Libri letti a febbraio

Questo mese ho letto meno, complice ahimè quella stanchezza che mi colpisce ogni anno a febbraio. Volendo pubblicare una recensione su Amazon, senza riuscirci, ho fatto una scoperta che giudico sconcertante, copio dalle linee guida della piattaforma:

Per pubblicare Recensioni cliente o Risposte dei clienti è necessario aver effettuato acquisti con il tuo account Amazon.it pari o superiori al valore di EUR 50 negli ultimi 12 mesi.

Di sicuro si tratta di una novità, perché le ho sempre lasciate. Questo blog e il passa parola rimangono quindi i miei unici mezzi per promuovere un libro, anche quando si tratta di e book scaricati sul Kindle. Premesso questo, ecco l’elenco, breve, ma di gran qualità:

  1. Cadrò sognando di volare Fabio Genovesi voto 9
  2. Manhattan Beach Jennifer Egan voto 9
  3. La luna delle foglie cadenti Antonella Mecenero voto 8 (Racconto lungo)

Fabio Genovesi e Jennifer Egan sono tra i miei autori viventi preferiti, entrambi con questi romanzi sono un passo indietro rispetto al gradimento delle opere precedenti a cui avrei dato addirittura 10 e lode, ma si confermano talentuosi e di certo perfettamente allineati ai miei gusti.

Ho comprato subito l’ultimo di Genovesi, l’ho di sicuro apprezzato ma purtroppo, a causa  del periodo compresso, non sono andata alla presentazione alla Feltrinelli in Duomo, nonostante me la fossi anche segnata sull’agenda, niente, ero troppo stanca per farcela uscita dall’ufficio. Diciamo che qui la parte dedicata a Pantani, seppure alla maniera sempre geniale di Genovesi, fiacca un po’ la narrazione per chi, come me, non è appassionato di ciclismo. Nel complesso però rimane un gran romanzo, con quella sottile ma costante idea di fondo che ribaltare il tavolo della propria vita sia possibile, e Fabio ce lo fa intendere grazie ai suoi soliti personaggi talmente strampalati da risultare verosimili.

Lo stesso, in maniera diversa ma in qualche modo sovrapponibile, vale per la Egan. Ho atteso un paio d’anni a leggere Manhattan Beach perché la prima edizione costava uno sproposito, ora è uscito il tascabile e in più avevo una gift card omaggio di 5 euro per cui l’ho pagato 9.50 euro (gli e book degli editori big sono improponibili dal punto di vista economico). E’ un romanzo straordinario per l’ambientanzione: il cantiere navale di New York, dove si costruiscono le navi per la II guerra mondiale, e Anna, la protagonista: una ragazzetta scaltra che diventerà la prima palombara, il cui padre è sparito in circostanze oscure, forse coinvolto in un giro losco di cui la giovane donna ha sentore e il vago ricordo di un incontro avvenuto con un boss della malavita, quando lei era bambina. Ci sono diversi elementi di fascino piuttosto insoliti, come le pagine dedicate alla sorellina di Anna, bellissima e completamente invalida, molto amata e l’ostinata dediziona familiare che raggiunge il culmine nel volerla portare al mare. La complicata gita sulla sedia a rotelle sulla spiaggia di Manhattan avviene proprio grazie a quel gangster conosciuto in quello stesso luogo molti anni prima. E’ una sorta di libro a incastro, che purtroppo si inceppa leggermente (problema che non gli fa raggiungere il massimo dei voti) in alcune parti un po’ pesanti, che si svolgono su una nave diretta a Panama. Ho amato molto Anna (che ha in comune con me la passione per i romanzi di Ellery Queen), la sua solitudine nella quale non si crogiola mai, la sua forza e le sue scelte, fino agli accadimenti delle ultime pagine, per le quali avevo sempre fatto il tifo. E’ un romanzo di 500 pagine, per cui in effetti non posso dire di aver letto poco a febbraio, ora che ci ragiono su.

Col secondo racconto delle Cronache delle Ley, continuano le avventure fantasy ma non troppo di Amrod, il principe nato dalla penna di Antonella Mecenero, che non esito a definire amica. Era per questo meraviglioso e book che mi ero data da fare per scrivere la recensione, appunto senza che Amazon me l’abbia consentito, mi spiace quindi non aver potuto dare le meritate 5 stelle a un’opera avvincente e scritta magistralmente, che questo mese, a differenza del precedente, non merita il primo posto, solo perché si è sfortunatamente scontrata con due autori da Strega (giovani) e Pulitzer. La ritroveremo di sicuro a marzo, poiché questi racconti escono a cadenza regolare mensile e chiaramente lo comprerò subito. Ormai sono affezionatissima al Leynared, una terra che immagino un po’ come la Danimarca, e spero che le cose possano girare meglio per il mio eroe. Bravissima Antonella/Tenar.

