Sarà per sempre

Ci vorrà un anno, già un anno perché finché non avremo un vaccino il virus girerà tra noi, ma il contenimento darà i suoi frutti e le terapie intensive piano piano saranno meno compresse e la cura diventerà più facile. Questo è ciò che ho inteso io. Gradualmente si riapriranno le diverse attività sebbene nulla sarà più come prima, anche per chi è stato colpito con minore ferocia.

Fondamentalmente questo anno nessuno ce lo ridarrà più, per questo è importante, come dice Paolo Giordano, non avere vissuto invano questo enorme dolore. Trarre insegnamenti, provare empatia per qualcuno di inaspettato. Ho telefonato alla mia vicina di pianerottolo, una 85enne o forse più, e le ho chiesto se voleva una fetta di crostata (mi verrebbe anche da dire che per gradire le mie torte tocca proprio essere messi male) ne è stata contentissima, gliel’ho messa su una sedia fuori dalla sua porta e poi lei ci ha lasciato un biglietto di ringraziamento per il pensiero gentile. Pare le sia persino piaciuta. Ho avuto e ho tutt’ora molte difficoltà oggettive di e con il lavoro, di lontananza dagli affetti, di preoccupazione concreta per la mia salute e quella dei miei cari e non ho voglia di entrare nel merito.

Ognuno ha le sue, con le differenze del caso. Io non so cosa sia la didattica a distanza, né da alunna, né da genitore, né da insegnante, però ho sperimentato lo smart working, la coda al supermercato talmente lunga che non si capiva da dove cominciasse, l’autoisolamento volontario perché per tre sere, per evitare di prendere la metropolitana, mi ha dato un passaggio un collega, che poi ha avuto la febbre a 38 e non me l’ha manco detto (c’è stato di mezzo un suo venerdì di ferie e il weekend). E questo è stato davvero il minore dei mali. La vita troppo sedentaria ha avuto effetti abbastanza nefasti, ma ho paura ad avventurarmi nel giardino condominiale e fare avanti e indietro in corridoio mi sembra idiota, soprattutto quando a pochi metri c’è un pc così allettante con le storie che aspettano solo di uscire dalla tastiera. Si è rotto il phon, che se semplicemente non si fosse acceso amen (a parte che è nuovo, semiprofessionale e in garanzia, negozio ovviamente chiuso al momento) ma faceva un rumore assurdo, traballava e sputava fuori pezzi di plastica che mi hanno invaso il bagno. Non l’ho filmato perché non volevo riaccenderlo ma meritava parecchio. Ora sembro cugino Itt e l’idea di conservare un aspetto decente è definitivamente tramontata.

Si rischia di litigare con tutti. In una chat di un vecchio corso di scrittura, una signora ha chiesto a un’altra se il genero che lavora in un vivaio attualmente chiuso potesse procurarle delle orchidee. Stavo per intervenire urlando un vocale di sdegno: “Ma vi pare indispensabile?” Sono sempre molto affettuosa con i miei familiari e le persone a me più vicine, perché so quanto siamo tutti soffrendo emotivamente per la paura e l’isolamento, ma magari posso sbottare pure io, come quando mia mamma mi ha detto che il figlio della vicina faceva la spesa on-line “perché tu no?” Perché io ho trovato solo “non disponibile, riprova più tardi” in tutti i supermercati. Non è che mi diverta a stare in fila 1 ora e 40 oltretutto in un giorno gelido, il primo in cui uscivo per la faccenda collega di cui sopra.

Nonostante ci siano tutti i presupposti che aprile sia peggio, il sentimento che prevale in me è ancora la gratitudine per essere qui. Qui in questo momento significa a casa, Orso in ferie, che fa esercizi ginnici in sala con panca, pesi e cyclette e io in vestaglia che ancora non mi decido ad avviare la giornata, tanto c’è tempo, con un vago senso di ansia per la spesa pomeridiana, organizzata diversamente, sperando che la strategia funzioni.

Però un anno è un periodo super lungo, il 31 dicembre brinderemo scacciando questo primo anno del secondo decennio del millennio così orribile, facendo un sacco di casino vero. Forse potremo finalmente abbracciarci e grideremo per le strade, nei locali di nuovo pieni di vita, però saremo di meno su questa terra e il dolore per le perdite lo porteremo nel 2021, nel 2022 e oltre.

Quello sarà per sempre.

21 pensieri su “Sarà per sempre

  1. Sarà per sempre, questo è vero, ma temo che pochi l’abbiano capito. Almeno così fanno pensare i loro comportamenti. Molti aspettano la fine del lock down, convinti che ripartirà tutto come prima, non vedono l’ora di riversarsi per strade e negozi come niente fosse. Non sarà così e apprezzo molto l’idea di una partenza graduale, sbloccare le attività un po’ per volta, diluire la massa. Altrimenti rischiamo di tornare indietro, di avere un nuovo picco. E non ce lo possiamo permettere.
    Io non ho litigato con nessuno, ma sono sincera, certe persone mi sono proprio scese sotto i tacchi, ops le ciabatte. Se nelle crisi si vede il vero carattere di ognuno, mi sono resa conto di essermi sbagliata parecchio. Dall’altra parte, perché poi la vita sempre compensa in modi tortuosi, ho trovato solidarietà dove non credevo, nuovi amici che sono diamanti. Quest’esperienza lascerà un segno indelebile.

