Il mio YA emblema di rinascita

Era il 20 agosto quando inviavo questa mail, il romanzo Young Adult di cui parlo, non avevo neppure finito di scriverlo.

Cara XXX,

ci siamo conosciute tanto tempo fa, via blog e poi viste un paio di volte in fiera, a Torino e Modena.
Girando nel web sono ricapitata con piacere nel sito di Plesio.
Io ho continuato a scrivere fomanzi femminili e a pubblicare principalmente con goWare.
Tuttavia ora sto scrivendo un romanzo il cui cuore della storia è:

Anita, una tredicenne, la cui madre è morta quando aveva quattro anni di cui ovviamente ricorda poco, ha una normale vita da adolescente quando, mentre trascrive una ricetta su un quaderno che tiene a questo scopo, trova una pagina già scritta dopo l’ultimo piatto che aveva inserito. Si tratta di una lettera di sua madre, che a cadenza regolare comunicherà in questo modo con la figlia. Anita custodisce il diario e le emozioni di questo rapporto tanto singolare.

Ora mi chiedevo se questo tratto esoterico potesse in qualche modo essere ascrivibile nel Fantasy (…)

Ai primi di ottobre mi hanno chiesto il manoscritto, dicendosi interessati e ai primi di marzo mi hanno detto di volerlo pubblicare. E oggi finalmente è arrivato il contratto con Lambda House, il marchio di Plesio per la narrativa non fantasy.

Naturalmente il virus ha reso quantomeno stagnante la situazione degli editori e per questo la definizione del contratto è andata per le lunghe, al punto che avevo cominciato a temere che avessero cambiato idea, ma mi hanno sempre rassicurata e ci siamo mantenute in contatto, anche per informarci sulla rispettiva salute.

Sfiga del corona contingente a parte (e comunque in una visione più ampia è tutta l’economia al tracollo, a parte i negozi di alimentari e poco altro credo, per cui cerco di fare delle valutazioni andando oltre questa situazione, come ho sempre fatto parlando di libri) sono stra felice per diversi motivi. Conosco e apprezzo Plesio da anni, e non so proprio quale mano divina mi abbia ricondotta alla casa editrice quel giorno visto che non scrivo fantasy nè ero a conoscenza della loro nuova costola. Sono romagnoli e io ho trascorso le vacanze da 1 a 20 anni a Rimini e Riccione, per me il mare era la Romagna, punto e ne conservo ricordi stratosferici. Ebbene, arrivando nella stazione di Forlì, dove risiede Plesio, io cominciavo seriamente ad agitarmi, a Cesena si tiravano giù le valigie dalla retina portabagagli, vi giuro se ci ripenso mi viene ancora il groppone. Sono sentimentalismi scemi, lo so. Ma io sono fatta così. Tornando più pragmatica va detto che dopo anni di editori digitali che benissimo esistano, soprattutto laddove c’è la possibilità del cartaceo con il print on demand, finalmente un editore tradizionale, presente al Salone di Torino, Lucca Comics e tutto quanto.

In ultima analisi Tienimi stretta è un romanzo in cui credo molto che mi ha divertito tantissimo scrivere. Ho un ricordo luminoso di certi momenti in cui imbastivo i personaggi e le situazioni, li vedevo crescere credibili, cercavo informazioni su ciò che mi serviva, ascoltavo musiche ispiranti e vedevo le parole che, infilate una dopo l’altra, acquistavano un senso. E ora tutto questo giunge a concretezza. Questa pubblicazione arriva senza che io’abbia sottoposto il manoscritto a editing, o pareri esterni; sentivo che il guizzo del diario della madre defunta era una buona trovata narrativa e da lì sono partita. Perché tutto sommato trovo anche che si stia esagerando con questa necessità imperante di avere valutazioni professionali, e soprattutto revisioni, da parte di agenzie di servizi in modo da proporre all’editore un romanzo il più possibile finito. Un editore deve essere in grado di sistemare il testo anche in base alle proprie linee editoriali che l’autore magari non conosce neppure. Oltretutto c’è un’immensa soggettività di giudizio anche da parte di chi dovrebbe essere in grado di sganciarsi dal semplice “gusto personale”.

