Dignità

E’ proprio del giorno in cui ho partecipato con grande interesse all’aperitivo alla Bottega Chico Mendes la notizia dello smantellamento della baraccopoli di Rosarno, tuttavia l’euforia è immotivata quando non viene offerta alcuna alternativa a un migliaio di braccianti (con permesso di soggiorno regolare o senza) e li si disloca lontano dai campi, impedendo loro di lavorare. Che non è lavoro, è sfruttamento, siamo tutti d’accordo, ma anche qui non si propone un’alternativa. Nell’immediatezza piccole baraccopoli spontanee stanno quindi già sorgendo poco distante, mentre il degrado inimmaginabile, peggiore di molti slum africani in cui vivono si unisce alle condizioni di lavoro atrettanto disumane, risultato non solo del caporalato, ma anche di una filiera che coinvolge i vari settori della distribuzione, che permette di acquistare la arance a 8/10 cent al kg.

Chico Mendes si sta impegnando con un sosegno alle imprese locali che assumeranno regolarmente gli immigrati ed è nato così il progetto Spartacus che coinvolgerà 20 braccianti, che dopo un intervista per conoscere il livello scolastico raggiunto, saranno abbinati alle aziende selezionate, con un primo periodo di formaziona lavorativa e culturale finalizzata all’assunzione. Il progetto pilota sarà ampliabile e nel terzo anno di vita si prevede che 200 persone saranno in questo modo sottratte allo sfruttamento.

Chico Mendes ha inoltre provveduto a traferire 40 mila euro, la metà dei fondi raccolti, alle organizzazioni di Riace per ridurre il loro debito con gli esercenti. Attualmente le botteghe di Riace sono ancora tutte chiuse, in seguito all’arresto del sindaco, che ha avviato e portato avanti una realtà di integrazione possibile ed efficace, modello riproposto da altri paesi nel circondario. Riace ha la concreta possibilità, nel momento in cui verranno riaperte le botteghe (quella del cioccolato potrebbe far concorrenza al celebre cioccolato di Modica, e per il frantoio Chico Mendes ha già individuato professionisti disponibili e in grado di farlo ripartire alla grande) di diventare un marchio (in parte lo è già ma chiaramente la vicenda giudiziaria di Domenico Lucano ha bloccato tutto) esportabile in tutto il mondo. Il supporto di Chico Mendes, la cooperativa che da anni si occupa appunto di commercio solidale assicurando un compenso equo e una filiera etica diventa quindi prezioso proprio perchè sono campioni indiscussi nel fare proprio questo.

La maggior parte delle imprese del Commercio Equo e Solidale sono gestite da donne, come nel progetto QUID di Verona che recupera tessuti di fine serie e ha creato un’opportunità di lavoro per donne con un passato di disagio economico e sociale (spesso ex detenute). O il progetto KARATHIC in Benin, che ha saputo unire la tradizione ancestrale africana per la raccolta del burro di karité con la moderna agricoltura biologica. La cooperativa locale ha dato lavoro e dignità a donne spesso analfabeta che vivono in zone rurali remote.

C’è un filo importantissimo che unisce lo schiavo di Rosarno e la donna in ogni angolo del pianeta: il rispetto necessaria per vivere. L’uguaglianza senza distinzione alcuna, che ognuno dovrebbe avere senza che nel 2019 se ne stia ancora a parlare.

Non ci sono feste, mimose e scusate anche tutti quei messaggi whatsApp piuttosto tristi, se non si fa qualcosa e non si capisce che stiamo sguazzando in un involuzione culturale pericolosa.

Io sostengo la Cooperativa Chico Mendes perchè credo nel loro modo di fare impresa, oltretutto adoro i loro prodotti. E oggi piuttosto che un rametto giallo preferirei che la gente diffondesse le mie informazioni – linkate il post se potete – che ho ascoltato all’aperitivo di mercoledì. Grazie. Questo articolo non è in alcun modo sponsorizzato.

E Grazie comunque a chi mi ha fatto gli auguri, grazie a voi donne che mi leggete, grazie per esserci nella mia vita.

10 pensieri su “Dignità

  1. Pingback: Arance | francescabianca

  2. Chico Mendes ha fornito il 50% dei miei regali di Natale, che a quel che mi hanno poi detto sono stati spazzolati tutti e alla Befana non ci sono arrivati! 😀
    E per il resto… ti condivido subito.

  3. Grazie a te.
    La battaglia per la dignità di tutti, per ricordare che tutti hanno diritto alla dignità è una delle più importanti del nostro tempo. E dire che solo i nostri nonni erano immigrati che a volte vivevano in paraccopoli o poco più…

  4. Spero che legga più gente possibile il tuo post per tenere i piedi a terra e conoscere l’altra faccia della realtà.

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