Piffiamo insieme 2 # Proseguimento di lettura + Qualche altra cosa

La vita prende il sopravvento e mercoledì mi limito a leggere poche pagine in metropolitana e soltanto all’andata, al ritorno sono talmente carica di acquisti che estrerre il kindle dallo zainetto risulta impossibile. La sera poi, manco lo accendo.

Giovedì un po’ di tempo per dedicarmici ce l’ho, ma purtroppo vengono confermate le impressioni iniziali.

Alla fine del capitolo 4 c’è un colpo di scena, un colpetto via, e io lo intuisco due pagine prima. Inizio seriamente a irritarmi. Cerco di analizzare cosa non funzioni e non funziona nulla. La scrittura semplicemente non c’è. Anni e anni a studiare il famigerato Show don’t tell e qui Pif sembra averlo declinato in Always tell. I personaggi non arrivano, non sono caratterizzati, la storia è idiota, gli scenari banali. Il tocco umoristico di Pif qui è completamente perso, ci sono frasi che suppongo lui abbia volutamente scritto per far scattare la risata o almeno un sorriso, ma non rendono, è quello strizzare l’occhio al lettore e dirgli “ehi, guarda come sono divertente.” Peccato che non lo sia.

Mi immagino a scrivere io un romanzo del genere e a spedirlo in giro agli editori, scommetto che collezionerei silenzi e rifiuti da battere il mio personale record.

In ogni caso leggo fino al capitolo 12 compreso, oltrepassando la metà. La storia tra Arturo e Flora prosegue e i punti cardine: la fede di lei in Dio e la fede di lui nei dolci non sono in grado di creare un’architrave su cui costruire il romanzo. Il che potrebbe essere causato da due fattori: i due elementi non sono sufficientemente forti, oppure teoricamente potrebbero anche esserlo, ma l’autore non è capace di portare il lettore nella narrazione. Oggettivamente sarei più per questa seconda opzione: ci sono romanzi basati sul niente che con una scrittura magistrale sono diventati epici. Uno su tutti Moby Dick: già dall’incipit se ne percepisce la potenza.

Quella stessa sera, ieri, siamo a cena da mia sorella: Nanni compie 13 anni! In teoria un’ora e mezza prima avrei l’aperitivo da Chico Mendes e le due cose sarebbero compatibili a livello logistico, ma decido di non andarci. Mi rendo conto che far vincere il divano non è quasi mai una buona idea, ma stanno succedendo un po’ di cose, e altre stanno per accadere e io devo capitalizzare energia.

La festa per Nanni, ci sono anche le due nonne, è molto simpatica e i nipoti sono stra allegri e adorabili. Il momento top? A X Factor un concorrente canta Don’t stop me now dei Queen io e Cecilia ci agitiamo sul divano cantando e ballando.

Don’t stop me now (‘cause I’m having a good time)
Don’t stop me now (yes, I’m havin’ a good time)
I don’t want to stop at all!!!!!!!!!!!!

Oggi, venerdì (ma vi ho detto che avevo preso 3 giorni di ferie? Ferie che si sono rivelate assai provvidenziali) la giornata si sta già stratificando su una serie di cose cruciali.

Al prossimo Piffiamo vi svelerò qualcosa in più.

13 pensieri su “Piffiamo insieme 2 # Proseguimento di lettura + Qualche altra cosa

  1. Pif di solito in video usa molto il sarcasmo, reso però dal suo stesso tono di voce. Forse non si è reso conto che con un romanzo questo non funziona, il tono è quello del lettore perciò bisogna lavorare molto di più sulle parole per rendere quel tipo di ironia.
    Le tue ferie sì, parecchio provvidenziali, se è per quello che penso! 😉

  2. Non posso arricchire il contraddittorio, Sandra, perché sono d’accordissimo con te. Anch’io sono al capitolo 12 e comincia a starmi stretta la lettura, che tradotto vuol dire: non vedo l’ora che lo strazio finisca. Ne farò un post riassuntivo la prossima settimana, così approfondisco le mie impressioni a completamento di tutto.
    Intanto goditi il fine settimana. (qui, in questo momento, diluvia!)

    • Asptto il tuo post allineato dunque, di sicuro sarà interessantissimo e poi immagino ricco di commenti.
      Qui ha piovuto tanto nelle ultime settimane, ogni tanto smette ma rimane assai umido e con pozze in giro che stentano ad asciugarsi (tocco un tasto dolente, involontariamente scusa me ne sono resa conto mentre scrivevo, per la tua lavapiatti.)
      Domani gita, domenica relax.

  3. Non riuscirei a leggere un libro che non mi piace. Nel mio Kindle ne ho 17 in una cartella con scritto scartati…. Ovvio che se sei un personaggio famoso hai più chance di vendita anche se la trama non regge, ma questo non significa che poi piaccia e che non abbia critiche negative. Sono acquisti per il personaggio, non per il libro in sé, per la fiducia che si ha in lui.

  4. Beh, non mi sto perdendo nulla quindi. La sinossi sembrava meglio. La fede di lei in dio e di lui nei dolci? Rasenta il ridicolo. Preferisco l’idea di Pif che mi sono fatta le poche volte che l’ho seguito in TV ma è bello seguire la vostra lettura condivisa. Attendo anche il post riassuntivo di Marina. Buona domenica!

  5. @ Sempre mamma, sì leggere qualcosa che non piace è una fatica, ma questo perlomeno non è lungo e in qualche modo scorre.
    @ Elena, proprio così voglio rimanere ancorata al Pif de La mafia uccide solo d’estate che era tanto bello, ma rimane l’amarezza per il nome che pubblica facile ste robe.

  6. Pingback: Scrivere una biografia - Scrivere Vivere

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