Uscire dalla nostra zona confort con libri e film

Figuriamoci, la sottoscritta, animale abitudinario e nostalgico, considera la sola idea di uscire dalla zona confort un attentato.

Se sto bene lì/così, perchè diavolo dovrei cambiare?

La risposta è doppia: perchè potresti addirittura stare meglio, o quantomeno allargare gli orizzonti, o perchè quel tuo benessere è finto/illusorio, non stai davvero bene, ti sei solo scavata un nicchia, il classico tunnel arredato.

Senza volere, almeno non oggi, scomodare importanti riflessioni psico-sociologiche, di cui, tra l’altro non ho alcuna competenza ma solo esperienze personali, cosa succede quando e se decidiamo di leggere un libro che non appartiene al nostro genere preferito, o di vedere un film che, teoricamente, non ci risulta appetibile?

Mi è capitato di recente in due occasioni a distanza ravvicinata, in realtà talvolta lo faccio ma è raro. Con le letture apprezzo svariati generi, e soprattutto apprezzerei l’eliminazione tanto cara agli editori del genere stesso, per cui spazio molto, eppure il fantasy no, il fantasy è quel genere che mi fa scappare dal relativo scaffale in libreria, per capirci. Però l’uscita del nuovo e-book di Antonella, blog amica di lungo corso, mi ha indotto a scaricarlo subito, perchè appunto mi è amica e perchè conosco le capacità scrittorie di Tenar, che secondo me è davvero brava. Tempo un dopo cena e una pausa pranzo e ho divorato questo racconto lungo fantasy atipico, ma comunque fantasy, che ho letto più come una storia di formazione sui valori fondanti del genere umano in questo mondo come negli altri. L’ho davvero amato molto. Sono stata felice per la lunga e sentita prefazione condivisa da Delos (che propone sempre un catalogo di qualità in effetti) e RiLL che mette in luce la professionalità di Antonella. In un mondo che ho spesso criticato, mi piace pensare che esistano strade ancora percorribili con soddisfazione. Cosa sarebbe successo se, semplicemente, avessi mi fossi detta: “Ok, brava Antonella, però insomma è un fantasy, quindi no.” Mi sarei persa una lettura che mi ha donato qualche ora molto piacevole e intelligente in cambio di 3 euro.

Tre euro dunque: 1 kg di pane, non dappertutto (spero sfora i 4), un biglietto e mezzo dei mezzi pubblici a Milano, 3 caffè al banco al bar (se va bene). Insomma 3 euro spesi molto ma molto bene. Sono assai lieta di sapere che i prossimi 4 e-book che compongono la serie usciranno a cadenza mensile, tutti insieme i 5 capitoli avrebbero formato un romanzo corposo che l’editoria forse non si sarebbe filato perchè il fantasy bla bla, italiano poi oh, quanti detestabili luoghi comuni.

Quando in radio ho ascoltato la presentazione del film 1917 ho capito all’istante che si trattava di una produzione adattissima all’Orso, e gli ho proposto di andare a vederlo subito, perchè è bello fare felici gli altri e lui adora le storie di guerra. Io be’, diciamo che se è un filmone con una trama, e questo sembrava esserlo, posso anche chiudere gli occhi di fronte alle scene più sanguinolente se valuto che mi sto impressionando troppo (non per altro, ma poi ci continuo a pensare, mi vengono in mente  mentre mangio, cose così). Mediamente però anche in questo caso si tratta di uscire dalla mia confort zone. Io adoro le commedie a tratti drammatiche, i casini familiari, le pellicole simil Jane Austen, ma soprattutto i film di nicchia fuori catalogo come Grazie Signora Thatcher o Another Country (se li avete visti e amati, vi prego ditemelo nei commenti, grazie!) E così oggi domenica 26 siamo andati a vedere appunto 1917.

E mi è piaciuto moltissimo. Certo, è un film di guerra, struggente, a tratti poetico e diverse scene orripilanti mi hanno costretta a voltare lo sguardo, ma sono state compensate dagli occhi del protagonista mischiati col cielo sopra le trincee e la storia immensa che forse solo i grandi conflitti possono offrire. Mi sono angosciata, stritolando il braccio dell’Orso, ma in fondo uscire dalla confort zone è come giocare agli esploratori: un po’ di paura tocca provarla.

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18 pensieri su “Uscire dalla nostra zona confort con libri e film

  1. C’è fantasy e fantasy, ma capisco bene i problemi di “allergia” a certi generi – io, per esempio, non amo i film western, di guerra e di mafia, e non sopporto certi generi di libri che mi appioppavano a scuola 😛
    Vincere certe resistenze è difficile, ma ogni tanto si possono incrociare le dita e fare esperimenti 🙂

  2. Non ce la posso fare, perdonami!
    Non mi piace fossilizzarmi, e rifiutare autori o testi a priori, ma se c’è un genere che non ho mai letto, un motivo ci sarà! Non credo si tratti di scavarsi una nicchia e non voler uscire, ma soltanto di conoscere i propri gusti e i propri limiti. Tempo fa ero in libreria con un’ amica che impazzisce per romanzi di fantascienza cinese ( non sapevo neanche che esistessero ). Le ho chiesto di raccontarmi, a grandi linee, che cosa fossero quelle storie: non sono riuscita a seguire nemmeno lei che cercava di contagiarmi con il suo entusiasmo, quindi no, mi arrendo!

