Ultimo giorno di scuola, anche per la zia

Oggi è l’ultimo giorno di scuola anche per me.

Mi inconterò con Nanni in metropolitana e lo porterò a un’attività extrascolastica non proprio vicina, ieri stessa cosa, ma un’ora prima e abbiamo mangiato insieme una piadina, desiderio che lui aveva espresso ed è stato accontentato, nonostante la mensa fosse ancora operativa. Cecilia sono andata a prenderla martedì, ultimissima volta nella vita: è in V e a settembre cambierà proprio scuola, che lì le medie non ci sono. E poi sarà autonoma nel percorso, Nanni lo è già ma se nel pomeriggio fa altro fuori tocca accompagnarlo. Di ritorno ieri ho preso un caffè in un bar dove andavo sempre con Nanni, quando ancora lo aspettavo nell’androne dell’Istituto, prima che si smartizzasse, era un momento nostro molto caro: io caffè e lui si leggeva la gazzetta in dotazione del locale, ora chissene del quotidiano rosa, le notizie sportive le legge sul telefono. A volte ci scappava un dolcetto per lui, e che forte quando hanno fatto l’assaggio gratuito di crepes farcite!

Coi ragazzi è così: continue chiusure di capitoli e di epoche che non potranno tornare e il percorso di studi scandisce alla perfezione il ritmo di crescita. E anche il mio di zia, che in questi tre anni di part time li ho visti cambiare, formarsi e camminare spediti o talvolta arrancare verso l’età adulta. Ho imparato come modificare il mio passo, tentando di diventare un punto di riferimento. Sono profondamente grata alla mia decisione circa il part time e alle circostanze che l’hanno reso favorevole (il mio capo, mio marito) per stare con loro, certo ma anche per molto altro.

Porto cartelle macigni, accompagno, aspetto con un libro, facciamo discorsi e spesso anche no: capita che il silenzio ci avvolga e quando capisco che, soprattutto Nanni non ha troppa voglia di chiacchiere, lo assecondo, che per maturare occorre il sole, ma l’ombra dell’adolescenza si sta posando su di lui e ricordo bene quanto sia difficile anche se a volte mi fanno entrambi andare fuori dai gangheri.

Lunedì partirà il centro estivo, lo scorso anno sono andata a prenderli qualche volta, ma quest’anno torneranno da soli e comunque io martedì ricomincio a lavorare. Il prossimo giro di part time sarà quello vacanziero per me e quello successivo per loro. Insomma oggi è proprio la fine.

Il tempo dei giochi è terminato da parecchio, forse complice la casa più grande, per cui ognuno ha la propria cameretta, l’aumento dei compiti, e anche il fatto che la differenza maschio/femmina ora si avverte maggiormente, ma quando rincasano e mia sorella non c’è, dopo doccia-merenda non ci si butta più per terra, nell’area gioco, con i lego. Quante storie ho inventato per loro, quante da continuare la volta successiva come una serie tv tutta nostra. E’ già nostalgia. E’ già vederli scappare e non poterli acciuffare – non sarebbe neppure giusto – verso una strada che non potrà essere sempre e solo in discesa.

Oggi si conclude la stagione 2018/2019 e per Cecilia la scuola primaria, al portone l’aspetta il lancio dei coriandoli, mentre un turbinio di feste, balli e spettacoli ha già avuto luogo. Ci sono medaglie, corone di alloro e cappelli col tocco. Cose che per la mia generazione non esistevano proprio: ultimo giorno? Ciao, ciao buone vacanze, fine delle trasmissioni. Forse ora si esagera: sono tutti stanchi e ieri Nanni al Talent Show manco ci è voluto andare, e secondo me ha fatto pure bene.

