Le mie letture del 2019

E’ sempre difficile tenere vivo il blog in questo periodo, un po’ come accade ad agosto.

Tra i programmi c’era postare l’intero elenco dei libri letti nel 2019, ma vi dirò, sinceramente, è un lavoraccio che spesso non ottiene il riscontro che meriterebbe. Mi limiterò quindi ad alcuni titoli e considerazioni.

Ho letto 42 romanzi, tutta narrativa dunque.

Un autore, Giuseppe Culicchia è presente con ben tre libri, di cui due: My little china girl (diario di viaggio della serie gastronomica sulle capitali pubblicata da EDT di cui ho letto diverse opere apprezzandole sempre) e Un’estate al mare mi sono piaciuti davvero moltissimo, mentre il terzo, la prova più difficile con Il cuore e la tenebra, dall’ambizioso intento di raccontare un padre con tendenze naziste ahimè non ha centrato l’obiettivo, uno svarione importante, la data di nascita del padre sfalzata di ben 10 anni in due punti della narrazione, mi ha fatto parecchio imbufalire, perchè trattandosi di una trama con una certa valenza storica una sciatteria di questo tipo non può essere accettata.

Un’autrice invece, Alice Basso, è presente con due romanzi dell’ormai celeberrima Vani Sarca, che mi piace sì, ma non mi fa andare in visibilio come accade alle sue groupie.

Ma è l’ormai da me venerato Jakob Arjouni a salire sul podio dell’autore più letto con ben 3 romanzi, tutti straordinari: Fratello Kemal, Kismet e Eddy il santo (di cui vi ho parlato in questo post.

La letteratura israeliana occupa diversi posti e in un’ipotetica classifica sono sempre posizioni ai vertitci. Il libro in assoluto che mi è piaciuto di più, anzi l’ho davvero amato profondamente parla proprio di una famiglia di ebrei, anche se, stranamente, non è pubblicato da Giuntina. Lascio alla bella recensione di Elena, il compito di parlarvene più diffusamente. Si tratta de I Mistici di Mile End ed è un romanzo di una struggente bellezza e rara precisione narrativa.

Ho letto un solo libro di amici ed Veronica c’è di Grazia Gironella che conosciamo tutti e apprezziamo per la sua onestà intelletturale. Qui trovate la mia recensione a 4 stelle per Amazon.

Come ultima cosa vorrei segnalare due rivelazioni più adatte a un pubblico femminile, ma che raggiungono il nobile obiettivo di dare grande credibilità al genere rosa, tanto, ma tanto bistrattato. Tornerò a parlare dei romance molto presto.

Si tratta de La voce del mare di Emily Pigozzi, edito Emma Books solo digitale, un’autrice che ho virtualmente conosciuto sul forum Writer’s Dream che, dopo una lunghissima gavetta portata avanti con serietà, uscirà presto per una big. Ha firmato proprio poco dopo avermi detto di essere tanto stanca e avvilita per il solito sistema, di cui mi lagno spesso anch’io. Se la scintilla tra i due protagonisti è un po’ scontata, lo snodo della trama e l’ambientazione sono molto ben delineate tra la Grecia e i teatri dell’opera in Italia e il diario della nonna cantante lirica emigrata negli Stati Uniti.

Il secondo è Il club del pranzo della domenica di Juliet Ashton, edito Newton Compton e da me acquistato, o meglio scaricato, solo perchè in super offerta Amazon. Superata la confusione iniziale per capire le parentele, il romanzo è davvero avvincente. La protagonista ci racconta con grazia le emozioni e i capitomboli di questi fratelli e sorelle, nonna, ex mariti ecc il cui cardine è il pranzo della domenica, che segna ogni volta una sorta di avanzamento dei lavori nella costruzione di se stessi, più consapevoli e felici.

Sono, e concludo davvero, rimasta molto colpita anche da Chiamami col tuo nome di Andrè Aciman di cui si è parlato moltissimo, soprattutto grazie al film di Guadagnino che è stato candidato a 4 premi Oscar e na ha vinto poi 1, quello per per la miglior sceneggiatura non originale scritta dal celebre James Ivory. Molte scene di sesso le ho trovate davvero troppo spinte per me, ma io sono un po’ quacchera, si sa, ma ho adorato l’ambientazione in questo borgo ligure senza nome, presumibilmente verso Lerici, negli anni ’80. Il romanzo ha una suggestione enorme e assolutamente ipnotica nel tempo e nello spazio: il centro del paese placido nelle ore calde, con la gelateria e la libreria, la discesa alla spiaggia col cancelletto, la villa dove si ritrovano gli intellettuali, la brezza marina che scuote tende e pensieri e dà il via a una grande passione tra i due ragazzi.

