Classici per l’infanzia, non dimentichiamoli

Dovendo scegliere due libri che mia suocera regalerà ai miei nipoti per la Cresima, come prima cosa ho fatto un giro al supermercato dove non avevo idea di quale fosse l’offerta per l’infanzia. Subito sono stata attratta da questi romanzi classici con rigide copertine squillanti e una serie di titoli davvero immortali. Tralasciando il filone orfanotrofi e collegi un po’ melensi, ce ne sono diversi in effetti, è quasi un sottogenere, ho un po’ seguito il mio gusto e le indicazioni di mia sorella circa quelli eventualmente già letti.

IMG-20190926-WA0004Su Oscar Wilde non ho avuto il minimo dubbio: questi racconti sono geniali, seppure alcuni molto tristi, ma non è la tristezza deprimente di Remì, bensì qualcosa di empatico che veicola sempre un’ironia che spero avvicinerà Cecilia (questo è per lei, ma in realtà sono abbastanza intercambiabili) all’intera opera di Oscar Wilde: io lo amo davvero molto.

Nanni rappresenta un problema, o meglio, il cellulare di Nanni rappresenta un problema e pure i suoi tredici anni, e i giorni in cui mi parlava a raffica di Agatha Mistery, portandomi a scrivere il mio Nina Strick, sembrano lontani un’era geologica o forse addirittura mai esistiti.  E se l’operazione fatta con Cecilia per indurla ad amare la lettura ha funzionato alla grandissima, ha già il suo Kindle, con il maschio, che è stato un lettore piuttosto avido spontaneamente, non so bene cosa fare: non legge più. Certo, non alzo bandiera bianca, prova ne è che alla domanda di mia suocera “Cosa potrei regalare ai ragazzini?” io non abbia avuto alcun dubbio, felice di avere tra l’altro un’alleata forte nella nonna paterna insegnante di latino in pensione. Per lui quindi Sherlock Holmes per il momento, poi vedremo di capire il motivo di questa disaffezione dalle storie, ragioni che vadano oltre la mia sintesi di inizio paragrafo. Un libro, tra le tante cose, fa compagnia, il suo intrattenimento è equiparabile a quello di un video su You Tube di cui i nostri adolescenti sono golosi?

Tornando a questi meravigliosi classici per ragazzi, oltretutto alla Coop (mi spiace fare pubblicità senza essere pagata ma può tornare utile ai miei lettori) c’è il 2 x 1 quindi mi sono portata a casa i due titoli spendendo in tutto 6.90 euro, propongono davvero temi universali senza tempo. Un’epoca strana, senza telefonini nè social, ma su certi fronti, come le marachelle di Giamburrasca, le velleità scrittorie di Jo March, o la competizione sul ghiaccio di Pattini d’argento perfettamente iscrivibile anche ai giorni nostri. E se i protagonisti non possono comunicare tra loro in una chat o filmare le proprie prodezze e postarle su Face Book, il fascino non ne viene compromesso, perchè gli autori sono stati capaci di andare ben oltre un segmento temporale ed e proprio per questo che sono diventati classici. Io li regalo sempre volentieri e per me è un piacere sfogliarli. E’ vero, ho la mia copia del Gigante Egoista, ma sta nel ripiano più alto della libreria, che raggiungo solo con la scala e che quindi, alla fine, non riceve più neppure qualche sguardo.

Ma prima di fare il pacchetto adesso ho quello per Cecilia e un paio di racconti me li rileggerò di sicuro.

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12 pensieri su “Classici per l’infanzia, non dimentichiamoli

  1. Ooooooh pattini d’argento l’ho amato. Anche Miciomao non legge più, tra Xbox, pc e smartphone….questa tecnologia porta via loro la bellezza del leggere. Speriamo la ritrovino più avanti

  2. penso che un grosso aiuto alla disaffezione venga dalle letture obbligatorie con cui i professori di lettere delle medie infestano i ragazzini. Dopo essere stati obbligati a leggere libri che per loro non hanno nessun appeal, ovviamente perdono il piacere della lettura, purtroppo!

