Eddy il santo

Come vi ho raccontato, quando al Salone ho trovato due romanzi di Jakob Arjouni addirittura scontati ne sono stata stra-felice. In realtà poi allo stand dell’editore che lo pubblica in Italia, cioè Marcos y Marcos, c’era uno dei due (ovviamente a prezzo pieno, per non dire che le mie copie al 50% erano in perfette condizioni) e un altro ancora, per cui me ne sono tornata a casa con ben tre libri di Arjouni.

Uno di questi è stato il primo che ho attaccato dell’enorme colonna da Torino, che ora staziona sul tavolo in sala, nella zona dedicata ai libri ancora da leggere. Avevo una gran voglia di ritrovare la scrittura secca e talentuosa di Jakob Arjouni che, vi ricordo, è morto a soli 48 anni. Gli ho dedicato uno dei miei stati su whatsApp e in due giorni l’ho finito, non sono stata in grado di centellinarlo come si fa con le cose buone ahimè in esaurimento e, nonostante le necessarie pause di riflessione che la narrazione di Arjouni mi impone, l’ho divorato.

Le pause dicevo, è che ci sono alcuni passaggi talmente intensi da lasciarmi lì, stupita e grata per le parole, da dovermi fermare per tornare letteralmente sulla terra, e poter continuare la lettura.

Eddy il santo – traduzione Gina Maneri – ci racconta di Eddy un truffatore raffinato in una Berlino pirotecnica che trova sulla sua strada, e più precisamente sul suo pianerottolo, Horst Konig, un imprenditore senza scrupoli che ha appena licenziato 8000 dipendenti ed è per questo odiato dall’intera città; i due hanno una discussione piuttosto stupida, Konig scivola sulle costose scarpe di pelle, sbatte la testa e muore.

Eddy diventa così suo malgrado un eroe, per aver vendicato i disoccupati e una Berlino stanca delle spacconate di Horst, ma le cose ovviamente non sono così semplici. Tanto per cominciare, può un uomo come Eddy che da sempre vive di espedienti andare alla polizia per confessare l’incidente? Ovvio che no.

E qui mi fermo con la trama e riparto con la considerazione più profonda che mi ha indotta a condividere questa lettura.

Eddy Stein è un farabutto, ma l’autore riesce subito a rendercelo simpatico, non è un borseggiatore che sfila i portafogli nella calca del metrò, lui no, lui mette in atto azioni perfette e originali che rendono ridicole le sue vittime, che Diamine!, potrebbero essere un po’ meno allocche: la vita dai è un caos, tocca essere scaltri.  Il suo antagonista, oltre a Horst Konig al quale tocca la sorte di uscire presto di scena, è Fabian Braake, il Principe del gossip che si diverte a sguazzare nel fango della famiglia di Horst Konig e dei suoi eredi con articoli di pessimo gusto. Eddy e Braake hanno un passato in comune: entrambi musicisti che non sono stati in grado di vivere dei proventi della band, si rincontrano e nonostante le azioni di Braake siano perfettamente legali, la sua morale lo fa precipitare a un livello molto più basso di quello di Eddy.

L’etica di Eddy, il suo codice comportamentale diciamo, gli dà un valore di cui Braake è del tutto privo, e questa cosa mi ha davvero colpita. Ho continuato a pensarci a lungo, anche dopo aver terminato la lettura.

Il libro è molto divertente e sul finale ricalca – con le dovute differenze nella trama – Cherryman dà la caccia a Mister White che mi ha fatto innamorare di Arjouni. C’è quindi una chiave, o questo ci ho trovato io, nella narrazione di Arjouni, che è quella di dare voce anche a chi ha una condotta riprovevole, perché l’integrità morale può non essere del tutto ascrivibile nel codice penale. C’è qualcosa che va oltre, molto oltre, ed è lì che si insinua la scrittura di Arjouni e porta alla luce un retroscena che vale la pena di scoprire. Non è facile ovviamente addentrarsi in tutto questo, un ladro rimane un ladro non minimizziamo le colpe di Eddy, ma dare al lettore l’opportunità di guardare il mondo da un’altra prospettiva è sempre un obiettivo molto alto per un libro, molto più di intrattenere e insegnare. E non tutti questi riescono a farlo, Arjouni sì, e pure molto bene.

Non perdetevi i suoi romanzi prima che vadano del tutto fuori catalogo e diventino sul serio introvabili.

Ehi, Eddy, tutto bene? Ascolta, tu non sei un criminale. Mi ricordi l’educatrice che veniva nella mia scuola per la prevenzione delle droghe. Sai cosa ci proponeva? Invece di bere o fumare perché non vi leggete un bel libro, anche quello è uno sballo per il cervello.

