La mia estate al contrario

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Mediamente lavoro quando gli altri vanno in ferie e sto scrivendo quando editori, agenti ma soprattutto autori hanno buttato la tastiera dalla finestra in attesa di maggior frescura per ottenere risultati migliori.

I quattro giorni completi in Valle sono stati belli, tranquillissimi ma belli. E’ piovuto un giorno su quattro (25%) e la cosa non mi ha minimamente turbata. Non ho visto gli amici – pazienza – e per due giorni (50%) l’Orso è stato lì con me, anzi con noi, che c’era sempre mia mamma, rimasta lì. Fil rouge: bicicletta e libri. Stamattina siamo tornati a Milano, sperimentando per la prima volta il rientro lunedì mattina (già fatto) quando sono in part time (mai fatto) che comporta che Emanuele prima passi da casa e poi vada in ufficio. In virtù del traffico inesistente, con la sveglia alle 5.30, alle 7.45 io chiamavo l’ascensore coi pochi bagagli e lui era in anticipo per la scrivania. A quel punto io ho avuto davanti a me una giornata XXXL. Ho fatto tutto, tuttissimo ciò che avevo in programma (lavatrici, spesa, stirare, un po’ di pulizia: queste cose appaiono del tutto inarrestabili) ma ho soprattutto avuto un sacco di tempo per scrivere. E’ fondamentale che la staffetta agostana con la Valle non diventi uno stress.

Scrivere, in questa stagione, è meglio farlo la mattina, quando la stanza dove sta il pc rimane in ombra, avremmo anche il portatile ma è lentissimo, si spegne, ragion per cui infatti è stato sostituito.

Ho scritto per tre ore nette, distraendomi pochissimo, ed è stato una specie di gioia adrenalinica incosciente del dopo. Il problema poi in realtà si pone, perchè ho troppa roba inedita e sempre meno fiducia nel sistema. Tipo l’altro giorno ho scritto a un editore del ponente ligure, perchè so che è serio e mi interessava la presenza in quel territorio, era una specie di test, nel senso che alla fine so che fa una tiratura bassissima, e ho verificato solo dopo che non ha il formato digitale, quindi ho davvero sprecato il mio tempo, ma mi rimane l’opzione “vediamo se mi pubblicherebbe” come banco di prova del valore del mio testo. E nel giro di poche ore mi è arrivata una risposta che conteneva un pippone assurdo su quanto io sarei disposta a fare per promuovermi, tipo “dillo subito se non sei social, se non vai alle presentazioni, che ti scartiamo.” Suona un po’ come andare in pizzeria e il pizzaiolo ti chiede se sei disposto a infornarti la pizza. Lo sappiamo, sappiamo benissimo che nella piccola editoria non ci sono risorse e tutto ciò che un autore può fare è il benvenuto e io non mi sono mai sottratta, tutt’altro, però chiedere la disponibilità a presenziare a eventi laddove non mi si riconoscono le spese, be’ aspettiamo un attimo. Comunque apprezzo sul serio il confronto fin da subito, alla “uomo avvisato.”

Chiaramente non considero assolutamente conclusa l’esperienza con goWare, anche se settimana scorsa ha dato le dimissioni una collaboratrice preziosa e mi è spiaciuto tanto, del resto loro lo sanno essendo consociati all’agenzia che mi rappresenta: sto in goWare se non trovo di meglio. Ogni tanto quindi faccio la conta dei pro e dei contro, è una lotta impari e schizofrenica, le caratteristiche di goWare le ho testate dal vivo, quelle di un ipotetico altro editore, no. Mi baso sull’intuito, sulla fama, su quanto viene esplicitato nel sito. Sempre settimana scorsa Quando non ci pensi più è entrato nei primi 100 nella classifica parziale di Amazon nella sotto categoria “Narrativa su famiglia e relazioni” e questo senza che ci fosse in corso alcuna offerta. Non ho fatto in tempo a screenshottare, purtroppo.

Tornando al YA credo di aver preso il ritmo giusto e di aver cominciato a intravvedere il finale, magari ciò che sta in mezzo no, ma il finale – per me – deve arrivare prima perchè diventa l’obiettivo a cui tendere, e la narrazione agisce di conseguenza. Domani si replica, potrei avere una bella mattina intera, e questo ora mi fa una gran gola, al punto di mettere la sveglia un pelino prima, al punto di aver declinato un’uscita con un’amica, a dirla tutta anche perchè la meta, mega centro commerciale, non mi attirava per niente. Giovedì torno in ufficio, il 14 sera in Valle.

Va a finire che come l’anno scorso agosto diventerà il mio mese della scrittura.

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18 pensieri su “La mia estate al contrario

  1. No, non ci provare a lamentarti. Due intere mattine per la scrittura? Goditela! Al resto, non ci pensare. Quella fortunata casa editrice che saprà investire su di te ne avrà da stampare per anni. Mentre tanti autori sono ad oggi solo mordi-e-fuggi, un libro e non se ne sente più parlare.
    Tu intanto scrivi! 🙂

    • Giuro che non mi lamento! In effetti avevo letto un’indagine in cui un numero esorbitante tipo l’80% non arriva a pubblicare il secondo libro. Io scrivo, sì sì-
      Bacissss

      • No, quest’anno non sto leggendo in spiaggia, ho bisogno di riposare la vista, quindi di mi godo il paesaggio o osservo e ascolto i vicini di ombrellone! Ti leggo la mattina presto o il pomeriggio.