    • Carissima Bridigala, per gli amici è una bibliotecaria coi fiocchi quindi informata dei fatti, tempo fa proposi proprio la riflessione sull’obbligo di alcuni titoli, spesso pesanti. Questa estata una mia amica, tra l’altro insegnante, si è messa a leggere Sciascia col figlio, Sciascia oggettivamente nessuno dice che non sia un grande, ma è di una pesantezza. Vedo che non si svecchiano le proposte, il che sembra in contrapposizione col mio post, ma un conto è scegliere i classici di avventura, che pure io ho eliminato i vari David Copperfield come ho detto che forse sono un pelino tetri, un altro continuare a battere il chiodo di certe letture necessarie senza lasciare un margine di scelta. Perdiamo lettori, perdiamo cultura, impoveriamo il lessico, anche se certo, tra gli adulti non è che vada tanto meglio, ma questo è un altro discorso. Un caro abbraccio.

  3. Devo dire che anche mio figlio (tredici anni tra un mese), che è sempre stato un grande lettore, ogni tanto ha dei periodi di allontanamento dalla lettura.
    Quest’estate dovevano leggere almeno due libri inclusi in una lista, tra cui molti erano classici. Lui ne ha letti tre. Speravo ne avrebbe letti molti di più, tanto più che ogni lettura non gli ha occupato più di un pomeriggio. Ovviamente, ha scelto i meno classici di tutti e i più corti: Il bambino con il pigiama a righe, L’amico ritrovato e Storia di un uomo che non era incluso nella lista, ma è rimasto affascinato da Uhlman.
    Ha letto anche qualche racconto di Edgar Alan Poe, poi ha provato a leggere qualcosa di Stephen King (gli avevo detto che era troppo presto, ma non può mai darmi retta) ma non gli è piaciuto.
    È in una fase in cui i libri per ragazzi non gli interessano più e quelli che vorrebbe leggere sono ancora un po’ difficili.
    Io non insisto, so che prima o poi tornerà a leggere. Del resto io, alla sua età, avevo letto e leggevo molto meno.

    • Silvia, eri finita in spam. Bellissimo L’amico ritrovato, anche il film, lo suggerisco sempre. Insistere no, provarci sì, ma tuo figlio, stessa età di mio nipote, si vede che ha la stoffa e da grande sarà un lettore forte.

  4. Gli ultimi libri che ho regalato ai ragazzi sono stati un perfetto fallimento. L’adolescenza non me la ricordavo così difficile (o forse ho solo sbagliato titoli). Magari alla prossima mi butto sui grandi classici alla Coop che spendo pure meno 🙄

  5. Trovo molto belle le copertine e l’idea di regalare controcorrente libri ai ragazzi. Sono certa che nella marea di cuffiette hi-tech, cover, accessori vari per cellulari per una attimo avranno perso di lucentezza, ma poi, tra le calde mura di casa, in un qualunque momento di noia si trasformeranno in un graditissimo intrattenimento.

  6. @ Elena, ricordo che regalasti Frankenstein! E io a 13 anni non ci tornerei manco morta.
    @ Nadia, guarda Cecilia ha fatto festa al libro, Nanni ha detto “che bello” ma l’ho visto poco convinto, speriamo si intrattengano, lui mi ha dato una piccola speranza quando ha detto di voler rileggere L’Isola del tesoro, però poi oggi sono stata in giro con lui 3 ore e mezza di cui buona parte spese con gli occhi nel cellulare. Non se ne esce.
    @ Cristina, esatto! Per me è stato un piacere sceglierli e tirare in ballo emozioni sopite.

  7. Io ricordo molto bene i regali della comunione e della cresima. Ricordo i braccialetti eleganti, che non ho mai indossato per paura di perderli, ricordo un inutile radiolina, che poi usava mio padre per ascoltarsi le partite di calcio, e pure un altrettanto inutilissimo traduttore linguistico simile ad una calcolatrice, mai usato tanto non si andava mai da nessuna parte. Gli unici regali belli che ebbi in entrambe le occasioni furono libri. Un’edizione bellissima di Cuore alla comunione, Obiettivo Ostrakon, il mio preferito, e una raccolta di racconti sui guerrieri (forse un po’ troppo maschile questo) per la cresima. I libri sono ancora lì, la tecnologia se n’è andata nel cassonetto da un pezzo…

    • I libri sono ancora lì, la tecnologia se n’è andata nel cassonetto da un pezzo…
      Grandissima verità detta da un’informatica! Facci una delle tue tag webnautiche.
      Per fortuna sto giro ai nipoti niente tecnologia.

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