Il romanzo incompiuto di Sofia Stern

Ronaldo Wrobel, mio coeteneo, nato a Rio de Janeiro, autore Giuntina offre uno spaccato nuovo sugli ebrei emigrati in Sud America e scrive romanzi bellissimi ma oggettivamente incasinati, motivo per cui non vi ho raccontato il suo primo libro che ho molto amato e vi stra consiglio. Sarebbe stato infatti difficile farlo senza spoilerare, mantenendo il fascino di un intreccio con continui cambi di prospettive, come in un gioco di specchi infinito. Con il secondo, Il romanzo incompiuto di Sofia Stern tradotto da Vincenzo Barca, sempre per la collana Diaspora di Giuntina, la voce di Wrobel si conferma unica, intatta e speciale nell’entrare in storie permeate di magia; qui siamo di fronte a una trama misteriosa fatta a mosaico, dove le tessere principali sono la fuga degli ebrei che ebbero la fortuna di capire già nel 1934 che Hitler non era una nuvola passeggera, l’amicizia tenera tra due bimbette: Klara, ariana ma povera, e Sofia ebrea biondissima che riuscirà a confondere le acque fino all’inverosimile, la Berlino emblematica dei Giochi Olimpici del 1936, che ritorna in ogni narrazione sull’olocausto con la sua propaganda, il fragile sogno di una nazione al centro del pianeta, sotto gli occhi di un mondo che di lì a poco sarebbe andato in frantumi.  E’ un romanzo spettacolare con diversi piani di lettura a incastro, in cui Wrobel alternando capitoli al presente e al passato, ci conduce per mano nella vita di Sofia Stern, sua nonna.

Durante gli scavi per la costruzione di un supermercato ad Amburgo ci si imbatte in un tunnel sotterraneo, dove un tempo sorgeva una banca bombardata nel 1943, il cui bunker era rimasto intatto. Nelle cassette di sicurezza solo oggetti di scarso valore, ma non in quella appartenuta a Klara Hansen, gioielli di inestimabile valore che danno il via a un contenzioso per rintracciare proprio Sofia Stern, unica erede di quel patrimonio. Julia Kaufmann, giudice appassionato e instancabile, che se ne occupa si imbatte, come è logico che sia, in una serie di ciarlatani e personaggi senza morale, e si ostina a voler trovare la vera Sofia Stern e da questo fatto si dipana un noir che, a dire il vero, io non ho letto come un giallo, ma piuttosto come una grande vicenda sull’oppressione nazista e un’altrettanto grande storia d’amore: quella tra Sofia e Hugo, fratello di Klara, che si rincorrono per 70 anni, tra il campo di sterminio di Dachau, e i bordelli in un legame fortissimo che forse però non eguaglia la potenza di quello che unirà Klara e Sofia fino alla morte.

Siamo di fronte a un romanzo epico, dove i drammi personali dei protagonisti si fondono con la più grande tragedia che l’umanità si è trovata ad affrontare, dalla quale nessuno è uscito vincitore.

Non so bene perchè mi sia appassionata così tanto alla narrativa israeliana, ma sono felice che sia successo, perchè mi imbatto regolarmente in libri straordinari che non potrei leggere se badassi unicamente alle proposte dei soliti noti, classifiche, fascette, talk show e robe varie che con le mie letture hanno raramente qualcosa da spartire.

4 pensieri su “Il romanzo incompiuto di Sofia Stern

  1. Sono andata a curiosare su Amazon, solo due recensioni, uno entusiasta a 5 stelle per un romanzo definito “epico”, e un’altra che ha mollato 2 stelle per una trama troppo incasinata ed un finale che non ha compreso. A conferma che certe recensioni sono anche frutto di un acquisto sbagliato rispetto alle aspettative e/o di un lettore poco avvezzo a certe complessità.
    Io mi sono lasciata andare ad un libro che mi ha afferrato per il titolo “La vita inizia dove finisce il divano” di Veronica @Spora Benini, che già avevo incrociato anni fa per la Stiletto Academy (corsi di autostima a suon di tacco 12) e la Insplagenda (Inspiration + Planner + Agenda). Non è alta letteratura, ma un concentrato energizzante che ho divorato in tre giorni tre. Un manuale per i “ricominciamenti” come li chiama lei. Mi è piaciuta un casino.

    • Spora blog non so se esista ancora, ma lei certo era abbastanza celebre quando i blog erano tosti e famosi. Devo dire, tornando a Sofia Stern, anzi ribadire, che è incasinato, il primo pure peggio, ma con un senso profondo,è un romanzo di spessore e capisco che non possa davvero essere per tutti, non che io sia più intelligente perchè l’ho saputo apprezzare, ovvio, però esiste anche un allenamento alla lettura e io sono cintura nera III dan.

  2. Per un attimo leggendo il titolo dell’articolo ho pensato a una tua opera incompiuta e subito mi sono detta: Un’altra? 😀
    Battute a parte, mi piace immergermi nelle tue letture israeliane. Non amo molto questo genere di letteratura ma sono molto interessata a quello scorcio di storia che spesso narrano (o meglio, che tu desideri approfondire e per questo vai a cercare autori che ne parlano), lo sterminio nazista.
    Letture dolorose eppure necessarie. Troppo spesso incomprensibili ai più.
    Grazie per avermi fatto conoscere un po’ della storia di Sofia Stern

    • Aahhahah, il romanzo incompiuto di Sandra Faè, o più che incompiuto, di solito porto a termine i lavori, impubblicato.
      Wrobel parla di un mondo ancora poco conosciuto, quello degli ebrei emigrati in sudamerica, una vera scoperta. Poi ripeto questo è un romanzo davvero da maneggiare con cautela, io l’ho adorato, ma se qualcuno mi dovesse dire “Sandra, per me è no.” Lo capirei appieno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.