  2. Ciao Sandra! Ti volevo dire che stamattina ti pensavo, e pensavo che a volte è facile andare d’accordo con persone conosciute on line perché non ci si ha a che fare nella vita di tutti i giorni, ed è più facile essere gentile con uno/a che si vede una volta l’anno e di cui si conosce solo la parte visibile via blog. E però pensavo che con te non ho questa sensazione, perché nonostante ci siamo viste poche volte e ci sentiamo ogni tanto, ti percepisco come una persona “vera” – nel senso che il modo in cui ti mostri è anche il modo in cui sei. E niente, mi è sembrata una cosa rara e bella e te la volevo dire! Un abbraccio (e alla prossima)!

    • E’ una cosa bellissima infatti cara Francesca e hai fatto benissimo a dirmela. In effetti è riciproco!
      Devo dire senza falsa modestia che la cosa mi viene univesalmente riconosciuta nel senso che sono piuttosto autentica e in rete mi muovo senza filtri. Poi magari non posterei una foto in cui sono riuscita male ma il mio edulcorare si limita a questo. Bacissimi

  3. Te lo auguro cara. Quanto alla giornata XXXL concordo in pieno. Ultimamente, contando anche sull’assenza per lavoro di Carlos volato in India, mi alzo presto la mattina e vado a camminare. Di solito andavo a al pomeriggio tardi, dopo il lavoro, invece queste mattine ho deciso di sfruttare il risveglio anticipato (caldo, rumori ecc) e camminare! Figata! Non solo ho molto più tempo per tutto ma la giornata ha una marcia in più. Quest’estate sarà la prima all’insegna delle pratiche di mantenimento quotidiano. Dimenticavo, anche la scrittura ne ha giovato 😉

    • Bene Elena per la camminata mattutina e pure la scrittura, volevo proprio farmi viva con te in privato perchè è da qualche giorno che non ci sentiamo. Domani ti faccio un vocale. Stasera beneficio di una leggera erietta, probabilmente pre-perturbazione prevista per domani in Lombardia, sto continuando a scrivere anche dopo cena e ne sono davvero contenta.

  4. Quante riflessioni scrittoree, anche così simili alle mie… La storia che sto scrivendo va a vanti. Non so neppure più se è un YA o semplicemente un romanzo con una protagonista di sedici anni. Mi sto comunque facendo un sacco di problemi su eventuali adolescenti alla lettura e poi mi dico, va beh, tanto non lo leggerà mai nessuno. Un esempio. Una parte di storia è ambientata a Novara e ieri ho messaggiato a lungo con un’amica di Novara su come siano visti i monumenti, sul fatto che un po’ i novaresi siano affezionati alla nebbia. E poi mi ha preso lo sconforto, perché, appunto, mi sembrava solo lavoro sprecato… Chissà. Scriviamo, cerchiamo di fare del nostro meglio e poi si vedrà.
    Goditi agosto, goditi Milano con meno gente, goditi la valle.

    • Cara Tenar, pure io seppur contenta di come sta proseguendo la mia storia, ho molti dubbi, prevalentemente sul linguaggio e l’intero impianto (cose non da poco), sarà datato? Ho gli strumenti per rapportarmi ai tredicenni? Su cose tecniche chiedo (ieri avevo il dubbio se esistesse ancora il registro di classe cartaceo e ho chiesto a un’amica insegnante alle medie e magari disturberò pure te per cose di questo tipo), ma il resto vado a braccio, ormai dentro la storia e anche tutto sommato un po’ innamorata, il che ha decisamente il suo bello. Poi però come te con Novara mi dico “ma chi lo leggerà? Lo stamperò per i nipoti e finirà come Nina Strick? Intanto sì, mi godo la Milano agostana e la valle su e giù. E tu il tuo lago e qualsiasi luogo dove andrai.

  5. La migrazione del blog su WordPress mi terrà impegnata per tutto agosto, credo, quindi non posso definirla proprio un’estate di scrittura, almeno per ora? Che sia un bene, che sia un male? Non ne ho idea, ma i giorni passati a passeggiare in montagna mi hanno fatto bene di sicuro, e così spero per i giorni di mare di settembre. Pochi, ma buoni. 🙂 (Certo: scrivi, promuovi, vendi, e poi guadagni i soldi per una pizza… bella storia!)

  6. Due mattine per la scrittura sono ottime (io al mattino scrivo molto meglio, ho il cervello più creativo, ma ho scrivo nei mattini del week end o niente). Io in agosto comincio sempre la scrittura di un romanzo, è un mese che si presta molto dopo l’indolenza del caldo estivo…Sulle case editrici credo che Goware sia una bella realtà, tra le CE meno grandi, per il resto bisognerebbe puntare a case editrici importante (non è facile da ottenere ovvio). Una piccola casa editrice che ti chiede di informarti la pizza da solo non è per niente allettante, a questo punto è meglio essere self…

  7. C’è un errore 😳 “Ho” invece di “o” atrocità del correttore automatico! E adesso scappo al lavoro chd per oggi ancora mi tocca, argh

  8. @ Grazia, ho visto che migrerai su WordPress e ne sono felice, perché è una piattaforma molto più funzionale. Sui compensi lasciamo perdere, ma la vita ci regala anche montagna e mare per fortuna.
    @ Giulia, buon ultimo giorno di lavoro dunque. Ormai sto maturando l’idea che probabilmente rimarrò in goWare a vita, salvo improbabili svolte nella semina primaverile, vedremo in autunno.

    • Parigi benissimo, grazie. Ci sono stata una sola volta e poi la Francia la adoro.
      Grazie grazie grazie. Spero di non essere stata né soporifera né di aver favorito gli incubi.

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