Vi lascio quindi con la domanda se avete visto il film. Ma nei commenti potrete comunque sbizzarrirvi a raccontare le vostre letture 2019.

Grazie per essere arrivati fino qui. Alla fine di 42 libri, ve ne ho nominati 13.

22 pensieri su “Le mie letture del 2019

  1. Sarò sincera: Chiamami col tuo nome non mi è piaciuto, l’ho trovato lento, autocompiaciuto e a tratti un po’ morboso.Sono una vecchia signora ma per niente quacchera, ho trovato le scene di sesso semplicemente stonate, tutto qui. Il film, poi, mi è piaciuto anche meno, una noia mortale…
    Quest’anno oltre a segnare i libri letti, come faccio da sempre, ho fatto anche delle brevi note, è un bel modo per fermare i libri nella propria memoria, oltre a titolo e autore.
    Quelli che mi sono piaciuti di più: il mio adorato Murakami, ” L’assassino del commendatore volumi I e II , il primo letto nel 2018, il secondo quest’anno; Patria, di Aramburu, che contravviene tutte le regole auree di come si scrive un romanzo, eppure produce un libro potente e indimenticabile di oltre 600 pagine; Emmanuele Carrere, Vite che non sono la mia, emozionante e coinvolgente; Olga Tockarzuck, di cui ignoravo l’esistenza fino al Nobel, I vagabondi è un libro straniante, impegnativo e bellissimo.
    Molte letture e riletture indicate dai miei docenti ( ho frequentato una scuola di scrittura, ma questa è un’altra storia ) : Parise, I sillabari; Calvino, lezioni americane; Kundera, Come si scrive un romanzo; Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Gli indifferenti di Moravia e, ciliegina, Madrigale senza suono, vinciitore del Campiello: l’autore, Tarabbia, era mio docente, il romanzo è scritto veramente benissimo …ma non mi è piaciuto per niente!!!
    Da ultimo, la rilettura de Il giorno della civetta di Sciascia: un libro grandissimo, di un’attualità sconvolgente.
    Naturalmente ho letto anche libri rilassanti e divertenti, come ” Quando non ci pensi più”, di una certa scrittrice, e i miei soliti gialli.
    Ma se continuo a parlare di libri, non mi fermo più!

    • Qua puoi andare avanti a oltranza, possiamo pure fare un guest post se ti va. Dunque dunque col tuo corso di scrittura letture molto impagnate, vedo. Felice per la tua definizione di rilassante e divertente, che intrattenere – spero con intelligenza – è il mio obiettivo. Non so fare letteratura, lo riconosco. Per Chiamami col tuo nome, ti rimando al commento per Cristina Bia. Grazie

  2. Anche io non ho letto neppure un libro di quelli che hai nominato, uff! Ho visto chiamami col tuo nome, ma solo fino a metà… poi ho rischiato di addormentarmi! Sicché non sono minimamente interessata al libro. Io non sono per niente quacchera, ma molto spesso odio le scene di sesso nei libri, difficilmente hanno un senso e di solito, almeno per me, sono solo uno specchietto per le allodole per attirare lettori interessati!

    • Vedo che il film non è piaciuto nè a te nè a Brunilde, quindi non lo prenderò, grazie davvero. Condivido il tuo commento sul sesso nei libri, sicuramente qui come dice Brunilde c’è della morbosità. Però l’ambientazione a me è piaciuta tanto. Per il resto se vuoi qualche suggerimento ulteriore per tue prossime letture, chiedi pure.