  3. Fermo restando che i “tunnel arredati” sono strafighi da quando sono nati gli hobbit, io uso la biblioteca soprattutto per sperimentare, e faccio spesso scoperte interessanti. Il racconto lungo di Antonella aspetta sul mio Kindle, ma lì non è un esperimento, il fantasy mi piace molto. Quindi sì, vale la pena di uscire dal tunnel… anche per tornarci subito dopo. 😉

  4. @ Conte, sul discorso scuola poi, be’ purtroppo ci sono capolavori diventato obblighi e allora ciao, li abbiamo perduti per sempre, vedi, nel mio caso Sciascia e Verga ad esempio.
    @ Brunella, aspetta sulla fantascienza cinese credo che potrei avere serie difficoltà pure io eh, poniamo comunque dei limiti alle nostre uscite dalla zona confort
    @ Speranza, ah sì, adesso mi tocca un lungo periodo di cose del mio genere, ho già in mente un sacco di titoli
    @ Grazia, qui siamo tutti d’accordo sul tornare poi nella zona confort, il raccontone di Antonella ti piacerà di sicuro, per me è anche un po’ YA.

  5. Che cosa posso dirti se non grazie? Davvero grazie, grazie di cuore per le belle parole, per nulla scontate.
    Uscire fuori dalla zona di comfort è dura, sempre, perché, appunto, nel comfort si sta bene. A volte, semplicemente, da un libro o da un film si vuole qualcosa che ci faccia sentire a nostro agio. Per le letture devo dire che mi affido molto al gruppo di lettura, lì si estrae un classico e quello ci si becca. Il mese scorso leggende giapponesi del XVIII secolo (devo ancora farci il post), questo mese Bassani ed il bello sta proprio nel continuo cambiare. Per il cinema sono già piuttosto onnivora di mio, ma devo dire che 1917 ho proprio voglia di vederlo (anche se attenderò che arrivi a portata di tv o di computer).

    • Be’ con Bassani sei nella mia zona confort.
      Alla fine dalla lettura del tuo bel raccontone è uscita la riflessione generale e quindi mi ha dato più di un dono, la lettura in sè e appunto questi ragionamenti che ho esternato molto ma molto volentieri nel post.

  6. Ciao Sandra, che brava che sei stata a uscire dalla comfort zone! Sono contenta che ne sia valsa la pena. Sai che non ho mai visto i film che hai citato? Li cercherò. Un abbraccio e buona giornata!

  7. @ Grazie per la tua contentezza. Eh no però su confort e coMfort ho fatto una ricerca, perchè avevo il dubbio, prima di postare e in un sito che ho ritenuto autorevole dicono di preferirlo scirtto con la N. Baci baci

  8. Io Sandra sono abitudinaria. Ogni volta che provo a uscire da quella che chiami giustamente zona di confort resto delusa. Per i libri come per i film. Solo una volta sono stata smentita, con i film di Sergio Leone. Detestavo i Western, poi ne ho visto uno suo, il notissimo Il buono, il brutto, il cattivo. Non mi hanno mai saziata. Ma parliamo di un grande

    • E va benissimo pure come fai tu, Elena, nel senso che la vita è già ahimè piena zeppa di complicazioni per cui teniamoci strette le nostra abitudine, del resto stai parlando con una che la zona non confort la esplora di rado.

      • Dicono che cambiare abitudini pervenga le malattie da invecchiamento, poiché il cervello è costretto a mettersi in gioco. C’è da rifletterci, dico sopratutto a noi che stiamo tanto bene con le donne nostre abitudini… 😘

  9. Sono uscita dalla zona confort quando, fidandomi di un’amica, ho letto il primo di Outlander, io che detestavo i romanzi storici (pensando a quei bestseller da spiaggia ambientati nell’antica roma o tra i faraoni d’egitto). Tu sai cosa ne è stato poi! 😀
    Cosa mi sarei persa?!
    La scorsa estate mi sono anche buttata sulla fantascienza, con The Martian, e pure quello mi è piaciuto. Vale sempre la pena di provare qualcosa di nuovo, poi se non ci piace pazienza. Però avremo consolidato i nostri gusti. 🙂

    • Tu sei una vera guru delle uscite dalle zone conforto, cara Barbara. Tutto sommato avere ancora una piccola voglia di osare scavalcare il recinto, come dice anche Elena, aiuta a tenersi scattanti e oltre i 50 è assolutamente necessario.

  10. Io leggo un po’ di tutto, quello che non amo sono il genere harmony, ne ho letti troppi da ragazzina, ora sono più disincantata e certe dinamiche mi fanno cadere le braccia. Per quanto riguarda i film qui gira soprattutto il genere horror, ma anche tutti gli altri generi sono molto visti, si snobbano un po’ i film sentimentali, cosa vuoi, ho in casa tre uomini…

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