Le cose per me sono cambiate quando ho cominciato a disinteressarmi sul serio al fatidico grande salto, ma soprattutto dopo aver toccato il fondo a novembre. Le crisi precedenti in confronto erano state (ma all’epoca non potevo saperlo) delle bazzeccole. Il vostro sostegno è stato fondamentale per ripartire, non pensavo proprio che ce l’avrei fatta e di questo vi sono profondamente grata.  Ora, be’ ora arrivo al miglior editore che abbia mai voluto pubblicarmi. Un grazie speciale a Grazia Gironella che mi ha fatto venire voglia di scrivere un Young Adult.

Dopo il sì di Plesio, con una sorta di effetto domino, sono arrivati anche gli altri responsi positivi, ma nella mia vita di autrice i rifiuti e i silenzi sono stati una caterva, la tenacia e il duro lavoro sono al solito l’unica via quando ci si crede. C’è un’immensa soggettività di giudizio anche da parte di chi dovrebbe essere in grado di sganciarsi dal semplice “gusto personale”.

Non ho idea quando verrà pubblicato il romanzo,  tutte le uscite sono destinate e slittare e c’è la grande incognita circa il Salone, se avrà luogo in autunno oppure no, ma questo ora non ha alcuna importanza.

Il focus è che le Faè Twins sono sempre state delle grandissime creative. Mia sorella in smart working, con pure il marito che lavora da casa, due figli in didattica on line, zero aiuti domestici in un appartamento molto grande, si è aperta un canale you tube di scrap per condividere preziose idee, riempi-tempo. Donne annoiate, siete avvisate! Vi prego, buttate fuori la testa dal pantano, solo la testa eh, e inventate, sperimentate, giocate, cucinate, cantate. Siamo tutti stanchi, tristi e impauriti, non lasciamo che il virus che non ci ha uccisi, uccida la nostra parte che ha sempre saputo splendere. Eccola qua. E’ bravissima.

 

18 pensieri su “Il mio YA emblema di rinascita

  1. Giuro, io mi perdo… Quindi è in uscita quello della ragazza che ascoltava De André, questo che è il young adult, e in giro dovresti avere anche quel rosa tanto rimaneggiato… Ma oh, che lasci u posto anche per gli altri autori?! 😀 😀 😀
    Complimenti alla Twin, video ben fatto! E sì, la creatività è da sempre una preziosa scialuppa di salvataggio. Non avessi da leggere e da scrivere, penso che ritirerei fuori gli acquerelli. 😉

    • Sono 3, e pure io ho un delirio di mail che mediamente le cose non si risolvono mai con io propongo-l’editore invia il contratto, la faccenda è sempre molto più lunga e articolata. Credo che tutto si completerà in un anno, uscite ben scaglionate quind, metà maggio, fine anno e forse primavera prossima, il YA è quello più incerto come data. Gli altri autori devono darsi da fare quanto me! Aahha.
      Sì Giulia è molto tecnica, ha anche capacità informatiche apprese per passione. Tu non hai bisogno di trovarti altri passatempi,direi. Ci siamo capite. Bacione.

  2. La novità non è mica la tua tenacia, le tue idee creative nella scrittura, né gli editori o lo YA. No no. La novità è la promozione della twin. E certo, siete proprio due splendide creative…

    • Io e Giulia siamo molto particolari, per certi versi diversissime, per altri, tipo il rigore e la creatività identiche. Dobbiamo molto alle nostre maestre delle elementari. Abbiamo un passato di scrapper in comune, poi lei ha preso il volo e io mi sono arenata, e non posso che apprezzare i suoi risultati

  3. Complimenti davvero! Oltretutto penso che gli YA siano un “genere” pieno di soddisfazioni, vengono letti da ragazzi che stanno formando il loro gusto alla lettura e spesso sono il trampolino di lancio che li porta a essere lettori per tutta la vita! Ho visto così con mia sorella e mio fratello (mio figlio, purtroppo, lettore fortissimo fino a 3-4 anni fa, ora non legge niente). Bravissima anche la gemella!

