Quando una fotografia ci fa dire “sì, sono davvero io”?

IMG-20190912-WA0008-COLLAGEAh, la tecnologia! Dovendo scegliere gli occhiali nuovi (sono passata alle lenti progressive, eliminando il fastidio occhiali da vicino e occhiali da lontano e quel continuo su e giù), l’ottico mi ha proposto di fotografarmi e inviare gli scatti al marito per un consiglio in tempo reale. Al termine di un’accurata selezione, ho provato e riprovato almeno una dozzina di paia, questi sono i quattro modelli finalisti. Emanuele ha votato il primo e il quarto. Mia sorella, che però mi ha risposto un po’ in ritardo quindi dopo che avevo già scelto, è stata categorica: il quarto.

Alla fine ho preso proprio il quarto. Quando ho infine messo le foto nello stato di whatsApp, i pareri tra i miei contatti sono stati abbastanza unanimi, tutti per il quarto, voti discordanti sul primo – quello quadrato che a me in realtà piaceva parecchio – poco considerati gli altri due. Va detto che nelle foto i colori ce li siamo un po’ persi. Il primo era sopra tipo tartaruga e sotto un bell’azzurro profondo (esisteva anche la versione rossa, eliminata subito, non sopporto gli occhiali rossi), il secondo un gradevolissimo color ottanio/petrolio.

Peccato per i capelli atroci di quel giorno e la luce indefinibile che rendono gli scatti un po’ simili a foto segnaletiche divulgate dalla Questura.

Il giochino ha avuto uno spin off quando mia nipote mi ha inviato questa immagine creata da lei: questa è zia Sandra secondo Cecilia, che con un’App ha cercato di farmi il più somigliante possibile.

IMG-20190917-WA0000

Chiaramente ho adorato questa vignetta, e mi sono incantata nella sorpresa di riceverla con la domanda se mi piacesse. Avete di sicuro presente quei periodi storti in cui una cosa del genere rappresenta un raggio di luce nel polverone del quotidiano, ed è subito in grado di darci una piccola ma significativa sferzata di energia.

Ma, almeno fisicamente, perchè come siamo, come ci vediamo e come ci vedono gli altri spesso non coincidono affatto? Cecilia mi vede coi capelli molto più grigi di come sono nella realtà, anche se di ciocche argentate ce ne ho parecchie e, vi dico la verità, sono proprio quelle che preferisco nell’intera chioma, che ormai da 4 anni non tingo più! Va anche detto che i fattori che determinano la riuscita di una foto sono davvero molti.

Proprio in questi giorni mia mamma mi ha chiesto di darle una mia foto recente da incorniciare. Continuiamo a metterci in posa anche – almeno io lo faccio – in momenti che di memorabile non hanno proprio niente, salvo poi far scorrrere gli album virtuali e non trovare nulla che ci soddisfi appieno. Nel mio caso non si devono notare troppo i miei punti cruciali: naso e mento, il sorriso mi riesce bene una volta su dieci, e coi capelli siamo alle solite. Ho mostrato a mia mamma tre foto e lei ha scelto questa:

IMG-20190428-WA0003

Risale a quasi un anno fa, eravamo a Porto e dopo la cena fuori, rientrando ci siamo concessi il classico bicchiere della staffa al bar dell’Hotel, per me un Baileys; ho lo sguardo trasognato di chi se la sta spassando e ha un po’ di alcol in circolo. Rivedendola mi rendo subito conto di quanto quella vacanza sia stata felice e assolutamente perfetta. Perchè il vero fascino della fotografia è quel suo saper essere evocativa.

Mi va di condividere un paio di considerazioni anche sulle due foto che mia mamma ha scartato.  1958

Su questa qui sopra in realtà c’è poco da dire, per mia mamma ero troppo infagottata nella sciarpa. A me non dispiace, soprattutto mi ricorda che lo scorso anno a ottobre inoltrato si andava ancora in giro vestiti leggeri e si faceva l’aperitivo all’aperto. Potrebbe essere inquietante che in due delle tre foto proposte sto bevendo. Anzi lo è di sicuro. E veniamo alla terza:

IMG-20190917-WA0001

Tralasciando gli elementi di disturbo come “correggi illuminazione” del cellulare che non ho tolto (scusate), questo è un dettaglio di una foto a figura intera che a me piace molto (ovviamente avevo scelto quella per mia mamma, scusatemi di nuovo ma ora non la trovo sul pc). Sono sulla neve al San Gottardo di ritorno dall’Alsazia, ma vedendola lei ha esclamato: “questa no, che sembri la Giulia” (La twin) e io ho capito subito che il suo cervello le stava riproponendo il ricordo di una giacca a vento dello stesso verde, con cappuccio peloso, che mia sorella aveva da ragazza.

Perchè la mente fa così, si incammina su percorsi tortuosi e magari a freddo mia mamma quella giacca a vento se l’era del tutto dimenticata.