    PS. Se vuoi muoverti un po’, puoi provare col cyclo-reading. La cyclette ce l’hai no? Metti il Kindle con il carattere grande grande, sali e inizia a pedalare leggendo. Non devi correre come Pantani, ma una pedalata leggera, come una camminata. E intanto leggi. Dopo un po’ le gambe andranno da sole. 😉

    • Infatti, cara Barbara, pur non volendo scrivere sul virus, con l’avvio di un nuovo mese ho pensato di dire la mia, senza raccontare troppo della mia personale situazione, perché ci sono in giro ancora troppi che fanno a gara a chi sta peggio (ho voluto quindi sottolineare la gratitudine), non sembrano particolarmente toccati dai morti. Oggi ho letto una cosa che mi ha fatto molto dispiacere, poi ti scrivo. Non ho litigato ma mi sono appunto molto trattenuta, ma chiaramente il virus sarà anche uno spartiacque. La cyclette l’ho presa in considerazione, grazie per l’idea dell’abbinata col Kindle, però sarebbe opportuno fare movimenti ehm non da seduta. Un bacione

  2. Il 2019 era stato un anno terribile per me tanto dolore fisico, due interventi…. Speravo che il 2020 andasse meglio, non ci voleva molto, bastava davvero poco e invece si sta dimostrando più catastrofico del precedente e porterà con sé sicuramente dei cambiamenti senza precedenti. Mi sto corazzando in questi giorni di finta calma. Chissà se sarò abbastanza forte…poi….

    • Sì cara, tu avevi proprio bisogno di un anno migliore, invece.
      Questo 2020 è catastrofico per tutti e occorre come dici bene tu corazzarsi per il dopo, sono convinta che troverai la forza. Un caro abbraccio.

  3. Mi permetti di dissentire. Io non mi sento defraudata di un anno di vita. Sento invece questa esperienza come qualcosa di inaspetatto sì, ma anche speciale, nel bene e nel male, e sono intenzionata a viverla profondamente e per intero, senza nascondermi le paure e le ansie, ma anche le potenzialità che puo’ produrre.
    Siamo nella storia. Qualcuno ci racconterà. E noi ci saremo state. Io voglio vivermela.

  4. La sensazione di non essere più padroni del proprio tempo, di non avere più la libertà di muoversi e di fare progetti è insolita e pesante, ma non si devono sprecare energie per opporsi alla forza degli avvenimenti, meglio lasciarsi portare dalla corrente, assecondarne il flusso e trovare una nuova dimensione. Non sarà facile, ci saranno conseguenze per tutti, ma non dobbiamo lamentarci, lo dobbiamo ai nostri genitori e ai nostri nonni che hanno affrontato le bombe, la fame, la guerra.
    Auguri a tutti di buona salute, per sè e per le persone care.

  5. @ Elena, ma certo che puoi dissentire, qui si parla e a me piace confrontarsi. Io tutto questo l’avrei evitato, oggi ho fatto spesa nel supermercato sotto casa di mia mamma, a 1 km e 300 metri da casa mia poiché il mio è davvero impraticabile, in auto poi ovviamente la spesa è tutta un’altra cosa, Emanuele lì, io a 100 metri dal macellaio che ha anche altro, quando ho finito ho manato un sms a mia mamma “affacciati al balcone” poi è scesa, siamo state a più di 1 metro, entrambe con mascherine di quelle belle col filtro, non la vedevo da 1 mese. Bravissima ad afrontare tutto, ma comunque sola e impaurita con 1000 precauzioni, questo intendo io questo non lo volevo vivere. Per il resto certo che vivo, forse molto più di altri, visto ciò che creativamente sta tirando fuori il periodo.
    @ Brunella, no dai non mi sono lamentata eh. Sono solo constatazioni, cronaca. La nuova dimensione è che il frigorifero pieno non pensavo potesse darmi tanta felicità, io sinceramente ero arrivata a razionare il cibo, un mattino c’erano 5 biscotti, 2 per me e 3 per l’Orso. Io blindata in casa, Emanuele comunque in ufficio con orari assurdi.
    @ Speranza, grazie davvero, questo era quello che volevo fare e tu hai colto alla perfezione, verità, sincerità e il dolore che c’è dietro rimane appunto dietro. Anche la rabbia, provo anche quella. Un caro abbraccio.

