Trasformare la rabbia in creatività

A metà gennaio ho partecipato a un Pitch Day di una nota agenzia letteraria. Non stavo in realtà cercando un nuovo agente, ma l’occasione gratuita con un’agenzia che di solito chiede la classica tassa di lettura mi è sembrata ghiotta. Si avevano 24 ore (non 2 minuti come fanno in molti ormai) per inviare sinossi ed estratto autoconclusivo a scelta di 10 mila battute di un romanzo tassativamente Young Adult. Questo mi ha costretta a fare la sinossi che, fino a quel momento non mi era servita, e a trovare il brano giusto. Tempo 48 ore, come dichiarato, i meritevoli sono stati contattati e la mia opera era tra questi. E’ stata quindi valutata sufficientemente interessante da invogliarli a leggere l’intero testo.

Non è falsa modesta ma ero davvero incredula e felice. Comunque fosse andata, mi ripetevo, era già un grande risultato. Anche se l’agenzia si è presa 40 giorni lavorativi per leggere tutte le proposte, non ho idea di quante siano, lunedì 3 febbraio almeno un autore ha già ricevuto una telefonata e nei giorni successivi firmato il contratto di rappresentanza. Questo mi fa pensare che la partita sia chiusa. Non sono affatto delusa perché, come ho detto, non credevo proprio di arrivare fino qui, ma anche perché l’editoria non è più in grado di influenzare il mio umore.

Lo stesso romanzo è in lettura da due editori tradizionali che hanno sforato con i tempi di valutazione dichiarati. A nulla sono valse le mie garbate mail di pacato sollecito. Un editore si è adirato e mi ha inviato una mail ridicola, che mi ha fatto cambiare idea circa la voglia e l’intenzione di pubblicare con loro (si partirebbe molto male e in questi casi si può solo peggiorare), l’altro non ha risposto.

Se dovessi arrivare a un nulla di fatto, cosa piuttosto probabile, rimetterò il YA nel cassetto e dedicherò le mie risorse ad altro. Perché scrivere tanto ha l’indubbio svantaggio di doversi muovere su più fronti, nel momento in cui, come purtroppo è capitato a me lasciando Thèsis e goWare, non ci si è ancora fidelizzati con un editore/agenzia. Sta infatti partendo l’editing per La ragazza che ascoltava De André che uscirà a maggio e questo richiederà energie giuste, ho una editor nuova, una casa editrice nuova, e voglio esserci al 100% del mio tempo che dedico alla mia vita di scrittrice.

Anche col rosa è lo stesso, l’avevo inviato a un paio di editori digitali che prevedono solo l’e book senza Pod, felice di tenermi i diritti cartacei che volevo donare alle vittime del sisma del 2016 tramite Buck e il terremoto. L’idea era di regalare un intero romanzo invece di un racconto per le antologie (tra l’altro non ne sono previste di nuove) eventualmente anche direttamente all’Associazione Viviamo Castelsantangelo e l’Alto Nera ma il progetto non è andato in porto purtroppo. Così non voglio bruciarmi l’opera, che mi è costata tanto, senza che io stessa possa avere un cartaceo tra le mani; mi sono quindi rivolta a un rampante editore digitale sì, ma che prevede la stampa on demand (come goWare insomma). E’ specializzato nel Romance e sta andando molto forte, mi è stato suggerito da Emily Pigozzi che è una garanzia di competenza e onestà di pensiero da quanto la conosco. Mi sono infatti resa conto che quasi tutte le case editrici big hanno una collana rosa, ma senza un agente è praticamente impossibile accedervi (ci sono le rarissime eccezioni, va bene, ma non fanno neanche statistica). Quindi se questo editore dovesse rifiutarmi mi fermerò con la ricerca, per i motivi di cui sopra, sull’uscita di maggio. Nel tempo vedrò se Maratta edizioni mi convince al punto da voler pubblicare ancora con loro, inutile pensarci ora.

La pubblicazione de L’ultima neve da parte di Delos non è ancora stata programmata, intanto io ho scritto e candidato un altro racconto lungo sempre per la collana Passioni romantiche, ispirato all’esperienza alla scuola di cucina che, dai commenti all’ultimo post, ha riscosso grande successo. Si intitola La piccola scuola di cucina e spero tanto che venga preso. Delos a oggi ha pubblicato tutto ciò che ho inviato, quindi sono fiduciosa di avere uno stile che incontra il loro gusto.

L’importante è essermi buttata alle spalle il passato. Certo se ci ripenso provo ancora una grande rabbia per come sono stata trattata, ma ho saputo trasformare questa collera mista a dispiacere in un rinnovato processo creativo di cui vado fiera. Perchè il tempo che spendiamo per essere migliori, nonostante le avversità, è sempre speso molto bene, anche se inevitabilmente faticoso.