Oggi è un giorno un po’ da tirare su col naso, nonostante giovedì scorso anelassi una tregua dopo un giro sfiancante all’oratorio, chiuso, dove si sono aggiunti due amichetti e una conseguente tragedia di “cosa facciamo adesso?”, gelati caduti per terra e ciondolamenti tra panchine e fontanelle in una giostra senza senso. Ero uscita di casa elle 14 per rincasare alle 19.30 praticamente morta. Poi però mi mancano, mi mancano soprattutto i loro tuffi ancora bambineschi “Zia, vuoi uno sciroppo, indovina che gusti abbiamo? Facciamo che eravamo al bar!”

Facciamo che, la vita si gira all’improvviso quando capisci che no, non si può fare che, cambiare scenario e ricominciare, mettendo via le costruzioni e tirando fuori il Cluedo, facendo finta che il banco della cucina è quello del bar, e Nanni un barista strampalato.

La vita è diversa, se ti annoi o non ti garba, tocca stravolgere parecchio e questo non è mai indolore, ripartire e costruire sulle macerie significa impastare i mattoni col sangue.

Vi abbraccio, nipoti. Grazie per tutta la spensieratezza che mi date, spero tanto che duri ancora un po’.

E adesso davvero: che sia una felicissima estate!

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18 pensieri su “Ultimo giorno di scuola, anche per la zia

    • Sono importantissimi per noi adulti, figuriamoci per loro e be’ io poi sono solo una zia, molto presente, ma non un genitore. Nella mia via c’è una scuola media, ho sentito le grida una mezz’oretta fa e quasi mi sono commossa: quanta gioia ed entusiasmo in quei ragazzi che finalmente sono in vacanza.

      • Che belle esperienze e che belle immagini, ti riempiono il cuore. Solo una zia? Una zia meravigliosa!!! Lo ricorderanno fidati!!! 😘 😘 😘

  1. Si cresce! Aggiungo senza sosta.
    Da noi la scuola finisce martedì e so già che i miei arriveranno scolati per i gavettoni, che lanceranno la cartella in aria e poi si scateneranno in balletti gioiosi. L’estate per me inizia con la loro fine della scuola, quindi full immersion di mare. Te li sei goduti più di quanto faccia una qualunque zia e tu di qualunque non hai proprio nulla. Ogni età ha la sua bellezza e ne arriveranno ancora altre che ti godrai con altrettanta gioia.

  2. Gavettoni? Nanni coca cola in testa. Ha detto che l’anno prossimo quando finirà la III media coi compagni si butterà nella fontana dei giardini.
    Non credo di essere una persona speciale, ma una zia speciale un po’ sì, adesso me lo dico, soprattutto dopo oggi 😉 tu sai

  3. Sono andata a recuperarlo dal mio archivio…

    Jane Austen una volta scrisse a una parente a cui era appena nato il primo nipote: “Ho sempre sottolineato l’importanza delle zie. Ora che sei diventata zia, sei una persona con un ruolo importante.” Jane Austen sapeva di cosa stava parlando. Lei stessa era una zia senza figli, amata dalle nipoti e dai nipoti come preziosa confidente e ricordata per i suoi motti di spirito. […]Tolstoj dichiarò che sua zia Toinette era stata la persona che più l’aveva influenzato nella vita, perchè gli aveva insegnato “la gioia morale dell’amore”. […]John Lennon fu allevato dalla zia Mimi, che l’aveva convinto che un giorno sarebbe diventato un artista importante. […]Coco Chanel, rimasta orfana da bambina, fu allevata dalla zia Gabrielle, che le insegnò a cucire: capacità che, converrete tutti con me, si sarebbe rivelata fondamentale. […]E vi siete mai domandati a chi si sia ispirato J.M.Barrie nel creare il personaggio di Peter Pan? Per Barrie, che rispose a questa domanda nel lontano 1911, l’immagine, l’essenza e la meravigliosa felicità di Peter Pan potevano essere trovati in tutto il mondo, vagamente riflessi “nei volti di molte donne che non hanno bambini”. Cioè la Brigata delle Zie.
    da “Giuro che non mi sposo” di Elizabeth Gilbert (quella di “Mangia Prega Ama”)

