Ora che siamo tutti nella stessa situazione…

ma magari la percepiamo diversamente, per carattere, perché poi entrano in gioco mille fattori personali, vorrei scrivere qualcosa di decente qui nel blog, non il solito “sono preoccupata, sarà lunga, #stiamo in casa”! (Che poi no, oggi ho appurato che per me il tele lavoro è impossibile). Il pensiero è che quando sarà finita, con tutto il dolore possibile per le perdite, non saremo più gli stessi, e forse avremo recuperato qualcosa di positivo da questo tempo sospeso dentro una bolla, anche se oggi il numero dei decessi in Lombardia è il doppio di ieri ed è davvero dura.

E’ un’inezia, anzi meno, ma è qualche giorno che voglio dirvelo, avrei pure un post in bozza, ma aspettavo la firma, perché finalmente sono arrivata a un editore non dico big, ma per me importante (anche se poi magari non tutti lo conosceranno). Purtroppo però, nonostante la pubblicazione sia sicura, la situazione contingente, quantomeno stagnante, e il desiderio di fare uscire il libro con la migliore cornice che possa avere non vanno molto d’accordo. La produzione potrebbe slittare ma non appena l’editore sarà riuscito a creare un piano per gestire l’emergenza, avrò il contratto e tutti i dettagli del caso.

E te pareva se quando, dopo 10 anni di gavetta, vedo la luce, non doveva esserci un intoppo.

Se qualcuno di affezionato, vuole conoscere il mio stato d’animo giorno per giorno, o mandarmi un messaggio in privato, ma non ha ancora il mio numero di cellulare, può chiedermelo inviandomi una mail (la trovate su nella banda nera “Io e le mie pubblicazioni e contatti” e ne sarò felice. Siamo sospesi e impauriti, magari anche rabbiosi, una parola in più non cambierà la sostanza, ma puo farci sentire connessi e in questo momento di isolamento può fare la differenza. Io sono qua.

15 pensieri su “Ora che siamo tutti nella stessa situazione…

  1. Cara Sandra, inutile dire che sono preoccupata e angosciata, siamo tutti sulla stessa barca, ma questa cosa non mi solleva, sapere che c’era qualche zona d’Italia libera mi rincuorava un po’. Spero però che questa quarantena estesa a tutta l’Italia serva a migliorare la situazione.
    Il telelavoro non è facile da realizzare, proprio oggi, al lavoro, abbiamo fatto una riunione con i vertici per capire quali sono le attività di ogni settore che possano svolgersi da remoto, mi è venuto il male di testa. Non entro nel dettaglio, ma non è semplice e in certi casi è impossibile, soprattutto se occorre organizzarlo in pochi giorni. Il lavoro da remoto è certamente possibile se si effettua a un livello strutturale globale con certe predisposizioni. Hai ragione alla fine, usciremo da questa situazione profondamente cambiati. È un peccato che tu abbia questa bella notizia di un contratto con un buon editore e non possa gioirne al massimo, ma forse occorre ancora un po’ di pazienza. Incrociamo le dita insieme, un grande abbraccio (che a distanza ancora si può).

  2. Il telelavoro non è possibile per molte persone comunque, da chi lavora in industria, all’agricoltura, ai supermercati, ai trasportatori delle merci, nonché forze dell’ordine e pompieri. Per non parlare dei medici! Certo dispiace vedere che, pur avendo l’Italia ancora delle eccellenze informatiche, la maggioranza delle imprese (pmi, piccole e medie imprese) proprio arranca su cartaceo e flussi di lavoro. Probabilmente anche per stare dietro agli enti governativi, che ancora viaggiano con i fax…
    Senza dubbio da questo periodo ne usciremo cambiati: ci renderemo conto degli errori fatti, delle cose che devono cambiare in futuro perché l’impreparazione ci costerà cara, ma ci renderemo anche conto che venti e virus non si fermano alle frontiere.
    Per conto mio, non ho avuto un gran cambiamento. Sono tornata a lavorare da casa per un periodo, non posso uscire ma tanto non ne avrei il tempo, continuo a usare la rete per abbracciare virtualmente persone che stanno a 6 ore di meno di fuso orario. Non posso andare in palestra, ma ci siamo organizzate con le dirette Facebook (e pur non vedendomi, la mia coach riesce pure a correggermi le posizioni sbagliate…). Spero che gli altri approfittino di questa temporanea clausura per stare in famiglia e, chiedo troppo, leggere un libro…
    Ah, l’ho girato anche su Facebook. Grazie all’iniziativa di solidarietà digitale del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, imprese, associazioni e privati hanno messo a disposizione servizi gratuiti, dalla connettività all’intrattenimento, quotidiani e libri digitali compresi. Questo il link: https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
    Approfittiamone. 🙂