Sentirsi davvero se stessi quando ci riguardiamo in una foto non troppo datata (perchè in quelle più vecchie entrano in gioco svariate questioni, come la moda che ci rende tutte ridicole con i ciuffi e le spalline anni ’80 ad esempio e il fatto che con vent’anni di meno di cosa stiamo parlando?) è sempre una piacevole sorpresa. Riconoscersi, dirsi “va’ come stavo bene” anche se magari non eravamo agghindate da cerimonia, piacersi e andare oltre l’aspetto puramente fisico quando il fotografo e le circostanze hanno saputo fermare per sempre e tirare fuori anche un po’ di ciò che abbiamo dentro, questo, per me, rende una foto preziosa.

Nelle foto fatte al volo nel negozio di ottica, ho idea che il sorriso più aperto dell’ultima possa avere inconsciamente influenzato la scelta del modello degli occhiali; mentre nella creazione di Cecilia in fondo sembro esattamente quella che sono: una zia un po’ vecchietta che strizza l’occhio complice e vuole proprio dirti “adesso io e te ne combiniamo una delle nostre!”

Pubblicità

16 pensieri su “Quando una fotografia ci fa dire “sì, sono davvero io”?

  1. A me sembrano tutte uguali le montature, ti stanno bene tutte.
    La foto incappucciata non mi piace da mettere in una cornice, anche se è molto simpatica. Avrei scelto la seconda. Nella vignetta sei super!!!!!

    • La foto incappucciata a figura intera era molto meglio di questa, devo farvela vedere! Sono felicissima che la mia nipotina mi veda così deliziosa, la penso come te, grazie.

  2. Vado controcorrente, nessuna delle montature mi piace. Perché io, che pure porto gli occhiali, non sopporto il “cerchio” troppo spesso su un viso. Su alcuni ci sta bene, su altri no. I miei primi occhiali erano con la montatura bluette, col tempo mi sono resa conto che mi dava fastidio alla vista, mi sembrava di guardare il mondo da un oblò… Ora solo montature “invisibili”, stanghette in metallo fissata sulla lente che resta “neutra”. Si vedono di meno, e si vede meglio. Le fanno anche per i progressivi, che sono lenti più spesse e tra un pochino toccheranno pure a me.
    Sulle foto, concordo con la scelta della mamma, quella col Bayles in mano ti rappresenta di più. L’altra con la sciarpa è in realtà sfocata, e le luci dietro ti tolgono luminosità. E quella col cappuccio verde… non so cos’è, ma no proprio.
    Sulla vignetta, è bellissima. Non avevo notato nemmeno io i capelli, ma l’ammiccamento. E ci starebbe bene come foto profilo nei social. 😉

    • I gusti, si sa, non si discutono e se mi vedrai dal vivo magari cambierai idea. Sul cappuccio va riproposta nel blog quella a figura intera e lo farò appena riesco, mentre sulla vignetta che a quanto vedo piace a tutti, vedremo di utilizzarla, se possibile come quarta di qualche copertina, nel fumetto si potrebbe mettere il mio nome.

  3. La tua seconda foto non era affatto male, secondo me, ma sono carine anche le altre. A me invece deve essere capitato due volte nella vita di piacermi in foto, e quelle due volte ho pensato “non sembro io”! L’unica possibilità, per me, è mettere una fotocamera che scatta ogni x secondi senza operatore. Devo provare.

  4. Meno male che hai acquistato il Quarto, approvo assolutamente! Quanto al post, molto bello, credo che un selfie fotografi un determinato momento cui siamo più o meno legati. Io non vengo molto bene quando poso a meno che non sorrida. Ma dicono che sorridere mentre lavori non sia professionale. Io quindi sono rovinata. Ps: alla faccia del bicchierino di Baileys!

    • A me è piaciuto scrivere questo post, nato dal discorso occhiali quindi sono felice che tu l’abbia apprezzato. No, no, no, il bicchiere sembra più grande di quanto non fosse, giuro. Io sul lavoro oltre a sorridere rido pure molto, altrimenti è una deprescion vera da spararsi. Insomma cerco motivi divertenti per farlo, non come un’oca.

  5. Mi piace molto la foto con la sciarpa, hai una bella espressione, ma stai bene anche in quella scelta da tua mamma. Anche a me piacciono gli occhiali n. 4! E la vignetta è davvero adorabile (sì, conosco anch’io quei giorni in cui tutto è pesante, ma una piccola cosa bella li illumina un po’, un raggio di sole tra le nubi).

  6. Anche io ho cambiato occhiali quasi in contemporanea con te, e sono passata ai progressivi, sono più talpa di prima. Come Barbara non amo gli occhiali che si fanno notare troppo, sono per le montature in metallo che diventano un tuttuno con il viso dando leggerezza, forse perché portandoli da quando avevo 4 anni ormai li sento parte di me. Però a te il modello rotondo sta bene e come dimostra la vignetta davvero simpatica ti dona.

  7. @ Giulia, vero eh, quelle giornate che per me vanno avanti da 2 settimane in realtà in cui la pesantezza sembra farla da padrona e poi una piccola ma deliziosa cosa ci ricorda le bellezza della vita. Anche a me piaceva la foto con la sciarpa, è il mio locale milanese preferito per l’aperitivo. Grazie!
    @ Nadia, io li ritiro domani sti benedetti progressivi e vedremo come va soprattutto col pc! Ti farò sapere, un abbraccione. E Gli occhiali li porto da 6 anni e mi viene da dire, già sei anniiiiii?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.