzo del 2019, ovvero alla modernità dirompente rispetto ai soliti criteri di selezione dei romanzi che oltre a essere uguali da decenni, sono iper-inflazionati. Vedremo, intanto mi preparo ai giochi, la battaglia per me è appena cominciata.

  9. @ Klara, sì il romanzo nuovo resta, caspita ed è bello far parte di sto circo del DeA Planeta, grazie
    @ Elena, eh lla saggezza dei 50, certi testi giammai li manderei in giro oggi, ma ahimè in passato l’ho fatto, questo non credo necessiti di grandi interventi e rileggendolo credo che non mi verrà uno shock, al massimo integro qualcosa
    @ Marco, sai come la penso, ci siamo confrontati tanto sul concorsone, il mio piano B è pronto, e non è niente di eccezionale perchè la gavetta l’ho fatta, scrivere so scrivere, non posso appellarmi al colpo di fortuna che non è in vendita, quindi dopo una rilettura consegnerò il romanzo alla mia agente e via.

  10. Che dire, cara Sandra, in bocca al lupo! hai fatto bene a partecipare e fai bene a credere possibile tutto, se no i sogni a che servono! Ci sono anche quelli che si realizzano, no?
    Sarebbe un bel premio per tutto il tuo impegno. 😉

  11. @ Robby e @ Marina, grazie per il tifo, i sogni sono desideriiii, Cenerentola Style, sarebbe un premione al mio notevole impegno, ma in effetti senza tenacia non si va da nessuna parte.

  12. Dicono che l’importante sia partecipare e qui vi leggo proprio quello, che bello questo spirito positivo. Mi auguro tu arrivi tra i primi cinque, perché vincere…. è tutta un’altra soddisfazione

  13. In bocca al lupo Sandra (e anche a Marco) spero anch’io di vedere qualcuno dei miei amici sul podio dei vincitori, sono curiosa di vedere quali storie vengono premiate. Questo è davvero un concorso che può cambiare la vita, perché non c’è solo la semplice pubblicazione, ma un concreto coinvolgimento dell’autore anche in termini di soldi investiti.

  14. @ Sempre mamma, Giulia sì spirito positivo misto a demenza per cui ora penso che il tour sarà un vero massacro per cui meglio non vincere che c’ho già l’ansia a pensarci. Che scema sono! Intanto grazie.

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