Ho scelto la frase sopra a sintesi del contenuto. Vi abbraccio.

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11 pensieri su “Eddy il santo

  1. Mi sono innamorata di questo post solo leggendone il titolo. Poi vabbè, il titolo è del libro e non tuo, ma il post è tuo e mi ha fatto venire una voglia di leggere il libro che non ti immagini! Scusa le ripetizioni 😃

    • Ho visto che c’era un commento e ho pensato “questa sicuro è Francesca” perché il libro mi sembra sposi un po’ le tue convinzioni sul buono che c’è in ognuno di noi a prescindere della convenzioni sociali. Marcos y Marcos non fa gli e book (ho persino mandato una mail per lamentarmene) e non so quanto potrebbe essere facile per te in Belgio reperire il testo. Comunque, felice che il post ti sia piaciuto perché ho sacrificato – si fa per dire – una pausa pranzo per scriverlo, sono i post più difficili e, di solito, pure i meno commentati. Grazie.

  2. In effetti questo libro è introvabile, ne vedo una sola copia nell’usato a 10 euro e un esagerato che l’ha messo in vendita a 34,92 euro su Amazon. Invece da come ne parli e dalle tematiche trattate, questo autore dovrebbe essere rilanciato con una ristampa, il momento è propizio.
    Signori di Marcos y Marcos, se passate di qui, fateci un pensierino grazie. 🙂

  3. Qui tocca raccontare che dopo aver letto Cherryman ecc ho visto che c’erano diversi altri libri di Arjouni nel sito di Marcos Y Marcos e li ho chiamati per capire se fossero reperibili. Morale l’editore ha una sorta di mega libreria interna, hanno fatto una ricerca ed è saltato fuori che nell’archivio informatico risultavano alcune copie ma non capivano esattamente dove fossero fisicamente posizionate nella libreria, morale mi avrebbero richiamata. Ri-morale telefonata mai ricevuta e sono passati credo 3 mesi, me ne sono lamentata al Book Pride, dove, con un banco più piccolo rispetto a Torino i libri di Arjouni non erano stati portati, mi hanno detto di richiamare. Non l’ho fatto e a Torino è successo quel che è successo. Quindi editore eccezionale per la qualità ma non tanto sul pezzo coi libri vecchi.

  4. Leggi spesso libri fuori dal comune, permettimi l’espressione, che infatti sono difficili da reperire. Non di largo consumo come gli ideali e i messaggi che ripropongono, ed è un vero peccato perché sono sicuramente migliori da divulgare. Niente da dire sul colpo di fortuna che hai avuto al salone del libro, anche se io ci vedo sempre una sorta di corrispondenza elettiva da non trascurare.

    • Cara Nadia, la corrispondena elettiva è assai forte in questo caso. Tieni presente che lessi il primo Arjouni avendolo scovato su una bancarella dell’usato, di un mercatino dove andiamo assai di rado, si tiene una volta al mese sui Naviglie e per puro caso ci siamo stati proprio quella domenica ma non per il mercatino bensì per il consueto giro natalizio che avremmo potuto fare in un’altra data, prima cosa. Seconda se il romanzo non fosse stato pubblicato da Marcos y Marcos che fa copertine assai identificabili non mi sarebbe balzato all’occhio. Ti permetto ben volentieri l’espressione “fuori dal comune”: è proprio così! Quando navigo nel blog di recensioni più noti del mio, mi viene da scappare, tutti recensiscono lo stesso libro del momento, e che palle mi viene da urlare. mi sembrano tutti dei “marchettoni” al soldo degli editori. Parafrasando una nota pubblicità Il mio blog è differente. Un abbraccio

  5. Sei sempre una scoperta Sandra. Mi hai fatto venire voglia di ascoltati. La frase che ci regali alla fine è bellissima. Chissà quante altre ce ne sono… Insomma, al Salone hai fatto un buon bottino 😉

  6. L’ho trovato su IBS e l’ho ordinato, facendolo spedire a casa dei miei in Italia. 7.52 libro + 2.80 spedizione. Ora tutto sta a vedere se arriverà, perché il sito di IBS è agghiacciante e si pianta ogni due secondi! Vi farò sapere.

  7. @ Elena, eh te l”ho detto: è stato un gran salone, e il romanzo è pieno di queste frasi emblematiche.
    @ Francesca, oh bene, ci teniamo a essere informati sulla consegna e sulla lettura, grazie per la fiducia

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