Le mie letture di febbraio posso solo consigliarvele con sincero entusiasmo.

22 pensieri su “Libri letti a febbraio

  1. Non ho letto niente di nessuno di questi autori, devo rimediare, ma al momento ho una wishlist talmente piena (ho tre libri nuovi da leggere, comprati, 4 appena arrivati dalla biblioteca, e altri 4 ordinati in biblioteca!), che rischiano di perdersi! Febbraio è un mese fiacco, hai ragione, anche se quest’anno è stato meno freddo degli anni precedenti e quindi un pochino si è salvato (lo so che il cambiamento climatico è un problema, ma a me il sole aiuta un mucchio, e quest’anno un po’ di sole c’è stato, in questo febbraio).

    • C’è stato un sacco di sole in questo febberaio. Però il mio cell. mi ha ricordato che un anno fa giravo col montgomery che ora non ho ancora messo. Genovesi è toscano e credo proprio che ti piacerebbe, la Egan ha quel piglio da grande letteratura americana che, lungi da me essere filo americana, ma gli americani hanno una potenza narrativa unica e molto identitaria, che a me piace davvero molto, nel senso che ogni tot di tempo ho bisogno di immergermi in un’atmosfera di quel tipo, un po’ come ogni tanto leggo un classico trascurato. In definitiva leggo un po’ random, tentando di azzerare la wish list, recuperando cose che “Oddio, volego leggerlo e poi boh” e fortuna vuole che ho un buon ritmo.

  2. Non so dirti se la regola di Amazon delle recensioni clienti per 50 euro di acquisti all’anno sia nuova. Spendo molto di più e quindi non me ne sono accorta. E in rete la danno come assodata almeno da un anno, se guardo le date di pubblicazione degli articoli. Certo è che Amazon ha voluto dare una stretta alle recensioni fasulle, c’erano troppi account con poche recensioni focalizzate in unico periodo e per lo più negative. Capisci bene che con poca spesa (pochi euro per gli ebook) puoi rovinare parecchi self publisher ed esordienti.
    Hanno anche iniziato a bannare chi scriveva recensioni a fronte della ricezione del prodotto (non sui libri). Io sarei ancora più selettiva: recensioni solo da chi acquista stabilmente su Amazon ma che ha acquistato proprio quel prodotto (quelle che sono indicate come “acquisto verificato”).
    Sulle letture, anche per me Febbraio fiacco, solo Cherryman dà la caccia a Mister White di Jakob Arjouni, che avevi consigliato tu. E un altro mezzo libro, speravo di finirlo in settimana, ma sono stata presa da altro. Perfino avere un romanzo di Outlander sul comodino non mi ha aiutato… Anche questo un danno di non avere permessi dal lavoro. 😦

    • Secondo me per i libri scaricati sul Kindle, come nel mi caso, il controllo è immediato e dovrebbero lasciare recensire anche a fronte di quell’unico acquisto. Guarda, quando e se ti va,

      le recensioni del mio Quando non ci pensi più.
      Sono 4 ma in realtà sono solo 3 perché quella a 1 stella, che non ho fatto in tempo a leggere è stata evidentemente cancellata da Amazon, tuttavia rimane nel grafico e mi abbassa la media. Che cagata è? Se la cancelli, la togli ovunque.
      Quindi non è che con questa stretta abbiano raggiunto la perfezione, tutt’altro.
      Felice che tu abbia letto il per me mitico Cherryman. Ho appena sentito la twin coi nipoti annoiati in montagna, forse si fermeranno pure settimana prossima, le scuole qui e da te dovrebbero rimanere ancora chiuse e sono inorridita.
      ANNOIATI? Stavo per mandarti una mail. Perché ci si annoia a 11/13 anni? Perché non si fa un gioco insieme, un puzzle, si va a pestare la neve. E soprattutto perché non si legge cazzarola!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Il sistema di Amazon non è perfetto, ovvio. Per questo stanno cercando di aggiustarlo. Oltretutto è un algoritmo, i controlli sono automatici, quindi figurati se può essere perfetto!
        Sarei inorridita anch’io. Se due ragazzini si annoiano in vacanza, la questione è seria. Io non riesco nemmeno ad immaginare di annoiarmi in un luogo tutto da scoprire e vivere. Senza la preoccupazione delle ore scolastiche. Anche ammesso che non si possano frequentare luoghi pubblici, si potrà comunque passeggiare intorno. Correre, saltare, andare in bici. Se invece devono stare al chiuso, disegnare, scrivere, leggere, giocare a carte, al Monopoly, a Pictionary. E non sarà sempre mica solo Netflix la soluzione…

      • Io riesco perfettamente a capire un ragazzino che si annoi in vacanza, mi capitava spesso: non ero libero di fare ciò che volessi, perché soggetto ai desideri e alle necessità di chi mi accompagnava (parenti).
        Volevo leggere Topolino? Non ora, c’è da vedere la tal cosa. Volevo guardare un cartone animato? Non ora, c’è da andare a messa. Volevo giocare in un cortile? Non ora, andiamo a fare visita a zia Ostrogota, quella che vediamo solo a certi funerali.