  3. Ciao Sandra, era inevitabile che questa situazione approdasse nei nostri blog, bene hai fatto a raccontarci di te e ametterti con così tanta generosità a disposizione. Inq uesto momento penso soprattutto alle persone sole, anziane o meno anziane che siano, perché gestire la paura, le mille complessità della nostra nuova condizione, è molto più difficile da soli.
    Sono sicura che tutto andrà bene, anche per la tua pubblicazione. Ma intanto, riguardati. Che poi c’è sempre il fotografo e chissà che altro che sta per arrivare… Abbracci

  4. @ Giulia, Barbara, Elena, grazie per questa partecipazione che non mi stupisco venga da 3 donne lavoratrii del nord senza figli. Qui ora siamo davvero appesi ad aspettare se la Lombardia chiuderà del tutto, come spero. L’unica cosa che mi preme è sapere a chi è nella mia cerchia ristretta ha avuto qualcuno di malato o addirittura deceduto, al momento no, nonostante i numeri impressionanti della regione e di questo sono grata. Prego che mia madre non la prenda, massima cautela ovviamente, e tutto il resto lo aggiusteremo quando si ripartirà. Un caro abbraccio.

  5. no, no e ancora no. L’editore non farà dietro front. Vedrai che ci vorrà più tempo del previsto, che sarà questione di procrastinare ancora un po’ ma tutto riprenderà da dove si era interrotto. Purtroppo il telelavoro non è possibile in moltissimi casi, ma c’è da sperare che con le opportune attenzioni non sarà troppo ostico recarsi al lavoro, anche se dicono di prendere ferie se possibile. Siamo tutti nella stessa barca, chi per una questione chi per l’altra si ritrova a vivere in una regione che non sembra più la stessa, spaurita e rintanata in casa in attesa esca il sole, il caldo e la bella notizia che tutto è passato. Uniti nella buona e nella cattiva sorte, ormai tutta l’Italia.

    • No, no che non fa marcia indietro, per me il contratto è fatto, vorrei solo conoscere i dettagli, ma figurati va bene pure così, anzi così ho qualcosa di bello per distrarmi. La regione non è più la stessa, voi aspettavate i turisti per la Pasqua e l’arrivo della bella stagione. Ma soprattutto io sono convinta che noi non saremo più gli stessi, è stato troppo straniante passare dalla Cina in Tv al virus sullo zerbino di casa. Troppi morti, troppi, Nadia, che non hanno manco avuto un funerale. Il funerale è uno strazio ma serve a tirare una riga, ad accompagnare il caro nell’ultimo viaggio.

  6. Siamo tutti a casa e un po’ spaesati.
    Ci tenevo a passare, anche solo per avvisare che sto molto poco sui blog e social, perché il telelavoro dei prof è uno strano esperimento sempre a rischio esplosione e al momento occupa tutto il tempo in cui posso staccarmi dalla bimba. Un abbraccione.

    • Eh sì, l’altra mia amica prof. è nella tua stessa situazione, lei insegna francese in 9 classi ed è pressoché disperata quindi conosco la situazione, non ti preoccupare. Ogni cosa la sistemeremo e recupereremo usciti da questa cosa tremenda. Grazie

  7. In ritardo ma ci sono!
    Un abbraccio a chi, come te, in trincea c’è da più tempo. Io mi sento una privilegiata, ho casa e studio collegati da una scala interna, il giardino fiorito e un sacco di cose da fare, di ogni genere.
    Anche la solitudine, o meglio il distacco forzato dalle persone a me più care ( per un diabolico caso, ci troviamo in comuni diversi ) spero si risolva in una maggiore valorizzazione dei sentimenti e dei rapporti.
    Ma soprattutto, sono una privilegiata perchè sto bene e perchè nessuno della mia cerchia più stretta è malato, e spero con tutto il cuore che non accada.
    Un caro pensiero a tutti voi.
    Mai come ora blog sono strumenti preziosi di contatto e confronto, che aiutano ad avere fiducia e ad andare avanti. Grazie a Sandra e a tutte voi blogger!

    • Dopo la beffa della finta chiusura di ieri, per cui io continuo a lavorare come molti, ma in condizioni pessime, si sono aggiunti nuovi problemi. Ma davvero come dici tu sono una privilegiata. Le visite nel blog sono precipitate, magari nel weekend riesco a postare qualcosa di scrittorio. Un bacione.

  8. Anche da noi sembra di vivere in un romanzo distopico. Le tue buone notizie restano buone, serve solo un po’ di pazienza, mi sembra di capire, quindi bene! Spero che presto ricorderemo questi giorni al passato.

  9. Vabbe’ dai, inutile fare la misteriosa in sto periodo terribile. E’ che la pubblicazione riguarda il YA e senza il tuo “Veronica c’è” non l’avrei mai scritto.

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