Le buffe connessioni della scrittura

Giusto tre anni fa scrivevo un post sulla scrittura e i tram milanesi, che ebbe un buon successo. E proprio in questi giorni, quando mi ritrovo ad affrontare nuovi percorsi scrittori, scegliendo ancora una volta di non arrendermi, i tram mi accompagnano.

Nello stesso giorno mi sono imbattuta in quello fucsia e  quello verde mela, il primo all’Arco della Pace e il secondo in p.le Baracca. Non sono stupendi così squillanti nel monocolore? Non è facile fotografarli: ci sono i passeggeri che scendono e salgono, e, effettuata la fermata, ripartono. A un certo punto è spuntato quello tutto bianco. Ho estratto il cellulare ma mio nipote ha esclamato “eh, zia, mica possiamo stare tutto il giorno a fotografare i tram!”  (Ero in giro con lui, in una giornata praticamente estiva, il 30 settembre!) Il mezzo era ancora abbastanza lontano e noi dovevamo svoltare, per cui a malincuore ho rinunciato; quindi vi mostro soltanto muso e sedere dei primi due. La fiancata proprio non ce l’ho fatta. Comunque con Nanni mi sono divertita molto.

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Pubblico le foto in grande, per chi mi legge da pc, perchè secondo me mettono proprio allegria.

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In realtà, la mia scrittura è fortemente connessa anche con l’idraulica. Come avevo raccontato in questo post. Rimango sempre sconcertata dalle coincidenze: la sera prima avevano trasmesso Into the Wild e l’avevo riguardato volentieri, il giorno dopo ho dovuto chiamare il solito idraulico (elemento fondamentale di questo blog, direi, assieme all’imbianchino) per l’ennesima rogna, che in effetti è un po’ che avevamo e mi ero organizzata con un altro idraulico per la settimana successiva, sottovalutando il problema (volevo essere positiva ahahah) ma poi la situazione è precipitata.

Per cui sì, adesso sto aspettando l’idraulico. Ma mi sono preparata e la musa ispiratrice ha fatto la brava suggerendomi un gran finale, che sarebbe poi un finale bis, per il YA, così mentre lo attendo scrivo, che certe tradizioni è bene mantenerle. Dicevo finale bis, il romanzo si conclude con la classica chiusura del cerchio, che riporta all’inizio della vicenda, perchè così deve essere in questo tipo di struttura dove c’è un evento portante molto molto molto grosso (la madre defunta di una ragazzina le scrive delle lettere dall’aldià attraverso un ricettario). Ora sto aggiungendo una parte che ho chiamato “Dopo i titoli di coda” in cui c’è una narrazione meno mistica anzi per niente mistica, ma di ordinaria allegria, facendo incontrare in un unico luogo e momento tutti i personaggi della storia.

In definitiva noi qui ce ne freghiamo: tubi e rubinetti, non avrete il mio abbattimento morale, tutt’altro. Auguro a tutti (con un giorno di ritardo, scusate) un ottobre coloratissimo come quei due bellissimi tram lassù.

16 pensieri su “Le buffe connessioni della scrittura

  1. Ma che belli, e che bel post allegro e positivo! Io sono stata due settimane in Campania e là era piena estate, adesso sono rientrata in Belgio e qua è pieno autunno… però sai che c’è? Non mi dispiace. Più che un stagione precisa mi piace il fatto che abbiamo quattro stagioni: che dal caldo si passi al foliage con le zucche e le noci, e poi al freddo con la neve e le feste, e poi al primo tepore che fa spuntare i germogli, e poi di nuovo caldo, e poi si ricomincia… Non è fantastico tutto ciò? Un abbraccio!

    • Il cambio delle stagione, la varietà tipica dei continenti temperati è fondamentale secondo me e anche io adoro questi passaggi di stagione e cerco di apprezzare ciò che di buono c’è in ognuna come in una favoletta di Richard Scarry sulla gallina che odiava spazzare la neve e diceva “brutta neve” per poi rendersi conto che ogni stagione aveva le sue pecche e alla fine diveva “bella neve”. Mi è rimasta impressa perchè molto vera.
      Per il resto, tram bellissimi, e o la si prende bene sta cosa dell’idraulico o cosa faccio, ci divento matta? Ma no. Spero possa contenere il danno in una spesa ragionevole senza spaccare e poi sia quel che sia, contornati da gente che si ammala di continuo di robe serie, e attraversa calvari che cazzo me ne frega del bidet. (A pensarci in molti paesi manco ce l’hanno, sarà per evitarsi un problema mumble mumble, torno al mio romanzo).