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13 pensieri su “Trasformare la rabbia in creatività

  1. Io credo che incanalare la rabbia verso obiettivi positivi, magari in senso creativo, è un modo per scaricarsi e ritrovare nuove energie. Secondo un detto buddista vuol dire “trasformare il veleno in medicina”.

    • Davvero ottima la definizione buddista che centra in pieno il succo del discorso. Non sono mai processi indolore, anzi, ma assolutamente necessari per ripartire e non farsi abbattere.

  2. Se la partita per il Pitch Day sia chiusa o no lo sapremo solo allo scadere dei 40 giorni, di certo mi ha fatto conoscere una realtà molto professionale dove i tempi certi sono certi davvero e già questa e una buon cosa. Per il resto che dire? Tu hai mille risorse e riesci sempre a risalire la china. Di sicuro tutti i tuoi romanzi troveranno una casa degna. E lo sai che tifo per te.

    • Certo, prima della fine dei 40 giorni siamo ancora in corsa, anche se la vedo dura. Sono certa e felice del tuo tifo, l’ultima salita è stata la più dura e dire che pensavo di aver già raggiunto il top dell’abisso, paradossalmente, ma ora sono approdata in una sponda del tutto nuova, solo che è toccato attraversare le rapide. Grazie.

  3. Caspita, solo a tenere a mente tutte queste strade io mi sono persa, sei invece bravissima tu a differenziare così bene i lavori e sfruttare le diverse opportunità. Come sempre più spesso si legge, non bisogna mai stancarsi di provarci, mai. E maggio è alle porte.

  4. @ Barbara, sì, è l’unica, come si dice “no perdi tempo”!
    @ Nada, purtroppo se si scrive c’è un contorno da gestire, comunque no, non voglio che maggio arrivi troppo in fretta, sia chiaro, maggio quasi metà anno, non scherziamo, già vola abbastanza.
    @ Tutti, oggi l’editore rampante, con un tempo da vero record, ha inviato il suo bel rifiuto al mio rosa, quindi se ne starà lì in attesa di non so cosa, nel mio casseto/cartella word.

  5. Bene, vedo che in questo periodo la rabbia ispira entrambe. Di certo nel campo editoriale la rabbia è un sentimento molto diffuso tra gli autori, chissà perché 😂. Ma tu dimostri con le tue azioni e le tue iniziative di saper sfruttare l’energia negativa e trasformarla in revanche. Brava! Ammiro la tua voglia di farcela e la tua costanza. Ci sei di esempio e sprone. Incrocio le dita per tutto. Baci

  6. Io di esempio cara Elena, mi fa sorridere. Grazie davvero.
    Oggi ho ricevuto una proposta da un editore in lista Free su Writer’s dream con obbligo acquisto copie, per Nina Strick, l’altra mia opera, di cui non ho parlato nel post che gli avevo inviato a metà dicembre. Iniziava con uno spataffione su quanto fosse ben scritto, originale ecc e poi trac.
    Un rifiuto e un editore a pagamento camuffato in un solo giorno sono un bel risultato eh per la mia tenacia. Giornataccia. Il resto su whatsApp.

    • Energia, fenice, quante parole importanti per me, grazie. In effetti mi capita di prendere appunti sullo stato dei lavori/inoltri agli editori ecc perché rischio di fare confusione ed è già successo in effetti.

  7. Il tuo blog è un diario delle tue esperienze da scrittrice, e per me è bellissimo leggerle. Mi piace perché a volte mi ci ritrovo, a volte non capisco, a volte dico “eh sì, cavolo”, e altre “chissà di cosa parla”, ma è un piacere.
    Pubblicare e vivere nel “rosa” è difficile, perché siamo tante, e tante sono brave, quindi è una corsa, e anche una guerra. Ma con altri generi, meno letti, è pure più difficile, te lo assicuro.
    Comunque: complimenti, Sandra, scrivi tantissimo! Brava, brava!

    • E’ vero, Monica, a volte sono un po’ criptica soprattutto se parlo di cose private magari della mia famiglia allora faccio solo dei cenni vaghissimi per lasciare intendere che sto magari in un casino.
      Però davvero grazie per questo tuo “bellissimo!” con i tuoi giustissimi disaccordi.
      So che ti riferisci al fantasy, dove gli autori italiani sono poco considerati e si parte già svantaggiati. Comunque vedo che tu stai andando molto forte e abbiamo di sicuro in comune il fatto di non voler abbandonare la partita, seppure, io almeno, con diverse ammaccature. Un bacione.

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