        Un ragazzino si annoia quando non ha un grado di libertà accettabile da usare per divertirsi a modo suo e lo si gestisce come un pacchetto prezioso da portare in giro e che deve divertirsi solo nel modo deciso da chi lo accompagna.
        Avendo sempre avuto un grado di affinità bassa col mio parentado, spesso mi sono annoiato a fare cose con loro (e ancora succede).
        Siamo troppo diversi 😛

      • @ConteGracula A me il Topolino lo davano proprio per farmi stare buona, sennò il mio sguardo mostrava troppo bene quello che pensavo della tal cosa, della messa e di zia Ostrogota 😀 E poi avevo sempre qualche pezzo di Lego in tasca, metti mai. Senza contare le figure magiche che uscivano dalle piastrelle della chiesa, nascoste tra le pieghe dei marmi.
        Comunque si, se un ragazzino si annoia, la responsabilità è pure dei genitori dai quali dipende.

      • La testa tra le nuvole l’ho sempre avuta, ma fare sempre le stesse cose mi annoiava (pur essendo praticante di pareidolia a livello agonistico, dopo un po’ mi stancavo di cercare sagome di, boh, conigli tra gli intrecci dei rami ^^).
        Tendenzialmente, riesco a divertirmi più spesso ora che sono adulto, anche perché riesco a fare ragionamenti più complessi (e ci mancherebbe altro XD ) e a inventare storie più profonde, ma pur non essendo mai stato un ribelle di quelli vistosi, non ho mai sopportato schemi troppi rigidi e costrizioni 😛

  3. @ Conte @ Barbara, sulla noia. Ora @ Conte, sai già che vogliamo subito zia Ostrogota qui!
    La situazione non è di un tour di parenti a sfinimento, quello annoierebbe chiunque, pure un adulto, è inverno in casa, in una bella località valdostana, che prevede immagino piccoli spostamenti e sciate nel weekend quando arriva papà. Purtroppo dai discorsi con altri amici che hanno figli coietanei la noia sembra essere il tratto significativo di questa generazione. Mi sento vecchissima, noi, che potevamo vedere es. i cartoni alle 17 in confronto a oggi quando a ogni ora c’è qualcosa di accessibile e piacevole tra tv e pay tv e dvd, Dio mio una mia compagna di classe in V comprò il videregistratore e pareva una cosa spaziale. Come dire, chiaro che sono altri tempi, ma più si ha e meno ci si diverte? Questo è grave.
    Capisco un figlio unico, ma se si è in 2 quasi coetanei, si litiga, verissimo, ma alla fine ci si fa compagnia e si possono fare molte cose. E comunque torno a dire che esistono i libri.

    • Zia Ostrogota è un archetipo junghiano composto dei peggiori tratti dei parenti più sgradevoli: qualsiasi persona in carne e ossa abbia più di una caratteristica di zia Ostrogota va evitata come gli strozzini! XD

      Riguardo ai ragazzini… l’unica sarebbe chiedere a loro il perché: forse avevano altri programmi proprio per quel periodo (corteggiare qualcuno, una festa con gli amici, un concerto). Riguardo al divertimento on demand, anche io trovo difficile annoiarmi con l’offerta esagerata che c’è, ma ho anche molte passioni da perseguire, quindi le possibilità di divertirmi aumentano di brutto, avendo un po’ di tempo. Se invece una persona ha solo una o due passioni a cui dedicarsi, può essere più difficile, se sei costretto ad andare in un posto di cui adesso non ti frega nulla.
      Da giovanissimi, spesso mancano termini di paragone e tutto può essere più drammatico XD

  4. Sei comunque una lettrice forte, Sandra! Nonostante il casotto complessivo, hai mantenuto dei beni ritmi. Io sono ferma a uno e mezzo. Ma l’uno è della nostra amica Nadia, per il quale ho lasciato una recensione 4 stelle su
    .. Amazon. Non sapevo dell’inghippo delle 50 euro minime di acquisto ma lo capisco. Almeno obbligano a rilasciare recensioni solo per coloro che hanno effettivamente acquistato il libro. Ho fatto un giro sul prime reading e ci sono testi di autori sconosciuti, sulla cui qualità non mi pronuncio, che Hannibal oltre duecento recensioni. Ma dai… Baci

    • L’acquisto effettivo, giusto e verificabile, può anche essere di un solo libro, no?
      In ogni caso, io do anche poco peso alle recensioni anzi zero per i miei acquisti, perché so bene che possono essere condizionate da mille fattori, ma da autrice un po’ è umano quantomeno guardarle.
      Penso che marzo sarà un mese di grandi letture, vista la situazione, continuo a dire che i libri salvano la vita, ora più che mai. Un caro abbraccio.