      • Dice il saggio (e cioè io, da 11 anni senza bidet): si vive bene anche senza bidet, però si vive meglio con il bidet! Ovviamente fai bene a non diventarci matta. Mi sono accorta di aver scritto “un stagione”, influenza di Bram che poverino sta diventando matto con tutte le parole irregolari, ieri mi ha detto “Mettiamo il coperchio d’inverno?” (intendeva la coperta!) 😀

  2. Proprio belli! Non ne ho mai visto uno dal vivo lì a Milano e qui a Padova abbiamo solo il nuovo tram blu (tranne alla Pink Run a maggio, li vestono di rosa) che si piantano ad ogni curva…
    “eh, zia, mica possiamo stare tutto il giorno a fotografare i tram!” Certo che si, se sono così belli! 😀
    Sull’idraulico… spero almeno che sia un bel tipo! Che dalle nostre parti idraulici ed elettricisti si riconoscono per un certo linguaggio e per non portare mai la cintura sui pantaloni, di misura sbagliata… 😀 😀 😀
    E sul doppio finale, ce l’ho anch’io! Ho scritto i due finali, o meglio finale ed epilogo, prima di scrivere tutto il resto!

    • L’idraulico poteva essere un bell’uomo, ma ha 70 anni almeno.
      Certo, non si poteva stare tutto il giorno a fotografare i tram mannaggia, ma a stare dietro a lui sì, non dovevo ascoltarlo e fotografare quello bianco, c’era tutto il tempo per andare alla fermata e aspettarlo, che comunque era lì a 10 metri. Cazzarola, quando mi ricapita?
      Sta roba del finale doppio mi piace assai. Nel senso, la storia non mi pare rimpolpabile nel mezzo, all’interno, se non inserendo cose che sanno davvero di allungare il brodo; il finale mistico ha il suo fascino ed è assolutamente necessario finire così, ma mi viene da dire un “e poi?” nel senso e poi tutti gli altri non connessi con la faccenda Letters from heaven? Mi sembravano un po’ abbandonati. Però non potevo chiuderli prima, perchè prima ci sta per forza il finale mistico ad effetto. E allora vai di doppio che ho immaginato un po’ come al cinema quando scorrono i titoli di coda, la gente si alza e se ne va e poi trac c’era ancora un pezzettino (es. Mamma mia 2). Funzionerà, non funzionerà? Questi sono proprio i giorni perfetti per fottersene vero, cara Barbara, che ciò che doveva FUNZIONARE col piffero quindi facciamo ciò che ci va, vedi post precedente.

  3. @ Francesca, caspita povero Bram l’italiano è difficilissimo. Però la mia prof di inglese diceva che gli errori in italiano comunque non ti sviano tanto, tu hai capito che era coperta, ovvio. Mentre lei faceva sempre l’esempio che se in inglese dici I AM aspirando diventa High Ham cioè alto prosciutto e chi cavolo ti capirà mai? Mah.

  4. Belli belli per davvero i tram, con il tocco di colore sono ancora più simpatici. Da noi ci sono autobus anonimi e poco attraenti di un colore blu sporco per la vallata e arancio per la città. Direi che per quanto riguarda invece la connessione idraulico-scrittura invece ci sarebbe da indagare, chissà cosa significa e dove ti porterà…

    • Domani sono di nuovo in giro con Nanni, magari vedo altri tram.
      Sulla connessione idraulica per ora so solo che con i soldi spesi in questi anni di guai mi pagavo non so quanto editing coi fiocchi!

  5. Bellissimi i tram! Ma dov’è che non stanno bene i colori? Anch’io ho scritto un racconto in cui ho fatto ritrovare i personaggi di CG dopo gli eventi della storia. È un bel modo per congedarsi con affetto dai personaggi, secondo me.

    • Esatto per entrambe le tue affermazioni. Io figurati vesto coloratissimo anche in inverno.
      Giusta questa cosa di congedarsi da tutti, altrimenti il finale rimane appannaggio di chi è protagonista delle ultime pagine e gli altri sembrano un po’ lasciati indietro.

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