Perché ho deciso di sospendere il blog

nonostante io ami la condivisione e ne abbia fatto spesso una bandiera.

Le persone a me più vicine hanno il mio numero di telefono e la comunicazione può continuare via whatsapp, oltretutto mi sono resa disponibile per dare il numero ai lettori del blog più affezionati. La mia mail sta lassù e rispondo sempre a tutti.

Abbiamo tutti un carico emotivo enorme, anche chi non ha malati nella propria cerchia. Venerdì sera hanno portato via una donna nella scala accanto nel mio condominio, ho sentito l’ambulanza e ho visto la scena dal balcone. Oggi ho saputo della morte del padre di una mia amica di Alzano Lombardo. Viviamo problemi diversi: figli a casa, didattica on-line, genitori anziani e soli, obbligo di andare a lavorare visto che il decreto non ha di fatto chiuso tutto.

Abbiamo stravolto le nostre vite per continuare ad averne una. Non credo che la mia sia così interessante al momento.

Teniamo duro e che che Dio ci assista.

16 pensieri su “Perché ho deciso di sospendere il blog

  1. Siamo proprio nelle mani della Provvidenza. Io ho lanciato una mia personale iniziativa i poesia+arte sul blog, ma capisco in pieno la sospensione del tuo spazio virtuale. Noi ci sentiamo, come dici, anche su altri canali. Un abbraccio con tanto tanto affetto.

  2. Come ho appena pubblicato nel blog, io sono in corsa proprio a dare supporto. Che se da noi è difficile, ma ci stiamo adattando, all’estero sta esplodendo il casino puro. Si stanno rendendo conto ora che i cinesi prima e gli italiani dopo non stavano scherzando… Stasera è giunta la notizia di un contagio a noi vicino, ma non frequentato per fortuna. Ma sono comunque tranquilla perché in Italia, per quanti problemi ci siano, abbiamo una sanità pubblica davvero eccellente. In questo momento non vorrei né essere a Londra e nemmeno negli Stati Uniti… un’amica di laggiù, senza assicurazione, si è barricata in casa perché in caso di virus l’ospedale le costerebbe 2000 dollari al giorno. Allucinante.

    • Eh la nostra sanità che qualcuno voleva fare modello USA (e getta, battuta vecchia ma pertinente). Non ho ancora visto tuo aggiornamento blog, la giornata mi è volata più del solito. In Lombardia iniziano a essee carenti le apparecchiature per intubare e la situazione è molto critica. Io la paura la percepisco eccome. Ci vediamo dopo da te. Baci

  3. Mi dispiace Sandra, capisco il tuo stato d’animo. Prendo nota della tua mail per mantenere i contatti. Un abbraccio virtuale

    • Grazie, sono proprio sotto sopra, poi magari tra due giorni ho un attacco di nostalgia per il blog e lo riprendo, vivo un po’ alla giornata a dire il vero.

    • Grazie, trovo ancora molto conforto e distrazione nella scrittura di storie, ma se mi metto a fare un po’ di cronaca rischio di diventare monotematica, e non per la reclusione, assolutamente, ma per la preoccupazione.

  4. Quanto mi dispiace, Sandra. Non solo per il casino che ci succede intorno e davanti, ma anche per questa tua decisione. La capisco, ma mi dispiace comunque. Leggere e condividere a volte può fare tanto. Spero che tu stia bene. Un bacio

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