    Se ancora qualcuno avesse dei dubbi sull’importanza delle zie, biologiche e non.
    Io ne ho avuto un sacco di “non”, tanto da dedicarci quel racconto dello scorso Natale. 😉

  4. Concordo con Barbara : essere zia è meraviglioso. A me mancano un pò i miei nipotastri, abitiamo in città vicine ma non comodissime da raggiungere . Ma il ruolo di zia va oltre, è proprio un modo di essere, anche con gli altri

    • E’ un’attitudine diciamo. Se non avessi il part time non li vivrei così i miei nipoti, quando erano più piccoli a volte andavo da loro dopo il lavoro, ma era una gran fatica e me li sono goduti molto molto meno.

  5. Ohibo’, uno degli effetti collaterali dell’essere figlia unica è quella di non poter essere zia, e dopo aver letto il tuo post me ne rammarico molto!
    Però la vita fa strani scherzi e così mi ritrovo un nipote putativo, un bambino di sette anni dolcissimo ( sua madre è la figlia del mio compagno).
    Il nonno vero e mia figlia mi prendono in giro quando sentono che il piccolo mi chiama nonna, con tutti i miei sforzi per contrastare gli effetti del tempo, ( trucco e parrucco…) invece per me è una grande gioia: tutto quello che si riesce a dare a un bambino che cresce, in termini di affetto e presenza è qualcosa che lui si porterà dietro per sempre, quindi ringrazio il destino per questa opportunità!
    E poi, l’energia che trasmettono i bambini è miracolosa, meglio di qualsiasi trattamento anti age!

    .

    • Ma infatti sarai una fantastica nonna, quindi altro che creme e trattamenti, uno splendido sorriso felice e tanta energia per star dietro ai nipoti e non si invecchia più!

  6. Essere zie è meraviglioso, si crea un rapporto speciale, una nicchia ecologica propria, diversa da quella dei nonni e dei genitori. Certo, il mio nipotino è ancora alle elementari. Chissà come crescerà e evolverà, ma ogni volta che mi chiama “zia” è qualcosa di speciale e l’idea che crescendo inevitabilmente si allontanerà (anche solo fisicamente, adesso abita al piano di sotto e lo posso vedere ogni giorno) è struggente.

  7. Che bella la tua presenza nella vita dei tuoi nipoti! Ed è una fortuna per loro avere una zia come te!
    Poi, cara Sandra, a proposito di cambiamenti e anni che non tornano, mio figlio ha compiuto 18 anni, 18, capisci? Mi sembra così strano, è tutto un tale precipitare di eventi che nemmeno ti accorgi di passare dalle costruzioni e i giochi da tavola alle discussioni serie, che spesso, ti vedono impreparata, accidenti!
    Questo per dire che capisco la tua malinconia e anche… che ti troverai presto con due nipoti adulti 😖

  8. @ Infatti, cara Tenar, a me spiace un sacco che mia sorella non sia zia, potrebbe diventarlo: il fratello di suo marito non ha neppure 40 anni, ma attualmente vive a Hong Kong, è il classico cervello in fuga e dubito che tornerà mai stabilmente in Italia, per cui anche se dovesse avere 10 figli, lei non potrà viverli molto. E i miei nipoti non hanno cuginetti.
    @ Marina, grazie! 18 mamma mia, banalità ma ahimè tremendamente vere, vola sto tempo e a noi il compito di onorarlo vivendolo al meglio… invecchiando

  9. È bello essere zia ed è bello festeggiare con loro la fine della scuola, il sapore dell’estate che comincia davvero, che meraviglia…

    • Anche tu sei zia, Giulia, no? L’inizio dell’estate è il più bello, tante promesse, voglia di leggerezza, poi iniziamo a boccheggiare, a rincorrere le vacanze nell’aria condizionata del lavoro e la magia sfuma.

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