  5. Ma che bello essere nella tua lista delle letture di febbraio e con un voto così alto! Attendevo il tuo commento a questo ebook, che rappresenta il punto di svolta della trama. Per Amrod le cose non possono andare molto peggio di così (forse), ma neppure torneranno mai come prima, quello che è successo inevitabilmente lo segnerà per sempre. Ed è bello che ti immagini il Leynlared come la Danimarca! Io non sono mai stata in Danimarca, questa ambientazione è nata però durante un viaggio nei paesi baltici: la latitudine è più o meno quella, quindi direi che ci hai preso!

    Per quanto riguarda i bimbi e la noia, premesso che io sono la persona che si annoia più facilmente al mondo e quindi non posso giudicare, il problema è un po’ che non puoi fare le attività da vacanza. Sono sconsigliati tutti i raduni, quindi a mia figlia manca il giocare con i suoi amichetti. Io sono fortunata perché, essendo prof, sono a casa con lei, ma arrivati a venerdì (considera però che era rimasta a casa anche tutta la settimana prima perché non stava bene), pur con tutti i vantaggi del vivere in campagna (passeggiate, cavallini/caprette/asinelli…) ha iniziato a innervosirsi, chiedendo sempre più spesso di giocare con gli altri bimbi dell’asilo. Quindi capisco la necessità di tenere chiuse le scuole, capisco tutte le cose belle che si possono fare, ma un pochino capisco anche la noia.

    • Ti aspettavo (hai preso 8 anche il mese scorso). In effetti quando ho letto ciò che tu sai, stavo per mandarti un whtatsApp, ma non volevo essere ossessiva.
      Tua figlia giustamente è ancora piccola e ha esigenze diverse, tipo non legge, chissà come se la stanno cavando i tuoi alunni? La felicità di molti per la chiusura delle scuole inficiata da un “adesso cosa faccio?” In ogni caso da voi domani si riparte, qui no, per cui ragazzi ingegnatevi con qualcosa di interessante e legale, perché sta diventando lunga.

  6. Spendo molto su Amazon per cui non ho mai avuto problemi per le recensioni se non i primi tempi che lo usavo, ricordo che allora non me ne postarono una perchè non risultavo cliente. C’è da dire che esiste un problema (a mio parere molto grave per chi pubblica in self) per cui Amazon su determinati generi è inondato da recensioni false quindi ci sta che per ovviare in parte (guadagnandoci) abbiano messo la regola degli acquisti minimi.

    • Ciao Barbara, che bello trovarti qui. Sì. per le regole, no (a mio avviso ma vedo che sono in minoranza e rispetto assolutamente il parere di tutti) a questa specifica dei 50 euro. Qualche giorno fa ho visto su FB un autore piuttosto famoso che chiedeva di mettere recensioni, anche a 1 stella, al suo ultimo romanzo e ho pensato “Dio mio, comì’è messa l’editoria, se lui supplica recensioni, io cosa dovrei fare?” Spalancare il balcone e urlare “COMPRATE I MIEI LIBRIIIIIIIIIIIIIIII” E’ tutto parecchio complicato sia per chi pubblica con editori poco noti che per i selfisti, ma che pena mi fa chi scrive una recensione falsa per danneggiare, deve avere una vita ben miserabile. Un abbraccio.

  7. Questa novità di Amazon l’ho scoperta a mie spese la scorsa estate quando una mia amica che legge prevalentemente libri di carta ha comprato il mio romance in eBook Il sole sulla pelle, lo ha letto e voleva lasciare la recensione ma non le è stato permesso, perché non aveva speso abbastanza su Amazon. La cosa mi ha irritato moltissimo, mi è sembrata una bella ingiustizia, inoltre ho dovuto consolare la mia amica che era davvero dispiaciuta di non poter lasciare la recensione. Le ho detto che a me bastava che il libro le fosse piaciuto.

    • Vedo che sei della mia, probabilmente perché vedi il risvolto negativo per noi piccoli autori per cui una recensione non dico che possa fare la differenza, ma aiutarci sì. Anche se poi alla fine mi basta una parola, un messaggio e quelli non mancano per fortuna.

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