    • Grazie doppio da entrambe.
      Il genere YA mi prende un sacco, ha parecchie sfaccettature e può essere il passaporto per la lettura da adulti che spero tuo figlio voglia riprendere. Spero di cimentarmici ancora, questo mi ha davvero dato grandissima soddisfazione, speriamo poi che piaccia.

  4. @ Elena, sulla somiglianza pareri molto discordanti, ma gli occhiali, che io ho messo molto dopo di lei perché i miei sono da “vecchiaia” mentre Giulia è astigmatica, fanno tanto per la somiglianza. E la meches bionda non mi piace molto a dire il vero.

  5. Wow, anche una vena soprannaturale nel YA, che sorpresa!
    Insomma di carne al fuoco ne hai in abbondanza. Comunque Plesio mi è sempre sembrata un’ottima CE, seria e professionale, ma anche “umana” se posso esprimermi così.
    Per il resto, di noia non se ne parla per me, direi anzi che il tempo è troppo poco per fare tutte le cose che vorrei. Quarantena o no.

    • Infatti cara Maria Teresa, in questo periodo ti sento molto affine, e dire che sei stata tra le primissime blog amiche incontrate, noia? No, grazie. Sì, in Plesio si stanno dimostrando davvero bravi in ogni dettaglio, nei rapporti, nella costruzione di un percorso per il romanzo e nell’affrontare il dramma senza troppi piagnistei ma con azioni propositive; nella loro pagina FB hanno organizzato un torneo tra i personaggi dei loro romanzi, inaugurato una nuova collana fantasy erotica, insomma si danno da fare.
      La vena soprannaturale ovviamente ha sorpreso me per prima, anche se poi ho cercato di non dare alla storia un taglio troppo mistico ma più terreno.

  6. Complimenti per il contratto con Plesio (casa editrice che non conoscevo, ed è in Romagna! Devo approfondire, andrò a guardare sul sito…) carino il video di tua sorella, fare un album con le foto e i ricordi delle vacanze è una cosa molto carina, una volta li facevo anch’io ai tempi in cui le foto si facevano solo con la vecchia pellicola, poi ho smesso per questioni di spazi. Riguardo alla noia, non è presente nella mia vita, anche in tempi di coronavirus, anzi oggi ero in ferie e volevo fare il cambio dell’armadio, ma mi hanno chiamato tutta mattina diversi colleghi pensando che fossi in lavoro agile, una rottura che non ti dico, inutile dire che il cambio dell’armadio non l’ho finito e domani volevo scrivere…

    • Grazie Giulia, sì mia sorella che si chiama come te fa degli album pazzeschi, io sono rimasta a quelli vecchio stile con la pellicola come te e ora ahimè si stampa poco. Io ho imparato a stroncare e troncare i disturbatori se sono in part time o cassa, mentre per il cambio ho lavato i capi invernali e per il resto tiro giù al bisogno, ormai vivo in tuta, se esco jeans e felpa e ho idea che molti capi non varrà nappure la pena di metterli a mano, purtroppo. Non sono molto fiduciosa verso le uscite per i prossimi mesi, quindi mi servirà poco.

    • Grazie ancora e grazie per essere tornata a leggere il post. Il YA mi sta davvero danto grand soddisfazione, spero di poter essere ispirata per altre storie di questo genere.

  7. Erano mesi che volevo commentare questo post e finalmente ci riesco. Evviva evviva evviva, ma soprattutto brava brava brava! Parafrasando il titolo di un tuo romanzo: quando non ci pensi più… 😀 PS: sono senza telefono da due giorni, in caso tu mi avessi contattato e io non ti avessi risposto, il motivo è quello!

    • Grazie, Francesca, questo risultato col YA è il più sorprendente e felice della mia carrierina. Il romanzo credo presenti molti elementi di fascino e non è neppure più tanto un YA, direi narrativa non di genere. Ok, avvisami quando tornerai in possesso del cell. che sarà una bella rogna non avere. Un bacio

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