La mia parola per il VentiVenti.

La mia parola per l’anno che sta per concludersi è stata Scegliere e in questo post potete rileggerne le motivazioni.

L’ho rispettata pianamente, arrivando addirittura a compiere scelte che mai mi sarei immaginata di essere costretta a fare. Devo dire però che sono stata la protagonista delle mie scelte, e questo era il preciso obiettivo. Scrissi anche, testuali parole:

Credo che questo 2019 sarà senza guai, senza casini, rogne e idraulici.

Oddio, da dove mi veniva tutto sto ottimismo? Dall’oroscopo? Può essere, ma ho scoperto di recente, grazie a un’amica appassionata di astrologia, che gli oroscopi delle riviste sono spesso fuorvianti. Giove nel mio segno – sagittario – nel 2019 non significava affatto fortuna, fortuna, e ancora fortuna, addirittura, come lessi “sarà come una festa e durerà tutto l’anno”, perchè Giove in realtà fa franare ciò che deve essere chiuso e non funziona (più). E l’ha fatto, oh se lo ha fatto. Probabilmente era necessario, ma quante macerie. Guai, casini, rogne e idraulici, li abbiamo avuti tutti e senza sconti.

E per il 2020? Metto sul tavolo da gioco un parolone di sole due lettere assai potenti; la mia parola per i prossimi 12 mesi sarà infatti IO.

Ho appena compiuto 51 anni, a detta di tutti molto ben portati sia fisicamente che mentalmente, il mio tipico brio non mi ha ancora abbandonata, la memoria a breve termine vacilla un po’, ma nel complesso do molti punti in tal senso a gente assai più giovane.

Ci sono molte cose però che alla mia età non puoi più permetterti. Le gonne sopra il ginocchio? Le ho eliminate quasi tutte, ho conservato solo un vestito estivo da indossara abbronzata in rari giorni di gloria e luminosità. Fondamentalemente però, come recitano certe frasi melense che girano negli stati di whatsApp, non posso più perdere tempo, che in realtà non andrebbe buttato via neppure a vent’anni ma ora la faccenda si fa un pelino più seria. Ho capito, e ne ho avuto le prove anche in tempi ahimè recenti, che bastano 5 minuti per ribaltarti una certezza e trasformarla in un baratro.

Quando provo a sottrarmi a certe dinamiche, di cui sono oggettivamente esausta, mi viene spesso contestato “sei cambiata!” perchè è sempre stato comodo avermi modello fratello del figliol prodigo in famiglia (questo esempio assai pertinente l’ho rubato a Raul Montanari) ma a poco a poco sto imparando.

Il bene non è mai messo in discussione, ma rivendico alcune posizioni, e se non lo si capisce, non è un mio problema. Ci sono Io, c’è l’Orso che contina a essere il mio faro e il mio cielo. Ci sono un mondo di cose che mi appartengono, di cui non cambierei una virgola, e non significa neppure – sempre ricalcando certe superficialità che si leggono copiate in giro senza alcuna personalità – che divento stronza, che W l’egoismo, perchè Io vorrei darmi ancora di più agli altri, ma senza sentirmi messa all’angolo.

Lavorare con serietà e onestà sempre, farsi schiacciare, no, come impiegata e come autrice.

Io significa fondamentalmente celebrare la mia identità individuale che ho costruito in mezzo secolo e di cui vado finalmente fiera.

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17 pensieri su “La mia parola per il VentiVenti.

  1. Bel proposito. Quella frase…sei cambiata…. l’ho sentita parecchio quest’anno, perché ho deciso di tifare per me stessa invece che sottostare a dinamiche che non mi appartengono più. Si cresce, si capisce, ci si deve amare di più. Non per egoismo, ma per sopravvivere al meglio alle battaglie della vita.

    • Ti ho appena letto da te, caspita che tuffo al cuore tu e apina perniciosa, di cui ho un ricordo vago, siete la stessa persona!!!! E mi hai npminato Pezzo di cuore, caspita anche per me era una delle più intelligenti dei blog, venne a Milano, mi propose un incontro ma non mi fu possibile perchè avevo mio padre ricoverato all’hospice e poi l’ho persa pure io. Grazie per questo commento l’ho tanto apprezzato.

  2. Brava, brava, brava. Si parte dal nucleo per fare funzionare tutto il resto e la parola che hai scelto è perfetta. Io alla mia devo pensarci bene!

  3. Ero convinta di aver commentato già, e invece mi sono persa tra un pacchetto e una fetta di panettone 😛
    Concordo su tutta la linea. E credo che IO dovrebbe essere sempre la parola base di ogni anno, non per egoismo ma per vivere bene.
    Sono ancora alla ricerca delle mie 3 parole (mantengo la triade), di solito sono in inglese e quest’anno mi vengono tutte con il “re” davanti… vedremo. Intanto per domani sto tirando le somme del 2019. Nonostante le difficoltà, tanta roba. La Scozia per prima. 😉

    • Tanta roba sì, perchè non era solo la Scozia, ma la realizzazione di un sogno. Io di sogni non ne ho messi a punto quest’anno, Giove alla fine è stato un gran fanfarone. Aspetto le tue parole, quindi. E ci si rilegge da te e da me.

  4. Pingback: Tre parole per una rotta - webnauta

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