      • Chiederò certamente, anche se in questo momento ho una lista di lettura lunghina (ho ricevuto 4libri per Natale, mentre li compravo per gli altri ne ho comprati due anche per me e ne avevo ordinati 4 in biblioteca! )

  3. Giusto ieri sera ho preso in mano la mia lista di libri letti nel 2019, pochi e metà saggistica varia. Indubbiamente la ricerca di lavoro durata per buona parte dell’anno ha preso il tempo della lettura. Poi il tempo libero è diminuito nel periodo di preavviso dove non si possono prendere né ferie né permessi, ed ora con un nuovo contratto ho tanto altro da studiare. Per il 2020 spero di acquisire nuovi ritmi e recuperare.

    • Non tutti i periodi sono uguali, poi tu leggi i saggi e io no, infine non è certo una gara, ma un modo per darsi consigli. Ti auguro comunque di recuperare come dici tu. Un abbraccione

  4. Proprio oggi dovrebbe uscire il mio post sulle letture del 2019, l’ho programmato ieri sera e non ricordo bene l’ora, per me è un post molto semplice da scrivere perché tengo traccia delle mie letture costantemente tutto l’anno e quindi mi basta fare copia/incolla dell’ultimo anno elencato. Sai che ho nel mio IPad La voce del mare di Emily Pigozzi da diversi mesi ma non sono ancora riuscita a leggerlo, di lei ho letto già diversi romanzi e mi piace molto come scrive, anzi i suoi primi romanzi mi hanno letteralmente rubato il cuore. So che ha firmato un contratto con la Mondadori. Tornando alle letture quest’anno ho letto meno del solito e solo romanzi anche perché difficilmente leggo saggi (ma mai dire mai). Mi hai incuriosito con il libro Chiamami col tuo nome, forse perché non ho visto il film.

    • Eh, tu sei bella organizzata, me lo ricordo. Emily tra l’altro è una persona molto cordiale con la quale ci siamo scambiate dei consigli e sono contentissima che finalmente l’editoria di fascia alta si sia accota di lei.

  5. 42 libri! Sono tantissimi! E poi tutti dicono che gli italiani non leggono…
    I nostri gusti sono diversi e lo sappiamo, non ho letto nessuno dei libri che hai nominato, ma alcuni mi hanno assai affascinato e quindi in futuro chissà.
    Grazie per aver condiviso con noi il tuo 2019 e le tue letture.
    Ti auguro il miglior 2020 possibile!

    • Ci sono i lettori fortissimi come me, che trainano l’editoria. Gusti diversi, sì, ma è sempre interessante confrontarsi e magari scoprire punti di contatto. Grazie a te per esserci sempre e che il meglio avvenga per il Venti Venti, su tutti i fronti.

  6. Io purtroppo ho abbandonato le letture da quando il lavoro mi prende tutto il tempo a disposizione quindi un po’invidio questo ricco e denso elenco.

  7. Nel 2019 letto 42 libri. Da questo conteggio sono esclusi i libri che ho lasciato a metà (o dopo poche pagine) perché non vorrei più perdere tempo con libri che non mi piacciono.
    Ecco i libri che mi sono piaciuti di più, in ordine sparso:
    * Patria – Fernando Aramburu
    * Le nebbie di Avalon parte prima+seconda – Marion Zimmer Bradley
    * La trilogia di Axel Steen (Il tempo dell’inquietudine, Bye bye blackbird, Akrash) – Jesper Stein
    * Tre piani – Eshkol Nevo
    * Siracusa – Delia Ephron
    * Carrie – Stephen King
    * Gli uomini mi spiegano le cose – Rebecca Solnit
    * Resto qui – Marco Balzano
    * Attraversare i muri – Marina Abramovic

    E secondo me tra questi ce n’è anche qualcuno che avevi consigliato tu 😉

    Chiamami con il tuo nome: ho letto sia il libro che visto il film. Mi hanno commosso entrambi, il film l’ho appena riguardato e niente, ho pianto ancora.
    Buon anno cara!

    • Uh dai 42 come me! Pazzesco davvero.
      Dunque, Patria vedo che spopola in diversi elenchi.
      Le Nebbie di Avalon l’ho molto amato ma letto tipo 30 anni fa quindi non te l’ho consigliato io e gli altri non li ho letti quindi non sono io la fautrice delle tue belle letture. Delia Ephron è la sorella meno nota di Nora, che era un genio letterario.
      Ecco, adesso mi hai fatto venire voglia di vedere Chiamami col tuo nome.
      Felicità cara Nadia.

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