  6. Dopo un 2019 di dolore e lutto, speravo in un 2020 migliore, ma non è stato così. Io, purtroppo o per fortuna, sarà che avevo toccato il fondo, non sono neanche troppo sgomenta e mi concedo tutti gli alibi di questa situazione, ho ripreso a mangiare Nutella e patatine fritte e non mi preoccupo della corsetta quotidiana (che poi non l’ho mai fatta, forse due volte a settimana nei miei momenti migliori) mi mancano le lezioni di pilates (che tanto bene mi faceva alla schiena), ma me ne farò una ragione, però mi dispiace molto di più per la mia insegnante che senza corsi non guadagna nulla…
    Quello che è importante però, alla fine della fiera, è mantenere la salute e, se sarà così, non sarà un anno perso, quindi incrocio le dita per tutti noi.

    • Se saremo tutti ancora qui ci sarà andata benone, ma per me è un anno perso perché è mancata la serenità di vivere e non parlo delle privazioni, del non uscire, ma come si fa a vedere il Tg noi numeri della Lombardia? Con mia mamma con una patologia polmonare che sta attentissima ma ti dice “la spesa la faccio io perché se tu dovessi ammalarti anche se non avremmo la certezza che l’hai presox farmi la spesa io mi suiciderei per il senso di colpa? Però se mi ammalo non ne esco viva” E ti garantisco che mia mamma non è una piagnucolona proprio per niente.
      Poi benissimo patatine e nutella. O ciò che più ci piace (ho appena comprato il Prosecco!)

  7. Ognuno reagisce alla situazione a suo modo, ma non credo si possano trarre conclusioni sulle persone da come si comportano in questi momenti particolari. Si può essere sensibili senza essere emotivi, preoccupati senza essere apprensivi, calmi senza essere indifferenti, e dall’esterno nessuno potrebbe distinguere la differenza. Forse essere non-giudicanti e compassionevoli nel senso buddista del termine è il miglior regalo che possiamo farci reciprocamente in questo periodo.

  8. Concordo. Ne parlavamo proprio stasera con mio marito, anche secondo me è un anno perso, vita rubata. Tutti i baci e gli abbracci che non posso dare ai miei, a mio fratello, alla tanto desiderata e stra amata nipotina che non ha nemmeno due anni e che divorerei di baci. Poi certo, questa tragedia ci insegnerà qualcosa, ci cambierà, magari in meglio rendendoci più consapevoli. Ma intanto ci sta rubando tempo e vita. E anche io, oltre all’angoscia, alla preoccupazione, al senso di impotenza di fronte a certe situazioni, fondamentalmente provo tanta rabbia.

    • Per la tua nipotina è davvero un anno rubato, peché sta crescendo senza tutti i tuoi baci e l’amore della famiglia allargata. Per i più giovani, nell’economia della loro più breve esistenza, è un dramma, perché diciamo da adulti le vite sono meno soggette a grossi cambiamenti, ma nell’età evolutiva significa perdere cose irripetibili. Mio nipote perderà la gita di III media già organizzata a Trieste e no, non potrà rifarla a dicembre o l’anno prossimo. Lo stesso per gli anziani, che magari anno poco tempo ancora davanti a loro e ora gli è negata la vicinanza a figli e nipoti.
      Stiamo tutti sperando che ci cambi in meglio, come ho detto all’inizio del post, che il dolore non sia del tutto inutile.

  9. So che alcuni scenari parlano di un anno, ma altri sono un po’ più ottimisti. Ci sono già vaccini in sperimentazione sugli animali, quindi potenzialmente pronti per l’autunno. Non voglio illudermi, sia chiaro, il dopo sarà terribile anche da un punto di vista economico, ma neppure iniziare a deprimermi pensando a un tempo indefinito murata in casa. In questa strana bolla temporale mi manca il tempo. Ho smesso di lavorare da una ventina di minuti e io di solito a quest’ora già dormo da un pezzo, non vorrei tanto, un’oretta per pensare e magari scrivere. Ma i miei disagi sono ben poca cosa rispetto a quelli di altri. Mi dà fastidio l’aggressività, quello sì, e il mancato rispetto per gli altri. Mi spaventano i delatori improvvisati e, come ho scritto anche da me, i leoni da tastiera. Però oggi ho assistito a un miracolo: la coda per entrare al supermercato era ordinatissima, cosa in Italia mai vista prima

    • Non un anno a casa, certo, un anno per riprendersi del tutto, sul fronte riaperture totali, poi è chiaro che ci vorrà del tempo perché se ne venga fuori a livello economico. Ah la coda super ordinata, distanziatissimi, con gesti di gentilezza reciproca, quello sì.

  10. Il tempo che abbiamo a disposizione abbiamo poche possibilità di spenderlo come più vogliamo confinati in casa. Purtroppo perde ogni buona funzionalità trasformandolo in prigione. A me sa di sogni messi in naftalina. Se una lezione la sta dando è che messi alle strette continuamente a confronto con le nostre paure e fragilità resisteranno solo i più equilibrati.

    • Equilibrio era la mia parola di alcuni anni fa, quest’anno avevo scelto IO. E’ diventato IO a casa. Eh sì, lo continuo a dire, siamo in mezzo alla tempesta ma non possiamo abbandonare il timone.

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