Copertina e titolo, il biglietto da visita di un libro

Durante la vacanza in Alsazia (meravigliosa, grazie a tutti per i commenti di “Buon viaggio” e un abbraccio caloroso a @Sempremamma che, mentre noi ci sollazzavamo tra case a graticcio, l’incanto di luoghi da vera fiaba e mangiate colossali, era in ospedale) la redazione di goWare mi ha contattata per definire importanti questioni sull’imminente pubblicazione di Non è possibile. Perfettamente consona al titolo non era possibile dedicarmici mentre ero in Francia (con gita a Friburgo), sono faccende che meritano la massima concentrazione, ci ho provato e non ho prodotto un granchè. Alla fine ho chiesto di aspettarmi e così è stato.

Rincasati ieri sera, attraversando paesaggi innevati al Gottardo, disfatte le valigie (shopping sfrenato, le vacanze in auto sono la nostra rovina), dopo una bella doccia e una cena veloce (terminata con due macaron, ecco sottoscrivo che quelli delle Galleries Lafayette sono superbi) sentivo di avere la testa abbastanza sgombra per dedicarmici.

La fotografia dei miei nipoti che avevo proposto per la copertina secondo l’editore è sfasata rispetto all’età dei personaggi, in quella foto Nanni e Cicia avevano 10 e 8 anni, ma forse ne dimostrano meno, Martina e Federico del romanzo ne hanno 10 e 9, insomma io non vedevo il problema ma purtroppo è stata scartata. Non ho avuto modo di procurarmi un’alternativa più recente, quindi si metterà al lavoro il grafico, cercando nel data base. Il mio era più un discorso affettivo che altro, Martina e Federico hanno un ruolo importante ma non sono i protagonisti e forse la copertina non era così efficace rispetto al testo.

Il problema più rilevante è stato il titolo. Non è possibile non è piaciuto perchè identifica qualcosa di negativo, in realtà è una frase cardine che esclama a un certo punto Marta. Non mi sento defraudata dal cambio di titolo, è già successo con altri romanzi e di solito si collabora per arrivare a un’idea che accontenti tutti, in questo caso però c’era, anzi c’è perchè il nodo non è ancora stato sciolto, un’aggravante. In quale collana verrà collocato il romanzo? Rosa o Mainstream (la collana che goWare chiama Romanzi-racconti come per Le affinità affettive per intenderci)? Io pensavo quest’ultima, ma la editor che mi ha seguita era più sul rosa, e ha proposto un titolo che conteneva la parola Amore, forse per un richiamo di marketing a un certo tipo di narrativa e di lettrici.

Io non riuscivo proprio a farmelo piacere e temevo stessimo oltretutto correndo un grosso rischio: quello di non iscrivere con precisione la storia nel genere giusto, tirandoci addosso le recensioni negative di chi, non trovando quanto promesso nel titolo, potrebbe stroncare il libro. Finchè davanti a uno Spritz a Colmar (va detto che io adoro la Francia in ogni angolo e dettaglio, ma sta abitudine di non portare nulla con l’aperò, manco due patatine, è orribile!) mi sono arresa e ho chiesto appunto tempo.

E’ intervenuta anche l’agente – concorde con me – e ieri ho messo insieme una serie di risoluzioni, ragionamenti rosa sì rosa no,  e un elenco di titoli papabili, l’agente si è subito espressa con entusiasmo a favore di uno in particolare.

Quindi stiamo un po’ stravolgendo il biglietto da visita del romanzo, tali sono titolo e copertina, soprattutto laddove l’autore non è così noto da potersi permettere qualsiasi cosa, tanto venderà comunque.

Dopo una gestazione lunga, siamo di fronte a un parto più complesso del previsto, ma io sono fiduciosa che tanto travaglio e condivisione di impegno porteranno al migliore dei risultati.

9 pensieri su “Copertina e titolo, il biglietto da visita di un libro

  1. Intanto bentornata! Eh si, conosco il problema di riempire l’auto di ricordi e ricordini, dall’abbigliamento al mangereccio. L’unica cosa che mi trattiene di solito è la misura del bagagliaio (estensibile tra l’altro), perché nulla deve vedersi se devo fermarmi in un autogrill.
    Mi spiace che il titolo non vada bene, perché qui tutti lo riconosciamo per quel titolo già (io ci appiccicherò dentro un post-it con scritto “titolo originale: Non è possibile” 😉 ) E sono d’accordo con te, per quello che ci avevi raccontato della trama, che non è molto “rosa”, non quanto le lettrici di rosa si aspettano (e sono una di loro, ho titolo per dirlo!) Voto per il mainstream, quindi cover rossa, e per la foto… qualcosa che richiami Pinocchio? Qualcosa di inanimato che improvvisamente diventa vivo? 😉

    • Esatto, all’autogrill massima allerta e nulla deve spuntare. In questo viaggio: abbigliamento, borse, regali e tanto cibo, più precisamente vini, birra, macaron e le meravigliose assai felicemente ritrovate sardine della superba industria conserviera francese.
      Vai di post-it e sulla copertina sono curiosissima su cosa tireranno fuori.
      Infine ho proposto di inaugurare una nuova collana “Femminile” che manca, ma non so se li ho convinti.

  2. Bentornata! Caspita che velocità a riprendere subito in mano la situazione. Scommetto che tutto ti frullava in testa da tempo, scommetto che il viaggio di ritorno ha fatto da cassa di risonanza per le idee che volevi proporre. Ora vediamo cosa nasce da tutte queste novità e soprattutto se ti soddisfano e convincono i cambiamenti perpretrati dalla Go ware.

  3. Grazie per l’abbraccio caloroso, me lo prendo tutto. Sono a casa ora, il post operatorio è un po’ doloroso. Fortuna che c’è Netflix, il Kindle e qualche post fa leggere.
    La copertina di un libro può influenzare molto e non deve essere fuorviante, altrimenti irrita e il titolo deve essere accattivante. Non è facile per niente far interessare qualcuno al primo colpo d’occhio, ma se ci riesci l’acquisto è quasi certo.

  4. Bentornata! Ti sento più che mai centrata e piena di energie, l’Alsazia ha funzionato. Buon lavoro, è un momento di grazia quando si hanno lucidità, concentrazione ed entusiasmo per un nuovo progetto, sono certa che darai il meglio!

  5. @ Grazie a tutte per il bentornata e i commenti tanto tempestivi.
    @ Nadia, ho scoperto che quella cosa che mi sono raccontata per anni cioè che lavoro bene sotto pressione non è mica (più) vera: do il meglio dopo una fantastica vacanza, è successo lo tesso ad agosto col romanzo rosa
    @ Speranza, grazie dormo fino a tardi ma poi si recupera
    @ Sempremamma, ti auguro una convalescenza non troppo dolorosa e spero di poterti fare un po’ di compagnia da qui. Pensa a quanti titoli particolari che hanno fatto breccia, spesso frutto di editor capaci
    @ Brunilde, un vero momento di grazia, e fino a 10 giorni fa ero qua a lagnarmi per il concorsone, chi l’avrebbe mai detto?

  6. Francia e Sprizt aiutano moltissimo il processo creativo. Sono sicura che alla fine il titolo e la copertina saranno quelli giusti. Noi aspettiamo fiduciosi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.